<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791</id><updated>2012-01-28T02:00:07.646+01:00</updated><category term='Laser game'/><category term='Tape'/><category term='Super NES'/><category term='Sport'/><category term='Arcade'/><category term='Fighting'/><category term='Simulation'/><category term='RPG'/><category term='Pinball'/><category term='Floppy'/><category term='Atari 8 Bit'/><category term='M.A.M.E.'/><category term='Chinese'/><category term='Windows'/><category term='Survival Horror'/><category term='Shoot &apos;em up'/><category term='Side-Scroller'/><category term='Puzzle'/><category term='Detective Story'/><category term='MS-DOS'/><category term='Shooter'/><category term='Adventure'/><category term='Platform'/><category term='Apple Macintosh'/><category term='Soccer'/><category term='Post-Mortem'/><category term='Boxing'/><category term='Console'/><category term='Beat&apos;em up'/><category term='Korean'/><category term='Sony Playstation'/><category term='Remake'/><category term='Atari 2600'/><category term='Space shooter'/><category term='Nec PC-98'/><category term='Sega Mega Drive'/><category term='Horror'/><category term='Golf'/><category term='Unreleased'/><category term='Unofficial'/><category term='Amstrad CPC'/><category term='Prototype'/><category term='Strategy'/><category term='Collection'/><category term='Action'/><category term='Sega Saturn'/><category term='Irem'/><category term='Amiga'/><category term='FPS'/><category term='Commodore 64'/><category term='Japan'/><category term='Driving'/><category term='ROM'/><category term='Nec PC-FX'/><category term='ScummVM'/><category term='Atari Jaguar'/><category term='Isometric'/><category term='Namco'/><category term='Nec PC-Engine'/><category term='MSX'/><category term='Atari ST'/><category term='ZX Spectrum'/><category term='Football'/><category term='Racing'/><category term='Oric Atmos'/><category term='Flipper'/><title type='text'>Lost Games Blog v5.0 (WIP)</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>295</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-8742648177783733027</id><published>2011-12-08T18:05:00.005+01:00</published><updated>2012-01-23T15:07:35.068+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Windows'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Survival Horror'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Remake'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FPS'/><title type='text'>LV-426: Aliens Remake</title><content type='html'>LV-426 è un ottimo rifacimento del buon vecchio “&lt;a href="http://www.mobygames.com/game/aliens"&gt;Aliens&lt;/a&gt;”, uno sparatutto in prima persona realizzato per le principali piattaforme ad otto bit dei primi anni ’80. Il gioco, come traspare chiaramente dal titolo, è stato tratto dal &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aliens_-_Scontro_finale"&gt;secondo film&lt;/a&gt; dell’omonima serie cinematografica e viene ricordato come uno dei videogiochi più sorprendenti della sua epoca. Non tanto per l’innovativa visuale in soggettiva attraverso cui si governava un manipolo di soldati costretti in un’ambientazione claustrofobica, ma piuttosto per via della cura con cui riuscì a ricreare l’inquietante atmosfera della pellicola originale. Grazie a quest’ultima divenne, infatti, uno dei giochi più angoscianti della storia del videogioco, ovviamente facendo le debite proporzioni in termini di possibilità hardware. La trama, come premesso, si rifà alla vicenda narrata nel secondo capitolo della saga: in pratica dopo quasi sessant’anni passati alla deriva nello spazio, la capsula di salvataggio del tenente Ellen Ripley viene finalmente intercettata e tratta in salvo sulla stazione spaziale Gateway, in orbita nei pressi della Terra. Dopo qualche giorno di riposo, resosi necessario per riprendersi dai postumi di un così prolungato periodo di “ipersonno”, Ripley, ancora visibilmente scossa per l’accaduto, si presenta davanti ai rappresentanti della Compagnia, la “Weyland-Yutani”, per esporre i fatti che portarono alla decimazione dell’intero equipaggio e alla successiva autodistruzione della gigantesca astronave da carico Nostromo. Fin da subito, il suo resoconto non è ritenuto plausibile e viene addirittura liquidato come un mero vaneggiamento di una donna mentalmente instabile e profondamente traumatizzata da una brutta esperienza. Il solo accettare l’idea che un così grave disastro possa essere avvenuto a causa di una fantomatica creatura aliena sviluppatasi all’interno di un membro&amp;nbsp; dell’equipaggio precedentemente infettato da un parassita proveniente da un misterioso relitto scoperto sulla superficie di un pianeta sconosciuto, appare del tutto inconcepibile per i presenti. Lo stesso monito, attraverso il quale Ellen cerca di mettere in guardia i commissari circa l’esistenza d'innumerevoli altri esemplari analoghi celati all'interno di quel misterioso scafo alieno, rimane del tutto inascoltato. Da lì a poco, s’interrompono le comunicazioni con la colonia LV-426, da  cui il titolo del gioco, il medesimo pianeta su  cui decenni prima mise piede lo sfortunato equipaggio del Nostromo. In  men che non si dica, viene organizzata una missione per investigare  sulle cause del misterioso silenzio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="360" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HQat4obE2T8?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/HQat4obE2T8?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="360" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ripley, inizialmente riluttante,  alla fine decide di esorcizzare le proprie paure partecipando alla stregua di un mero consulente. Una volta sul  posto, i prodi “marines” si renderanno ben presto conto che la gravità  della situazione supera le loro ben più rosee aspettative e la  stessa Ripley dovrà scendere nuovamente in campo per uscirne viva. Il gioco sostanzialmente ci pone al comando di una squadra di sei soldati che ha il compito di perlustrare il vasto complesso coloniale di LV-426, benchè la stessa Ripley suggerisca di concentrare ogni sforzo per individuare e raggiungere incolumi la camera in cui si anniderebbe la temibile regina aliena. All’inizio della partita, diversamente da quanto accadeva nel titolo originale, c’è offerta la possibilità di personalizzare l’allegra combriccola che da lì a poco andremo a governare, cliccando su un particolare membro della spedizione, infatti, potremo sostituirlo con un altro giusto per rendere le cose un po’ più varie. Ogni soldato dispone di una serie di parametri che ne descrivono le performance in azione, in particolare: l’ammontare delle munizioni in dotazione, la precisione del tiro, la diversa tolleranza alla fatica e la resistenza agli attacchi dei nemici. L’azione, come premesso, ci viene mostrata con una visuale in prima persona, cioè dalla telecamera montata sull’elmetto del soldato che al momento è sotto il nostro controllo. La scena può essere ruotata di 360 gradi così come il mirino che indica dove sta puntando l’arma può spostarsi indipendentemente da essa. Una serie di mini telecamere, una per ogni membro del gruppo, ci fornisce, inoltre, una piccola panoramica delle immediate vicinanze dei commilitoni inattivi. Un apposito allarme, sia acustico che visivo (qualora attivato), ci segnalerà di volta in volta la presenza di una qualsiasi minaccia. I diversi ambienti della base sono caratterizzati da delle condizioni d'illuminazione differenti, nel caso ne fossero completamente sprovvisti, sarà comunque possibile sfruttare la flebile luce di una modesta torcia elettrica. Le stanze che costituiscono l'enorme colonia sono interconnesse tra loro da un intricato sistema di porte, cliccandovi sopra con il pulsante d’azione saremo in grado di spostarci fra esse. I soldati, purtroppo, possono solo essere gestiti singolarmente, selezionando di volta in volta coloui che è rimasto più indietro. Le porte, nel qual caso la situazione lo richieda, possono essere sfondate a colpi di fucile o sigillate facendo saltare l’apposita serratura elettronica che le controlla. Le stanze che presentano delle concrezioni biomeccaniche, cioè che recano i segni di una recente attività aliena, dovranno esserne ripulite così da  individuare nuovi punti d’accesso ed impedire l'eventuale sviluppo di  &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Xenomorfo_%28Alien%29#Uovo"&gt;uova&lt;/a&gt; e “&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Xenomorfo_%28Alien%29#Facehugger"&gt;facehugger&lt;/a&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-i3syTJahvaI/Tt43DgRFY4I/AAAAAAAAAXo/1nM9_nOJCYw/s1600/LVCovwork.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="311" src="http://2.bp.blogspot.com/-i3syTJahvaI/Tt43DgRFY4I/AAAAAAAAAXo/1nM9_nOJCYw/s400/LVCovwork.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;L’orientamento all’interno degli inquietanti meandri della base, è stato semplificato grazie all’aggiunta di alcuni piacevoli miglioramenti, in particolare: una bussola che segnala la nostra direzione e una mini mappa che mostra le stanze e le relative porte nelle nostre immediate vicinanze. A mano a mano che persevereremo a esplorare i locali della colonia, gli attacchi degli “&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Xenomorfo_%28Alien%29"&gt;xenomorfi&lt;/a&gt;” diverranno sempre più incalzanti ed il livello di difficoltà dello stesso gioco si farà sempre più impegnativo. Durante i frequenti scontri a fuoco, saremo costretti a centellinare l’uso delle munizioni così come a non abbattere gli alieni in prossimità di una porta in modo da evitare l’eventuale formazione di pericolosissime pozze d'acido molecolare. Nel caso un nostro compagno venisse catturato vivo da un “fuco” o da un “facehugger”, potremmo sempre ritornare sui nostri passi per tentare di liberarlo. La dotazione delle munizioni in nostro possesso può essere rimpinguata solamente visitando l’apposita armeria, così come eventuali ferite potranno essere curate nei locali del centro medico. LV-426 offre, inoltre, un’accattivante modalità a due giocatori, ciascuno dei quali controllerà una squadra di tre soldati e ne osserverà le gesta in un apposito “split-screen”. Il gioco, oltre tutto, consente il salvataggio dei nostri progressi. Graficamente LV-426, pur avvantaggiandosi della maggior risoluzione grafica e delle migliori capacità cromatiche dei PC moderni, non tradisce in alcun modo lo spirito del titolo originale. In altre parole, nonostante un comparto grafico più nitido e definito, più al passo coi tempi se vogliamo, riprende per filo e per segno lo stile grafico originario, pur non disdegnando qualche piccolo miglioramento come i volti digitalizzati dei marines, le luci dinamiche e qualche breve intermezzo che riproduce alcuni eventi del film. Comunque sia, ciò che qui mi preme sottolineare è come sia riuscito a ricreare, e quindi a mantenere, l’angosciante sensazione di pericolo che contraddistingueva l'atmosfera del “First Person Shooter” di tanti anni fa, forte anche di un’ottima colonna sonora e relativi effetti sonori mutuati direttamente dalla pellicola cinematografica. Tirando le somme, LV-426 è pertanto uno splendido rifacimento di un vecchissimo videogioco che non mancò a suo tempo d’inquietare le notti di molti videogiocatori oggi attempati, prova ne siano gli innumerevoli balzi sulla sedia che è ancora in grado di provocare. Un remake, quindi, che è riuscito a cogliere in pieno, ed anche a migliorare se è per questo, lo spirito di uno dei più angoscianti ed innovativi FPS dell’epopea ad otto bit, non male. Il link: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/3Nd6dUZE/LV-426.html"&gt;&lt;b&gt;Download LV-426: Aliens remake&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-mqDrpQ1l1EY/Tt38Mz62-HI/AAAAAAAAAXg/vxIjKpWSNZo/s1600/LV426_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://3.bp.blogspot.com/-mqDrpQ1l1EY/Tt38Mz62-HI/AAAAAAAAAXg/vxIjKpWSNZo/s640/LV426_shots.png" width="424" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-8742648177783733027?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/8742648177783733027/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=8742648177783733027&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/8742648177783733027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/8742648177783733027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/12/lv-426-aliens-remake.html' title='LV-426: Aliens Remake'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-i3syTJahvaI/Tt43DgRFY4I/AAAAAAAAAXo/1nM9_nOJCYw/s72-c/LVCovwork.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-5979116695767032771</id><published>2011-11-24T12:28:00.014+01:00</published><updated>2012-01-23T23:17:32.657+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shooter'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sega Saturn'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Japan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Side-Scroller'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Console'/><title type='text'>Assault Suit Leynos II</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“&lt;a href="http://www.sega-16.com/2005/08/target-earth/"&gt;Assault Suit Leynos&lt;/a&gt;”, noto anche come “&lt;a href="http://www.sega-16.com/2005/08/target-earth/"&gt;Target Earth&lt;/a&gt;”, è un celebre spara e fuggi realizzato per il "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sega_Mega_Drive"&gt;Sega Mega Drive&lt;/a&gt;”, la mitica console a sedici bit passata alla storia per aver dato i natali al famoso “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/megadrive/sonic.htm"&gt;Sonic: The Hedgehog&lt;/a&gt;”. Il sopraccitato “shooter” non mancò a suo tempo di accattivare l’attenzione di un buon numero di fan grazie alla sua atmosfera prettamente “sci-fi” e alle accattivanti animazioni che ne impreziosivano il comparto grafico, fermo restando il proibitivo livello di difficoltà che lo contraddistingueva. In seguito, fu poi convertito per l’ammiraglia della Nintendo, il "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Super_Nintendo_Entertainment_System"&gt;Super Nes&lt;/a&gt;", dove ad un cambiamento del titolo in “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/snes/valken.htm"&gt;Assault Suits Valken/Cybernator&lt;/a&gt;” corrisposero anche diversi miglioramenti che interessarono principalmente la grafica e la difficoltà generale. Questo sequel realizzato in esclusiva per il “&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sega_Saturn"&gt;Sega Saturn&lt;/a&gt;”, riprende le meccaniche tipicamente “old-school” del summenzionato capostipite traendo, però, giovamento dalle superiori capacità audio/visive dei suoi potenti chip a 32 bit. Strutturalmente, mantiene tutti quegli aspetti che decretarono il successo del primo episodio, seppur presentandoli in una chiave rinnovata, più moderna se vogliamo. A livello di “gameplay”, si presenta come uno “shooter” a scorrimento multi-direzionale che ci pone al comando di una gigantesca armatura robotica meglio nota come “Mech”.&amp;nbsp; La vicenda si articola in sette missioni differenti, ognuna delle quali ambientata su un particolare pianeta o nello spazio immediatamente circostante. L’obiettivo di ciascuna di queste spazierà dal dover farsi largo fra le innumerevoli ondate nemiche che via via cercheranno di farci fuori all’annientare un gigantesco avversario, piuttosto che resistere il più possibile agli attacchi nemici o proteggere un convoglio. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="360" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zxpLi7k0FVQ?version=3&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/zxpLi7k0FVQ?version=3&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="360" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nostro “Mech” ha a sua disposizione vari tipi di armi: cannoni, mitragliatori, laser, plasma, missili a ricerca, lanciafiamme e bazooka, ognuna della quali dispone di una limitata dotazione di munizioni. Le armi fanno fuoco in ogni direzione e presentano un certo grado d’imprecisione nel prendere la mira contro un bersaglio in particolare. Fortunatamente per noi, è possibile ricorrere ad un sistema di mira automatico basato su tre possibili impostazioni. Per superare gli ostacoli più disparati, o semplicemente per eliminare i nemici che sfrecciano al di sopra le nostre teste, siamo in grado di spiccare degli ampi balzi, così come di rimanere temporaneamente a mezz’aria, attivando l’apposito propulsore della nostra corazza robotica. I colpi nemici vengono assorbiti da uno scudo protettivo che una volta esauritosi non potrà essere reimpiegato fino alla missione successiva. Alla fine di ogni livello riceveremo una valutazione sulla base della quale sbloccheremo nuove armi, armature e i dispositivi più disparati. Grazie ad un’interessante sistema di “personalizzazione” saremo anche in grado di scegliere fra qualcosa come una decina di corazze differenti ed una cinquantina di armi e ritrovati vari, fermo restando la possibilità di poter modificare anche le peculiarità del nostro “Mech” (forza, agilità e resistenza dello scudo) ridistribuendo l’output energetico del nostro mezzo. Oltre a tutto ciò, durante il corso della partita, almeno in alcuni frangenti, verremo aiutati anche da alcuni nostri commilitoni e non mancheremo di dover fronteggiare degli immensi boss di fine livello. La realizzazione tecnica di questa produzione curata dalla “Nippon  Computer System Corporation” è sicuramente di buon livello: la grafica  impiegata per rappresentare ogni situazione del gioco appare sempre  nitida e piuttosto dettagliata. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-iADKcdDqe-E/TszX1Wco7zI/AAAAAAAAAXA/M8T1CdO2d6M/s1600/Ley2Front.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="350" src="http://1.bp.blogspot.com/-iADKcdDqe-E/TszX1Wco7zI/AAAAAAAAAXA/M8T1CdO2d6M/s320/Ley2Front.jpg" width="350" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le animazioni che raffigurano le gesta dei “Mech” sono alquanto particolareggiate e le loro sembianze cambiano a seconda dell’arma impiegata. Lo scorrimento dello scenario è fluido ed è impreziosito da un convincente movimento prospettico e da un accattivante effetto di messa in scala. La resa finale, inoltre, trae un ulteriore giovamento dall’ottima resa delle deflagrazioni e dalla presenza di enormi boss di fine livello, benché al cospetto di questi’ultimi si percepisca una sorta di leggero rallentamento delle “performance” generali.&amp;nbsp; La presentazione iniziale, purtroppo, a conti fatti non appare molto riuscita, sia per quanto riguarda la qualità che i contenuti. Il comparto audio è anch’esso di buona fattura, l’azione è accompagnata da una serie di musichette per lo più orecchiabili e da un campionario d’effetti sonori indubbiamente efficaci. Prima di tirare le somme, è bene spendere qualche parola anche sulla difficoltà del gioco, questa si assesta, infatti, su un livello medio/alto e ci costringerà in più di un’occasione a centellinare ogni singolo colpo per poter quanto meno sperare di arrivare alla fine di ogni missione. Concludendo, “Assault Suit Leynos 2” è un titolo che deve essere preso in seria considerazione da tutti coloro che a suo tempo ebbero il privilegio di poter godere dei suoi sopraccitati prequel, “Mega Drive” o “Super Nes” poco importa, o in alternativa da chiunque si trovi a proprio agio con gli “shooter” in generale e che non disdegni l'estetiche tipicamente “old-school”. Non male, il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/KfoJI5Tw/Assault_Suit_Leynos_2.html"&gt;&lt;b&gt;Download Assault Suit Leynos II&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; "Assault Suit Leynos II" può essere giocato con l'emulatore &lt;b&gt;&lt;a href="http://www7a.biglobe.ne.jp/%7Ephantasy/ssf/index.html"&gt;SSF&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;. L'iso del cd, una volta decompressa, deve essere "montata" nel lettore virtuale di "Alcohol 120%" o "Daemon Tools". Scompattate anche il "&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/5ORCtt8Y/Saturn_Bios.html"&gt;bios giapponese&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;" all'interno della stessa cartella dell'emulatore e lanciate il programma. Da "&lt;i&gt;Option -&amp;gt; Option -&amp;gt; Pheripheral -&amp;gt; Saturn Bios -&amp;gt; Browse&lt;/i&gt;" selezionate il file relativo al bios della console, da "&lt;i&gt;CD Drive&lt;/i&gt;" scegliete il lettore virtuale in cui avete montato l'iso del gioco e in "&lt;i&gt;Area Code&lt;/i&gt;" assicuratevi che vi sia "&lt;i&gt;Japan&lt;/i&gt;". Sul mio computer per una migliore compatibilità ho dovuto impostare anche "&lt;i&gt;Option -&amp;gt; Option -&amp;gt; EZ Setting -&amp;gt; Highest Compatibility (Very Slow) -&amp;gt; Set&lt;/i&gt;", nel caso provate. Dopo aver configurato il tutto, l'emulatore vi chiederà di essere riavviato. Per modificare i controlli utilizzate "&lt;i&gt;Option -&amp;gt; Option -&amp;gt; Controller -&amp;gt; Port1 -&amp;gt; Player1:A -&amp;gt; Control Pad -&amp;gt; Redefine&lt;/i&gt;".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-pgifxRTE0uk/TszZu0i9wlI/AAAAAAAAAXI/biLR-rDYnrY/s1600/ASLeynos2_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://4.bp.blogspot.com/-pgifxRTE0uk/TszZu0i9wlI/AAAAAAAAAXI/biLR-rDYnrY/s640/ASLeynos2_shots.png" width="456" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-5979116695767032771?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/5979116695767032771/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=5979116695767032771&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/5979116695767032771'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/5979116695767032771'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/11/assault-suit-leynos-ii_24.html' title='Assault Suit Leynos II'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-iADKcdDqe-E/TszX1Wco7zI/AAAAAAAAAXA/M8T1CdO2d6M/s72-c/Ley2Front.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-4308530724659180801</id><published>2011-11-07T11:44:00.019+01:00</published><updated>2012-01-23T17:11:16.979+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Post-Mortem'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beat&apos;em up'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Amiga'/><title type='text'>The Strangers</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In una metropoli decadente mortificata da profonde diseguaglianze sociali ed assoggettata alle angherie della criminalità organizzata, da un po’ di tempo a questa parte si sta rafforzando sempre più l’inquietante figura di un potente esponente della malavita. Questo losco figuro non si pone alcuno scrupolo nel perseguire i propri meschini interessi personali, spesso a scapito dell’incolumità della povera gente. Un giorno, una "gang" di giovani ragazzotti esperti nelle arti marziali e motivati da un profondo senso della giustizia, decide di ribellarsi per porre fine a tutto, ben sapendo, però, che dovrà innescare una vera e propria guerriglia urbana per poter tentare quanto meno di cambiare la situazione. “The Strangers” è un picchiaduro realizzato per gli ultimi personal computer sviluppati dalla Commodore, in particolare per i sistemi &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amiga"&gt;Amiga&lt;/a&gt; basati sull’architettura &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Amiga_Advanced_Graphics_Architecture"&gt;AGA&lt;/a&gt;. A livello di gameplay, prende spunto dalle meccaniche di gioco già apprezzate in titoli come “&lt;a href="http://www.progettoemma.net/gioco.php?game=kuniokun"&gt;Nekketsu Kouha Kunio-kun&lt;/a&gt;/&lt;a href="http://www.progettoemma.net/gioco.php?game=renegade"&gt;Renegade&lt;/a&gt;”, il primo picchiaduro della celebre Technos, e in “&lt;a href="http://www.progettoemma.net/gioco.php?game=ctribej"&gt;The Combatribes&lt;/a&gt;”, piuttosto che nei soliti capisaldi del genere "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/doubledragon.htm"&gt;Double Dragon&lt;/a&gt;” e “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/finalfight.htm"&gt;Final Fight&lt;/a&gt;”. Più che girovagare in lungo e in largo per ampi scenari urbani, ci limiteremo a scorazzare in luoghi molto più ristretti simili a piccole arene a se stanti, sulla falsariga di una fabbrica, di una prigione o di un cantiere. Nel corso dell’azione, in altre parole, non asseconderemo lo scorrimento dello sfondo facendo a cazzotti con tutti gli innumerevoli gruppetti di energumeni che via via faranno capolino alla spicciolata, ma bensì ci ritroveremo coinvolti in vere e proprie risse da stadio capaci di contare dozzine d'individui per volta. Le nostre tecniche di combattimento, oltre a permetterci di sfoggiare  pugni, calci, gomitate e ginocchiate, ci consentono anche di afferrare e  scagliare gli avversari in pieno stile wrestling, senza scordare anche  l'interessante possibilità di poter infierire sui poveri malcapitati  privi di conoscenza. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/Uy0dcCbkmdU" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Durante i tafferugli ci serviremo inoltre di alcuni oggetti per cercar di arrecare il maggior danno possibile, a tal proposito vale la pena di citare i barili esplosivi e vari tipi di oggetti contundenti come spranghe, martelli e catene metalliche, benché non manchino delle vere e proprie armi come spade, asce, coltelli e mitragliatrici. L’energia persa in combattimento, potrà essere rimpinguata tramite delle apposite lattine ristoratrici. Il gioco contempla, inoltre, alcuni bonus e power-up che ci consentiranno via via di essere più forti (bottiglie), di saltare più in alto (scarpe) e di guadagnare un credito extra (medi-kit). Qualora venissimo sopraffatti dai nostri aguzzini, potremmo anche assistere ad alcune “fatatlity” effettuate ai nostri danni. Ogni rissa deve concludersi entro un certo tempo limite, in genere in presenza degli avversari più coriacei di ogni arena: il boss finale e relativo “braccio destro”. “The Strangers” si articola in otto livelli differenti, richiamabili fra l’altro tramite un comodo sistema di password, ed offre tre modalità di gioco. A parte il modo “Action” equiparabile al classico “Story Mode”, per uno o due giocatori contemporanei, abbiamo anche due diverse modalità “multiplayer”: “Death Match” e “Gang War”. La prima consente ad un massimo di sei giocatori umani, ciascuno rappresentante una determinata gang, di darsele di santa ragione nel tentativo di prevalere l’uno sull’altro. Vince, ovviamente, chi rimane in piedi per l’ultimo, entro un tempo massimo pari a mezzora. La seconda, sebbene molto simile alla precedente, non permette di infliggere danni agli avversari, che, di fatto, non rimangono esanimi, ma al contrario assegna dei punti ad ogni colpo inferto. Allo scadere del tempo limite, vincerà chi ha accumulato il punteggio più alto. Oltre a queste, vi è poi il modo allenamento per far pratica con le meccaniche alla base del gioco. Nonostante un comparto grafico non propriamente accattivante, bisogna  pur sempre ammettere che dal punto di visto tecnico "The Strangers" non è poi un  titolo così malvagio. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-L-p5joDOizM/TrJs-YFNgnI/AAAAAAAAAWg/gfvjHIVEmTA/s1600/Strang_front.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="392" src="http://3.bp.blogspot.com/-L-p5joDOizM/TrJs-YFNgnI/AAAAAAAAAWg/gfvjHIVEmTA/s400/Strang_front.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;A scapito di uno stile grafico alquanto “artigianale”, contraddistinto da personaggi disegnati a mano su sfondi per lo più “renderizzati”, non manca di certo una certa fluidità complessiva, in particolare per quanto riguarda le animazioni che contraddistinguono i combattenti e lo scorrimento multi direzionale dello sfondo. A tal riguardo, vale anche la pena di aggiungere che la resa finale della grafica è impreziosita dalla presenza di alcuni particolari truculenti come le già citate “fatality” e le gocce di liquido ematico che via via imbrattano il pavimento.&amp;nbsp; L’azione è accompagnata da una colonna sonora “onesta”, cioè da una serie di motivetti alquanto orecchiabili e da una manciata di effetti sonori e campionamenti vocali per lo più efficaci. Concludendo, “The Strangers”, nonostante un livello di difficoltà decisamente impegnativo, almeno per quanto riguarda la campagna a singolo giocatore, ed una certa rigidità dei controlli, rimane pur sempre un interessante "beat 'em up" che trova la sua ragion d’essere nelle accattivanti modalità “multiplayer” che lo contraddistinguono. Carino, edizione multi linguaggio. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/xtSUn3qX/The_Strangers.html"&gt;Download The Strangers CD&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (Multilanguage)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Il gioco funziona col “&lt;a href="http://www.winuae.net/"&gt;WinUAE&lt;/a&gt;”, l’emulatore ha bisogno però delle roms di sistema per operare correttamente. Dopo averlo installato, pertanto, è necessario scompattare l’archivio con i file di sistema, “&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/DnVpeej_/Amiga_System_Roms.html"&gt;Amiga_System_Roms.rar&lt;/a&gt;”, nelle stessa cartella del programma cosicché, una volta lanciato, possa riconoscerle automaticamente. Inoltre, va anche estratto l’archivio che contiene l’immagine dell’hard disk su cui è stato installato il sistema operativo dell’Amiga, “&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/sDpnmCib/AmigaWB3x.html"&gt;AmigaWB3x.rar&lt;/a&gt;”. A questo punto, non rimane che montare l’iso del gioco nel lettore virtuale di “Alcohol 120%” o “Daemon Tools”. Dopo di che, si lancia il WinUAE e dalla scheda ‘&lt;b&gt;Quickstart&lt;/b&gt;’ si imposta “&lt;i&gt;Expanded WinUAE example configuration&lt;/i&gt;” in “&lt;i&gt;Model&lt;/i&gt;” e “&lt;i&gt;High-end expanded configuration&lt;/i&gt;” in "&lt;i&gt;Configurations&lt;/i&gt;". In “&lt;b&gt;Hard drives&lt;/b&gt;”, tramite il pulsantino “&lt;i&gt;Add Hardfile -&amp;gt; Path -&amp;gt; …&lt;/i&gt;”, va selezionato il file “&lt;i&gt;AmigaWB3x.hdf&lt;/i&gt;”. Spuntate, poi, anche la voce “&lt;i&gt;Include CD/DVD Drives&lt;/i&gt;” in modo che l’emulatore riconosca il cd-rom virtuale all’avvio. Da “&lt;b&gt;Game Ports&lt;/b&gt;” si scelgono le configurazioni di tasti per l’emulazione dei Joystick, impostate quella che più vi aggrada. Nella scheda “&lt;b&gt;Miscellaneous&lt;/b&gt;”, in corrispondenza di “&lt;i&gt;SCSI and CD/DVD access method:&lt;/i&gt;”, occorre settare il modo più indicato per il nostro PC, tipo che so: “&lt;b&gt;SPTI&lt;/b&gt;”, cambiatelo qualora non riconoscesse il cd in fase di emulazione. Infine, in “&lt;b&gt;Configuration&lt;/b&gt;” salveremo la configurazione appena effettuata, così da non dover reimpostarla ogni volta. Avviate l’emulazione cliccando su “&lt;b&gt;Start&lt;/b&gt;”, dopo qualche istante di caricamento dovreste avere sul desktop l’icona “&lt;i&gt;Strangers&lt;/i&gt;”. Fateci un primo doppio click per aprirla ed in seguito lanciate l'“&lt;i&gt;Install&lt;/i&gt;”. Cliccate tre volte su “&lt;i&gt;Proceed&lt;/i&gt;” e il gioco dovrebbe installarsi correttamente. Per farlo partire, aprite “&lt;i&gt;System&lt;/i&gt;” e dal cassettino “&lt;i&gt;StrangersAGA&lt;/i&gt;”, fate scorre la barra orizzontale qualora non si vedesse, date un doppio click su “&lt;i&gt;Strangers&lt;/i&gt;”. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-5VaW9CNS4ZI/TrJtW9yJPcI/AAAAAAAAAWo/NoMtJbT8FNk/s1600/Strangers_shots.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://4.bp.blogspot.com/-5VaW9CNS4ZI/TrJtW9yJPcI/AAAAAAAAAWo/NoMtJbT8FNk/s640/Strangers_shots.jpg" width="398" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-4308530724659180801?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/4308530724659180801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=4308530724659180801&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/4308530724659180801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/4308530724659180801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/11/strangers_07.html' title='The Strangers'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/Uy0dcCbkmdU/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-850514662428284836</id><published>2011-10-29T11:42:00.013+02:00</published><updated>2012-01-23T16:23:49.536+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MS-DOS'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Platform'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Side-Scroller'/><title type='text'>Skunny: Special Edition</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa interessante edizione speciale è l’ultima incarnazione del semisconosciuto “Skunny”, un simpatico scoiattolo protagonista di &lt;a href="http://www.mobygames.com/game-group/skunny-series"&gt;una prolifica serie di videogiochi&lt;/a&gt; realizzati per i Personal Computer.&amp;nbsp; I fasti offerti da quest’ultima fatica della “Magic Touch” non sono poi così lontani dagli analoghi di altri “platform” incentrati su dei personaggi ben più famosi: “&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2008/02/jazz-jackrabbit.html"&gt;Jazz Jackrabbit&lt;/a&gt;”, “&lt;a href="http://www.mobygames.com/game-group/bubsy-series"&gt;Bubsy&lt;/a&gt;” e "&lt;a href="http://www.mobygames.com/game-group/zool-series"&gt;Zool&lt;/a&gt;" giusto per citare i più noti.&amp;nbsp; Quest'edizione a 32 bit, per di più, è stata anche l'unica ad esordire come un vero e proprio videogioco commerciale, al contrario dei precedenti episodi che debuttarono invece nel più ristretto circuito shareware. In quest’ultimo episodio della serie, il buon Skunny è entrato in possesso di un'antica mappa sulla quale sono indicati dei luoghi che celerebbero degli inestimabili tesori. Nei panni del sopraccitato roditore, pertanto, dobbiamo recuperare queste allettanti ricchezze prima che finiscano nelle mani sbagliate.&amp;nbsp; Durante tale ricerca visiteremo, perciò, gli scenari più improbabili situati negli angoli più remoti del pianeta. Ciascuno di questi sarà caratterizzato da un particolare tema che via via vedrà: una nave pirata, le caverne artiche, un'oasi nel deserto, il lontano oriente, i misteri egizi e persino un castello incantato. Lungo il corso della partita dovremo completare qualcosa come un centinaio di livelli, ognuno dei quali conterà decine d'insidie e nemici da evitare, oltre che altrettanti oggetti da collezionare. L'uscita di ogni singolo stage andrà sbloccata raccogliendo un certo numero di chiavi, così come ogni porta che ci ostruirà il passaggio dovrà essere aperta attivando un apposito interruttore. I nemici che infestano i vari livelli, analogamente a quanto accade negli  altri titoli del medesimo genere, dovranno essere eliminati  spiccando degli opportuni balzi al di sopra delle loro teste. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/A1lJLxSnO3Q" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il numero delle vite a nostra disposizione, inoltre, potrà essere incrementato accumulando un cospicuo gruzzolo di monete. Ovviamente, come da tradizione, non mancheranno anche i passaggi segreti più disparati che, spesso e volentieri, ci condurranno in speciali aree dove far incetta di "bonus" e ricchezze, fermo restando la presenza di alcuni oggetti tutt'altro che salutari. Oltre ai sei mondi sopraccitati, "Skunny” offre anche un'interessante "editor" attraverso cui potremo realizzare dei livelli inediti, tale "feature" non mancherà pertanto di accrescere ulteriormente la longevità complessiva del prodotto. Il comparto tecnico è stato completamente tirato a lucido per l'occasione ed, oltre a sfoggiare una sgargiante grafica contraddistinta da uno stile tipicamente "cartoonesco", vanta anche un accattivante effetto prospettico che ne arricchisce ancor di più la resa finale. L'aggiornamento della scena è piuttosto fluido e veloce considerando le decine di oggetti che sfrecciano in lungo e in largo per lo schermo. L'azione è accompagnata da una serie di motivetti per lo più orecchiabili e da degli effetti sonori tutto sommato efficaci. Tirando le somme, quest’ultima incarnazione dello scoiattolo “Skunny “ si presenta indubbiamente come un gioco di buona fattura in grado di offrire parecchie ore di divertimento, sebbene alla fin fine non proponga alcunché di nuovo.&amp;nbsp; Un titolo per lo più carino, quindi, che mi sento di consigliare a tutti gli appassionati di questo genere di videogiochi, ma che comunque meriterebbe quanto meno una bella occhiata anche da parte di coloro che non fanno delle piattaforme la propria ragione di vita. Non male, edizione multi linguaggio. Il link:&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/EhPqTwzP/Skunny_Special_Edition.html"&gt;&lt;b&gt;Download Skunny - Special Edition CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;  (Multilanguage)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-PGwrcP9-XfQ/Tqlw-K_894I/AAAAAAAAAWQ/KEmT-qlHJFE/s1600/FrontCover.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/-PGwrcP9-XfQ/Tqlw-K_894I/AAAAAAAAAWQ/KEmT-qlHJFE/s400/FrontCover.jpg" width="337" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-BFjbkStrHwg/TqlwAWJtmpI/AAAAAAAAAWI/pCKpGkbJR44/s1600/skunny_shots.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="420" src="http://1.bp.blogspot.com/-BFjbkStrHwg/TqlwAWJtmpI/AAAAAAAAAWI/pCKpGkbJR44/s400/skunny_shots.jpg" width="337" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-850514662428284836?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/850514662428284836/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=850514662428284836&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/850514662428284836'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/850514662428284836'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/10/skunny-special-edition_29.html' title='Skunny: Special Edition'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/A1lJLxSnO3Q/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-1649959555436526499</id><published>2011-10-22T12:27:00.007+02:00</published><updated>2012-01-24T02:58:35.403+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shoot &apos;em up'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sony Playstation'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Japan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Console'/><title type='text'>Gaia Seed</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Gaia Seed” è un semisconosciuto shoot’em up realizzato dalla Techno Soleil, una software house giapponese già nota per aver dato i natali all’altrettanto oscuro “&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2010/11/kaisoku-tenshi-aka-rapid-angel_10.html"&gt;Kaisoku Tenshi&lt;/a&gt;”: un simpatico platform sviluppato anch’esso per la prima &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PlayStation"&gt;Playstation&lt;/a&gt;. Prima di descriverne i pregi e le caratteristiche più interessanti, vorrei spendere qualche parola su quello che, almeno secondo alcuni, sarebbe il suo difetto più evidente, semmai possa essere considerato tale in realtà, e cioè il fatto di non assomigliare in alcun modo ai titoli che hanno contribuito a diffondere la nuova accezione che contraddistingue tuttora questo genere di videogiochi: la svolta tridimensionale giusto per intenderci. In altre parole, “Gaia Seed” piuttosto che adeguarsi al nuovo standard introdotto da titoli del calibro di “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/psx/raystorm.htm"&gt;Raystorm&lt;/a&gt;”, “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/psx/gdarius.htm"&gt;G-Darius&lt;/a&gt;”, “&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=aQOrs1s8zFE"&gt;Philosoma&lt;/a&gt;”, “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/psx/einhander.htm"&gt;Einhander&lt;/a&gt;” ed “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/psx/rtypedelta.htm"&gt;R-Type Delta&lt;/a&gt;”, giusto per citare i più celebri sviluppati e convertiti appositamente per il famoso 32 bit della Sony, preferì invece rifarsi ai fasti della precedente generazione di piattaforme videoludiche, in particolare ai vecchi sistemi a 16 bit come il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sega_Mega_Drive"&gt;Sega Mega Drive&lt;/a&gt;, il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PC_Engine"&gt;Nec PC-Engine&lt;/a&gt; e il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Super_Nintendo_Entertainment_System"&gt;Super Nes&lt;/a&gt; della Nintendo. Fatta questa breve considerazione, che effettivamente potrebbe scoraggiare tutti coloro non particolarmente avvezzi a titoli così datati, bisogna pur sempre ammettere che si tratta di tutt'altro che un brutto videogioco, a cui bisogna riconoscere, fra l'altro, il non trascurabile pregio di offrire un incedere tutto sommato moderno, sebbene debba pagare senza alcun dubbio più di un pegno alla sua impostazione tipicamente “dueddì” e alla scalcinata distribuzione che purtroppo l’ha visto suo malgrado protagonista. Comunque sia, la partita inizia nello spazio profondo, nelle immediate  vicinanze di una stazione spaziale. Da li a poco inizieremo a vedercela  con i primi nemici all’interno di quella che pare essere una sorta di  discarica spaziale. Lo spazio circostante pullula, infatti, di una miriade di detriti a cui è  stato applicato un accattivante effetto di rotazione. Mentre lo sfondo  scorre fluidamente, forte anche di un pregevole effetto prospettico  dovuto al sapiente impiego di numerosi strati di parallasse,  lo scenario verrà messo in scala fino a condurci in quella che sembra  essere una sorta di rete elettronica concepita per alimentare un qualche tipo di congegno per il salto  “iperspaziale”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/iYbQ7vlnlco" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Entro pochi istanti dall’aver spiccato il balzo, ci ritroveremo dall’altra parte della Galassia, nei pressi del luogo in cui sta infuriando il grosso della battaglia. Questi frequenti capovolgimenti di fronte che via via interessano l’azione sono una delle peculiarità più interessanti di “Gaia Seed”, spesso e volentieri, non avremo neanche il tempo di meravigliarcene visto le improvvise e le inaspettate trovate che inframmezzeranno il normale fluire della partita. La&amp;nbsp; nostra astronave, ad ogni modo, impiega essenzialmente due tipi di armi: il classico cannone “vulcan” ed il laser. La gittata e l’efficacia di queste armi possono essere potenziate più volte collezionando degli opportuni “power-up”. L’armamento secondario consiste, invece, in un onda a mezzaluna e in un classico proiettile energetico, le performance di queste ultime, al contrario, non possono essere migliorate in alcun modo. La navicella, d’altra parte, è protetta da uno scudo che tenderà ad affievolirsi a seguito di ogni colpo ricevuto, quest’ultimo&amp;nbsp; potrà comunque rigenerarsi durante i momenti di calma. A mano a mano che persevereremo col far fuori i nemici, faremo aumentare l’indicatore che rappresenta l’intensità di fuoco. Una volta raggiunto il livello massimo, questo ci consentirà di scatenare un devastante attacco speciale la cui natura dipenderà dal tipo di arma in dotazione. Come in ogni buon “shoot’em up” che si rispetti, non mancheranno gli  scontri con i boss di fine livello più disparati, i quali ovviamente non  tradiranno i tipici stereotipi di questo genere di videogiochi. Una  volta sconfitte queste inquietanti creature, assisteremo a più riprese  all’intensificarsi della battaglia e, da lì a breve, verremo nuovamente  catapultati nel bel mezzo dell’azione. Nel corso della partita visiteremo gli scenari più fantasiosi ed  improbabili: ci tufferemo, ad esempio, nelle profondità di un suggestivo  oceano contraddistinto, fra l’altro, da un design decisamente retrò ed impreziosito dal tipico effetto ondulatorio volto a riprodurne la  distorsione e la trasparenza dell’acqua, così come attraverseremo un denso strato di nubi  d’alta quota che improvvisamente si rivelerà essere un gigantesco  sistema temporalesco. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-H4dRfCr9Xoc/Tp2xhkaGx9I/AAAAAAAAAV4/diGaEMJfHRc/s1600/gsfront.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://3.bp.blogspot.com/-H4dRfCr9Xoc/Tp2xhkaGx9I/AAAAAAAAAV4/diGaEMJfHRc/s400/gsfront.jpg" width="398" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una volta al suo interno, ciò che a prima vista ci appariva   come un paesaggio piuttosto monotono e banale, si trasformerà pian piano   in un inquietante caleidoscopio di luci, ombre, pioggia e saette. In genere non fornisco mai così tanti dettagli, ma data la scarsa notorietà del titolo in questione e la blanda considerazione dimostratagli in fase di "testing", non penso di arrecargli alcun torto dando un’idea più obiettiva di quanto abbia effettivamente da offrire. Ad ogni modo, più giocherete a “Gaia Seed”, più noterete tanti piccoli particolari che ve lo faranno apprezzare ancora di più. Un altro aspetto particolarmente curato di questo titolo, al pari delle summenzionate raffinatezze estetiche squisitamente bidimensionali, concerne il comparto audio. I brani riprodotti durante lo svolgimento dei livelli, così come tra l’altro gli stessi effetti sonori, di cui molti ambientali, che ne impreziosiscono la resa finale, non si limitano ad accompagnarne semplicemente l’azione, ma al contrario contribuiscono decisivamente a calare il giocatore nelle più disparate atmosfere poste in essere dal gioco. In altre parole, non sarà raro subire il fascino dei passaggi musicali più evocativi così come, d’altro canto, percepire una scarica di adrenalina a seguito degli avvicendamenti particolarmente ritmati. Tirando le somme, non posso far altro che consigliare “Gaia Seed” a tutti gli amanti degli sparatutto, soprattutto a coloro che non si pongono alcun problema nel cimentarsi con un titolo che si rifà pedissequamente ai fasti della precedente generazione bidimensionale. A tutti gli altri consiglio, invece, di non farsi sviare troppo dalla sua impostazione anacronistica poiché celato in essa vi è comunque un signor “shoot’em up” ricco di spunti e sorprese. Qualora ve lo lasciaste sfuggire, oltretutto, difficilmente potreste imbattervi in futuro in un altro titolo così curato e sorprendente. Non male, il link: &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/UXTbdF1U/Gaia_Seed.html"&gt;Download Gaia Seed CD&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; "Gaia Seed" funziona con il &lt;a href="http://psxemulator.gazaxian.com/"&gt;pSX&lt;/a&gt;, l'emulatore ha però bisogno del &lt;a href="http://www.4shared.com/dir/31425778/3ad4f5f2/Bios_psx.html"&gt;Bios&lt;/a&gt; originale della Playstation, scompattate il file '&lt;b&gt;BiosPSX.rar&lt;/b&gt;' dentro la cartella &lt;i&gt;/bios/&lt;/i&gt; dell'emulatore. Una volta lanciato il programma, bisogna aprire il menu &lt;b&gt;'File'&lt;/b&gt; e selezionare '&lt;b&gt;Inserisci immagine CD&lt;/b&gt;'. Dalla finestra si seleziona il file '&lt;b&gt;GaiaSeed.ccd&lt;/b&gt;', successivamente sempre dal medesimo menù potete dare il '&lt;b&gt;Reset&lt;/b&gt;'. Selezionando '&lt;b&gt;Configurazione&lt;/b&gt;', sempre dal menù File, e poi la scheda '&lt;b&gt;Controller&lt;/b&gt;' saremo in grado di specificare i tasti che più preferiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-IieX5YjdUPU/Tp2xVEEaz1I/AAAAAAAAAVw/t75eMFWn_e4/s1600/Gaia_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://1.bp.blogspot.com/-IieX5YjdUPU/Tp2xVEEaz1I/AAAAAAAAAVw/t75eMFWn_e4/s640/Gaia_shots.png" width="426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-1649959555436526499?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/1649959555436526499/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=1649959555436526499&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/1649959555436526499'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/1649959555436526499'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/10/gaia-seed_22.html' title='Gaia Seed'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/iYbQ7vlnlco/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-4843725609692096606</id><published>2011-09-23T17:27:00.007+02:00</published><updated>2012-01-23T15:10:59.629+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Post-Mortem'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Platform'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Atari 8 Bit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Side-Scroller'/><title type='text'>Crownland</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"&lt;a href="http://www.retrogamer.it/nes/supermariobros.htm"&gt;Super Mario Bros&lt;/a&gt;" nell'immaginario collettivo è divenuto ormai da tempo il termine di paragone per tutti quei videogiochi che rientrano nella categoria dei platform a scorrimento e poco importa che la celebre casa di Kyoto ce l'abbia riproposto così tante volte e in così tante salse da farcelo diventare persino un "tantino" indigesto. A prescindere da quale sia il grado di sopportazione di ognuno di noi, bisogna pur sempre ammettere che i suoi giochi, almeno quelli prettamente attinenti al genere delle piattaforme, sono sempre stati e continuano ad essere dei prodotti d’indiscutibile qualità, quindi non c'è molto da meravigliarsi se qualche talentuoso programmatore dedito al "retro-programming" cerchi di riprodurne i medesimi fasti sulla sua piattaforma retroludica preferita, magari modificandoli giusto quel tanto che basta per non incorrere nelle ire della summenzionata azienda giapponese. Ebbene, Crownland, in breve, colma l'assenza di tali titoli sui celebri &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Famiglia_Atari_8-bit"&gt;computer ad otto bit dell'Atari&lt;/a&gt;, almeno per quanto riguarda i modelli più recenti di classe XE/XL, un po' come fece a suo tempo "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/c64/greatgiana.htm"&gt;Great Giana Sisters&lt;/a&gt;" sul "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Commodore_64"&gt;Commodore 64&lt;/a&gt;". Il sopraccitato videogioco, come premesso, si sviluppa più o meno come uno dei tanti platform aventi come protagonista il famoso idraulico italiano, seppur con qualche semplificazione. A livello di gameplay, infatti, non dobbiamo far altro che raggiungere la fine di ciascuno stage assecondandone lo scorrimento con una lunga serie di balzi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/lRuhcpSvXdk" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Durante l'azione non ci limitiamo a superare solamente i dislivelli più disparati, ma piuttosto ci tocca anche ingegnarci su come raggiungere le piattaforme più inaccessibili così da raccogliere il maggior numero di stelline possibile. Per far ciò, spesso e volentieri, siamo costretti a sfruttare la presenza dei mostriciattoli che infestano il livello, in particolare: lumache, ricci, pipistrelli, scimmie, tartarughe, ragni e scorpioni. Tali creature, quando non necessarie ai nostri scopi, possono essere fatte fuori colpendole dall'alto, cioè schiacciandole dopo aver spiccato un apposito salto. Ovviamente, come da tradizione, non mancheranno, inoltre, le perfide piattaforme semoventi e le sezioni da superare con una repentina sequenza di salti ben ponderati. Ogni livello dovrà essere completato entro un certo tempo limite ed, oltre alle stelline, sarà possibile collezionare anche qualche altro bonus. Nel corso di ciascuno stage potremo contare, inoltre, su una piccola scorta di energia che ci consentirà di resistere a qualche fugace contatto con i nemici, ma, una volta terminata quest’ultima, perderemo comunque una preziosa vita e dovremo riprendere il livello dall'inizio. Alla fine di uno stage riceveremo anche un punteggio bonus calcolato in base al tempo risparmiato. Crownland contempla tre mondi suddivisi in due livelli ciascuno, a questi vanno poi aggiunti un paio di stage bonus e lo scontro finale col boss che ha messo a ferro e fuoco il Regno. Il gioco, sebbene indubbiamente corto, è comunque abbastanza impegnativo e non mancherà di metterci in difficoltà in più di un’occasione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-y3hhClqIU-Q/TnS7lQ0oepI/AAAAAAAAAVk/VfmkWTk3i-E/s1600/title.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="285" src="http://4.bp.blogspot.com/-y3hhClqIU-Q/TnS7lQ0oepI/AAAAAAAAAVk/VfmkWTk3i-E/s400/title.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciò che colpisce maggiormente di Crownland, oltre al fatto di essersi classificato solamente al secondo posto nell’“ABBUC SW Competition” del 2007, sono senza alcun dubbio le strabilianti performance audio/visive sfoggiate. Da questo punto di vista si può affermare con certezza che si tratta di uno dei migliori platform ad otto bit mai realizzati, non solo per quanto riguarda le macchine Atari. La grafica sfrutta il classico stile rotondo che contraddistingue la maggior parte di questi titoli ed, oltre ad essere piacevole e simpatica, appare piuttosto dettagliata e colorata. La scena è impreziosita da uno stupefacente effetto prospettico multi-strato che asseconda lo scorrimento dello sfondo. Il comparto grafico, inoltre, è arricchito da innumerevoli altri dettagli tra i quali vale sicuramente la pena di citare: la sfumatura in piena tradizione Amiga che enfatizza il cielo, lo splendido effetto trasparenza realizzato per rappresentare l'acqua e l'incredibile parallasse a scomparsa che caratterizza alcune sezioni dello scenario. Il comparto audio non è da meno, l'azione è accompagnata da una manciata di motivetti per lo più orecchiabili e da una serie di effetti sonori sicuramente efficaci, il risultato finale rende comunque giustizia anche in questo caso alle sofisticate capacità hardware di questi sistemi.&amp;nbsp; Concludendo, nonostante sia un titolo tutt'altro che longevo e presenti delle meccaniche di gioco fin troppo ripetitive, Crownland rimane pur sempre una delle migliori “release” ad otto bit di questi ultimi anni. Non male, il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/MmkQMVV3/Crownland.html"&gt;Download Crownland&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Crownland può essere giocato con l'&lt;a href="http://atariarea.krap.pl/PLus/index_us.htm"&gt;Atari800Win Plus&lt;/a&gt;, a patto però di aver precedentemente scompattato i file di sistema, &lt;a href="http://www.megaupload.com/?d=WRMGONOB"&gt;Atari8BitSystemRoms.rar&lt;/a&gt;, nell'apposita cartella ROM dell'emulatore. Dopo esserci assicurati di avere il programma impostato sui modelli XL/XE, '&lt;i&gt;Atari -&amp;gt; Machine type&lt;/i&gt;', e aver selezionato i rispettivi file per OS-B, BASIC, e XL/XE, da '&lt;i&gt;Atari -&amp;gt; Rom Images&lt;/i&gt;', potremo far partire il gioco selezionando l'apposito file, "Crownland.xex", con '&lt;i&gt;File -&amp;gt; Autoboot image&lt;/i&gt;'. I controlli per il gioco vedono le frecce direzionali per i movimenti del personaggio ed il tasto Ctrl per iniziare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-DUkjHHi0d8A/TnSubgrr-rI/AAAAAAAAAVg/73VyutfDSZU/s1600/Crown_shots.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="430" src="http://4.bp.blogspot.com/-DUkjHHi0d8A/TnSubgrr-rI/AAAAAAAAAVg/73VyutfDSZU/s400/Crown_shots.jpg" width="371" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-4843725609692096606?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/4843725609692096606/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=4843725609692096606&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/4843725609692096606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/4843725609692096606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/09/crownland_23.html' title='Crownland'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/lRuhcpSvXdk/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-5312629957445601911</id><published>2011-09-10T12:07:00.013+02:00</published><updated>2012-01-25T03:35:58.285+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strategy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Windows'/><title type='text'>Defender of the Crown</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Cinemaware, spesso e volentieri, viene citata dai videogiocatori di vecchia data quando ritornano con la mente a quel periodo aureo della loro fanciullezza in cui il videogioco non era stato ancora completamente assoggettato ai capricci del progresso tecnologico e alle mere logiche del mercato. Nell'immaginario collettivo la sopraccitata software house è divenuta col tempo ben più di una banale azienda che iniziò a produrre i propri videogame a partire dalla seconda metà degli anni '80, i giochi che di volta in volta pubblicava, infatti, non si limitavano ad essere dei meri passatempi caricati giusto per ingannare un po' il tempo, ma al contrario assomigliavano più a delle piccole "opere" a carattere prettamente cinematografico, da cui il suo stesso altisonante nome, in grado di offrire delle vere e proprie esperienze videoludiche. Titoli del calibro di "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/amiga/itcamefromthedesert.htm"&gt;It came  from the Desert&lt;/a&gt;", "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/amiga/kingofchicago.htm"&gt;The King Of Chicago&lt;/a&gt;", "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/amiga/lordsoftherisingsun.htm"&gt;Lords Of The Rising Sun&lt;/a&gt;",&amp;nbsp; "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/amiga/tvsportsfootball.htm"&gt;Tv Sports: Football&lt;/a&gt;", "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/amiga/wings.htm"&gt;Wings&lt;/a&gt;" e "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/amiga/rocketranger.htm"&gt;Rocket Ranger&lt;/a&gt;", sembravano voler dettare via via che uscivano i nuovi termini di paragone per i videogiochi dell'epoca, forti anche delle strabilianti capacità audio/visive delle prime piattaforme a sedici bit che proprio in quel periodo iniziavano a diffondersi capillarmente nelle nostre case. Il gioco che, però, ebbe il merito di dar l'inizio a tutto, l'indiscusso capostipite per intenderci, fu per l'appunto "Defender of the Crown": un titolo che nella sua incarnazione per i sistemi "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amiga"&gt;Amiga&lt;/a&gt;" divenne una vera e propria "Killer Application" e contribuì non poco allo stesso successo commerciale della summenzionata piattaforma. Purtroppo, dopo alcuni anni passati al vertice, la Cinemaware chiuse i battenti e se ne persero le tracce fino ai primissimi anni del nuovo millennio, quando decise di ripresentarsi sui personal computer proprio con il rifacimento del videogioco che più di ogni altro la consacrò alla storia. "Defender of the Crown" è un videogame strategico ambientato nella Gran Bretagna medievale della seconda metà del dodicesimo secolo. L'antefatto alla base del gioco vede la prematura scomparsa del Sovrano e la conseguente disgregazione del Regno in una moltitudine di piccole province ribelli intente a prevalere l'una sull'altra. Al governo di uno di questi piccoli reami, dobbiamo muovere guerra contro ciascun feudo ribelle fino a riunificare nuovamente il Paese sotto la medesima bandiera ed ambire così alla sua corona. All'inizio della partita scegliamo il nostro alter ego da una rosa di  quattro possibili candidati, siano essi sassoni o normanni: Wilfred of  Ivanhoe, Cedric of Rotherwood, Geoffrey Longsword ed infine Wolfric The  Wild. Ognuno di questi potenziali comandanti è contraddistinto da alcuni  parametri che ne specificano le abilità in particolari situazioni: l'attitudine al comando, la bravura nel  disarcionare gli avversari e l'agilità nei duelli all'arma bianca. Subito dopo aver deciso il leader del nostro regno, ci ritroveremo  dinanzi al fantomatico Robin Hood, costui, diversamente da quanto avveniva nelle precedenti edizioni realizzate per l'Amiga e il "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Commodore_64"&gt;Commodore  64&lt;/a&gt;", non si limiterà solamente ad esortarci alla collaborazione per  ristabilire l'unità, l'ordine e la pace nel Paese, ma al contrario ci  offrirà un obiettivo secondario da portare a termine durante lo  svolgimento della campagna principale. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/iR-xIJib2GQ" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il completamento di questa missione secondaria ci garantirà alcune agevolazioni che potranno essere sfruttate per il perseguimento della nostra causa. Una tipica partita a "Defender of the Crown" si articola in una lunga serie di turni che ci vedono contrapporci ad ogni singola mossa posta in essere dai nostri avversari. Costoro, vista la stessa natura rissosa che li caratterizza, non mancheranno anche di darsi addosso l'un con l'altro, spesso assecondando indirettamente i nostri interessi egemonici. Durante ciascun turno possiamo compiere al massimo un paio d'azioni prima che la mano passi automaticamente a ciascun rivale. Un turno termina quando conquistiamo un nuovo territorio o decidiamo di acquistare delle truppe, fermo restando la possibilità di rimanere in "standby", e di accumulare quindi del denaro, forzando semplicemente il passaggio al turno successivo. Le nostre finanze vengono rimpinguate a cadenza mensile, in base ai singoli introiti provenienti da ogni contea posta sotto il nostro controllo. Con l'oro delle nostre casse acquistiamo i soldati, i cavalieri e le catapulte necessarie a sostenere le nostre decisioni tattiche. Le milizie possono essere lasciate a difesa di ciascun territorio o riunite in un più vasto esercito col quale conquistare i reami limitrofi. La gestione dei conflitti, diversamente da quanto avveniva nell'edizione per il C64, non mostra alcun campo di battaglia e men che meno una qualsiasi animazione per le truppe, ma si limita a visualizzare una semplice finestrella che fornisce un resoconto numerico di come sta evolvendo lo scontro. Durante la battaglia, in qualsiasi momento, abbiamo la facoltà di decidere quale strategia offensiva adottare: possiamo ricorrere a due modalità d'attacco frontale, optare per un aggiramento oppure ricorrere ad un bombardamento a distanza tramite le nostre catapulte. Col passare del tempo assisteremo alla progressiva diminuzione delle milizie di entrambe le parti in lotta, il conflitto terminerà quando una fazione sarà completamente annientata dall’altra. Qualora la situazione divenisse insostenibile per manifesta supremazia numerica dell'avversario, si potrà salvare il salvabile battendo rocambolescamente in ritirata. A mano a mano che annetteremo delle nuove province al nostro reame,  saremo costretti a consolidarne i confini con delle apposite  milizie o edificandovi delle torri difensive. Un regno nemico può  essere conquistato solamente ponendone sotto assedio il castello. L'assedio consiste nell'indebolire le difese della roccaforte  rivale con la nostra catapulta: i macigni devono essere impiegati per  aprire un varco fra le mura per poi lanciarvi all'interno delle  carcasse infette o dei calderoni stracolmi di una miscela incendiaria.  Per quanto riguarda il governo della catapulta potremo decidere  solamente il tipo di proiettile da lanciare e l'angolazione del tiro. L’attacco, ad  ogni modo, servirà a ridurre le forze a protezione della fortezza, più  colpi andranno a segno, più blanda sarà la resistenza offerta al nostro  esercito. Al termine dell'assedio, il combattimento continuerà come una  normale battaglia e si concluderà con la caduta del castello o con la  nostra disfatta/ritirata. Una volta conquistata la roccaforte nemica, ne  acquisiremo sia le ricchezze che i territori.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-mSmdVM6Nxk0/TmX2U1gep4I/AAAAAAAAAVY/E-zrVQm1eAU/s1600/frontDOTC.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="440" src="http://3.bp.blogspot.com/-mSmdVM6Nxk0/TmX2U1gep4I/AAAAAAAAAVY/E-zrVQm1eAU/s400/frontDOTC.jpg" width="317" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Le province possono essere acquisite anche vincendo un torneo cavalleresco, organizzandolo o partecipandovi dopo aver accettato un invito. All'inizio di ciascuna sessione ci viene chiesto di selezionare una landa che vorremmo annettere al nostro regno dopodiché il corrispondente sovrano farà altrettanto con uno dei nostri possedimenti. Nel corso di ogni singola Giostra dobbiamo disarcionare l’avversario colpendone lo scudo con la nostra lancia. Nel caso non volessimo mettere in palio un territorio, potremo sempre competere per la vana gloria contro i migliori cavalieri d'Inghilterra. Un modo per fare velocemente cassa e fiaccare il nemico consiste, inoltre, nel razziare il tesoro custodito nel suo castello. Durante un'incursione controlliamo uno spadaccino che deve farsi strada duellando contro tutti i nemici che gli si parano davanti. Nel corso di ciascun combattimento possiamo spostarci solo orizzontalmente e scoccare un semplice colpo con la spada, fermo restando la possibilità di eseguire anche una blanda parata. Di tanto in tanto, ce la dovremo vedere anche con alcuni eventi casuali che metteranno a dura prova la nostra pazienza, non sarà raro, infatti, perdere un territorio a causa di una rivolta o subire una rapina. Talvolta ci verrà persino chiesto di trarre in salvo un'avvenente donzella facendo irruzione nel feudo in cui è tenuta prigioniera, in cambio otterremo la sua mano e l'eventuale unificazione col suo regno. Il gioco nel suo complesso è abbastanza impegnativo, comunque sia, è possibile impostare l'aggressività dei nemici e la loro abilità generale su tre distinti livelli di difficoltà. Le componenti audio/visive di questa nuova edizione sono state completamente tirate a lucido per l'occasione. Il comparto grafico è stato rielaborato giusto il tanto che basta per adattarlo alle più performanti capacità grafiche dei nostri moderni personal computer. La grafica, nonostante ora faccia uso dell'alta risoluzione e risulti essere più nitida, dettagliata e sfumata, ha mantenuto comunque lo stile originale. Tutti i particolari che caratterizzavano l'edizione Amiga sono stati migliorati coerentemente con quanto aveva da offrire quest'ultima, senza tradirne, cioè, in alcun modo lo spirito originario. Le animazioni a contorno delle varie sezioni del gioco sono curate o comunque all'altezza della situazione. La colonna sonora è stata riorchestrata ed i motivetti che accompagnano le diverse situazioni della partita, pur suonando decisamente meglio, mantengono lo stesso feeling di tanti anni fa. Tirando le somme, questa nuova incarnazione del leggendario "Defender of the Crown" purtroppo non offre nulla di più di quanto già facesse la prima versione pubblicata sui sistemi Amiga, miglioramenti estetici e missioni secondarie a parte. Se, per un verso, è improponibile un qualsiasi confronto con gli strategici più recenti per via delle sue meccaniche di gioco fin troppo obsolete, è pur sempre vero che, dall'altro, non mancherà comunque di accattivare tutti coloro che poterono divertirsi con la sua prima mitica edizione. Se l'intento della Cinemaware era di far cassa speculando sul proprio glorioso passato, ebbene questo subdolo tentativo è miseramente fallito poiché a tal riprova basti pensare alle scarse vendite e ad il controverso responso della critica. Se, invece, come d'altronde è più probabile che sia, il suo obiettivo consisteva semplicemente nel produrre&amp;nbsp; un’edizione tributo, una sorta di edizione limitata se vogliamo, per i suoi vecchi estimatori, allora in questo caso ha sicuramente colto nel segno. A prescindere da qualunque fosse la sua reale intenzione e da come sia andata effettivamente, rimane pur sempre una buona scusa per far conoscere questo splendido classico a tutti coloro che se lo persero per meri motivi anagrafici. I link:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/MeSdu3fZ/DOTC.html"&gt;&lt;b&gt;Download Defender of the Crown - Digitally Remastered Edition CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-NxRvA7r0Ky8/TmX1WpP0KwI/AAAAAAAAAVU/GokZZzv9dvQ/s1600/DOTC_shots.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://1.bp.blogspot.com/-NxRvA7r0Ky8/TmX1WpP0KwI/AAAAAAAAAVU/GokZZzv9dvQ/s640/DOTC_shots.jpg" width="426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-5312629957445601911?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/5312629957445601911/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=5312629957445601911&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/5312629957445601911'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/5312629957445601911'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/09/defender-of-crown_10.html' title='Defender of the Crown'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/iR-xIJib2GQ/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-7959232048165436510</id><published>2011-08-11T11:09:00.005+02:00</published><updated>2012-01-23T15:15:03.529+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tape'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shoot &apos;em up'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MSX'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Floppy'/><title type='text'>Polar Star</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando si pensa alla Micro Cabin si finisce inevitabilmente col rammentare solo i suoi capisaldi più importanti, titoli del calibro di &lt;a href="http://www.mobygames.com/game/msx/xak-the-art-of-visual-stage"&gt;Xak&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.mobygames.com/game/msx/illusion-city-genei-toshi"&gt;Illusion City&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2011/03/fray-in-magical-adventure.html"&gt;Fray&lt;/a&gt; giusto per fare qualche esempio, e pertanto si tende ad ignorare tutti quei titoli minori che di fatto, in una maniera o nell'altra, ne hanno comunque caratterizzato gli esordi. Al pari di molte altre software house che esordirono sui vetusti sistemi MSX, infatti, anche la sopraccitata azienda iniziò producendo dei videogiochi contraddistinti da dei concept molto più elementari ma pur sempre meritevoli di una certa attenzione perché ricchi di spunti e d’idee più o meno originali. "Polar Star" è per l'appunto uno di questi giochi, in particolare uno "shoot 'em up" tridimensionale che fece della semplicità e dell'immediatezza delle sue meccaniche di gioco i propri cavalli di battaglia, tanto da aver lasciato un ricordo indelebile in tutti coloro che ebbero il privilegio di poterlo giocare a suo tempo. Il gioco prende piede su un remoto pianeta denominato "Polar Star IV", un lontano corpo celeste tenuto sotto scacco da una crudele razza aliena. Il nostro compito consiste naturalmente nel scacciare via tali malefiche creature distruggendo tutte le fortezze che hanno costruito sulla superficie del pianeta. Durante l'azione governiamo una piccola astronave che inizia ciascun livello ad una certa distanza dall'obiettivo e, a mano a mano che combatte contro le forze deputate a sua difesa, si avvicina sempre più al summenzionato edificio fino a giungere ad una distanza ideale per colpirlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/gl7jN4XbjlU" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La roccaforte aliena può essere distrutta solamente tramite un apposito missile che per essere armato necessità di una certa quantità di energia. Mentre attendiamo che il livello energetico richiesto venga raggiunto, siamo praticamente privi di difese e lasciati in balìa dei nemici. L'unico modo che abbiamo per difenderci consiste semplicemente nell'eludere ogni possibile collisione sperando che il tempo necessario passi al più presto. Una volta che l'ordigno è pronto per essere lanciato, dobbiamo far fuoco sul minuscolo bersaglio che si sposta repentinamente lungo la facciata dell'imponente struttura, un’operazione tutt'altro che semplice visto il caos che caratterizza tale fase. Nella concitazione generale, infatti, non sarà raro mancare il bersaglio e dover quindi attendere per un'altra possibilità di fuoco. Comunque sia, dopo aver fatto saltare in aria la fortezza, terminerà il livello e la partita proseguirà proponendoci degli stage sempre più difficili caratterizzati da una maggior distanza da coprire e da nemici ancor più agguerriti. I controlli deputati al governo del gioco sono quanto di più semplice si possa immaginare: con le frecce direzionali spostiamo il nostro velivolo per lo scenario mentre con lo spazio facciamo fuoco. La distanza percorsa e il livello di energia necessario per armare il missile sono indicati da due comodi contatori. Ciò che rende unico "Polar Star", e che quindi lo fa spiccare dalla moltitudine di shooter più o meno simili pubblicati nello stesso periodo, è però l'accattivante bagaglio tecnico sfoggiato, da questo punto di vista non si può far altro che elogiare il programmatore, H. Wada, per l'ottimo lavoro svolto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-blfrIMWqCak/Tj_iuESKsFI/AAAAAAAAAU0/SShg2UxnW94/s1600/PolarCover.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="294" src="http://2.bp.blogspot.com/-blfrIMWqCak/Tj_iuESKsFI/AAAAAAAAAU0/SShg2UxnW94/s400/PolarCover.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A tale riguardo, ciò che colpisce maggiormente è senza alcun dubbio l'impressionante effetto prospettico impiegato per rappresentare lo scenario del gioco. In pratica, tale artificio tecnico comprime la grafica in prossimità dell'orizzonte artificiale per poi espanderla gradualmente man mano che si avvicina al punto di vista dell'osservatore. La cosa ancor più interessante è che il summenzionato effetto viene applicato ad un paesaggio in scorrimento e che, come se non bastasse, riproduce persino la curvatura della superficie del pianeta. Quest'ultima peculiarità può essere notata osservando per bene tutti gli oggetti che appaiono o oltrepassano la linea dell'orizzonte. Tutti gli elementi che si muovono per lo scenario, siano essi nemici, proiettili, la stessa fortezza o la nostra astronave, vengono messi opportunamente in scala in base alla loro distanza dall'osservatore. Oltre al ridimensionamento di tutti questi particolari grafici, vale anche la pena di citare la convincente rotazione che caratterizza ciascuna roccaforte. Il risultato tecnico conseguito ha dell'incredibile considerando l'epoca della realizzazione ed i limiti hardware degli MSX di prima generazione, ma è pur sempre vero che il sopraccitato exploit tecnico alla fin fine non può attenuare più di tanto l'estrema semplicità della grafica e l'intrinseca ripetitività dell'azione. Il comparto audio, al pari di quello grafico, è altrettanto funzionale, sebbene offra comunque un paio di motivetti orecchiabili ed una serie di effetti sonori per lo più efficaci. Non male, quindi, un piccolo cult game per tutti gli estimatori di questi primi home computer ed un titolo che vale sicuramente la pena di essere riscoperto. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/rZ8HnODb/Polar_Star.html"&gt;Download Polar Star&lt;/a&gt; &lt;/b&gt;(Floppy and tape images)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Polar Star può essere giocato tranquillamente col &lt;a href="http://www.bluemsx.com/"&gt;BlueMSX&lt;/a&gt;, ma a seconda dell'edizione utilizzata, cassetta o dischetto, dovrà essere lanciato in maniera differente. Per quanto riguarda la versione su floppy, bisogna impostare l'emulatore sul modello MSX 2,"&lt;i&gt;Opzioni -&amp;gt; Emulazione -&amp;gt; Modello emulato -&amp;gt; MSX 2&lt;/i&gt;", per poi andare a selezionare il file .dsk del gioco con "&lt;i&gt;File -&amp;gt; Unità dicsoc floppy a: -&amp;gt; Inserisci:&lt;/i&gt;", magari spuntando prima l'opzione "&lt;i&gt;Riavvia quando inserisci&lt;/i&gt;". La versione su nastro deve essere lanciata col primo modello di MSX, dopo la visualizzazione della schermata del basic si deve selezionare il file .cas con "&lt;i&gt;File -&amp;gt; Cassetta -&amp;gt; Inserisci&lt;/i&gt;" optando per quello col "&lt;i&gt;cload&lt;/i&gt;" nel titolo. Dopo averlo selezionato digitate CLOAD e date l'invio. Una volta terminato il caricamento, lanciate il gioco digitando &lt;i&gt;RUN&lt;/i&gt; o premendo F5. Per altri usi futuri, ricordate di riavvolgere il file del nastro con "&lt;i&gt;File -&amp;gt; Cassetta -&amp;gt; Riavvolgi&lt;/i&gt;"!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ksv4gbuGgj0/Tj_h7WUJwaI/AAAAAAAAAUw/3aZR_mfxJ-Q/s1600/Polar_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/-ksv4gbuGgj0/Tj_h7WUJwaI/AAAAAAAAAUw/3aZR_mfxJ-Q/s400/Polar_shots.png" width="356" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-7959232048165436510?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/7959232048165436510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=7959232048165436510&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/7959232048165436510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/7959232048165436510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/08/polar-star_11.html' title='Polar Star'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/gl7jN4XbjlU/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-1173914527831548365</id><published>2011-08-05T22:46:00.011+02:00</published><updated>2012-01-24T00:58:11.543+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MS-DOS'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Horror'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Adventure'/><title type='text'>Prisoner Of Ice</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"L'operazione 'Polaris' fu portata a termine senza grossi problemi, le due misteriose casse vennero adeguatamente conservate a bassissima temperatura nella stiva del sommergibile Victoria cosicché il loro prezioso contenuto si preservasse da un inopportuno deterioramento. Tutto filò talmente liscio che addirittura non sembrò poi essere così inverosimile l'idea di un ritorno a casa per l'ora di cena. Purtroppo, quando ormai si pensava di essere al sicuro, fece capolino dall'orizzonte un minaccioso vascello nemico che non impiegò più di tanto prima di scovarci e bombardarci con le bombe di profondità. Uno di questi ordigni esplose a poche decine di metri dal nostro scafo causando pertanto degli ingenti danni al sottomarino. A causa dell'intenso bombardamento subito, andò in corto anche l'impianto elettrico che da lì a poco innescò a sua volta un incendio che coinvolse l'intera poppa del sommergibile, proprio dove era stato stipato il misterioso carico recuperato sulla terraferma. Fu, però, quando la temperatura delle stive iniziò ad aumentare che la situazione volse decisamente al peggio..." Queste le battute iniziali di "Prisoner Of Ice", un’interessante avventura grafica ispirata ad uno dei più affascinanti racconti di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Howard_Phillips_Lovecraft"&gt;H.P. Lovecraft&lt;/a&gt;: "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alle_montagne_della_follia"&gt;Alle Montagne della Follia&lt;/a&gt;". Il gioco, come la stessa opera letteraria da cui trae ispirazione, si rifà a ciò che viene definito come il "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ciclo_di_Cthulhu"&gt;Ciclo&amp;nbsp;di Cthulhu&lt;/a&gt;": una serie di &lt;span class="st"&gt;narrazioni&lt;/span&gt; aventi come sfondo comune le leggende ed i culti legati agli inquietanti "Grandi Antichi", una malefica razza di antichissime divinità quiescenti che per prime hanno regnato sulla Terra. Il più noto di questi esseri abominevoli è per l'appunto “Cthulhu”: una sorta di gigantesco e mostruoso cefalopode munito di ali, artigli e testa tentacolata! In "Prisoner Of Ice" impersoniamo il tenente Ryan: un agente americano in servizio sul "Victoria", un sottomarino di ritorno da una delicata missione segreta in Antartide. La storia è ambientata nel 1937 ed inizia poco dopo il salvataggio di un giovane esploratore norvegese ed il recupero di un misterioso carico. Il viaggio di ritorno verso la madrepatria si trasformerà ben presto in una vera e propria odissea e, come se tutto ciò non bastasse, verremo catapultati, nostro malgrado, in una serie di vicende al limite della realtà, dove l'orrore, l'occultismo e il sovrannaturale si amalgamano sapientemente in una delle migliori trame mai escogitate per questo genere di videogiochi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/iMANgPoQrg8" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il gioco, naturalmente, si governa come ogni altra avventura grafica basata sul classico sistema punta e clicca ereditato dal celebre "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/amiga/maniacmansion.htm"&gt;Maniac Mansion&lt;/a&gt;": in pratica col solo ausilio del mouse spostiamo il nostro alter ego in lungo e in largo per lo schermo ed effettuiamo tutte quelle azioni necessarie per venire a capo degli enigmi che sistematicamente ci si parano davanti. Al contrario di quanto avveniva nel summenzionato classico della Lucasfilm, non vi è alcun verbo da selezionare poiché l'intera interfaccia di controllo è incentrata semplicemente sull'impiego dei pulsanti del mouse. Col pulsante sinistro dialoghiamo con i personaggi, attiviamo meccanismi, leve, interruttori ed utilizziamo e raccogliamo gli oggetti disseminati per lo scenario, mentre col destro osserviamo ed esaminiamo i vari elementi che costituiscono ciascuna ambientazione, almeno quelli che vengono identificati dal passaggio del puntatore. L'inventario, a differenza del sopraccitato classico, non è sempre presente nella videata principale, ma al contrario deve essere richiamato portando il puntatore nella parte superiore dello schermo. Per utilizzare un oggetto basta semplicemente trascinarlo sull'elemento con cui vogliamo farlo interagire, sullo stesso Ryan nel caso ci riguardi direttamente. Risolvendo gli enigmi che via via ci vedranno coinvolti, accederemo a nuove situazioni ed assisteremo alla progressiva evoluzione della vicenda. Proprio sul dispiegamento dell'avventura occorre fare qualche piccola considerazione, nel senso che il gameplay, alla fin fine, pecca di una certa linearità di fondo e risulta essere fin troppo punitivo in più di una circostanza, sebbene in frangenti ben delimitati. Talvolta, inoltre, non mancherà la sgradevole sensazione di essere stati lasciati a noi stessi senza la benché minima idea di quale oggetto possa mai servire per risolvere un particolare problema o dove mai possa trovarsi. I puzzle, come premesso, sono basati per lo più sulla manipolazione dell'inventario ed in misura minore sull'acquisizione di poche informazioni, di tanto in tanto, non mancherà anche qualche fugace passaggio in cui dovranno essere risolti tempestivamente, così da scongiurare tra l'altro anche la stessa dipartita del protagonista.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-rl0yoIlWeyw/TjpYxAc2PBI/AAAAAAAAAUk/ZXGDP6gmY1I/s1600/front.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://4.bp.blogspot.com/-rl0yoIlWeyw/TjpYxAc2PBI/AAAAAAAAAUk/ZXGDP6gmY1I/s400/front.jpg" width="327" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche per quanto riguarda gli enigmi bisogna spendere qualche parola in più, poiché non sarà raro, ad esempio, dover tornare sui nostri passi in cerca di un oggetto o comunque di un particolare dello scenario materializzatosi misteriosamente a seguito di un ben preciso evento, una soluzione tutt'altro che realistica che contrasta con la logica che vedrebbe tali particolari presenti fin dalle prime battute del gioco per poi essere utilizzati al momento più opportuno. In altre circostanze, inoltre, saremo costretti a perlustrare sistematicamente ogni singola stanza nel tentativo di scovare alcuni particolari francamente microscopici, fermo restando che non mancherà nemmeno il classico rompicapo illogico di cui non avremo la benché minima idea su come affrontarlo. Queste considerazioni, comunque sia, non vogliono sminuire in alcun modo le potenzialità e la bontà di questa realizzazione, più che altro intendono far luce sulle ragioni per cui non sia stata annoverata nell'olimpo dei capisaldi del genere, ribadendo, ad ogni modo, che molte di queste critiche potrebbero benissimo essere estese anche ad alcuni di essi. Tecnicamente, "Prisoner Of Ice" se la cavava piuttosto bene per i tempi, la grafica sfoggiava delle ambientazioni indubbiamente dettagliate che facevano un buon uso delle capacità cromatiche dei PC dell'epoca. Le animazioni erano per lo più curate e fluide, così com’erano ben realizzati anche tutti gli effetti speciali a contorno del gioco. La resa del comparto grafico poteva essere ulteriormente migliorata lanciando il gioco in modalità super VGA. La colonna sonora che ci accompagnava durante l'avventura non era da meno, le musiche, così come tra l'altro gli effetti sonori, contribuivano non poco a calare il giocatore nella misteriosa ed inquietante atmosfera del gioco, nonostante il doppiaggio della localizzazione italiana soffrisse di una qualità decisamente scadente. Tirando le somme, pur non eccellendo in senso assoluto e nonostante i sopraccitati limiti, nonché la sua longevità indiscutibilmente limitata, “Prisoner Of Ice” rimane pur sempre un'avventura piuttosto godibile che può vantare al proprio arco uno dei migliori concept horror mai ideati per questo genere di prodotti. Un titolo, concludendo, che mi sento di consigliare a tutti gli appassionati di tali storie e più in generale a tutti gli amanti di questa categoria di videogiochi. Edizione italiana, il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/GtfbRz1y/Prisoner_Of_Ice.html"&gt;Download Prisoner Of Ice CD&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (&lt;b&gt;Italiano&lt;/b&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B: &lt;/b&gt;Il gioco può essere avviato solamente dal suo cd-rom. Digitando &lt;i&gt;ICE320&lt;/i&gt; utilizzeremo la risoluzione standard del DOS, mentre con &lt;i&gt;ICE640&lt;/i&gt; sfrutteremo la più appagante SVGA. Sul disco fisso verranno memorizzati solamente i salvataggi e le informazioni relative alla sua configurazione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-l3wL_T2bKH0/TjpZAMKll9I/AAAAAAAAAUo/0Hek6pfkjKc/s1600/Ice_shots.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://2.bp.blogspot.com/-l3wL_T2bKH0/TjpZAMKll9I/AAAAAAAAAUo/0Hek6pfkjKc/s640/Ice_shots.jpg" width="508" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-1173914527831548365?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/1173914527831548365/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=1173914527831548365&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/1173914527831548365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/1173914527831548365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/08/prisoner-of-ice_05.html' title='Prisoner Of Ice'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/iMANgPoQrg8/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-1434177080096119749</id><published>2011-07-24T18:24:00.003+02:00</published><updated>2012-01-20T17:13:37.693+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shooter'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Post-Mortem'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MSX'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ROM'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Side-Scroller'/><title type='text'>Invasion of the Zombie Monsters</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Avete presente il buon vecchio "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/goblins.htm"&gt;Ghosts'n Goblins&lt;/a&gt;"? Si, il celebre classico della Capcom che ci vedeva impersonare il prode cavaliere Arthur mentre era impegnato a dar battaglia alle forze del male nel tentativo di trarre in salvo l’amata principessa Ginevra? Ebbene, questo recente videogioco postumo della "Relevo Videogames", realizzato tra l'altro per il bistrattato standard &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Standard_MSX"&gt;MSX&lt;/a&gt; (almeno qui in Italia), non solo ne riprende il concept, ma addirittura lo rielabora ambientandolo in un contesto più moderno da tipico "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Film_di_serie_B"&gt;B-Movie&lt;/a&gt;" americano. L'antefatto, diversamente da quanto avveniva nel summenzionato arcade, non ci vede vestire i panni di Sir Arthur mentre se la spassa con la sua bella nei pressi di un romanticissimo camposanto, ma piuttosto quelli di Ned in compagnia della sua Linda: due secchioni delle scuole superiori che hanno appena vinto per la quarta volta consecutiva le rinomate "Olimpiadi della Scienza"! Proprio quando la situazione sta per farsi interessante, sul più bello per intenderci, un fulmine colpisce la vettura che funge da nido d'amore per la giovane coppia ed il povero Ned perde i sensi, seppur per pochi lunghissimi istanti. Mai avesse riaperto gli occhi, poiché una terribile visione lo sconvolge da cima a fondo: una misteriosa entità malefica, un demone o altro, si materializza all'improvviso e rapisce la sua dolce metà! Le tenebre, come se tutto ciò non bastasse, abbracciano l'intera cittadina che, da lì a poco, viene addirittura invasa da un esercito di repellenti creature zombie! Al contrario di quanto si possa immaginare, soprattutto per via degli occhialoni parcheggiati sul naso, Ned è tutt'altro che un nerd mollaccione e smidollato poiché fin da subito, forte dei suoi super poteri scaturiti dalla presenza della Luna piena, si mette in marcia alla ricerca della povera Linda. Facezie della trama a parte, lo svolgimento della partita, come  premesso, si rifà alle medesime meccaniche del sopraccitato celebre  arcade degli anni '80: nei panni dell'occhialuto Ned dobbiamo  assecondare lo scorrimento dello sfondo fino a giungere alla fine di  ciascun livello. Tutto ciò si traduce, in pratica, nel far fuori tutti i  mostri zombi che ci si parano davanti, saltando da una piattaforma  all'altra ed evitando ogni genere di proiettili, ostacoli e trappole. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/6gUEqk3ie_4" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A dire il vero, il gameplay forse ricorda un po’ più "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/ghoulsnghosts.htm"&gt;Ghouls'n Ghosts&lt;/a&gt;", l’altrettanto celeberrimo sequel del summenzionato capolavoro della Capcom, soprattutto per via delle rampe e dei numerosi dislivelli che contraddistinguono gli stage. Da questo punto di vista, si può pensare ad "Invasion of the Zombie Monsters" come una riuscita amalgama dei migliori aspetti di entrambi i suddetti classici. Alcuni mostriciattoli, una volta eliminati, lasceranno cadere dei preziosi "power-up", ma, al contrario di quanto avveniva nei già citati giochi incentrati sulle gesta dell’impavido Sir Arthur, non offriranno alcun tipo d'arma o armatura. Tali "power-up", invece, alterneranno periodicamente un'icona differente: una sfera contraddistinta dallo sfondo verde in grado di migliorare la potenza e il raggio d'azione dei nostri proiettili magici, la lettera "N" capace di eliminare tutti i nemici presenti sullo schermo ed infine anche un orologio volto a rimpinguare il tempo limite entro cui deve essere completato il livello. Diversamente da molti altri giochi riconducibili allo stesso genere, sono presenti anche dei bonus malevoli, tipo: una linea caratterizzata dallo sfondo rosso che ci farà perdere l'ultimo potenziamento acquisito e la lettera "D" che ci riporterà addirittura alla condizione iniziale! I nemici appena neutralizzati, spesso e volentieri, abbandoneranno anche delle monete che, una volta raccolte in un discreto gruzzolo, ci consentiranno di ottenere in cambio una preziosa vita extra. Alla fine di ogni stage ce la dovremo vedere con un cattivissimo boss, quest'ultimo, oltre a scagliarci addosso di tutto, non mancherà di sguinzagliarci contro anche i suoi fedelissimi scagnozzi. Al completamento di ciascun livello riceveremo, inoltre, un bonus in monete sonanti calcolato sulla base dei secondi risparmiati. Ogni stage verrà introdotto da un'apposita mappa che a mano a mano terrà traccia dei nostri progressi, a riprova del fatto che "Invasion of the Zombie Monsters" non si differenzia poi molto dai sopraccitati capisaldi del genere. Il gioco si articola in cinque livelli differenti o atti, ciascuno dei quali caratterizzato da una particolare ambientazione. A prima vista potrebbero sembrare pochi, ma in realtà si riveleranno una bella sfida visto l'impegnativo livello di difficoltà che li contraddistingue. Comunque sia, ci verrà data anche la possibilità di poter continuare per un paio di volte.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-z-hGwaFOfnc/TiX-6kY7s4I/AAAAAAAAAUY/NyE6TO4TsXY/s1600/iotzm_cover.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://1.bp.blogspot.com/-z-hGwaFOfnc/TiX-6kY7s4I/AAAAAAAAAUY/NyE6TO4TsXY/s400/iotzm_cover.jpg" width="280" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per quanto riguarda la realizzazione tecnica occorre fare una breve premessa poiché "Invasion of the Zombie Monsters" non è stato realizzato per sbalordire con le sue mirabolanti prestazioni grafiche, ma piuttosto per dare il meglio di sé già a partire dai limitatissimi MSX di prima generazione. In sede di sviluppo, infatti, si è ben pensato di eliminare all'origine ogni possibile fonte di problemi dovuti ai ben noti limiti hardware di tali macchine. Al contrario di quanto avviene con una gestione al pixel, si è preferito gestire l'intero comparto grafico secondo una filosofia imperniata sulla singola "tile" (mattonella), intesa come quell'elemento grafico composto da una "maschera" di 8x8 pixel che viene ripetuto più e più volte fino a ricostruire completamente l'intero scenario, un po' come se si trattasse delle costruzioni o di un puzzle, giusto per rendere l'idea. Quest’approccio "char by char" (piastrella per piastrella), da un lato ha comportato lo svantaggio di una grafica quanto meno blocchettosa caratterizzata da delle prestazioni poco fluide, ma dall'altro ha consentito di ridurre a lumicino tutti quei fliccherii, slittamenti ed effetti collaterali legati alle scarse performance in termini di sprite e scrolling. Tale soluzione, inoltre, ha offerto la possibilità di poter sfruttare un maggior numero di colori. In quest'ottica, pertanto, bisogna ammettere che è stato fatto un buon lavoro, nel senso che il motore che governa il gioco comunque non perde un colpo ed aggiorna lo schermo piuttosto rapidamente, sebbene i puristi del "framerate" e degli "scrolling" ultra-lisci potrebbero storcere il naso. Le suddette semplificazioni tecniche non implicano necessariamente una pessima realizzazione, anzi nel suo complesso si tratta di un buon prodotto sviluppato con tutti i crismi del caso, a tal riguardo vale anche la pena di menzionare il pregevole effetto parallattico multistrato che accompagna lo scorrimento dello sfondo. La soundtrack contempla una serie di motivetti per lo più orecchiabili ed un discreto numero di effetti sonori quanto meno efficaci, non male anche da questo punto di vista. Prima di lasciarvi, mi sembra opportuno ragguagliarvi un attimo anche sulla versione per lo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sinclair_ZX_Spectrum"&gt;ZX Spectrum&lt;/a&gt;. Quest’adattamento, purtroppo, si colloca una spanna al disotto di quello per l'MSX a causa delle ancor più stringenti limitazioni hardware, ma nonostante tutto mantiene inalterate quelle caratteristiche che fanno di "Invasion of the Zombie Monsters" un buon gioco: l'irresistibile atmosfera horror da tipico "B-Movie" americano e la sua indiscutibile giocabilità! Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.msxblue.com/relevo/RLV904MSX.zip"&gt;Download Invasion of the Zombie Monsters ROM&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (MSX version) (www.relevovideogames.com)&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; "Invasion of the Zombie Monsters" può essere giocato tranquillamente col &lt;a href="http://www.bluemsx.com/"&gt;BlueMSX&lt;/a&gt;. Dal menù "&lt;i&gt;File -&amp;gt; Slot di espansione 1 -&amp;gt; Inserisci...&lt;/i&gt;" basta selezionare il file .rom del gioco. I controlli sono semplicissimi: con lo spazio selezioniamo e facciamo fuoco mentre con le frecce direzionali spostiamo Ned in giro per lo schermo. Volendo possiamo aprire il fuoco anche col tasto Z e saltare premendo ALT, ad ogni modo spetterà a voi decidere la configurazione più comoda.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Mu1ZPf-e6fw/TibaiXhorgI/AAAAAAAAAUc/xqS6I2Hc6Lg/s1600/IOTZM_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://1.bp.blogspot.com/-Mu1ZPf-e6fw/TibaiXhorgI/AAAAAAAAAUc/xqS6I2Hc6Lg/s640/IOTZM_shots.png" width="508" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-1434177080096119749?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/1434177080096119749/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=1434177080096119749&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/1434177080096119749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/1434177080096119749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/07/invasion-of-zombie-monsters_24.html' title='Invasion of the Zombie Monsters'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/6gUEqk3ie_4/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-9041360074716080589</id><published>2011-07-13T12:18:00.005+02:00</published><updated>2012-01-23T15:18:07.841+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Post-Mortem'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Platform'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Floppy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Side-Scroller'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Commodore 64'/><title type='text'>It's Magic II</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A quasi vent'anni dalla sua dipartita ufficiale il mitico &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Commodore_64"&gt;Commodore 64&lt;/a&gt;, il più famoso home computer degli anni ‘80, non smette di far parlare di se. L‘ennesimo pretesto, infatti, c’è fornito da questo interessante “It’s Magic II”: il secondo videogioco della “Stardust Productions” ad essere incentrato sulle vicende del simpatico gattone Tom. Questa realizzazione dimostra per l’ennesima volta, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto possano essere validi i titoli realizzati dopo il pensionamento della summenzionata macchina, soprattutto quando rilasciati dopo un lungo periodo di stagnazione in cui la stessa “Scena” stentava a riprendersi. Ad interrompere questo periodo di assopimento, in verità, hanno provveduto anche altre produzioni più recenti, delle vere e proprie piccole gemme commerciali in grado di rivaleggiare con i più blasonati capolavori del passato, in particolare: il mastodontico “&lt;a href="http://www.protovision-online.de/games/newcomer.htm"&gt;Newcomer&lt;/a&gt;”, forse il titolo più vasto ed ambizioso ad essere mai stato concepito sul piccolo ”CBM”, ed il più recente “&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2010/12/kinght-n-grail.html"&gt;Knight’n Grail&lt;/a&gt;”: un gioco capace di far proprie e reinventare le meccaniche di due grandi classici come “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/nes/castlevania.htm"&gt;CastleVania&lt;/a&gt;” e “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/goblins.htm"&gt;Ghosts‘n Goblins&lt;/a&gt;”. “It’s Magic II”, pertanto, rientra a pieno titolo in questo piccolo microcosmo di eccellenze postume e prende perciò le distanze dalla smisurata moltitudine di "giochetti" freeware a carattere prettamente amatoriale che ha caratterizzato gran parte della produzione post-mortem del buon vecchio C= 64. Come premesso, si tratta del secondo videogame che narra le gesta  dell’apprendista felino Tommy, il primo titolo della serie si rivelò  essere purtroppo un videogioco poco più che carino poiché minato da una  certa ingenuità di fondo e da alcuni piccoli difetti, in questa seconda  incarnazione, invece, “It’s Magic” raggiunge la piena maturità e può  finalmente competere ad armi pari con i massimi esponenti del genere:  “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/c64/greatgiana.htm"&gt;Great Giana Sisters&lt;/a&gt;”, “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/c64/creatures.htm"&gt;Creatures&lt;/a&gt;” e “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/c64/mayhem.htm"&gt;Mayhem&lt;/a&gt;” giusto per citarne  alcuni. La storia alla base di “It’s Magic II” riprende da dove era terminato  l’episodio precedente: dopo aver salvato il mondo dalla catastrofe, il  nostro simpatico gattone ritorna nella sua casa presso le “Isole  del Sogno”. Qui, dopo essersi ripreso dalle immani fatiche che l’hanno  visto protagonista, continua ad esercitare le proprie abilità magiche ed  a spassarsela senza grossi problemi. Un nefasto giorno, però, Tom  decide di approfittare dell’assenza del suo vecchio maestro per andare a  curiosare nella sua biblioteca privata. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/Bgo4p8Mg1cI" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo aver rovistato parecchio tra gli innumerevoli scafali della libreria, Tommy trova un vecchio cesto che custodisce al suo interno un misterioso volume. Ben presto, il nostro eroe, realizza che il suddetto libro è stato sigillato con un potente incantesimo, ma invece di lasciar perdere ipotizzando il peggio si ostina a volerlo aprire fantasticando su quali preziosi contenuti possano mai celarsi fra le sue pagine. Tom finalmente riesce ad aprirlo, non senza qualche difficoltà a dire il vero, ma ha giusto il tempo di compiacersi della propria bravura, prima che si materializzi un’inquietante entità che si rivelerà poi essere il fratellastro del suo caro insegnante. Tale essere malvagio, infatti, fu imprigionato molto tempo fa e tenuto sotto chiave per evitare qualsiasi tentativo di fuga, ma ora, approfittando dell’incauto errore del nostro Tommy, si da alla macchia in men che non si dica, non prima però di aver invocato la propria vendetta ed il dominio su tutte le “Isole del Sogno”. Ovviamente, Tom si è cacciato in un altro grosso guaio, questa volta, però, non dovrà limitarsi solamente a scovare il mago malefico prima che possa mettere in atto i suoi inquietanti intenti, ma dovrà anche rimettere tutto a posto prima che faccia ritorno il suo severissimo maestro! A livello di gameplay, “It’s Magic II”, si differenzia leggermente dal suo prequel: nel senso che se nel primo gioco assecondavamo lo scorrimento di ciascun livello in cerca degli oggetti magici indispensabili per il suo completamento, in questo seguito le cose sono state un po' semplificate. Tommy, infatti, si limita per lo più a far incetta di diamanti per poi dirigersi verso la fine di ciascuno stage così da completarlo, ovviamente non prima di essersi fatto strada eliminando tutti gli avversari che osano ostacolargli la via. Naturalmente, tutto entro un certo tempo limite. I mostriciattoli, al contrario di quanto accadeva nel primo capitolo, devono essere neutralizzati colpendoli dall’alto, cioè saltandoci addosso e rimbalzandovi sopra per diverse volte, non esistono fulmini o proiettili da scagliargli contro. L’azione, inoltre, ci vede approfittare di ogni possibile via di fuga tra i periodici movimenti dei singoli nemici, così come sfruttare opportunamente gli oggetti magici lasciati cadere da questi ultimi. Tali manufatti, infatti, un volta raccolti, ci doneranno delle interessanti abilità magiche: l’invulnerabilità temporanea, la capacità di eliminare in un solo colpo tutti gli avversari presenti sullo schermo e la non indifferente possibilità di arrestare momentaneamente lo scorrere del tempo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-CkLgI3gtv1I/ThrRzC9-jMI/AAAAAAAAAUQ/8xNJvWlcvgA/s1600/Its2title.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="280" src="http://3.bp.blogspot.com/-CkLgI3gtv1I/ThrRzC9-jMI/AAAAAAAAAUQ/8xNJvWlcvgA/s400/Its2title.png" width="430" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine di ogni stage, non mancherà, poi, il classico scontro con un  cattivissimo guardiano. In quest’ottica, pertanto, l’approccio di questo nuovo episodio della serie è molto più vicino ai  classici stereotipi introdotti dai fondatori del genere, in particolare  da “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/nes/supermariobros.htm"&gt;Super Mario Bros&lt;/a&gt;” e dal suo analogo sul C64 “Great Giana  Sisters”, non che questo debba per forza essere un demerito. A  differenza dei due sopraccitati capolavori, però, lo scorrimento dello  schermo può avvenire in entrambe le direzioni, permettendoci così di poter tornare anche sui nostri passi. Il gioco contempla cinque isole differenti, ciascuna delle quali suddivisa in sei livelli distinti e caratterizzata da una particolare ambientazione. La difficoltà si assesta su un livello medio/alto e non mancherà di metterci sotto pressione in più di un'occasione. Un comodo sistema di password ci permetterà, comunque, di poter riprendere dall’ultima isola visitata. Questo secondo videogioco della “Stardust Productions” dal punto di vista estetico è meraviglioso, ciò che colpisce di primo acchito è senza alcun dubbio l’accattivante effetto prospettico che contraddistingue lo scorrimento dello sfondo, i particolari che si spostano in parallasse, infatti, proprio non si contano tra nuvolette, montagne all’orizzonte e flutti che separano le varie sezioni del livello.&amp;nbsp; Lo scenario, oltre a spostarsi fluidamente in entrambe le direzioni, presenta anche numerosi elementi animati come i ciuffi d’erba spostati dal vento e le cascate.&amp;nbsp; La grafica si rifà al classico stile “rotondo” di questo genere di giochi, una soluzione che, pertanto, conferisce al titolo un’aria simpatica, carina e quanto meno “cartoonesca”. Gli "sprite" in giro per lo schermo sono numerosi, tutti caratterizzati ed animati con una certa perizia. Le capacità grafiche “multi-color “ del Commodore 64 sono state ben sfruttate e, come se tutto ciò non bastasse, sono stati aggiunti in giro per i livelli anche alcuni elementi in alta definizione giusto per impreziosirne ancor di più l’eccellente impatto estetico. Al contrario di quanto avveniva nel primo episodio della serie, l’azione ora è accompagnata da una colonna sonora: ogni isola alterna, infatti,  due differenti brani musicali. La soundtrack, ad ogni modo, è di buon livello, così come lo sono tra l’altro gli effetti sonori che ascoltiamo durante la partita. Tirando le somme, “It’s Magic II” è senza alcun dubbio uno dei migliori videogame mai realizzati per il Commodore 64, questa indiscutibile verità, però, non lo mette sicuramente al riparo dallo sfoggiare anche dei difetti. A parte la frustrazione dovuta al ripetere più e più volte le medesime sequenze di salti, sarà anche la stessa sporadica imprecisione che affligge i controlli e lo stesso rilevamento delle collisioni a renderci le cose ancor più difficoltose. Non sarà raro, infatti, subirne gli effetti proprio mentre siamo intenti a far nostro un diamante a mezz’aria o a conclusione di una lunga serie di balzi, nulla che comunque possa minare seriamente l’intrinseca qualità di questo titolo. Non male, il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/iKsBNb8x/Its_Magic_2.html"&gt;&lt;b&gt;Download It's Magic II (Disk image)&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;N.B.: &lt;/b&gt;It's Magic II funziona tranquillamente con gli emulatori più&amp;nbsp; diffusi: &lt;a href="http://www.ccs64.com/"&gt;CCS64&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.hoxs64.net/"&gt;Hoxs64&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.viceteam.org/"&gt;WinVice&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-bu9uVkdh2rA/ThrOSTLvsVI/AAAAAAAAAUM/TzgPu3te-ps/s1600/Its_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://1.bp.blogspot.com/-bu9uVkdh2rA/ThrOSTLvsVI/AAAAAAAAAUM/TzgPu3te-ps/s640/Its_shots.png" width="432" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-9041360074716080589?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/9041360074716080589/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=9041360074716080589&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/9041360074716080589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/9041360074716080589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/07/it-magic-ii.html' title='It&amp;#39;s Magic II'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/Bgo4p8Mg1cI/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-6588933657813225087</id><published>2011-06-24T14:19:00.015+02:00</published><updated>2012-01-25T00:09:34.261+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MS-DOS'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shooter'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Action'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Puzzle'/><title type='text'>Project Paradise</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Project Paradise" è un interessante videogioco d'azione ambientato in un oscuro futuro fantascientifico. La storia, che almeno per certi versi richiama alla mente alcuni spunti del più celebre "&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2008/01/syndicate-plus-ms-dos-multi-4.html"&gt;Syndicate&lt;/a&gt;": uno dei maggiori successi della mitica Bullfrog, si dispiega in una realtà prettamente cyberpunk incentrata sia sulla tecnologia che sulle arti magiche più misteriose. Tale società è soggiogata al volere di una malefica Corporazione il cui unico scopo consiste nel perseguire i propri loschi interessi a scapito della povera gente. La popolazione è tenuta nell'ignoranza e sopravvive barcamenandosi nel caos e nell'incertezza, la maggior parte di essa, inoltre, non ha la benché minima consapevolezza di ciò che nell'ombra decide del suo destino. Ultimamente la situazione si è ancor più aggravata, circolano, infatti, delle inquietanti indiscrezioni su un fantomatico "Progetto Paradiso": un piano che una volta attuato sarebbe persino in grado di scatenare l'apocalisse sulla Terra! Non si sa molto a riguardo, né tantomeno quale sia il suo reale obiettivo, ma quel poco che si conosce lo da per imminente. Comunque sia, nonostante il quadretto tutt'altro che idilliaco, non tutto è perduto poiché in "Project Paradise” impersoniamo un gruppo di dissidenti pronti a tutto pur di sventare questa terribile minaccia! A livello di gameplay, questa produzione della "Soft Enterprises" riprende le meccaniche introdotte dagli sparatutto in prima persona: durante l'azione, cioè, esploriamo sistematicamente ogni anfratto dello scenario facendo fuori tutti i tipacci che osano ostacolarci, senza disdegnare, naturalmente, di raccogliere armi più performanti, munizioni, incantesimi e power-up vari. Nel corso della partita, inoltre, rimpinguiamo la nostra scorta d'energia con appositi medi-kit e collezioniamo chiavi e tessere magnetiche per accedere a nuove aree dello scenario.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/Lq6DHOezp6g" width="425"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto, ad ogni modo, non si riduce solamente a questo, poiché spesso e volentieri saremo anche costretti a risolvere degli enigmi basati sul ritrovamento e sull’impiego di particolari oggetti. Il gioco permette di gestire tre personaggi diversi, ciascuno dei quali caratterizzato da differenti abilità fisiche e tecniche. Il guerriero, data la sua notevole prestanza fisica e l’innata abilità con le armi, è il personaggio più indicato per i frequenti scontri a fuoco che caratterizzano gran parte dell’azione. Il mago, al contrario, è il più debole della combriccola e pertanto i suoi servigi devono essere ben ponderati in base a come  si evolve la situazione, anche perché è l'unico personaggio capace di fronteggiare i  nemici che ricorrono alle summenzionate arti oscure. Nonostante questo svantaggio non da poco, ha comunque il pregio di poter lanciare a gran distanza dei potentissimi incantesimi. L'hacker, infine, fisicamente si pone come una via di mezzo tra i primi due, la sua specialità consiste nell'accedere ai terminali disseminati per il livello così da poter aggirare i sistemi di sicurezza più disparati. Le sue capacità gli consentono anche di poter individuare e quindi seguire i cavi sotterranei che collegano i dispositivi elettronici più vari. "Project Paradise", al contrario dei sopraccitati "First Person Shooter", adotta una visuale tridimensionale a volo d'uccello, dall'alto se preferite, un po’ come avviene in titoli come "&lt;a href="http://www.retrogaminghistory.com/content.php?r=3656-Shadowgrounds-Survivor-PC"&gt;Shadowgrounds&lt;/a&gt;", "&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2008/01/alien-breed-tower-assault-ms-dos.html"&gt;Alien Breed&lt;/a&gt;" e "&lt;a href="http://www.mobygames.com/game/gauntlet"&gt;Gauntlet&lt;/a&gt;". Questa soluzione, da un lato, lo rende sicuramente un titolo peculiare, se non addirittura accattivante, ma, dall'altro, purtroppo ne riduce fin troppo l’immediatezza e la lucidità d'azione. I controlli sono identici ai summenzionati sparatutto in prima persona, cambia semplicemente la prospettiva utilizzata. Ad ogni modo, con le frecce direzionali orizzontali facciamo ruotare lo scenario attorno al nostro alter ego mentre con le verticali avanziamo o retrocediamo lungo una particolare direzione, sebbene tale soluzione talvolta comporti una certa imprecisione nel prendere la mira e nell'eludere tempestivamente le minacce più improvvise.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Ldawy8BPOcY/Tf_GAROEADI/AAAAAAAAATc/m8d6GJpqs-g/s1600/pp_front.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://4.bp.blogspot.com/-Ldawy8BPOcY/Tf_GAROEADI/AAAAAAAAATc/m8d6GJpqs-g/s400/pp_front.jpg" width="307" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con la pressione di opportuni tasti effettuiamo naturalmente anche le classiche schivate per sfuggire ai proiettili avversari, corriamo, gestiamo l’inventario e utilizziamo granate e mine. Il gioco permette, inoltre, il salvataggio dei nostri progressi e consente anche di poter accedere ai livelli avanzati sfruttando un comodo sistema basato sulle password. Tecnicamente, "Project Paradise" non se la cava poi così male poiché, oltre al punto di vista indubbiamente inedito, sfoggia anche degli scenari piuttosto dettagliati, almeno per quanto riguarda lo standard dell'epoca. Gli edifici, gli interni, i muri perimetrali e più in generale l’intero ambiente di gioco vengono riprodotti per mezzo di un motore tridimensionale che fa un largo uso di poligoni in texture-mapping, gli altri particolari dello scenario, così come i protagonisti ed i nemici, sfruttano invece delle più classiche bitmap. Le animazioni e gli effetti speciali che impreziosiscono la scena sono ben curati, a tal riguardo vale la pena di citare le trasparenze, le condizioni d’illuminazione dinamiche ed i numerosi detriti che saltano per aria a seguito della distruzione delle suppellettili. La definizione del mondo di gioco può essere, inoltre, aumentata attivando l’apposito supporto per lo standard super vga. Il comparto audio è anch'esso di buona fattura, l'azione è accompagnata da dei brani musicali piuttosto orecchiabili mentre le nostre gesta danno origine ad una serie di effetti sonori per lo più efficaci. Non male insomma, nonostante la presenza di qualche piccolo difetto, si tratta pur sempre di un titolo quanto meno carino. Edizione inglese, il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/CyTq2fPB/Project_Paradise.html"&gt;Download Project Paradise CD&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (English version) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.&lt;/b&gt;: Project Paradise presenta una incompatibilità col celebre emulatore DOSBox, questa, ad ogni modo, può essere risolta scompattando un apposito fix, il file CONFIG.SYS incluso nell'archivio, nella cartella che funge da hard disk per il summenzionato emulatore, in pratica quella montata come C. Una volta installato e configurata opportunamente la scheda sonora, ricordate di attivare l'audio anche dalle opzioni del gioco.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-vfO4ooDsPTA/Tf_GZb5HlXI/AAAAAAAAATg/9AzeFJrzuQE/s1600/ProjPar_Shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://1.bp.blogspot.com/-vfO4ooDsPTA/Tf_GZb5HlXI/AAAAAAAAATg/9AzeFJrzuQE/s640/ProjPar_Shots.png" width="339" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-6588933657813225087?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/6588933657813225087/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=6588933657813225087&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/6588933657813225087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/6588933657813225087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/06/project-paradise.html' title='Project Paradise'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/Lq6DHOezp6g/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-1821736039722076051</id><published>2011-06-01T23:15:00.019+02:00</published><updated>2012-01-21T15:36:52.775+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Korean'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Windows'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beat&apos;em up'/><title type='text'>Yainsidae</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Yainsidae, "Age of Wanderer" per i più anglofili, è un rarissimo picchiaduro a scorrimento realizzato per i personal computer basati sugli ambienti Windows. Questo grazioso beat'em up coreano, tra l'altro la trasposizione videoludica dell'omonimo telefilm incentrato sulle arti marziali, è ambientato durante l'occupazione giapponese della Corea e si sviluppa nei dintorni della città di Jongro, uno dei più importanti centri commerciali del Paese. La storia prende piede in una città in balìa della criminalità organizzata, dove i cittadini sono quotidianamente vessati dai soprusi perpetrati dagli scagnozzi al servizio di uno dei più potenti clan malavitosi della regione: gli Honmachi. I membri di tale organizzazione non si pongono alcun problema nel perseguire i propri meschini interessi, spesso a scapito della povera gente, della dignità e della stessa vita dei pochi che osano opporsi. A dare manforte ai traffici di questi loschi figuri, vi sono, inoltre, le autorità giapponesi compiacenti che, di fatto, non solo chiudono un occhio sulle loro continue nefandezze, ma addirittura controllano le stesse forze di polizia locali. Nel gioco impersoniamo, pertanto, le uniche due persone che hanno il fegato di ribellarsi: Doo Han Kim, il figlio di un eroico patriota, e Sirasoni, il più abile combattente del Paese. La nostra missione è piuttosto semplice: in sostanza dobbiamo sbarazzarci degli odiosi Honmachi e rispettivi gangsters, magari dando anche una vigorosa strapazzata agli occupanti stranieri. A livello di gameplay, Yainsidae riprende, sebbene in chiave un po' più semplice, le meccaniche di gioco introdotte da &lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/finalfight.htm"&gt;Final Fight&lt;/a&gt;, il celebre arcade della Capcom. All'inizio della partita ci viene chiesto di scegliere il nostro alter ego tra i due personaggi disponibili, ciascun combattente, ovviamente, differisce dall'altro per peculiarità  fisiche, tecnica di combattimento e mosse speciali a disposizione. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/8hJFNcsnEz8" width="425"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Comunque sia, la partita si sviluppa come il summenzionato classico da sala giochi: in pratica ci vede assecondare lo scorrimento dello scenario pestando per benino tutti i brutti ceffi che osano frapporsi tra noi e la fine del livello. Come da tradizione, alla fine di ciascuno stage, ci sarà un cattivissimo boss da sconfiggere, quest'ultimo, tra l'altro, spesso e volentieri non mancherà di giocare sporco forte dei numerosi scagnozzi al proprio seguito. Il sistema di controllo vede l'impiego di due soli pulsanti: il primo per l'attacco ed il rimanente per il salto. Ciascun personaggio, oltre alle tradizionali mosse disponibili in questo genere di giochi, in particolare: pugni, calci, testate ed attacchi volanti vari, presenta anche una manciata di attacchi speciali nonché la possibilità d'innescare delle interessanti combinazioni. Purtroppo, il gioco non offre alcun tipo di presa o proiezione che sia e non permette nemmeno di raccogliere alcun tipo d'oggetto contundente, sebbene vi sia comunque la possibilità di scagliare alcuni oggetti dello scenario contro i nemici. A mano a mano che perseveriamo ad infliggere dolore agli avversari, ricaricheremo un'apposita barra energetica che, una volta raggiunto il massimo, ci donerà una maggior efficacia offensiva facendo sdoppiare al tempo stesso il nostro personaggio. Quest'ultima, dopo pochi istanti, inizierà comunque a scemare gradualmente ad ogni nostro successivo colpo. L'intelligenza artificiale che governa gli avversari, spesso e volentieri, è tutt'altro che brillante, diciamo che forse non spicca per iniziativa e tempistica delle reazioni, questo, ad ogni modo, non significa che non possa comunque metterci in seria difficoltà in tutte quelle situazioni particolarmente affollate. Yainsidae offre anche la possibilità di giocare con un amico in carne ed ossa e prevede, inoltre, tre diversi livelli di difficoltà. I controlli, purtroppo, non sono configurabili.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-6uqamkO3niM/TePCyS04hvI/AAAAAAAAAS0/BwNdEexmw2c/s1600/Cover.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-6uqamkO3niM/TePCyS04hvI/AAAAAAAAAS0/BwNdEexmw2c/s320/Cover.jpg" width="252" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dal punto di vista tecnico, questa produzione della coreana Joymax non se la cava poi così male. Il comparto grafico sfrutta l'alta risoluzione ed è piuttosto accattivante, gran parte del suo fascino, oltre allo stile prettamente orientale che lo caratterizza, deve molto probabilmente anche alla notevole pulizia delle soluzioni artistiche impiegate. I personaggi sono ben caratterizzati e presentano delle animazioni per lo più curate, gli sfondi, inoltre, sono impreziositi da una serie di particolari animati, sebbene pecchino purtroppo di uno scrolling alquanto indeciso. La colonna sonora è anch'essa di buona fattura, i brani che accompagnano la partita sono sicuramente orecchiabili e di buona qualità, così come sono convincenti gli effetti sonori emessi a seguito di ogni nostro colpo. Yainsidae, in conclusione, è di certo un buon picchiaduro, almeno per quanto riguarda la ristretta cerchia di titoli pensati esclusivamente per i personal computer. In un ottica più generale, multi piattaforma se vogliamo, purtroppo, deve comunque fare i conti con dei titoli indubbiamente più complessi, e, anche volendo soprassedere in tal senso, non si può di certo non storcere un pochino il naso dinanzi ai difettucci più sopra riscontrati. Comunque sia, detto questo, rimane comunque un titolo piuttosto godibile, almeno per quello che dura. Carino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di lasciarvi al consueto download, colgo l'occasione per ringraziare l'utente &lt;b&gt;NGboo&lt;/b&gt; sia per averci messo a disposizione questo rarissimo videogioco che per il suo esaustivo supporto, thank you! :-) I link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/6KITK-aN/Yainsidae_CD.html"&gt;Download Yainsidae CD&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Yainsidae funziona regolarmente sia con Windows XP (SP2 ed SP3) che con Windows 7 ed il suo SP1. I controlli per il primo giocatore vedono le frecce direzionali per i movimenti, punto (.) e meno (-), a fianco del maiuscolo (shift) di destra, rispettivamente per il salto e l'attacco. Il secondo giocatore impiega invece: Y (su), H (giù), G (sinistra), J (destra), X (salto) ed infine Z (attacco). Le mosse speciali per entrambi i giocatori si effettuano con le seguenti combinazioni: destra, destra, attacco; giù, destra, attacco;&amp;nbsp; giù, su, attacco ed infine salto ed attacco contemporaneamente. Nella &lt;a href="http://i615.photobucket.com/albums/tt233/nikolaBOO/Yainsidae-main-menu.jpg"&gt;schermata del titolo&lt;/a&gt; la traduzione delle singoli voci è: modo ad un giocatore, due giocatori contemporanei, opzioni ed uscita. Nella &lt;a href="http://i615.photobucket.com/albums/tt233/nikolaBOO/Yainsidae-options.jpg"&gt;schermata delle opzioni&lt;/a&gt; si legge invece: difficoltà (con sotto facile, medio e difficile); musica (con sotto on e off); effetti sonori (di nuovo con sotto on e off) ed infine controlli (dove sotto si seleziona la configurazione di tasti da utilizzare per i giocatori).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-tDGFHu7dkWw/TePC5DG4ggI/AAAAAAAAAS4/vk4sh0wgrgg/s1600/Yain_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://4.bp.blogspot.com/-tDGFHu7dkWw/TePC5DG4ggI/AAAAAAAAAS4/vk4sh0wgrgg/s640/Yain_shots.png" width="424" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-1821736039722076051?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/1821736039722076051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=1821736039722076051&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/1821736039722076051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/1821736039722076051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/06/yainsidae_01.html' title='Yainsidae'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/8hJFNcsnEz8/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-9031678500716828695</id><published>2011-04-27T18:59:00.011+02:00</published><updated>2012-01-23T15:25:33.983+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Amstrad CPC'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Adventure'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Post-Mortem'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Survival Horror'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Floppy'/><title type='text'>Orion Prime</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Orion Prime" è un'inquietante videogioco d'avventura a carattere prettamente fantascientifico realizzato appositamente per il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amstrad_CPC"&gt;CPC&lt;/a&gt;, un famoso home computer prodotto dall'Amstrad. Questo titolo, oltre ad essersi meritato giustamente un posto d'onore fra i più riusciti survival horror ad otto bit, secondo forse al solo mitico "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/c64/projectfirestart.htm"&gt;Project Firestart&lt;/a&gt;", è anche l'ennesima dimostrazione di quanto possano essere validi i nuovi videogiochi scaturiti dal mai troppo apprezzato "retro-programming": quell'affascinante fenomeno volto a dar nuova linfa vitale alle più disparate piattaforme videoludiche del passato. "Orion Prime", come premesso, si presenta come un'interessante avventura grafica che riprende le medesime meccaniche di controllo già apprezzate in titoli come "&lt;a href="http://www.mobygames.com/game/dos/rise-of-the-dragon"&gt;Rise of the Dragon&lt;/a&gt;" e "&lt;a href="http://www.mobygames.com/game/fascination"&gt;Fascination&lt;/a&gt;", entrambi realizzati per le piattaforme Amiga e PC. L'aspetto più interessante consiste, però, nell'angosciante atmosfera "fanta-horror" che permea ogni singolo pixel di quest’ottima produzione, in tal senso i richiami a diverse pellicole cinematografiche come "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Punto_di_non_ritorno_%28film%29"&gt;Event Horizon&lt;/a&gt;", "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sunshine_%28film_2007%29"&gt;Sunshine&lt;/a&gt;" e "&lt;a href="http://www.filmscoop.it/cgi-bin/recensioni/solaris.asp"&gt;Solaris&lt;/a&gt;", nonché a storici capisaldi videoludici del calibro di "&lt;a href="http://www.mobygames.com/game-group/system-shock-series"&gt;System Shock&lt;/a&gt;", proprio non si contano. La vicenda prende piede nel 2528, durante un viaggio spaziale che dal pianeta "Deyes II" ci sta riportando sulla nostra cara vecchia Terra. A causa di un problema con il propulsore, il salto iperspaziale viene bruscamente interrotto e la nostra astronave si rimaterializza in un sistema solare sconosciuto, proprio nel bel mezzo di una fitta fascia d'asteroidi. Vista l'elevata velocità di crociera, abbiamo appena il tempo di accorgerci dell'allarme di prossimità prima di andare ad impattare fragorosamente contro una colossale roccia alla deriva. Fortunatamente, il sistema d'eiezione ha funzionato a dovere, salvandoci così la vita, ma purtroppo la nostra scialuppa di salvataggio vaga per lo spazio senza alcuna meta. Quando ormai la disperazione sta per sopraffarci, il radar individua un misterioso oggetto non troppo distante dalla nostra posizione. Nonostante l'assenza di una qualsiasi risposta, ed in mancanza di una valida alternativa, decidiamo comunque di dirigerci verso quel minuscolo puntino che lampeggia sullo schermo. Una volta sul posto, rimaniamo esterrefatti dall'imponenza della  misteriosa struttura, ma le precarie condizioni  del nostro scafo non ci consentono di tergiversare oltre e pertanto  proseguiamo addentrandoci nell'hangar della mastodontica stazione spaziale. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/-NN2gC_SVLQ" title="YouTube video player" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All'interno della base, fin da subito ci rendiamo conto che  qualcosa di grave ed altrettanto sconcertante deve essere accaduto:  l'intera struttura, infatti, appare deserta e, cosa ben più inquietante,  porta gli inequivocabili segni di un feroce conflitto a fuoco. La maggior  parte degli accessi ci sono preclusi, molte porte, infatti, sembrano  esser state sigillate dall'interno, come se gli occupanti avessero  voluto difendersi da una pericolo proveniente dagli stessi meandri  della stazione. Purtroppo, le innumerevoli avarie del nostro "shuttle", nonché l'esigua  scorta di carburante a nostra disposizione, ci costringono ad  avventurarci in questo scenario da incubo in cerca di un qualsiasi  espediente che possa permetterci di riprendere il viaggio verso casa, ma  mai come in questo momento avremmo preferito trovarci in un altro  luogo. Il “gameplay” consiste sostanzialmente nell'esplorare tutti i vari ambienti che costituiscono l'enorme base, venendo a capo ovviamente di tutti gli innumerevoli enigmi ad essi correlati. Ogni luogo entro cui ci spostiamo, così come tra l'altro gli stessi eventi legati alla trama, nonché tutti i dettagli relativi ad ogni altro aspetto del gioco, vengono descritti mediante un esaustivo sistema di finestrelle testuali. Spesso e volentieri, tali informazioni non mancheranno di offrirci anche qualche piccolo spunto su come affrontare un particolare problema. L'interazione con i singoli elementi che costituiscono ciascuna stanza, avviene tramite una comodissima interfaccia punta e clicca: le azioni si effettuano portando l'apposito puntatore su un particolare di nostro interesse per poi premere conseguentemente il pulsante d'azione. Le azioni disponibili in un certo contesto ci vengono proposte con una serie d'icone, la presenza o meno di una particolare figura dipenderà, oltre che dalla stessa natura dell'elemento con cui stiamo interagendo, anche dagli oggetti ed utensili presenti nel nostro inventario. Tali icone ci consentono, ad ogni modo, di svolgere tutte quelle mansioni che contraddistinguono i videogiochi d'avventura, cioè: spostarci tra i diversi ambienti della base, ottenere delucidazioni sui particolari di nostro interesse, attivare i dispositivi più disparati ed infine raccogliere manufatti, kit ed attrezzi di ogni tipo. Tramite questi ultimi in particolare, non sarà raro dover ”raggirare” i sistemi di sicurezza più sofisticati così come riparare i dispositivi ed i macchinari più disparati, azioni che, spesso e volentieri, consisteranno nel risolvere dei veri e propri "puzzle game".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-l68r3tdR-zA/Ta2nP7r2SkI/AAAAAAAAASo/E3tAaZeLueI/s1600/OrionCover.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://4.bp.blogspot.com/-l68r3tdR-zA/Ta2nP7r2SkI/AAAAAAAAASo/E3tAaZeLueI/s400/OrionCover.jpg" width="280" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lungo il corso dell'avventura, incappiamo anche in ciò che rimane dei  poveri membri dell'equipaggio, raccogliendone i "PDA", i diari  personali, non solo verremo a conoscenza degli eventi che hanno  preceduto il nostro arrivo sulla base, ma ci faremo anche un'idea delle condizioni psicologiche che ne hanno caratterizzato gli ultimi istanti di vita. All'interno di questi palmari, scoveremo, inoltre, delle preziose informazioni per venire a capo di altri misteriosi enigmi. Ovviamente, come ogni buon gioco che si rispetti, anche "Orion Prime" offre dei combattimenti: da questo punto di vista il gioco contempla un sistema che permette di sfruttare sia le armi da fuoco che gli oggetti contundenti, a cui deve essere aggiunta anche l’interessante possibilità, seppur entro certi limiti e con inevitabili conseguenze, di poter sfuggire agli scontri meno graditi. I combattimenti, ovviamente, incideranno sulla nostra salute, questa, ad ogni modo, potrà essere ripristinata in diverse maniere. Un altro pericolo proviene, inoltre, dalla radioattività che ha contaminato diverse aree della base, il livello delle radiazioni viene indicato dall'intermittenza del puntatore: più tale frequenza sarà elevata, maggiore sarà il danno causato al nostro organismo. Per riprenderci dalle summenzionate radiazioni, saremo costretti, perciò, a riposarci in ambienti più salubri o comunque ad effettuare una doccia decontaminante. Il gioco permette, naturalmente, di salvare anche i nostri progressi così da poterli richiamare in un secondo momento. Tecnicamente "Orion Prime" è stato ben realizzato, il primo aspetto che colpisce è senza alcun dubbio la rapidità dei caricamenti, questi, infatti, grazie anche all'impiego di opportune "routine" create ad hoc, offrono dei tempi d'attesa piuttosto ridotti considerando le limitate capacità hardware della piattaforma in questione. Il comparto grafico è indubbiamente curato e da un ampio sfoggio delle capacità cromatiche del CPC. L'atmosfera generale, in tal senso, trae un enorme giovamento dalla perizia con cui si è riusciti a ricreare le differenti condizioni d'illuminazione che contraddistinguono le varie sezioni della base. Le poche animazioni presenti nel gioco, così come gli stessi effetti speciali che ne impreziosiscono lo svolgimento, sono anch'esse di buona fattura. La splendida colonna sonora che accompagna le varie fasi dell'avventura, è anch'essa un altro aspetto capace di coinvolgere il giocatore, da questo punto di vista la qualità generale è decisamente molto più vicina a quella offerta dal "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/MOS_SID"&gt;SID&lt;/a&gt;", il mitico chip audio del Commodore 64, piuttosto che alle "normali" performance dell'Amstrad CPC, senza alcun dubbio una delle migliori dell'intero panorama ad otto bit. Degni di nota sono anche l'ottimo brano digitalizzato della schermata del titolo e lo stesso “output" stereofonico che caratterizza l'intera produzione. Non male a conti fatti, sebbene alla fin fine sia paradossalmente un titolo tutt'altro che longevo. Edizione multi linguaggio: inglese, francese e spagnolo. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/lm76W7d6/Orion_Prime.html"&gt;Download Orion Prime&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (Multilanguage: english, francais, espanol)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Per giocare ad "Orion Prime" possiamo utilizzare il &lt;a href="http://www.winape.net/"&gt;WinApe&lt;/a&gt;, tra l'altro si tratta dell'emulatore consigliato dagli stessi autori del videogioco. Prima di procedere è indispensabile, però,  la disattivazione dell'opzione: "Settings -&amp;gt; General -&amp;gt; Fast Disc Emulation". Una volta tolto il segno di spunta dalla summenzionata opzione utilizziamo "File -&amp;gt; Drive A: -&amp;gt; Insert Disc Image" per selezionare il disco del gioco, il file "Orion_Prime_EN_3p5.dsk". Subito dopo averlo selezionato, digitiamo sullo schermo&lt;b&gt;: RUN"ORION&lt;/b&gt; così da avviarne il caricamento, tra l'altro piuttosto veloce in tal senso.&amp;nbsp; I controlli sono semplici, le frecce direzionali spostano il puntatore sullo schermo e lo spazio attiva le azioni effettuabili nei vari contesti. Il tasto "S" permette di salvare i nostri progressi, a patto però di aver disattivato "Solo lettura" dagli attributi del summenzionato file del gioco, mentre con "L" li richiameremo da una posizione precedentemente salvata.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-FExoaWXLoi0/Ta2nXCJAbvI/AAAAAAAAASs/Mpio5sMYr3U/s1600/Orion_shots.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="690" src="http://3.bp.blogspot.com/-FExoaWXLoi0/Ta2nXCJAbvI/AAAAAAAAASs/Mpio5sMYr3U/s640/Orion_shots.jpg" width="410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-9031678500716828695?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/9031678500716828695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=9031678500716828695&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/9031678500716828695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/9031678500716828695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/04/orion-prime_27.html' title='Orion Prime'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/-NN2gC_SVLQ/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-3407605044535407036</id><published>2011-04-11T11:39:00.006+02:00</published><updated>2012-01-23T03:03:28.653+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nec PC-FX'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Laser game'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fighting'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Japan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Console'/><title type='text'>Battle Heat</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Battle Heat" è stato uno dei più apprezzati titoli di lancio del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PC-FX"&gt;PC-FX&lt;/a&gt;, il successore a 32 bit del mitico &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PC_Engine"&gt;PC-Engine&lt;/a&gt;. Quest’ottima produzione della Hudson Soft, tra l’altro la prima ad aver dato sfoggio delle impressionati capacità "&lt;a href="http://www.okpedia.it/full_motion_video"&gt;full motion video&lt;/a&gt;" della summenzionata console, viene ricordata soprattutto per aver saputo amalgamare efficacemente le diverse peculiarità di due generi videoludici completamente differenti: le meccaniche di combattimento tipiche dei picchiaduro alla "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/streetfighter2.htm"&gt;Street Fighter II&lt;/a&gt;" con le sbalorditive componenti audio/visive dei videogiochi alla "&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2007/12/dragons-lair-cd-ms-dos-multi-4.html"&gt;Dragon's Lair&lt;/a&gt;", i cosidetti "laser games" per intenderci. In altre parole, in “Battle Heat” le animazioni volte a riprodurre le mosse di ciascun personaggio non vengono più rese mediante l'impiego dei tradizionali "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sprite_%28informatica%29"&gt;sprite&lt;/a&gt;" bidimensionali, caratteristici tra l’altro d’innumerevoli altri picchiaduro della stessa Capcom e della SNK, ma piuttosto tramite una serie di brevi filmati in puro stile "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Anime"&gt;anime&lt;/a&gt;", sulla falsariga cioè dei celebri cartoni animati giapponesi. Comunque sia, la vicenda prende piede in un mondo decadente in cui si contrappongono due distinte fazioni: "La Nobile Repubblica di Kriph", guidata dal carismatico guerriero "Kai", i buoni, ed il "Sacro Impero dell'Oscurità", governato da "Götz Von Dark", un inquietante energumeno contraddistinto da una possente armatura purpurea. "Battle Heat" ci offre due modalità di gioco: il torneo a singolo  giocatore, tramite il quale selezioniamo uno dei rappresentanti della  suddetta Repubblica (Kai, Han, Yuki ed il "Grande Grigio") per poi  batterci sistematicamente contro gli analoghi dell'Impero, ed il  combattimento libero, mediante cui scegliamo anche i membri di  quest'ultimo (Götz Von Dark, Alamis, Cassiopeia e Shyu) con  l'interessante possibilità di poter confrontarci anche contro un  giocatore umano. Viste le limitazioni dovute sia alla limitata capienza del supporto  ottico dell'epoca che alla stessa natura del titolo in questione, in  pratica una vera e propria collezione di filmati volti a rappresentare  ogni singola azione del gioco, sono previsti purtroppo solo degli  scontri tra schieramenti contrapposti, non sono cioè possibili  combattimenti tra gli stessi membri di una squadra. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/BL8RtBP40ew" title="YouTube video player" width="480"&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oltre ai sopraccitati otto personaggi, vi sono anche: "Zero", un energumeno cibernetico, ed una variante robotica dello stesso Götz Von Dark, entrambi personaggi bonus militanti nel sopraccitato Impero. A livello di gameplay, "Battle Heat" si sviluppa come un tradizionale picchiaduro ma con la differenza che l'azione ci viene mostrata come se stessimo assistendo alla proiezione di un'accattivante cartone animato. I personaggi coinvolti nello scontro danno luogo a tutte quelle mosse a cui siamo abituati: colpi d'arti marziali, proiezioni degne del wrestling, pugni, calci, sprangate con vari tipi d'oggetti contundenti, sfere energetiche, combo e prese varie. Per difendersi, invece, ricorrono sia alle parate che a tempestivi balzi. Il sistema di controllo impiega tutti i sei pulsanti di fuoco messi a disposizione dal pad: due per l'attacco ed i rimanenti per la difesa, il salto, la mossa speciale e la presa per i fondelli, tutti da combinare ovviamente con la classica croce direzionale. Nella parte superiore dello schermo, oltre alla barra dell'energia che si riduce a seguito di ogni colpo incassato, figurano anche due riquadri in cui sono ritratti i volti dei personaggi. Questi, non solo ci segnalano la distanza che separa i due combattenti, ma indicano soprattutto il loro livello di affaticamento, più il ritmo sarà elevato, più deboli saranno i colpi posti in essere dal personaggio. Il combattimento terminerà quando l'energia di uno dei duellanti si esaurirà completamente. La risposta dei controlli appare tutto sommato tempestiva, nonostante  sia necessario un breve periodo propedeutico per prendere le dovute  misure con i tempi di reazione. La rapidità con cui è possibile adottare  le contromisure, cioè interrompere il filmato che rappresenta l'azione  dell'avversario, è un qualcosa di sorprendente poiché non risente di  alcun tipo di latenza, tutto, infatti, sembra essere riprodotto in tempo  reale, a riprova delle ottime capacità "FMV" della piattaforma in  questione. Graficamente il gioco se la cava piuttosto bene, l'azione è  sempre molto fluida e non si stenta a credere che tutti i trenta  fotogrammi al secondo di cui sarebbe capace il PC-FX vengano  effettivamente riprodotti sullo schermo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-FnEqJb9OPtQ/TZouBUZfWcI/AAAAAAAAASc/jSLAmcrxOvI/s1600/BHFront.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/-FnEqJb9OPtQ/TZouBUZfWcI/AAAAAAAAASc/jSLAmcrxOvI/s400/BHFront.jpg" width="303" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo stile adottato per ritrarre i personaggi del gioco è indubbiamente molto accattivante, anche perché richiama alla mente, almeno per certi versi, quello di "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ken_il_guerriero"&gt;Ken il Guerriero&lt;/a&gt;", sebbene tra gli sviluppatori non vi sia alcun riferimento a &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tetsuo_Hara"&gt;Tetsuo Hara&lt;/a&gt;, probabilmente il suo più celebre autore. A voler essere pignoli, l'unico appunto che potrebbe essere sollevato riguarda la sporadica tendenza della grafica a perdere in numero di fotogrammi e ancor più limitatamente in definizione, nulla che comunque possa effettivamente svalutare quest'ottimo risultato. Il comparto audio è anch'esso di buon livello, gli effetti sonori, così come tra l'altro i brevi commenti che contraddistinguono i singoli personaggi, sono piuttosto convincenti e contribuiscono in maniera decisiva a rendere il tutto molto più credibile ed accattivante. La colonna sonora è orecchiabile e presenta degli ottimi spunti, nonostante, a voler cercare il pelo nell'uovo, sia palese che non sfrutti alcuna traccia audio e che pertanto si limiti a sfruttare le sole capacità di sintesi del coprocessore dedicato. Ad ogni modo, anche in questo caso, niente che possa sminuirne effettivamente la qualità generale. Tirando le somme, da un lato è indiscutibile che "Battle Heat" sia un picchiaduro piuttosto limitato se paragonato agli esponenti più evoluti del genere, è palese, infatti, che le sue accattivanti performance audio/visive cerchino di mascherare in qualche modo  l’approccio fin troppo semplicistico che ne caratterizza i combattimenti, da questo punto di vista, però, bisogna anche tener conto del fatto che non si tratta di un titolo ideato e realizzato per entrare in concorrenza con tali capolavori, siano essi bidimensionali o treddì, ma piuttosto per cercare d'introdurre un approccio quanto meno differente in questo ambito. Concludendo, pur non rinnegando le limitazioni evidenziate, “Battle Heat” si presenta ad ogni modo come un originale alternativa al classico "teatrino" dei "fighting games" più o meno tutti uguali tra loro, un titolo, insomma, che dovrebbe essere preso in seria considerazione da tutti coloro che non si pongono problemi nello sperimentare qualcosa di diverso o che al momento cerchino comunque un'alternativa al più classico "Hadouken". Carino, i link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/XebOZu_k/Battle_Heat.html"&gt;&lt;b&gt;Download Battle Heat CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.&lt;/b&gt;: "Battle Heat" funziona regolarmente col &lt;b&gt;&lt;a href="http://mednafen.sourceforge.net/"&gt;Mednafen 0.9x&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, purtroppo però si tratta di un emulatore a linea di comando. Ad ogni modo, dopo aver scompattato l'iso del gioco ed il &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/RHDyt0je/Nec_PC-FX_Bios.html"&gt;bios&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; nella medesima cartella dell'emulatore, scaricateci dentro anche il file "&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/dBnvNt24/Boot_BattleHeat.html"&gt;BootBattleHeatCD.bat&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;" per poi effettuarvi un doppio click così da avviare il gioco. (Si tratta semplicemente di un file batch, tra l'altro modificabile a piacimento con la funzione "&lt;i&gt;Modifica&lt;/i&gt;" del pulsante destro del mouse, che contiene la seguente linea di comando: "&lt;i&gt;mednafen.exe -pcfx.bios pcfx.bios -loadcd pcfx BattleHeat.cue&lt;/i&gt;".) Durante l'emulazione è possibile configurare i controlli con la combinazione di tasti &lt;i&gt;Alt, Shift/Maiuscolo, 1&lt;/i&gt; (oppure 2, nel caso del secondo giocatore), per ogni comando del joypad bisogna specificare due tasti, il secondo come alternativa. Per eventuali altre configurazioni dovrete modificare il file di configurazione dell'emulatore, "&lt;i&gt;mednafen-09x.cfg&lt;/i&gt;", con il Wordpad.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-GDW3L9zsqMY/TZouWBje6QI/AAAAAAAAASg/5BAZHhgw2dg/s1600/BattleHeat_shots.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://1.bp.blogspot.com/-GDW3L9zsqMY/TZouWBje6QI/AAAAAAAAASg/5BAZHhgw2dg/s640/BattleHeat_shots.jpg" width="424" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-3407605044535407036?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/3407605044535407036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=3407605044535407036&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/3407605044535407036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/3407605044535407036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/04/battle-heat_11.html' title='Battle Heat'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/BL8RtBP40ew/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-7414064484979639802</id><published>2011-03-28T11:31:00.009+02:00</published><updated>2012-01-22T12:51:08.721+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sega Saturn'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Adventure'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Action'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Survival Horror'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Console'/><title type='text'>Deep Fear</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Deep Fear" è un interessante survival horror realizzato esclusivamente per il "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sega_Saturn"&gt;Saturn&lt;/a&gt;", la sfortunata console a 32 bit della Sega. Il gioco, l'ultimo tra l'altro ad esser stato commercializzato per la summenzionata piattaforma, venne ideato e realizzato con l'intento di riprodurre un’esperienza del tutto simile a quella offerta dal più blasonato "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/psx/biohazard.htm"&gt;Resident Evil&lt;/a&gt;". L'AM7, il team di sviluppo, in quest'ottica decise perciò di riprenderne le meccaniche non tanto per riprodurle pedissequamente, ma piuttosto per riadattarle ad un nuovo titolo volto a risollevare l'interesse verso l'ormai agonizzante Sega Saturn. All'epoca, pertanto, ci si aspettava un videogioco della stessa portata del summenzionato capolavoro della Capcom e, per lo più, tali aspettative non vennero del tutto tradite, purtroppo, però, al momento della prova su schermo ricevette un'accoglienza quanto meno controversa poiché la critica si divise quasi istantaneamente in entusiasti e detrattori. Questi ultimi, in particolare, non gli perdonarono mai la marcata somiglianza col più blasonato caposaldo della Playstation e perciò si limitarono a liquidarlo come un mero clone di quest'ultimo. In realtà, un giudizio così frettoloso fu falsato indubbiamente da una qualche forma di pregiudizio, se non addirittura da una malafede in fase di valutazione, poiché ad un'analisi più approfondita si sarebbero senz'altro resi conto che, sebbene non introducesse alcun elemento oggettivamente innovativo, traspariva comunque ben più di una banale variante dello stesso tema. Un titolo, insomma, che, a scapito dell'originalità strutturale, era comunque in grado d'offrire diversi spunti meritevoli d'attenzione: una trama avvincente, un’inquietante atmosfera degna dei più raccapriccianti fanta-horror in circolazione ed altri piccoli accorgimenti volti ad impreziosirne il gameplay. La vicenda, che riprende tra l’altro degli spunti già visti in alcune pellicole cinematografiche come "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leviathan_%28film%29"&gt;Leviathan&lt;/a&gt;" e "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sfera_%28film%29"&gt;Sfera&lt;/a&gt;", si sviluppa negli abissi dell'oceano Pacifico, sulla "Big Table": una piattaforma subacquea adibita sia alla ricerca scientifica che a base d’appoggio per i mezzi sottomarini operanti in quel tratto di mare. Tutto sembra trascorrere tranquillamente almeno fino a quando precipita  nell'oceano quello che pare essere un vero e proprio oggetto volante non  identificato, in verità una capsula spaziale di qualche tipo.  L'accaduto, ovviamente, suscita fin da subito l'interesse delle autorità  che in breve tempo individuano il luogo dell'impatto e v’inviano un  sottomarino per compiere le indagini del caso. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/FEgLM_BGQH8" title="YouTube video player" width="425"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di ritorno dalla missione, qualcosa non va per il verso giusto e il  sommergibile sbaglia la manovra d'attracco con la sezione scientifica  della base che nel frattempo s'era portata sul posto. L'incidente è  terrificante, ma per "fortuna" i soccorsi vengono organizzati  tempestivamente. Nel gioco impersoniamo uno dei primi soccorritori ad  accorrere sul posto: John Mayor, un ex "Seal" in congedo. A bordo del  summenzionato modulo di ricerca, ben presto ci renderemo conto che la  situazione sta volgendo al peggio quando uno dei sopravissuti subirà,  davanti ai nostri stessi increduli occhi, una raccapricciante mutazione! Come premesso, il gioco riprende l'impostazione di "Resident Evil", pertanto durante la partita non dobbiamo fare altro che controllare il nostro personaggio attraverso gli innumerevoli ambienti tridimensionali che costituiscono l'installazione subacquea. La base entro cui ci spostiamo è costituita da un’intricata serie di corridoi, stanze e piani sopraelevati rappresentati mediante un punto di vista variabile, gli sfondi sono caratterizzati da delle schermate pre-renderizzate che si sviluppano in profondità, mentre i personaggi optano, al contrario, per dei modelli completamente poligonali, sulla falsariga del celebre "&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2008/09/alone-in-dark-ms-dos-multi-5.html"&gt;Alone In The Dark&lt;/a&gt;". Il nostro obiettivo principale consiste nel risolvere tutti gli enigmi che ci si pareranno davanti lungo il corso dell'avventura, in genere acquisendo informazioni confidenziali da appositi "file", sbloccando porte ed ottenendo chiavi ed oggetti di vario tipo. "Deep Fear" introduce, però, anche degli aspetti inediti, primo fra tutti: l'ossigeno. Ogni ambiente, infatti, presenta una limitata concentrazione di questo prezioso gas vitale, che tenderà tra l'altro a consumarsi inesorabilmente mentre svolgeremo le nostre più svariate attività. Tale livello può essere ripristinato in due modi differenti: riattivando l'impianto d'areazione di ciascun settore, quando possibile, o lanciando delle granate rigeneranti. Un altro aspetto degno d'attenzione, riguarda la presenza delle sezioni allagate, queste ci costringeranno in più di un’occasione ad individuare il modo più corretto per attraversarle, a patto, però, di esserci adeguatamente equipaggiati. Il gioco offre, ovviamente, anche numerosi combattimenti contro le  creature ed i boss più sconvolgenti, il nostro alter ego, anche grazie  al suo passato da "Navy Seal", è però in grado di sfruttare un ampio  campionario di armi, così come di far fuoco in movimento e di  divincolarsi per sfuggire ai nemici più intraprendenti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-8LQTYrgy31k/TYeP4XkDzJI/AAAAAAAAASI/dK2KHPxSDSE/s1600/Deepfront.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="448" src="https://lh4.googleusercontent.com/-8LQTYrgy31k/TYeP4XkDzJI/AAAAAAAAASI/dK2KHPxSDSE/s640/Deepfront.jpg" width="266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Configurando alcune opzioni, possiamo essere assistiti nel prendere la  mira contro i nemici, così come essere sollevati dall’incombenza legata  al progressivo esaurimento dell’ossigeno. Infine, come in ogni survival  horror che si rispetti, potremo salvare i nostri progressi solamente in  alcune aree, dinanzi, cioè, ad appositi pannelli di controllo. Tutti gli spunti legati alla trama vengono introdotti da una serie d'intermezzi animati, alcuni realizzati con lo stesso motore del gioco ed altri mediante delle clip in computer grafica. Le scene che ritraggono l'ambiente esterno sono generalmente suggestive e ben realizzate, probabilmente le migliori mai viste sul "Saturn", quelle all'interno della base, che hanno cioè a che vedere con i primi piani dei personaggi e con l’introduzione di alcuni passaggi della storia, presentano invece una qualità decisamente altalenante. Il comparto audio è sicuramente di ottimo livello, la colonna sonora ed i suoni ambientali contribuiscono in maniera determinante a calare il giocatore nell'inquietante atmosfera del gioco. Gli effetti sonori e la recitazione dei dialoghi, al contrario, lasciano un po' il tempo che trovano poiché i primi risentono di una bassa frequenza di campionamento mentre gli ultimi alternano dei tratti passabili ad altri indubbiamente scadenti, se non addirittura involontariamente comici. Nel complesso la grafica bitmap, quella degli sfondi e degli oggetti a corredo del gioco per capirci, è di buona fattura, sullo stesso livello di "Resident Evil". I modelli poligonali impiegati per rappresentare i nemici ed i personaggi sono anch'essi molto vicini al summenzionato capolavoro, anche se ad essere un po' pignoli forse risentono un tantino troppo della bassa risoluzione che li caratterizza. Tirando le somme, a parte qualche riserva dovuta ad alcune soluzioni tecniche e stilistiche adottate, non ci sono grossi problemi per non cimentarsi in quest'ottima alternativa realizzata dalla Sega, soprattutto se al momento siete stufi di città deserte e zombie famelici da affrontare. Non male, edizione in lingua inglese. I link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/KCYksnOs/Deep_Fear.html"&gt;Download Deep Fear CDs&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;  (2 CDs) (English version)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Deep Fear può essere giocato con l'emulatore &lt;b&gt;&lt;a href="http://www7a.biglobe.ne.jp/%7Ephantasy/ssf/index.html"&gt;SSF&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;. Le iso dei cd, una volta decompresse, devono essere "montate" nel lettore virtuale di "Alcohol 120%" o "Daemon Tools". Scompattate anche il "&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/2eGZn8Fc/Bios_Saturn_Euro.html"&gt;&lt;b&gt;bios europeo&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;" all'interno della stessa cartella dell'emulatore e lanciate il programma. Da "Option -&amp;gt; Option -&amp;gt; Pheripheral -&amp;gt; Saturn Bios -&amp;gt; Browse" selezionate il file relativo al bios della console, da "CD Drive" scegliete il lettore virtuale in cui avete montato l'iso del primo disco e in "Area Code" assicuratevi che vi siano "Europa, Australia, South Africa". Sul mio computer per una migliore compatibilità ho dovuto impostare anche "Option -&amp;gt; Option -&amp;gt; EZ Setting -&amp;gt; Highest Compatibility (Very Slow) -&amp;gt; Set", nel caso provate. Dopo aver configurato il tutto, l'emulatore vi chiederà di essere riavviato. Per modificare i controlli utilizzate "Option -&amp;gt; Option -&amp;gt; Controller -&amp;gt; Port1 -&amp;gt; Player1:A -&amp;gt; Control Pad -&amp;gt; Redefine".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh3.googleusercontent.com/-H-xSWPXXYCY/TYeQCHL_GsI/AAAAAAAAASM/lTtspcSDY4s/s1600/Deep_shots.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="https://lh3.googleusercontent.com/-H-xSWPXXYCY/TYeQCHL_GsI/AAAAAAAAASM/lTtspcSDY4s/s640/Deep_shots.jpg" width="424" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-7414064484979639802?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/7414064484979639802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=7414064484979639802&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/7414064484979639802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/7414064484979639802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/03/deep-fear_28.html' title='Deep Fear'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/FEgLM_BGQH8/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-2585793126573109561</id><published>2011-03-19T12:20:00.007+01:00</published><updated>2012-01-22T15:12:00.751+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shooter'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Action'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Japan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nec PC-Engine'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Console'/><title type='text'>Fray In Magical Adventure</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Fray In Magical Adventure" è un grazioso videogioco d'azione nato da una costola del più celebre "Xak", il capostipite di un'apprezzata serie di rpg giapponesi. La trama di questo simpaticissimo titolo della Micro Cabin ci vede impersonare la giovanissima "Freya Jerbain", una vivace ragazzina dai capelli azzurri tratta in salvo da "Latok": il protagonista dei primi due capitoli della summenzionata saga. Dopo aver aiutato la fanciulla, l'eroe in questione riprende il suo lungo e difficile viaggio che lo condurrà a scontrarsi contro il malefico "Badu", il terribile demone che da tempo sta mettendo a ferro e fuoco il regno. Colpita dal fascino di "Latok", ma ben consapevole di non poter essergli d'aiuto nella sua difficile impresa, "Fray" decide di migliorare le proprie abilità magiche frequentando un'apposita scuola e dopo tre anni, ormai sicura di se, si mette in viaggio per dare manforte al suo spasimante. Le sue vicende, una vera e propria avventura parallela, pertanto, andranno a frapporsi agli eventi narrati nei primi due episodi della serie. Questa edizione per il mitico &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PC_Engine"&gt;PC-Engine&lt;/a&gt; della Nec, in realtà, non è un titolo esclusivo ma piuttosto l'ultima incarnazione, seppur migliorata, di un precedente videogioco pubblicato per diverse altre piattaforme giapponesi, in particolare: per gli home computer basati sullo standard &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Standard_MSX"&gt;MSX2/Turbo-R&lt;/a&gt;, il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/NEC_PC-9801"&gt;Nec PC-98&lt;/a&gt; ed il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Game_Gear"&gt;Sega Game Gear&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="349" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LPBPHmg9Jd4?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/LPBPHmg9Jd4?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="349"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;A livello di gameplay, "Fray In Magical Adventure" si sviluppa come uno "shooter" a scorriemento che si rifà alle meccaniche di &lt;a href="http://www.pcengine.co.uk/HTML_Games/Legend_of_Valkyrie.htm"&gt;"Legend Of Valkyrie/Valkyrie No Densetsu&lt;/a&gt;"&lt;span class="title"&gt;,&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;span class="details"&gt;   &lt;/span&gt; "&lt;a href="http://www.arcade-museum.com/game_detail.php?game_id=8620"&gt;Märchen Maze&lt;/a&gt;" e "&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2010/01/kiki-kaikai_13.html"&gt;Kiki Kaikai&lt;/a&gt;". L'azione, in altre parole, ci vede assecondare il movimento dello sfondo facendo fuoco su tutte le creature che osano ostacolarci. Per eliminare gli innumerevoli mostriciattoli che ci sbarrano sistematicamente la strada, ricorriamo a dei dardi energetici lanciati con la nostra fidata bacchetta magica e nelle situazioni particolarmente gravi, dinanzi cioè ai nemici più coriacei o al cospetto degli immancabili boss di fine livello, sfoderiamo, inoltre, un devastante colpo "caricato" così come anche un potente sortilegio dagli effetti del tutto simili ad una classica "smart-bomb". La partita non si riduce solamente a questo, poiché, dobbiamo superare con dei balzi anche le insidie e gli ostacoli più disparati: specchi d'acqua, piattaforme semoventi, baratri senza fondo e macigni rotolanti. Lungo il corso della partita incapperemo, inoltre, in innumerevoli forzieri che conterranno di volta in volta denaro, sortilegi, cibo e pozioni ristoratrici. Col denaro accumulato, in piena tradizione "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/wonderboy2.htm"&gt;Wonder Boy In Monster Land/Super Wonder Boy&lt;/a&gt;", acquisteremo del nuovo equipaggiamento nelle botteghe che incroceremo lungo la via. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-kW65qbp3voA/TX5HUN3agFI/AAAAAAAAAR0/qrS8uBMndPM/s1600/front.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="https://lh5.googleusercontent.com/-kW65qbp3voA/TX5HUN3agFI/AAAAAAAAAR0/qrS8uBMndPM/s320/front.jpg" width="313" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alcuni negozi ci offriranno delle armi più performanti e delle protezioni più efficienti, altri invece: pozioni, alimenti e incantesimi di vario tipo. Le locande ci consentiranno, poi, di salvare i nostri progressi. Nei vari villaggi, inoltre, saremo anche costretti a scovare dei personaggi in grado di assegnarci delle "quest”, così da procedere oltre. Questa edizione per il PC-Engine differisce dalle precedenti per diversi particolari: i livelli contano molti più oggetti da raccogliere ed hanno subito un vero e proprio "restyling" sia in termini strutturali che d'insidie, nemici ed ostacoli che ci ritroveremo a fronteggiare, da questo punto di vista ad esempio si contano molte più sezioni in cui ricorrere ai salti. Gli intermezzi ed i dialoghi che introducono le varie situazioni del gioco, sono stati anch'essi opportunamente rielaborati, così come si è resa più marcata la comicità che permea l'intero titolo. Per il resto, "Fray In Magical Adventure" è un videogioco che vanta sicuramente delle componenti audio/visive curate e che si lascia giocare senza grossi problemi, sebbene non manchino dei passaggi alquanto impegnativi. Un titolo, insomma, indubbiamente carino. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/aO68uLet/Fray_-_XakGaiden.html"&gt;&lt;b&gt;Download Fray In Magical Adventure CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.&lt;/b&gt;: "Fray In Magical Adventure" deve essere emulato col &lt;b&gt;&lt;a href="http://forum.fobby.net/index.php?t=thread&amp;amp;frm_id=4&amp;amp;"&gt;Mednafen 0.9x&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, un emulatore a linea di comando, poichè con il Magic Engine presenta più di un problema. Dopo aver scompattato l'iso del gioco ed il &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/h9_Qy3o1/CDBios_pce_v3.html"&gt;bios&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; nella medesima cartella dell'emulatore, scaricateci dentro anche il file "&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/yMoMcRTV/BootFrayCD.html"&gt;BootFrayCD.bat&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;" per poi effettuarvi un doppio click così da avviare il gioco. (Si tratta semplicemente di un file batch, tra l'altro modificabile a piacimento con la funzione "&lt;i&gt;Modifica&lt;/i&gt;" del pulsante destro del mouse, che contiene la seguente linea di comando: "&lt;i&gt;mednafen.exe -pce.cdbios syscard3.pce -loadcd pce fraycd.cue&lt;/i&gt;".) Durante l'emulazione è possibile configurare i controlli con la combinazione di tasti &lt;i&gt;Alt+Shift/Maiuscolo+1&lt;/i&gt;, per ogni comando del joypad bisogna specificare due tasti, il secondo come alternativa. Per eventuali altre configurazioni dovrete modificare il file di configurazione dell'emulatore, "&lt;i&gt;mednafen-09x.cfg&lt;/i&gt;", con il Wordpad. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-lQWl80Bv0Ks/TX5IEqpoL0I/AAAAAAAAASA/90tKq1IN5iM/s1600/Fray_shotsb.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="https://lh5.googleusercontent.com/-lQWl80Bv0Ks/TX5IEqpoL0I/AAAAAAAAASA/90tKq1IN5iM/s400/Fray_shotsb.jpg" width="265" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-2585793126573109561?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/2585793126573109561/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=2585793126573109561&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/2585793126573109561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/2585793126573109561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/03/fray-in-magical-adventure_19.html' title='Fray In Magical Adventure'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh5.googleusercontent.com/-kW65qbp3voA/TX5HUN3agFI/AAAAAAAAAR0/qrS8uBMndPM/s72-c/front.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-5081056309084175534</id><published>2011-02-10T12:12:00.009+01:00</published><updated>2012-01-23T17:50:12.676+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MS-DOS'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Adventure'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Survival Horror'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RPG'/><title type='text'>The Legacy</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ogni cinquant’anni l’antico maniero dei Winthrop è sconvolto da strani fenomeni paranormali, nelle notti particolarmente cupe si percepisce un’innaturale luminescenza che lo sovrasta così come dei misteriosi bagliori fluorescenti che l'attraversano in lungo e in largo. Già a partire dalle cronache dell’ottocento si leggono delle inquietanti segnalazioni a riguardo, la cosa più preoccupante sono, però, le innumerevoli denunce riguardanti la scomparsa di tutti coloro che, per un motivo o per l'altro, si trovavano ad aggirarsi nelle sue immediate vicinanze. Dopo la prematura dipartita dei Prentiss, l'ultima famiglia nota per averlo abitato, e come ultimi discendenti della summenzionata dinastia, abbiamo appena ereditato questo misterioso edificio. Purtroppo per noi, ciò che all'inizio sembra essere un inaspettato colpo di fortuna si trasformerà ben presto nel peggiore dei nostri incubi! Una notte, infatti, all'oscuro di quanto riportino i summenzionati rapporti ufficiali, ci avventuriamo incautamente all'interno della nostra nuova proprietà, proprio nel periodo in cui si assiste al maggior numero di tali fenomeni. Appena varcata la soglia, la porta sbatte violentemente alle nostre spalle e raggeliamo a ciò che pare essere una malefica risata. Nel giro di pochi istanti ci rendiamo conto di essere stati imprigionati e ben presto capiamo anche di non essere gli unici bloccati al suo interno. Dalle pagine di un diario disseminato per le varie stanze della magione, Marcus Roberts, un investigatore privato di Boston, ci mette in guardia su quanto sta effettivamente accadendo: una misteriosa entità malefica ha preso possesso della villa ed ora brama di estendere la propria influenza all'esterno. Forse, l'incubo di cui ora facciamo nostro malgrado parte ha a che vedere con l’eccentricità che ha sempre contraddistinto i Winthrop.&amp;nbsp; Comunque sia, nei panni di uno sfortunato ereditiere, dobbiamo fare quanto in nostro potere per scovare una qualsiasi via di fuga ed impedire che il male possa raggiungere la vicina città di Longport (New England). Fin dalle prime battute, quest'ottima produzione della "Magnetic Scrolls", si presenta come un affascinante videogioco d'avventura che molto deve alle opere del controverso "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Edgar_Allan_Poe"&gt;Edgar Allan Poe&lt;/a&gt;". Il gioco si rifà ai capisaldi del genere horror, in particolare ad "&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2008/09/alone-in-dark-ms-dos-multi-5.html"&gt;Alone In The Dark&lt;/a&gt;" e "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/psx/biohazard.htm"&gt;Resident Evil&lt;/a&gt;", ma invece di mutuarne la ben nota impostazione tridimensionale che li ha consacrati, opta per lo stile dei vecchi "dungeon crawler" dei primi anni '90.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/7MeMGb7plpQ" title="YouTube video player" width="425"&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"The Legacy", in altre parole, si articola in una lunga serie di vasti  labirinti, caratterizzati tra l'altro da una  visuale in prima persona, in cui gli  spostamenti avvengono di casella in  casella ed i cambi di direzione mediante rotazioni di novanta gradi, in una  maniera del tutto analoga a  quanto accadeva in  “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/amiga/dungeonmaster.htm"&gt;Dungeon Master&lt;/a&gt;” ed “&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2008/01/eye-of-beholder-trilogy.html"&gt;Eye Of The Beholder&lt;/a&gt;”. Al contrario dei due menzionati capolavori, non controlliamo un gruppo di impavidi eroi ma piuttosto un unico personaggio, una persona comune. All'inizio della partita ci viene offerta la possibilità di selezionare il nostro alter ego da un cast di otto candidati, tra essi spiccano: gentiluomini, signore, professionisti e studenti. Ciascun personaggio possiede una serie di parametri che ne specificano le abilità fisiche ed intellettuali. Alcuni, inoltre, essendo ferrati nelle arti magiche, sono anche capaci di lanciare potenti incantesimi. Qualora un candidato non soddisfi le nostre esigenze, sarà possibile modificarne le varie abilità distribuendo opportunamente gli appositi "skill-point" a nostra disposizione. Una volta entrati nel vivo del gioco, ci facciamo strada tra i numerosi corridoi e le innumerevoli stanze che caratterizzano la magione, ovviamente aiutandoci con l'ottima mappa automatica che tiene traccia di ogni nostro spostamento. La soluzione degli enigmi in cui incapperemo lungo il corso dell'avventura, oltre a contemplare il recupero ed il conseguente utilizzo di appositi oggetti, scaturirà anche dalla lettura di numerose informazioni che li riguardano. Naturalmente, la villa dei Winthrop è tutt'altro che disabitata, fin da subito, infatti, c’imbatteremo nelle creature più disparate: zombie, ghoul, lurker, skeleton, fantasmi, demoni e quant'altro. Fortunatamente, non siamo obbligati a fronteggiarle per forza, anzi quand'è possibile sarà meglio darsela a gambe rifugiandoci magari in una zona più tranquilla, sempre che il nostro personaggio non rimanga impietrito dallo spavento. In quei casi in cui lo scontro diviene inevitabile, ricorriamo a diverse tipologie d'armi ed oggetti contundenti: spranghe, vasi, bottiglie, spade, pistole, fucili e tutto ciò che possa arrecare danno alle summenzionate creature. Il sistema di combattimento vede l'uso di entrambe le mani, con ognuna possiamo sferrare due tipi d'attacco: uno istintivo, tramite il quale utilizziamo l'arma desiderata alla bene e meglio, colpendo cioè un po’ a casaccio, ed uno mirato. Quest'ultimo consente, ovviamente, di prendere la mira e di godere pertanto di una maggior precisione, sebbene i tempi di reazione si dilatino di conseguenza, a noi, naturalmente, spetterà capire quando prediligere l'uno rispetto all'altro, fermo restando la limitazione dovuta al fatto che una delle mani, spesso e volentieri, sarà impegnata a reggere un contenitore volto a trasportare il nostro inventario.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TVHHwKWt7fI/AAAAAAAAAQc/uDg9Xarl0lo/s1600/legfront.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TVHHwKWt7fI/AAAAAAAAAQc/uDg9Xarl0lo/s400/legfront.png" width="345" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come premesso, alcuni personaggi possono lanciare degli incantesimi di vario tipo, purché tengano in mano un apposito libro. Il gioco ne contempla di offensivi (come la classica "fireball"), difensivi (tipo la tradizionale armatura magica) e rigenerativi (ad esempio come il classico "healing" tanto caro a questo genere di giochi). La natura degli incantesimi dipenderà sia dal personaggio selezionato che dal livello delle sue abilità magiche/intellettuali. Per rimpinguare il "mana", l'energia magica che ci permette di effettuare i sortilegi, saremo costretti ad individuare, e di conseguenza a sfruttare saggiamente, degli appositi manufatti incantati. Naturalmente, lungo il corso della partita avremo modo di scovarne ed impararne di più sofisticati. Per rigenerare la nostra salute, oltre ad utilizzare i medi-kit ed i summenzionati sortilegi curativi, possiamo anche riposare in particolari stanze contrassegnate da un simbolo speciale. A mano a mano che sconfiggeremo i mostri e verremo a capo dei puzzle disseminati per tutto il maniero, ridistribuiremo i punti esperienza guadagnati tra le diverse abilità che intendiamo migliorare. Come ogni buon rpg che si rispetti, capiterà, inoltre, d'incontrare dei personaggi non giocanti a cui potremo carpire delle informazioni attraverso un sistema di dialoghi a risposta multipla. L'interfaccia di controllo vede una serie di finestre ridimensionabili ed un comodo sistema punta e clicca. Le azioni sugli oggetti vengono attivate con un comodo menu contestuale. "The Legacy" è un titolo indubbiamente impegnativo, il livello di difficoltà si assesta su dei valori medio/alti e non è esente da alcuni sporadici sbilanciamenti in tal senso. La longevità è altrettanto elevata, contempla una decina di livelli, se così possono essere definiti, ripartiti opportunamente tra i differenti piani della villa, diversi dungeon, il mausoleo ed i piani eterei ed astrali. Naturalmente è stata prevista anche la possibilità di salvare i nostri progressi, lo stesso manuale invita ad utilizzarla piuttosto frequentemente. Il comparto grafico è tutto sommato curato, sebbene alla lunga si percepisca una certa ripetitività generale. La colonna sonora che accompagna l'azione è anch'essa di buona qualità e contribuisce non poco a calare il giocatore nelle varie situazioni del gioco. Tirando le somme, "The Legacy" è un interessante videogioco d'avventura che trova la sua ragion d'essere nell'inquietante atmosfera horror che lo caratterizza. Un titolo, insomma, che non deve essere assolutamente ignorato dagli amanti del genere!&amp;nbsp; Edizione multi-linguaggio: English, Francais, Deutsch. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/NGRMMYUN/The_Legacy.html"&gt;&lt;b&gt;Download The Legacy CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; (Multilanguage)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TVHGN57IToI/AAAAAAAAAQY/t3HAboJaetc/s1600/legacy_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://4.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TVHGN57IToI/AAAAAAAAAQY/t3HAboJaetc/s640/legacy_shots.png" width="426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-5081056309084175534?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/5081056309084175534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=5081056309084175534&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/5081056309084175534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/5081056309084175534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/02/legacy_10.html' title='The Legacy'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/7MeMGb7plpQ/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-3678028160120373369</id><published>2011-01-29T16:03:00.005+01:00</published><updated>2012-01-23T15:39:33.363+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shooter'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Action'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Apple Macintosh'/><title type='text'>Shadow Wraith</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In "Shadow Wraith", indubbiamente uno dei migliori titoli realizzati per il &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Macintosh_Quadra_650"&gt;Macintosh classico&lt;/a&gt;, impersoniamo ciò che rimane dello sfortunato Alex Kendall, un giovane ricercatore informatico impiegato presso il dipartimento della Difesa. Il Dottor Kendall si occupa sostanzialmente di studiare e mettere a punto delle rivoluzionarie tecnologie volte a migliorare l'interazione tra l'essere umano ed il network mondiale. Un giorno, probabilmente a causa degli stessi riservatissimi progetti che lo vedono coinvolto, assiste attonito alla precoce dipartita dei suoi cari per poi rimaner vittima anch'egli degli stessi sicari. Nonostante tutto, l'esistenza del giovane scienziato non cessa in quel ben preciso istante, ma, al contrario di quanto si possa immaginare, continua in una nuova forma tra i flussi dati della summenzionata rete. Qualche giorno prima, infatti, Alex si è sottoposto con successo al più ambizioso dei suoi esperimenti: il trasferimento del proprio "Io" nel cyberspazio! Ripresosi dal forte shock, Kendall si risveglia perciò all'interno di "Necropolis", una misteriosa area di questo bizzarro universo virtuale, e fin da subito inizia a perlustrarla in cerca di una possibile via d'uscita. A mano a mano che si susseguono i più vani tentativi per localizzarla, inizia a maturare l'idea di una vendetta che potrà ritenersi pienamente soddisfatta solamente dopo averla fatta pagare amaramente a tutti coloro che si sono macchiati degli orrendi delitti commessi ai danni della sua sfortunata famiglia. A livello di gameplay, tutto ciò si traduce col governare un'astronave, la forma trasmutata di Alex Kendall, in uno scenario bidimensionale rappresentato mediante una visuale a volo d'uccello, dall'alto se preferite, in una maniera del tutto analoga a quanto accadeva in titoli come &lt;a href="http://www.mobygames.com/game/amiga/blastar"&gt;Blastar&lt;/a&gt; (Amiga), &lt;a href="http://www.mobygames.com/game/stardust"&gt;Stardust&lt;/a&gt; (PC/Amiga),&amp;nbsp; se non addirittura negli ancor più classici &lt;a href="http://www.mobygames.com/game/omega-race"&gt;Omega Race&lt;/a&gt; (Arcade) ed &lt;a href="http://www.mobygames.com/game/asteroids_"&gt;Asteroids&lt;/a&gt; (Arcade).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" class="youtube-player" frameborder="0" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/vcMt9pSJ8U4" title="YouTube video player" type="text/html" width="425"&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nostro compito consiste sostanzialmente nel raggiungere l'uscita di ciascuno stage, una missione tutt'altro che semplice poiché ogni livello è contraddistinto da una serie di schermate che danno origine ad un intricatissimo labirinto. Alcune aree ci sono precluse da delle porte insormontabili, a noi spetterà capire come aprirle: in genere tramite delle opportune chiavi colorate o sfruttando degli appositi interruttori. Altre zone, invece, potranno essere raggiunte tramite teletrasportatori e passaggi segreti. I nostri spostamenti vengono continuamente memorizzati dallo scanner della navicella, uno strumento che si rivelerà particolarmente utile al cospetto delle innumerevoli biforcazioni che contraddistinguono lo scenario. Naturalmente, non dobbiamo vedercela solamente con la struttura dei livelli, ma anche con le innumerevoli creature che li popolano: in particolare virus e programmi via via sempre più pericolosi, tra l'altro rappresentati nel gioco come semplici astronavi o fantasiose livree geometriche. Per contrastarli utilizziamo due differenti sistemi d'armamento, ovviamente facendo un oculato uso delle munizioni. Tramite il primo spariamo con vari tipi d'armi: da fuoco e ad energia, col secondo, invece, lanciamo granate, missili e mine, quest'ultime innescabili tra l’altro anche per via remota. Naturalmente, lungo il corso dell'azione, raccoglieremo delle armi sempre più potenti ed efficaci, alcune delle quali in grado di mirare automaticamente. A nostra protezione abbiamo uno scudo energetico che diverrà sempre più flebile a seguito di ogni impatto con i proiettili nemici, una volta disattivato, lo scafo inizierà a subire danni di varia entità. Le collisioni, oltre ad essere attenuate da uno speciale scudo difensivo attivabile da un opportuno power-up, possono essere anche evitate con un repentino spostamento laterale della nave, in piena tradizione FPS.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TT8DBvfMA9I/AAAAAAAAAPg/zW9OwOP0izU/s1600/cover.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TT8DBvfMA9I/AAAAAAAAAPg/zW9OwOP0izU/s400/cover.jpg" width="328" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ad ogni modo, lo stato degli scudi e dello scafo, così come tra l'altro la scorta delle munizioni, può essere reintegrato collezionando degli appositi bonus disseminati per il livello. L'astronave può ruotare di 360 gradi per poi procedere o retrocedere in una particolare direzione, ovviamente risentendo realisticamente dell'inerzia. Per sfuggire alle situazioni più pericolose, c'è offerta anche la possibilità di accelerare all'inverosimile con i propulsori, sebbene per un certo tempo limite. La navicella può essere controllata con la sola tastiera o con l'aiuto del mouse. Il gioco è sicuramente impegnativo e presenta una difficoltà per lo più graduale, nonostante non manchino dei passaggi piuttosto frustranti, la longevità è garantita da più di una ventina di stage, ripartiti in cinque episodi principali, e da cinque livelli di difficoltà, senza scordare di citare la possibilità di salvare i nostri progressi. Tecnicamente, “Shadow Wraith” vanta una buona realizzazione, la grafica adotta uno stile “metallico pseudo-elettronico” piuttosto definito, dettagliato ed adeguatamente ombreggiato. Gli oggetti in movimento sono minuti ma comunque ben realizzati, la fluidità dell'azione, così come la resa delle animazioni, si assesta sempre su valori sicuramente elevati. Il comparto sonoro è anch'esso di buona qualità, i brani musicali che accompagnano l'azione sono d'atmosfera e gli effetti sonori piuttosto realistici. Tirando le somme, un altro valido esempio di come ci si potesse divertire percchio anche con i Macintosh della Apple ed un gioco che, almeno per le meccaniche, è molto più simile ai moderni FPS che ai più classici “shoot'em up”. Non male, il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/8A6WFBX1/Shadow_Wraith.html"&gt;&lt;b&gt;Download Shadow Wraith&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; (Hard disk image for Basilisk II)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; "Shadow Wraith" funziona regolarmente col &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?cws2n6yps4weq"&gt;BasiliskII&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, innanzitutto bisogna scompattare sia l"emulatore che le roms di sistema, "&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?978kqktq4wixm"&gt;quadra650.zip&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;", nella stessa cartella, così come tra l'altro il file del gioco: "&lt;i&gt;Shadow Wraith (DSK) (Bootable).rar&lt;/i&gt;". Facciamo partire il programma con un doppio click sull'icona "&lt;i&gt;BasiliskIIGUI&lt;/i&gt;", ignorando l'eventuale finestra che ha a che vedere con i drivers del CD-Rom. Nella scheda "&lt;i&gt;General&lt;/i&gt;", in corrispondenza di "&lt;i&gt;Model ID&lt;/i&gt;:", impostiamo il modello su "&lt;i&gt;Mac Quadra 650&lt;/i&gt;". Dalla scheda "&lt;i&gt;Memory&lt;/i&gt;" selezioniamo il file "&lt;i&gt;quadra650.rom&lt;/i&gt;" tramite il pulsante "&lt;i&gt;Browse&lt;/i&gt;" di "&lt;i&gt;ROM file path&lt;/i&gt;:", mentre dalla scheda "&lt;i&gt;Disk&lt;/i&gt;", utilizzando il pulsante "&lt;i&gt;Browse&lt;/i&gt;" nel bel mezzo allo schermo, andiamo a selezionare il file "&lt;i&gt;ShadowWraith.dsk&lt;/i&gt;", il gioco vero e proprio. Entrambi i summenzionati file dovreste averli scompattati all"interno della cartella del "BasiliskII". In "&lt;i&gt;Screen&lt;/i&gt;" impostiamo una risoluzione pari a 640x480 agendo rispettivamente su "&lt;i&gt;Screen width&lt;/i&gt;" e "&lt;i&gt;Screen height&lt;/i&gt;". In "&lt;i&gt;Colors&lt;/i&gt;" selezioniamo 256 e, nel caso stessimo utilizzando Windows7/Vista, sarebbe opportuno selezionare anche "&lt;i&gt;Windows GDI&lt;/i&gt;" da "&lt;i&gt;Screen type&lt;/i&gt;", giusto per evitare problemi grafici. (L'aggiornamento dello schermo può essere migliorato impostando il "&lt;i&gt;Refresh rate&lt;/i&gt;" a 60hz, così come diminuendo il numero di "&lt;i&gt;Milliseconds"&lt;/i&gt; tra un fotogramma e l'altro. Se l'audio dovesse interrompersi troppo frequentemente, potete provare a modificare la dimensione ed il numero dei buffer nell'apposita sezione.) Infine, un click sul pulsante "&lt;i&gt;Run&lt;/i&gt;" farà partire l"emulazione, la prima volta il Basilisk tarderà un po' ad avviarsi. Una volta visualizzato il desktop del Mac OS, basterà fare un doppio click sulla cartella "&lt;i&gt;Shadow Wraith f&lt;/i&gt;" ed  un altro sull'eseguibile "&lt;i&gt;ShadowWraith 1.2&lt;/i&gt;" per far partire il gioco. I controlli possono essere configurati a piacimento, ad ogni modo, ho impostato le frecce direzionali per il controllo dell'astronave, "&lt;i&gt;Z, X e C&lt;/i&gt;" per far fuoco con le rispettive armi e per far detonare le mine. "&lt;i&gt;A, Q&lt;/i&gt; ed &lt;i&gt;S, W&lt;/i&gt;" per ciclare tra le armi disponibili. "&lt;i&gt;Maiuscolo/Shift&lt;/i&gt;" per schivare i proiettili e "&lt;i&gt;Ctrl&lt;/i&gt;" per attivare i propulsori. Infine, lo "&lt;i&gt;spazio&lt;/i&gt;" per aprire le porte ed utilizzare gli interruttori. Il manuale è disponibile in formato PDF all"interno dell"archivio in download.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TT8De_J3LoI/AAAAAAAAAPo/DD6Qn6rFKLw/s1600/Shadow_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TT8De_J3LoI/AAAAAAAAAPo/DD6Qn6rFKLw/s640/Shadow_shots.png" width="425" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-3678028160120373369?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/3678028160120373369/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=3678028160120373369&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/3678028160120373369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/3678028160120373369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/01/shadow-wraith_29.html' title='Shadow Wraith'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/vcMt9pSJ8U4/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-3923804125479098912</id><published>2011-01-15T12:35:00.004+01:00</published><updated>2012-01-23T15:59:28.303+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MS-DOS'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shooter'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Platform'/><title type='text'>Clif Danger</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questo semisconosciuto platform della "New Generation Software", che tra l'altro in realtà sarebbe dovuto uscire sotto l'etichetta Apogee, poi cancellato da questa e ripreso dalla meno nota CDV, impersoniamo “Clif Danger”, il classico eroe spaziale sempre pronto a farsi in quattro per la libertà dei popoli più sfortunati, soprattutto quando questi assumono le fattezze delle splendide amazzoni del pianeta "Pleasure 6". Durante uno dei suoi tanti viaggi attorno alla Galassia, infatti, “Clif” riceve una richiesta di soccorso dalla bellissima&amp;nbsp; "Swihip", la Regina delle summenzionate fanciulle guerriero.&amp;nbsp; Il pianeta purtroppo è stato invaso dai temibili "Glox”, una manica di alieni guerrafondai, che di certo non hanno scordato di imprigionare anche tutte le sue&amp;nbsp; avvenenti abitanti. Da buon super "macho" che si rispetti, dopo una frazione di secondo dal termine della trasmissione, “Clif” è già sul posto pronto a dare manforte alle sfortunate amazzoni. A livello di gameplay, sostanzialmente, ci vengono proposte una serie di missioni ambientate negli scenari più disparati, dalla giungla al sottosuolo, passando per le montagne ed il tempio. Gli obiettivi sono anch’essi piuttosto vari, ci capiterà di salvare tutte le pulzelle di un livello, così come di sbloccare vie d'uscita e recuperare oggetti di varia natura, il tutto sempre finalizzato a raggiungere l'uscita dello stage così da poter dedicarci al successivo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/BcBhHYmhkzY?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/BcBhHYmhkzY?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il problema più grosso sono, però, gli innumerevoli "Glox" che infestano ciascun livello, delle creature alquanto coriacee se attaccate con un’arma non propriamente adeguata, in questo senso i colpi necessari per ciascun’eliminazione proprio non si contano. Fortunatamente, spesso e volentieri, incappiamo in armi più efficienti (laser, mitragliatori, vulcan, plasma, ecc...) che possono essere riposte nell'inventario e potenziate con degli appositi “power-up”. Per riprenderci dalla selva di colpi incassati dai nemici, siamo continuamente costretti a non farci sfuggire tutti i bonus capaci di rimpinguare la nostra preziosa energia vitale. A mano a mano che progrediremo col gioco, non mancheranno boss, trappole, insidie e creature sempre più bizzarre, così come delle porte che ci precluderanno la strada. Per accedere a queste aree sarà necessario scovare sistematicamente delle opportune chiavi. Il gameplay è caratterizzato da un ritmo quanto meno lento, incentrato su un’attenta valutazione delle nostre mosse, che non permette di buttarci allo sbaraglio anche per via della nostra scarsa resistenza ai colpi avversari. Il gioco è sicuramente impegnativo, offre tre livelli di difficoltà ed una ventina di stage ripartiti in sei mondi con circa una decina di mostriciattoli differenti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TS2TYKh0g2I/AAAAAAAAANw/SqTl1gAvYTU/s1600/front.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://4.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TS2TYKh0g2I/AAAAAAAAANw/SqTl1gAvYTU/s400/front.jpg" width="305" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tecnicamente questa realizzazione non se la cava poi così male per gli standard dei PC basati sul DOS, sebbene lo scrolling si presenti come piuttosto indeciso e la velocità generale tutt’altro che trascendente. Il comparto grafico, ad ogni modo, oltre ad essere vivacemente colorato, offre comunque un buon grado di dettaglio e delle animazioni per lo più convincenti. La scena, poi, è impreziosita da diversi strati di parallasse volti ad aumentare la profondità delle varie ambientazioni e da tutta una serie di effetti grafici piuttosto accattivanti, in particolare: rotazioni e messe in scala. Il comparto audio è anch’esso di buon livello, gli effetti sonori e le musiche che accompagnano l'azione sfruttano un ampio campionario di suoni e strumenti digitalizzati. "Clif Dangaer", tra l'altro, permette anche di stabilire la qualità della riproduzione, sebbene nella migliore delle ipotesi rimanga comunque più di un rumore di fondo. Per il resto, è un titolo per lo più simpatico, se non carino, un piacevole diversivo che in più di un’occasione non ha mancato di ricordarmi i fasti dell'altrettanto valido &lt;a href="http://www.retrogamer.it/amiga/ruffntumble.htm"&gt;Ruff'n'Tumble&lt;/a&gt; (Amiga). Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/Td00UzIz/Clif_Danger.html"&gt;&lt;b&gt;Download Clif Danger CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TS4n7TQQ41I/AAAAAAAAAN4/rU4XXrds-cM/s1600/Clif_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://1.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TS4n7TQQ41I/AAAAAAAAAN4/rU4XXrds-cM/s400/Clif_shots.png" width="318" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-3923804125479098912?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/3923804125479098912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=3923804125479098912&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/3923804125479098912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/3923804125479098912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/01/clif-danger_15.html' title='Clif Danger'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TS2TYKh0g2I/AAAAAAAAANw/SqTl1gAvYTU/s72-c/front.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-1902247042428895817</id><published>2011-01-09T11:31:00.007+01:00</published><updated>2012-01-21T22:13:06.767+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sega Saturn'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sony Playstation'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Japan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beat&apos;em up'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Console'/><title type='text'>Nekketsu Oyako</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Nekketsu Oyako", tradotto approssimativamente come "Hot Blooded Family" e noto anche col titolo "Thermal Blood: Parent and Child", è un oscuro beat'em up della Technosoft, una famosa software house nota soprattutto per aver dato i natali a “Thunder Force”: una celebre serie di “shoot'em up” multiformato. Questo grazioso picchiaduro è stato uno dei primissimi titoli realizzati per la prima &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PlayStation"&gt;Playstation&lt;/a&gt; ed in seguito, dopo quasi un anno, ha visto la luce anche un adattamento per il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sega_Saturn"&gt;Saturn&lt;/a&gt;, lo sfortunato 32 bit della Sega. Entrambe le versioni sono per lo più identiche, sebbene presentino delle piccole differenze che non intaccano in alcun modo l’effettivo valore di ciascun adattamento.&amp;nbsp; La storia si sviluppa in un futuro non troppo lontano, in un Giappone soggiogato agli interessi di alcune mega-corporazioni. Una di queste, la "Big Black Corporation", dietro preciso ordine di "Mr. Herograw", il cattivo della situazione, rapisce la moglie di "Rando", la madre della piccola "Rio" e dell'adolescente "Tora". Da questo momento in poi, i summenzionati membri della famiglia "Hibino", si avventurano in un pericoloso viaggio alla volta della "Big Black Tower", il quartier generale in cui si pensa sia tenuta prigioniera la sopraccitata "custode del focolare". A livello di gameplay, “Nekketsu Oyako”, prende spunto a piene mani dai capolavori del genere, più precisamente da "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/finalfight.htm"&gt;Final Fight&lt;/a&gt;" e "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/megadrive/streetsofrage2.htm"&gt;Streets of Rage II&lt;/a&gt;", pertanto lungo il corso dell'azione non dobbiamo fare altro che assecondare lo scorrimento dello scenario distribuendo un po' di sane mazzate a tutti coloro che osano sbarrarci la strada. Come da tradizione, i nemici ci vengono proposti ad ondate ed una volta sgominata una squadra di energumeni ci verrà data la possibilità di procedere oltre, tutto, ovviamente, entro un certo tempo limite. Molti di questi balordi necessitano di più colpi per essere eliminati definitivamente e tendono a rialzarsi finché non azzeriamo tutta l'energia che li sostiene. Alla fine di ciascuno “stage”, non mancherà un duello contro un possente boss da eliminare. Durante le numerose "scazzottate" sfruttiamo anche le innumerevoli armi disseminate per lo scenario: fucili, mitra, granate, boomerang e coltelli da lancio, così come raccogliamo tutto il cibo e le bevande per rimpinguare la nostra scorta d’energia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_zgzY3tcNzw?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/_zgzY3tcNzw?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molti particolari dello sfondo, come ad esempio: le insegne luminose, i distributori, i barili, le casse di legno, le botti e persino le autovetture, possono essere fatte a pezzi così da ricavarne armi, cibo e bonus vari. I livelli si articolano in una serie di scenari che vanno al di là della classica ambientazione tipicamente urbana, non mancheranno, infatti, dei piacevoli diversivi all'interno di un enorme cetaceo e persino su un vagoncino dell'ottovolante! I nemici non sono da meno, oltre a dover fare a botte con boxer mascherati, teppisti, punk in pattini a rotelle ed energumeni di ogni genere e stazza, avremo anche il piacere di "pestare" per benino piovre “guantonate” e strani blob “acquiformi”. Il gioco ci permette di selezionare tre personaggi, ciascuno caratterizzato da una peculiare tecnica di lotta e da un differente livello di forza, velocità e abilità generale. "Rando", il padre, è il classico energumeno piuttosto lento che fa della forza la sua ragion d'essere; "Rio", la figlioletta prediletta, è la più agile del gruppo e combatte brandendo un martello. Tora, infine, è il primo genito: il classico “figaccione” tamarro fissato con le arti marziali. I controlli vedono l'impiego di un sistema a tre pulsanti: attacco, salto e mossa speciale. Gli attacchi sono basati principalmente su una serie di combo incentrate sui pugni e sui calci, almeno per i due maschietti, e, sfruttando alcune combinazioni con i pulsanti direzionali, è possibile sferrare anche spallate, ginocchiate e calci volanti. Ovviamente, non mancano le prese così come la possibilità di scaraventare lontano gli avversari. Ciascun personaggio ha, poi, una differente mossa speciale che ha l'effetto di una classica “smart bomb”. "Nekketsu Oyako" si articola in cinque livelli, ciascuno caratterizzato da due o più atti, non è sicuramente un gioco troppo impegnativo, sebbene offra la possibilità di impostare quattro differenti livelli di difficoltà ed il numero delle vite a nostra disposizione. A tutto ciò, si aggiunga, inoltre, un’ottima modalità a due giocatori.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TSWuKWwMt8I/AAAAAAAAANA/JFL5WOoCHUA/s1600/front.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TSWuKWwMt8I/AAAAAAAAANA/JFL5WOoCHUA/s1600/front.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tecnicamente, entrambe le versioni sono piuttosto valide e danno un ampio sfoggio delle capacità “bidimensionali” di entrambe le console. Lo stile grafico richiama alla mente i capolavori del genere e, oltre a presentare un buon grado di dettaglio, fa anche un buon uso delle capacità cromatiche di ciascun sistema, soprattutto la versione Saturn. Lo scorrimento dello sfondo è fluido ed i personaggi vantano delle dimensioni piuttosto generose, così come, d'altronde, delle animazioni per lo più curate. Durante l'azione assistiamo ad una serie di effetti grafici piuttosto accattivanti: la messa in scala degli sfondi, le rotazioni degli sprite ed anche un simpatico effetto di profondità dovuto ai diversi strati di parallasse. La versione per Playstation sfoggia, inoltre, le trasparenze, assenti nella controparte Sega. Come premesso, ci sono, poi, delle piccole differenze: la versione per il Sega Saturn compensa l'assenza delle summenzionate trasparenze con l'aggiunta di alcuni particolari inediti. Nel secondo livello, ad esempio, l’effetto che faceva pulsare le membra del cetaceo è stato sostituito con uno scorrimento prospettico simil "&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/streetfighter2.htm"&gt;Street Fighter II&lt;/a&gt;" che, insieme all'aggiunta di un ulteriore strato grafico, rende perfettamente l'idea di stare ad attraversare la gabbia toracica di un enorme mammifero marino. I pesci che ci transitano davanti nel secondo atto del medesimo livello saltano fuori dall'acqua, così come lo sfondo della sezione sul vagoncino offre più particolari ed una migliore resa delle nuvole. Il comparto audio è un tantino sacrificato sulla "PSX", la soundtrack, infatti, viene riprodotta col solo processore audio. L'adattamento per il Saturn, al contrario, offre invece una splendida colonna sonora riprodotta direttamente dal CD. Gli effetti sonori sono validi per entrambe le versioni, sebbene la versione PSX offra in più un piacevole effetto riverbero nelle ambientazioni chiuse, del tutto assente tra l’altro nella controparte per il Sega Saturn. Per il resto, "Nekketsu Oyako" è un delizioso picchiaduro che non mancherà di divertire i fan del genere. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/7ONJ7B-8/Nekketsu_Oyako.html"&gt;&lt;b&gt;Download Nekketsu Oyako&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; (Sega Saturn and Sony Playstation versions)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; L'archivio in download per la versione Playstation contiene due differenti iso: una originale in giapponese e l'altra tradotta in inglese. Il gioco funziona con l'emulatore &lt;a href="http://www.4shared.com/dir/ILqil1Xr/Epsxe.html"&gt;Epsxe&lt;/a&gt;, qui in versione completa con tanto di bios e plug-ins vari. Nel caso utilizzate il comodo wizard per configurare tutti gli aspetti dell'emulatore, "Config-&amp;gt;Wizard Guide" e lanciate il gioco con "File-&amp;gt;Run ISO" selezioanando il file "NekketsuOyako.cue", dopo aver precedentemente scompattato l'iso in una posizione comoda (entrambi i file .bin e .cue ovviamente). Per modificare i controlli utilizzate "Config-&amp;gt;Game Pad-&amp;gt;Port 1-&amp;gt;Pad 1".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B. (II):&lt;/b&gt; La versione per il Sega Saturn deve essere giocata con l'emulatore &lt;a href="http://www7a.biglobe.ne.jp/%7Ephantasy/ssf/"&gt;SSF&lt;/a&gt;. L'iso deve essere montata nel lettore cd-rom virtuale di "Alcohol 120%" o "Daemon Tools". Scompattate il &lt;a href="http://www.4shared.com/dir/m-cQqhkZ/Bios_Saturn.html"&gt;bios&lt;/a&gt; giapponese all'interno della stessa cartella dell'emulatore e lanciate il programma. Da "Option-&amp;gt;Option-&amp;gt;Pheripheral-&amp;gt;Saturn Bios-&amp;gt;Browse" selezionate il file realativo al bios della console, da "CD Drive" il lettore virtuale in cui avete montato l'iso e in "Area Code" assicuratevi che vi sia "Japan". Sul mio computer per udire bene gli effetti sonori ho dovuto impostare anche "Option-&amp;gt;Option-&amp;gt;EZ Setting-&amp;gt;High Compatibility (Slow)-&amp;gt;Set", in caso di problemi provate. Dopo aver configurato il tutto l'emulatore vi chiederà di chiuderlo per poi aprirlo nuovamente, ad ogni modo potete resettare tutto con "Hardware-&amp;gt;Reset". Per modificare i controlli utilizzate "Option-&amp;gt;Option-&amp;gt;Controller-&amp;gt;Port1-&amp;gt;Player1:A-&amp;gt;Control Pad-&amp;gt;Redefine", per avere delle trasparenze simili a quelle della versione Playstation potete attivare anche Option-&amp;gt;Option-&amp;gt;Program4-&amp;gt;Mesh Traslucent". ;-D&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TSWucvThAHI/AAAAAAAAANE/iF8pbo4XCwY/s1600/Nekketsu_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TSWucvThAHI/AAAAAAAAANE/iF8pbo4XCwY/s640/Nekketsu_shots.png" width="424" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-1902247042428895817?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/1902247042428895817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=1902247042428895817&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/1902247042428895817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/1902247042428895817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2011/01/nekketsu-oyako.html' title='Nekketsu Oyako'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TSWuKWwMt8I/AAAAAAAAANA/JFL5WOoCHUA/s72-c/front.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-2026309640933891951</id><published>2010-12-27T10:51:00.002+01:00</published><updated>2012-01-20T17:13:37.694+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tape'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ZX Spectrum'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strategy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Action'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Puzzle'/><title type='text'>Quazatron</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo splendido titolo per lo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sinclair_ZX_Spectrum"&gt;ZX Spectrum&lt;/a&gt; spesso viene liquidato, a torto, come una banale conversione del più illustre "&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2010/02/paradroid.html"&gt;Paradroid&lt;/a&gt;", uno dei più celebri videogame di Andrew Braybrook. In realtà, si tratta di una considerazione piuttosto superficiale che non tiene assolutamente conto delle innumerevoli migliorie apportate in sede di riprogrammazione, la natura di queste, infatti, è tale da renderlo più un vero e proprio sequel che un pedissequo adattamento del medesimo concept. La vicenda si articola nel sottosuolo del pianeta "Quartech", all'interno di una serie di cittadelle popolate da una moltitudine di robot alieni, e ci vede impersonare il ruolo degli invasori. L'idea di un attacco su larga scala non è praticabile per via delle sofisticate contromisure che proteggono la superficie, pertanto, sulla falsariga del primo "Paradroid", viene organizzata una missione che coinvolge un singolo infiltrato che purtroppo fallisce a causa della stessa natura degli alieni. Questi, infatti, si sono rivelati immuni ai poteri "persuasivi" del nostro droide ma, nonostante l'insuccesso, le scarse informazioni pervenuteci hanno consentito di mettere a punto un nuovo tipo di automa, il "Klepto", in grado di sopravvivere negli ambienti più ostili carpendo la tecnologia degli avversari. Al comando di "KLP-II", il primo prototipo di questa rivoluzionaria tecnologia, dobbiamo ripulire ciascun piano della cittadella dai nemici, fermo restando che questi ci surclassano in prestazioni e pertanto saremo continuamente costretti ad equipaggiarci con dei dispositivi sempre più potenti. Ciascun droide avversario è caratterizzato da una lettera alfabetica e da un numero progressivo: la prima indica la classe di appartenenza, cioè il suo rango nella comunità, il secondo il grado di sofisticazione. Gli automi contraddistinti dalle prime lettere dell'alfabeto sono i più letali, poiché assemblati con le tecnologie più efficienti. Nel corso dell'azione, sfruttiamo una serie di ascensori per accedere alle varie aree della cittadella, consultiamo dei "terminali" per ottenere informazioni di vario genere (mappe e specifiche sui nemici), e rimpinguiamo le nostre scorte energetiche posizionandoci su particolari piattaforme dello scenario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LeIbvankrPI?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/LeIbvankrPI?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli avversari possono essere  eliminati in vari modi: tramite l'arma in dotazione, trafugandone le  componenti tecnologiche e persino facendoli precipitare dalle aree  sopraelevate. Distruggendoli in rapida successione attiveremo l'allarme rosso, in pratica, un espediente studiato per ottenere un punteggio sempre più elevato a seguito di ogni singola eliminazione. Una volta liberato un piano,  si spegneranno le luci e ci dedicheremo ai successivi, benché  spetterà a noi decidere l'ordine con cui affrontarli. Per sottrarre le tecnologie agli avversari, attiviamo una speciale modalità operativa detta "Grapple Mode" ed in seguito andiamo a collidere contro il robot desiderato, così da interfacciarci col suo cervello elettronico. Il processo d’interfacciamento consiste nell'illuminare con un impulso elettrico il maggior numero di segmenti che compongono il suddetto cervello. I nostri impulsi coloreranno tali sezioni con un particolare colore, così come quelli dell'avversario faranno altrettanto con l’altro. Il colore, giallo o blu, dipenderà da quale lato dello schermo abbiamo deciso di occupare. Gli impulsi viaggiano lungo una serie di piste che vanno a connettersi ad un particolare segmento, la scelta dell'area in cui giocare è tutt'altro che casuale poiché deve essere decisa in base a come le sopraccitate piste vanno a collegarsi ai summenzionati settori.&amp;nbsp; Le piste possono poi diramarsi coinvolgendo più o meno segmenti e presentano, spesso e volentieri, anche interruzioni, trappole ed altri ostacoli di vario genere. Il numero degli impulsi disponibili dipende sia dal nostro stato tecnologico che dalla classe del droide avversario. Tutto deve svolgersi entro un tempo limite, in caso di parità è previsto uno spareggio mentre nella peggiore delle ipotesi la distruzione, se non la perdita di tutti&amp;nbsp; i componenti precedentemente collezionati.&amp;nbsp; Una volta superato il sottogioco, ci verrà data la possibilità di selezionare i componenti da acquisire, questi, oltre a riguardare tutti i dispositivi che regolano le performance del nostro robot (generatore d'energia, propulsione, corazza, arma ed altri come scudi, radar e power-up), sfrutteranno diverse tecnologie e ci verranno proposti in una serie di varianti più o meno efficienti. Ciascun "upgrade" dovrà tener conto del nostro "output" energetico e sarà fondamentale per il proseguimento della missione, fermo restando che alcuni componenti non potranno essere installati poiché danneggiati durante il sottogioco d’interfacciamento.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TRN0Q-sM_II/AAAAAAAAAKQ/zr-8fE5tbTM/s1600/Quazafront.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TRN0Q-sM_II/AAAAAAAAAKQ/zr-8fE5tbTM/s400/Quazafront.png" width="286" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un altro aspetto piuttosto interessante di "Quazatron" riguarda la conformazione degli scenari, questi, infatti, adottano la terza dimensione, seppur mediante una rappresentazione isometrica. I singoli piani che contraddistinguono la cittadella, inoltre, sono caratterizzati da una serie di sentieri, rampe, piazzuole ed aree sopraelevate che vanno a complicare ulteriormente&amp;nbsp; il concept originale. I nemici, così come tra l'altro il nostro stesso droide, risentono delle cadute e, oltre a danneggiarsi, possono addirittura autodistruggersi. Il livello di difficoltà è sicuramente impegnativo, anche per via della prospettiva e della summenzionata struttura dei livelli, niente comunque che non possa essere affrontato con un po’ di sana pratica. Una volta completata la prima cittadella, "Quazatron" per l'appunto, ci cimenteremo con altre dai nomi ancor più bizzarri: “Beebatron”, “Commodo” e “Amstrados”, tutti ispirati ai più celebri microcomputer del periodo. Tecnicamente, il gioco non è poi così male, almeno considerando la sua complessità e le forti limitazioni della macchina su cui gira, sebbene non manchino dei rallentamenti nelle situazioni particolarmente affollate e presenti uno scrolling tutt'altro che fluido. Il comparto grafico è monocromatico ma offre comunque un discreto grado di dettaglio con tanto di animazioni per lo più funzionali. L'audio sfrutta il cicalino interno dello “Spectrum”, quindi una serie di effetti sonori tutt’altro che sconvolgenti, il brano introduttivo, invece, presenta più di uno spunto orecchiabile. Per il resto, "Quazatron", come già premesso, si è rivelato ben più di una mera conversione: un gioco complesso ed affascinante, ricco di spunti in grado di assecondare vari tipi di generi videoludici: azione, strategia e logica.&amp;nbsp; Concludendo, il degno successore del capolavoro di Braybrook, caldamente consigliato a tutti coloro che non disdegnano i videogiochi di spessore. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/noDkFqeh/Quazatron.html"&gt;&lt;b&gt;Download Quazatron&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; (Tape images)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; "Quazatron" può essere giocato con un ampio campionario  di    emulatori, ne esistono di perfetti, almeno con tutti quelli che  hanno   il  supporto per i file di tipo &lt;b&gt;.tap&lt;/b&gt;/&lt;b&gt;.tzx&lt;/b&gt;. Per le mie prove  mi sono servito dell'&lt;a href="http://kolmck.net/apps/EmuZWin.zip"&gt;EmuZWin&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TRNyoNR1tPI/AAAAAAAAAKM/aRYq3kW2WM4/s1600/Quaza_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TRNyoNR1tPI/AAAAAAAAAKM/aRYq3kW2WM4/s640/Quaza_shots.png" width="416" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-2026309640933891951?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/2026309640933891951/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=2026309640933891951&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/2026309640933891951'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/2026309640933891951'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/12/quazatron_27.html' title='Quazatron'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TRN0Q-sM_II/AAAAAAAAAKQ/zr-8fE5tbTM/s72-c/Quazafront.png' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-8791150886200921416</id><published>2010-12-14T16:45:00.013+01:00</published><updated>2012-01-22T23:07:21.923+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nec PC-FX'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Action'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fighting'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Japan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beat&apos;em up'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Console'/><title type='text'>Kishin Douji Zenki FX: Vajura Fight</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Kishin Douji Zenki FX" è probabilmente il miglior videogioco realizzato per il &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/PC-FX"&gt;Nec PC-FX&lt;/a&gt;, lo sfortunato successore a 32 bit del mitico PC-Engine, vuoi perché ha dimostrato ampiamente come in realtà tale macchina non avesse poi molto da invidiare alle altre della concorrenza, almeno "bidimensionalmente" parlando, ma soprattutto poiché è comunque uno dei pochissimi titoli di questo sistema in grado di assecondare i gusti del tipico videogiocatore occidentale. Non si tratta del primo videogioco ad esser stato tratto dall'omonimo manga di Kikuhide Tani ma è senza alcun dubbio l'unico a sfoggiare un approccio quasi esclusivamente "fighting" rispetto ai precedenti "platform" sviluppati per gli altri sistemi videoludici, in particolare Super Nintendo e Sega Game Gear, sebbene non disdegni occasionalmente qualche piccola digressione in questo senso. Ad ogni modo, il gioco, così come d'altronde lo stesso manga, ruota attorno alle vicende di Zenki, l'imprevedibile demone che, al servizio di Ozuno Enno, sconfisse la crudele divinità Karuma. Dopo essere stato imprigionato per diversi secoli all'interno di una stele, Zenki viene&amp;nbsp; liberato dall'ultima discendente della dinastia “Enno”, la fanciulla Chiaki, proprio nel momento in cui iniziano a far la loro comparsa i "Semi di Karuma", degli strani globi "occhiformi" che trasformano le persone, le cose e gli animali in pericolosi, quanto crudeli, esseri demoniaci. Purtroppo, forse a causa della lunga cattività, il demone è regredito allo stato infantile e pertanto, oltre a comportarsi come tale, non dispone dei pieni poteri. Chiaki, comunque, scopre di potergli restituire temporaneamente l'antico vigore utilizzando un misterioso braccialetto. La missione consiste, in breve, nell'eliminare queste creature demoniche così da recuperare i semi e sventare il ritorno del malefico regno di Karuma.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/MqjV9DPrSJc?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/MqjV9DPrSJc?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A livello di gameplay, "Kishin Douji Zenki FX" alterna delle sequenze prettamente "fighting" ad altrettante propriamente "beat'em up", nel senso che nelle prime combattiamo contro un singolo avversario, sia esso un personaggio secondario o un boss, alla stregua di un vero e proprio “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/streetfigh.htm"&gt;Street Fighter&lt;/a&gt;”, mentre nelle altre assecondiamo, invece, lo scorrimento dello scenario facendo a botte contro tutti gli innumerevoli nemici che osano ostacolarci, in piena tradizione “&lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/finalfight.htm"&gt;Final Fight&lt;/a&gt;”. Una volta annientata un'ondata di avversari, proseguiremo oltre, con tanto di freccia che indicherà la direzione da seguire, attraverso delle digressioni più "action" che non disdegneranno anche il ricorso ai balzi. Le differenti sezioni del gioco sono tenute insieme da una riuscita serie di commenti, dialoghi e primi piani animati volti ad introdurre di volta in volta i vari spunti legati all'evoluzione della trama. "Vajura Fight" consente di selezionare sia Zenki&amp;nbsp; che Chiaki, anche simultaneamente nel caso della modalità a due giocatori. Ciascun personaggio adotta uno stile di combattimento differente, sempre basato però sull'impiego di tre pulsanti (attacco, salto e parata), che va a modificare sensibilmente anche l'approccio al combattimento, sebbene risulti essere abbastanza semplicistico rispetto ai due classici sopraccitati. Ad esempio, le tecniche di lotta che contraddistinguono Zenki sono basate interamente sul corpo a corpo e si limitano ad una serie di combo incentrate sull'impiego dei calci e dei pugni, sebbene non manchino le parate e le proiezioni. Inoltre, di tanto in tanto, dopo aver raccolto un opportuno “power-up”, ci verranno restituite temporaneamente le sembianze adulte così da poter sferrare dei colpi più precisi e potenti. Chiaki, al contrario, ricorre a degli attacchi dalla distanza, basati cioè sul lancio di particolari sfere energetiche, fermo restando che, a sua volta, è comunque in grado di difendersi ed afferrare. Dopo aver collezionato un “power-up”, inoltre, evoca l'amico Demone per un aiuto momentaneo ed è anche capace di caricare il colpo, così come tra l'altro lo stesso Zenki una volta acquisite le sembianze adulte.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TQTvah5yUmI/AAAAAAAAAIE/_6-gCdfiEn8/s1600/ZenkiFXfront.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TQTvah5yUmI/AAAAAAAAAIE/_6-gCdfiEn8/s400/ZenkiFXfront.jpg" width="303" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciascun eroe può porre in essere una decina di attacchi speciali che,  oltre ad essere eseguiti con le consuete combinazioni del pad, possono  essere anche richiamati con gli appositi pulsanti predisposti a tale  scopo. "Zenki FX" contempla dodici stage, se così possono essere considerati, la difficoltà è graduale e cresce fino a diventare impegnativa, almeno nei combattimenti a singolo avversario, le altre sezioni, invece, sono facilmente superabili. Il gioco offre tre differenti livelli di difficoltà, svariati "continue" ed anche la possibilità di salvare i progressi. Tecnicamente è un titolo sicuramente valido e da un ampio sfoggio delle capacità hardware del PC-FX. Il comparto grafico è di buon livello e, oltre a presentare svariati strati di parallasse con diversi particolari animati ed uno scrolling impeccabile, è contraddistinto anche da dei personaggi di notevoli dimensioni, capaci di occupare addirittura i 3/4 dell'altezza dello schermo! Le animazioni sono anch'esse ben curate, la scena, poi, è impreziosita da numerosi effetti grafici piuttosto accattivanti, in più di un’occasione, infatti, non si conta l'uso delle trasparenze, delle distorsioni, delle rotazioni (almeno nello stage con i pilastri in caduta), della nebbia e persino della riproduzione di piccoli filmati "Full Motion Video" nel corso dell'azione! Il comparto audio è anch'esso di buona fattura, la soundtrack è sicuramente d'atmosfera, nonostante si percepisca un leggero rumore di fondo negli effetti sonori, probabilmente per via della bassa frequenza di campionamento. Concludendo, Zenki per il PC-FX, è sicuramente un ottimo videogioco, che come premesso rende giustizia a questa sfortunata console, a patto però di considerarlo più un gioco d'azione che un tradizionale picchiaduro in senso stretto, non è, infatti, un clone di Street Fighter o Final Fight. I puristi, pertanto, potrebbero non gradire troppo le sue meccaniche di combattimento fin troppo semplificate, anche se, ad onore del vero, è bene precisare che non offre solamente queste ma bensì anche dell'altro. Per tutti gli altri, soprattutto per i fan del manga, non vi saranno problemi, si divertiranno non poco col più bel videogioco prodotto per il 32 bit della Nec! Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/qgn621JB/Kishin_Douji_Zenki_FX.html"&gt;&lt;b&gt;Download Kishin Douji Zenki FX CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.&lt;/b&gt;: "Zenki FX" può essere emulato efficacemente col &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/BqoSxWof/Nec_PC-FX_Mednafen_v0915.html"&gt;Mednafen 0.9x&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, purtroppo però si tratta di un emulatore a linea di comando. Ad ogni modo, dopo aver scompattato l'iso del gioco ed il &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/RHDyt0je/Nec_PC-FX_Bios.html"&gt;bios&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; nella medesima cartella dell'emulatore, scaricateci dentro anche il file "&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/4_EVPKVj/Nec_PC-FX_Zenki_Boot_File.html"&gt;BootPCFXCD.bat&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;" per poi effettuarvi un doppio click così da avviare il gioco. (Si tratta semplicemente di un file batch, tra l'altro modificabile a piacimento con la funzione "&lt;i&gt;Modifica&lt;/i&gt;" del pulsante destro del mouse, che contiene la seguente linea di comando: "&lt;i&gt;mednafen.exe -pcfx.bios pcfx.bios -loadcd pcfx KishinDoujiZenkiFX.cue&lt;/i&gt;".) Durante l'emulazione è possibile configurare i controlli con la combinazione di tasti &lt;i&gt;Alt, Shift/Maiuscolo, 1&lt;/i&gt; (oppure 2, nel caso del secondo giocatore), per ogni comando del joypad bisogna specificare due tasti, il secondo come alternativa. Per eventuali altre configurazioni dovrete modificare il file di configurazione dell'emulatore, "&lt;i&gt;mednafen-09x.cfg&lt;/i&gt;", con il Wordpad. Il MagicEngine FX purtroppo non rende bene alcuni effetti grafici e presenta qualche problema con la riproduzione audio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TQTvpD5VyzI/AAAAAAAAAII/nE-1mazcLBY/s1600/zenki_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://4.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TQTvpD5VyzI/AAAAAAAAAII/nE-1mazcLBY/s640/zenki_shots.png" width="425" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-8791150886200921416?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/8791150886200921416/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=8791150886200921416&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/8791150886200921416'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/8791150886200921416'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/12/kishin-douji-zenki-fx-vajura-fight_14.html' title='Kishin Douji Zenki FX: Vajura Fight'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TQTvah5yUmI/AAAAAAAAAIE/_6-gCdfiEn8/s72-c/ZenkiFXfront.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-4855237800316659266</id><published>2010-12-02T17:58:00.015+01:00</published><updated>2012-01-20T18:24:14.397+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Post-Mortem'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Action'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Floppy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Commodore 64'/><title type='text'>Knight 'N' Grail</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Knight 'n' Grail", così come l'altrettanto valido &lt;a href="http://www.lemon64.com/games/details.php?ID=3498"&gt;"It's Magic II"&lt;/a&gt;, è probabilmente uno dei più validi esempi di “retro-programming” degli ultimi anni, almeno per quanto riguarda la scena del glorioso "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Commodore_64"&gt;C= 64&lt;/a&gt;", il celebre home computer della Commodore. Tale fenomeno, che consiste sostanzialmente nella realizzazione di nuovi videogame per le piattaforme più obsolete, non ha mancato di sorprenderci con delle produzioni in grado di rivaleggiare con i più blasonati capolavori del passato, anzi, in quest’ottica, spesso ha posto in essere dei titoli capaci non solo di infrangere le ben note limitazioni hardware che contraddistinguono tali macchine ma addirittura di introdurre dei concept del tutto inediti anche per i tempi della loro effettiva commercializzazione, &lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2010/04/space-1999.html"&gt;"Space: 1999"&lt;/a&gt; per i micro della Oric ne è un fulgido esempio. Ad ogni modo, questo recente gioco della Psytronik Software è stato pubblicato ben sedici anni dopo la dipartita ufficiale del summenzionato otto bit della "CBM", strutturalmente presenta più di un'analogia con alcuni celebri classici del mondo dei Coin-Op e delle console. Il gameplay, in altre parole, si presenta come un riuscito mix di elementi mutuati dal mitico &lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/ghoulsnghosts.htm"&gt;"Ghouls'n Ghosts"&lt;/a&gt;, se non addirittura dal precedente &lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/goblins.htm"&gt;"Ghosts'n Goblins"&lt;/a&gt;, e dall'altrettanto celebre &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Castlevania"&gt;"Akumajo Dracula/CastleVania"&lt;/a&gt;, sebbene non manchino diverse altre similitudini che lo accostano, almeno per certi versi, anche all'universo dei giochi di ruolo. La storia, così come altri spunti del gameplay, non si discosta poi molto dai summenzionati classici della Capcom, nel gioco impersoniamo, infatti, un impavido cavaliere che ha l'ingrato compito di recuperare l'unico oggetto in grado di spezzare il sortilegio che affligge la sua compagna: il Graal. Il ritrovamento di questa mitica coppa dorata, a dire il vero, è più un tentativo volto a saldare il debito contratto con l’Arcimago, l’unico incantatore che si è degnato di prestarci un minimo d’aiuto. Nel frattempo, mentre siamo intenti a darci fare, la nostra amata continua inconsapevolmente la propria esistenza sotto forma di una leggendaria "viverna", un immenso rettile alato!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/h1zRXJqCAQw?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/h1zRXJqCAQw?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A livello di gameplay tutto ciò si traduce col dover esplorare una serie di livelli prettamente labirintici così come avviene nel già menzionato classico della Konami. L'azione, in altre parole, consiste nell'attraversare numerose ambientazioni a scorrimento ed altrettante a schermata fissa, in particolare: il castello, le caverne, le montagne, il tempio ed altre, evitando ostacoli, saltando da una piattaforma all'altra e combattendo contro gli innumerevoli nemici che osano frapporsi tra noi e il nostro obiettivo. Per combattere le suddette creature, brandiamo la nostra fidata spada, sebbene in realtà si comporti più come un’arma da lancio, mentre per proteggerci dagli attacchi indossiamo un’inossidabile armatura. Per averla vinta su tali nemici, ma soprattutto in presenza degli immancabili boss che interrompono il normale fluire della partita, dobbiamo anche munirci di un particolare equipaggiamento. Alcune porte, inoltre, ci precludono l’accesso a particolari aree dello scenario, pertanto per aprirle saremo continuamente costretti a scovare e di conseguenza a distruggere dei misteriosi globi luminosi. Come ogni buon gioco che si rispetti, non mancano di certo dei power-up degni di questo nome, “Knight 'n' Grail” ne contempla di due tipi: i primi, come ad esempio il doppio salto e l'abilità di sfondare i muri, ci permettono ovviamente di raggiungere delle posizioni precedentemente inaccessibili, gli altri, invece, migliorano le nostre capacità offensive/difensive. Le spade disseminate lungo i livelli del gioco potenziano il nostro attacco, ogni spada, oltre ad offrire una gittata, un’efficacia ed una traiettoria differente, racchiude in se anche il potere di un particolare "elementale": il fuoco, l’acqua, la terra, il ghiaccio, il vento, il lampo e l’oro, che la rende particolarmente efficace contro le creature contraddistinte dall'elemento opposto. Le armature, al contrario, ci forniscono l'immunità verso l'elementale che le caratterizza, a titolo d’esempio: la corazza forgiata sotto il segno del fuoco assorbirà gli effetti dei proiettili incandescenti così come quella dell'acqua le gocce della stessa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TO6QTsP146I/AAAAAAAAAH4/3bL-_ZRVtXo/s1600/kngfront.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TO6QTsP146I/AAAAAAAAAH4/3bL-_ZRVtXo/s400/kngfront.png" width="380" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La scelta dell’equipaggiamento più opportuno dovrà essere una decisione tutt'altro che casuale poiché sarà determinate per il proseguimento della nostra missione, soprattutto al cospetto dei già sopraccitati boss. Ovviamente, non mancherà anche un bonus in grado di rimpinguare la nostra salute. L'equipaggiamento raccolto viene gestito ricorrendo ad un semplice menu che ci consente di stabilire l'arma e la protezione da utilizzare, inoltre, tale schermata tiene anche traccia delle stanze precedentemente visitate, fermo restando la presenza di due tasti rapidi che ci permettono di selezionare velocemente gli oggetti desiderati. “Knight 'n' Grail”, di per sè, non è un gioco particolarmente impegnativo e non è nemmeno troppo longevo, diciamo che è in grado di offrire più di qualche ora di sana esplorazione, forte anche dei suoi oltre duecento ambienti da visitare, molti dei quali accessibili solamente dopo aver raccolto un particolare power-up. Il gioco, comunque, permette il salvataggio dei nostri progressi e consente anche di continuare la partita quando sconfitti, a patto però di aver messo da parte un adeguato gruzzolo di monete lasciate cadere dai nemici esanimi. Inoltre, sono presenti anche dei finali alternativi, un ulteriore incentivo per riprenderlo in mano una volta terminato. A livello tecnico non è affatto male, anzi è uno dei migliori in questo senso. La grafica sfoggia un buon livello di dettaglio e fa un buon uso delle capacità cromatiche della macchina, sebbene la tavolozza possa apparire in effetti quanto meno scura. Lo sfondo, inoltre, scorre fluidamente in ogni direzione e gli sprite, così come le relative animazioni, sono di buona fattura, nonostante in generale si percepisca un leggero rallentamento in presenza delle situazioni più affollate.&amp;nbsp; Il comparto audio è anch'esso di buon livello, la soundtrack alterna degli ottimi motivetti a degli altrettanti validi effetti sonori. Tirando le somme, “Knight 'n' Grail” è un ottimo titolo contraddistinto da una splendida atmosfera di stampo prettamente medievale/fantasy, gli estimatori di Ghouls’n Ghosts e di CastleVania ne saranno probabilmente entusiasti. Un nuovo classico per il Commodore 64? Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/ZauT_3a_/KnightNGrail.html"&gt;&lt;b&gt;Download Knight 'n' Grail&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; (Disk image)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;N.B.: &lt;/b&gt;Knight 'n' Grail funziona tranquillamente con gli emulatori più  diffusi: &lt;a href="http://www.ccs64.com/"&gt;CCS64&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.hoxs64.net/"&gt;Hoxs64&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.viceteam.org/"&gt;WinVice&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TO6kOnLA1OI/AAAAAAAAAIA/Q_be62Wbrxw/s1600/Knight_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://4.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TO6kOnLA1OI/AAAAAAAAAIA/Q_be62Wbrxw/s640/Knight_shots.png" width="450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-4855237800316659266?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/4855237800316659266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=4855237800316659266&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/4855237800316659266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/4855237800316659266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/12/knight-grail.html' title='Knight &amp;#39;N&amp;#39; Grail'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TO6QTsP146I/AAAAAAAAAH4/3bL-_ZRVtXo/s72-c/kngfront.png' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-5414700660701028658</id><published>2010-11-19T12:51:00.004+01:00</published><updated>2012-01-20T18:52:41.570+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MS-DOS'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strategy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Puzzle'/><title type='text'>Battle Bugs</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Battle Bugs è un originale videogioco sviluppato dalla mitica Epyx, una storica software house rinomata soprattutto per i suoi ottimi giochi sportivi pubblicati a partire dalla seconda metà degli anni '80, in particolare tra i più famosi vale la pena di citare: &lt;a href="http://www.lemon64.com/games/details.php?ID=2530"&gt;Summer Games II&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.lemon64.com/games/details.php?ID=407"&gt;California Games&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.lemon64.com/games/details.php?ID=2630"&gt;Games: The Summer Edition&lt;/a&gt;. Al contrario delle precedenti produzioni, Battle Bugs, si presenta come un innovativo titolo strategico che ci vede impersonare il comandante di un simpatico esercito di formiche, ma non solo. Il gameplay si articola in una lunga serie di battaglie che ci contrappongono sistematicamente ad altre colonie d'insetti. L'azione si sviluppa in tempo reale ma abbiamo comunque la possibilità di attivare un’utilissima funzione di pausa così da pianificare meglio le nostre decisioni strategiche. Ciascuna missione presenta un obiettivo variabile che in genere spazia dal debellare la presenza degli insetti nemici al dover rivendicare la proprietà di tutto il cibo disseminato per lo scenario. Spesso e volentieri, saremo in minoranza, non tanto in termini di unità impiegate ma piuttosto come capacità offensiva, e pertanto saremo costretti a delineare una valida sequenza di contromisure. Battle Bugs ci consente di gestire fino a ventidue insetti differenti, in particolare: scarafaggi, pulci, cavallette, ragni, mantidi, api, mosche e vespe. Ciascun insetto è contraddistinto da tutta una serie di caratteristiche che&amp;nbsp; ne descrivono le varie abilità, prime fra tutte: la capacità d'attacco e la resistenza ai colpi avversari. Inoltre, oltre a spostarsi in maniera differente, ad esempio camminando, volando o nuotando, può anche lanciare bombe e sassi. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/MS3KqHnCHsU?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/MS3KqHnCHsU?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le battaglie si svolgono in scenari prettamente domestici che spaziano dalle superfici della cucina al giardino di casa, inoltre, per il raggiungimento dei summenzionati obiettivi sfrutteremo anche le caratteristiche di ciascun ambiente, come ad esempio: le aree sopraelevate ed anche eventuali ostacoli che possano rallentare l'avanzata nemica. Gli scontri sono sicuramente impegnativi, almeno da un punto di vista prettamente logico, ciascuna missione, infatti, deve essere affrontata tenendo conto delle peculiarità, e quindi anche delle limitazioni, di ciascun insetto. Il gioco contempla una campagna a singolo giocatore da ben cinquantasei missioni complessive e prevede anche una modalità multi-player basata su un sistema "hot-sit", in pratica i partecipanti contrappongono vicendevolmente le proprie mosse in un modo analogo a quello degli scacchi. Tecnicamente, Battle Bugs, era piuttosto all'avanguardia per l'epoca dell'uscita, la grafica sfoggiava un simpatico stile "cartoon" pulito e piuttosto definito, soprattutto per via del supporto per lo standard Super VGA, 640x480, anzi, da questo punto di vista, era senza alcun dubbio un tantino anacronistico per i tempi poiché permetteva di sfruttare addirittura una sbalorditiva 800x600! Le varie animazioni che accompagnavano l'azione erano adeguate, il comparto sonoro poneva in essere una serie di simpatiche musichette e degli effetti sonori per lo più efficaci, senza scordare, poi, la presenza&amp;nbsp; dei "briefing" campionati. Concludendo, a riprova della bontà dei suoi&amp;nbsp; spunti, evidenzio che non mancarano degli ottimi riscontri da parte della critica del tempo, sicuramente un ottimo strategico che fa della logica e dell’ironia i propri cavalli di battaglia. Edizione multi linguaggio. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/5JmCfmVa/Battle_Bugs.html"&gt;&lt;b&gt;Download Battle Bugs CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; (Multilanguage)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img337.imageshack.us/img337/4656/frontiq.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://img337.imageshack.us/img337/4656/frontiq.jpg" width="252" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img502.imageshack.us/img502/8724/bbugsshots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img502.imageshack.us/img502/8724/bbugsshots.png" width="265" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-5414700660701028658?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/5414700660701028658/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=5414700660701028658&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/5414700660701028658'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/5414700660701028658'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/11/battle-bugs_19.html' title='Battle Bugs'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-7375468868734191853</id><published>2010-11-10T11:25:00.009+01:00</published><updated>2012-01-21T16:21:21.222+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Platform'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sony Playstation'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Japan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beat&apos;em up'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Console'/><title type='text'>Kaisoku Tenshi (aka The Rapid Angel)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Kaisoku Tenshi" della giapponese "Techno Soleil" è uno dei videogiochi più oscuri della prima &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PlayStation"&gt;Playstation&lt;/a&gt;, non che “&lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2011/10/gaia-seed_22.html"&gt;Gaia Seed&lt;/a&gt;”, il precedente titolo della medesima software house, godette invece di una maggiore visibilità a dire il vero. A prima vista, "The Rapid Angel", così tradotto dalla lingua del "Sol Levante", sembra voler ripercorrere i fasti del platform bidimensionale tanto caro ai "vetusti" sistemi ad 8/16 bit, in realtà non si riduce solamente a questo poiché fa propri anche diversi altri spunti rientranti nel genere dei picchiaduro. Durante il corso della partita, infatti, non ci limitiamo solamente ad assecondare lo scorrimento dello sfondo saltando da una piattaforma all'altra, ma, al contrario, combattiamo anche contro tutti gli innumerevoli avversari che osano sbarrarci sistematicamente la strada.&amp;nbsp; Il gameplay, sostanzialmente, ci permette di compiere una serie di azioni volte a farci completare indenni ciascuno stage, in particolare, oltre ad effettuare balzi (siano essi normali o più ampi grazie ad un’ulteriore pressione dell'apposito pulsante), correre ed interagire con alcuni particolari dello scenario, possiamo anche attaccare i nemici&amp;nbsp; e difenderci con una parata, senza dimenticare la possibilità di evocare persino una sorta di sortilegio del tutto simile alla più classica delle "smart bomb". Per rimpinguare l'energia persa nel corso della partita, saremo obbligati a raccogliere tutto il cibo disseminato per i livelli, fermo restando che potremo collezionare anche&amp;nbsp; tutti i bonus che incroceremo lungo la strada, siano essi pietre preziose o vile denaro. Il normale fluire dei livelli, spesso e volentieri, sarà interrotto dalla comparsa di alcuni personaggi, quando non dei veri e propri boss, che dovranno essere sconfitti con delle strategie differenti, non prima però di aver cercato un pur minimo contradditorio ricorrendo ad un semplice sistema di dialoghi. A rendere il tutto più difficoltoso vi sarà, poi, l'inesorabile scadere del tempo limite. La trama, inoltre, verrà svelata da tutta una serie d'intermezzi a carattere prettamente ironico.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/GvUsv3OBHv0?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/GvUsv3OBHv0?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La caratteristica più interessante di "Kaisoku Tenshi" consiste soprattutto nel poter affrontare il gioco con differenti personaggi, tre ragazzine almeno all'inizio, altri si renderanno disponibili una volta conclusa la missione ed a seconda di come abbiamo risposto ai dialoghi summenzionati. Ad ogni modo, ciascun personaggio possiede una differente tecnica di combattimento che influisce pesantemente sulla stessa natura dell'azione. Natsumi, ad esempio, combatte solamente ricorrendo al corpo a corpo, tramite una serie di combo incentrate sui pugni e sui calci, inoltre è anche in grado di effettuare una mossa speciale, una sorta di calcio a piombo, mentre è intenta a ricadere al suolo dopo aver spiccato un salto. Ayane, per certi versi, adotta uno stile analogo sfruttando però la propria spada, così come Natsumi, nel corso di un balzo, può compiere un attacco volante del tutto simile ad una piroetta. Haruna, al contrario delle precedenti amiche, è capace di colpire da lontano ricorrendo al lancio dei suoi precisissimi "shuriken", anch’essa può sfoderare un attacco speciale, una sorta di proiettile energetico, ma è anche in grado di eseguire svariate altre mosse. Comunque sia, come premesso, la scelta di una ragazza rispetto all'altra, non solo modificherà la strategia di combattimento, ed in misura minore anche il tipo di difesa, ma, in un certo senso, anche il livello di difficoltà del gioco stesso, poiché più saranno ravvicinati gli scontri più elevata sarà la probabilità di subire ferite, non che la difficoltà generale raggiunga comunque delle vette così insormontabili a dire il vero. I personaggi&amp;nbsp; "segreti" ci permetteranno, inoltre, di poter esplorare degli stage mai visitati prima, così come di ripercorrerne a ritroso altri precedentemente già affrontati. Kaisoku Tenshi, contempla, poi, anche una bizzarra  modalità cooperativa a due giocatori in cui il secondo partecipante si  limita a coadiuvare l'azione del personaggio principale. In pratica, un  nostro amico, controllando un simpatico angioletto coerentemente con  l'ammontare di una peculiare barra energetica, porrà in essere diverse  azioni volte a semplificare la&amp;nbsp; nostra partita, in  particolare: lancerà proiettili energetici, dispiegherà uno  scudo difensivo e potrà persino trasformarsi in una spada incantata.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img163.imageshack.us/img163/6950/frontris.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://img163.imageshack.us/img163/6950/frontris.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La grafica non fa sicuramente gridare al miracolo, sebbene sia comunque sufficientemente dettagliata, colorata ed adeguatamente animata. Più che altro, il problema sembra avere a che fare con lo stile grafico impiegato, questo, infatti, non si discosta poi molto dai canoni estetici dei primi anni '90, in particolare ricorda non poco più di una produzione apparsa sul mitico &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PC_Engine"&gt;PC-Engine&lt;/a&gt;, la piccola console della Nec.&amp;nbsp; Il comparto tecnico non lascia di certo a desiderare, tutte le caratteristiche hardware del 32 bit della Sony sono state adeguatamente impiegate, ad esempio: non solo lo scrolling è fluido e fa un buon uso della parallasse ma, durante il corso dell'azione, assistiamo anche a tutta una serie di effetti come: la messa in scala della scena, le trasparenze della "smart bomb" e le rotazioni degli sprite. Non mancano, poi, dei piccoli tocchi di classe come le differenti immagini impiegate per rappresentare i singoli "shuriken" lanciati contro i nemici e le tavole dei ponti che si piegano al passaggio del nostro personaggio. Il comparto audio si difende bene, offre delle musiche sicuramente orecchiabili e degli effetti sonori/dialoghi quanto meno efficaci. Infine, aggiungo solamente che in più di una situazione si nota una pur vaga somiglianza con i titoli della serie &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Valis:_The_Fantasm_Soldier"&gt;Valis&lt;/a&gt;, almeno con quelli più riusciti. Inoltre, nonostante non sia sicuramente uno dei platform bidimensionali più accattivanti disponibili per la Psx, è pur sempre un titolo simpatico e spiritoso, capace, tra l'altro, di offrire parecchio divertimento. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/RjwHumqe/Kaisoku_Tenshi_CD.html"&gt;&lt;b&gt;Download Kaisoku Tenshi CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Il gioco funziona con il &lt;a href="http://psxemulator.gazaxian.com/"&gt;pSX&lt;/a&gt;, l'emulatore ha però bisogno del &lt;a href="http://www.4shared.com/dir/31425778/3ad4f5f2/Bios_psx.html"&gt;Bios&lt;/a&gt; originale della Playstation, scompattate il file '&lt;b&gt;BiosPSX.rar&lt;/b&gt;' dentro la cartella &lt;i&gt;/bios/&lt;/i&gt; dell'emulatore. Una volta lanciato il programma, bisogna aprire il menu &lt;b&gt;'File'&lt;/b&gt; e selezionare '&lt;b&gt;Inserisci immagine CD&lt;/b&gt;'. Dalla finestra si seleziona il file '&lt;b&gt;Kaisoku Tenshi.cue&lt;/b&gt;', successivamente sempre dal medesimo menù potete dare il '&lt;b&gt;Reset&lt;/b&gt;'. Selezionando '&lt;b&gt;Configurazione&lt;/b&gt;', sempre dal menù File, e poi la scheda '&lt;b&gt;Controller&lt;/b&gt;' siamo in grado di specificare i tasti che più preferiamo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img204.imageshack.us/img204/5256/shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://img204.imageshack.us/img204/5256/shots.png" width="424" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-7375468868734191853?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/7375468868734191853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=7375468868734191853&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/7375468868734191853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/7375468868734191853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/11/kaisoku-tenshi-aka-rapid-angel_10.html' title='Kaisoku Tenshi (aka The Rapid Angel)'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-670881561151542257</id><published>2010-10-20T18:18:00.003+02:00</published><updated>2012-01-22T19:08:03.572+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Platform'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Action'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Japan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nec PC-Engine'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Side-Scroller'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Console'/><title type='text'>Kaizou Choujin Shubibinman III</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Shubibinman III è indubbiamente uno dei migliori videogiochi sviluppati per il celebre &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PC_Engine"&gt;PC-Engine&lt;/a&gt;, la prima indimenticata console prodotta dal gigante dell'elettronica Nec. Inoltre, è anche il terzo episodio dell'omonima serie incentrata sulle vicende dei due simpatici cyborg Tasuke e Kyapiko. L'esordio di questo filone risale al lontanissimo 1989, il primo tentativo, purtroppo, si rivelò essere un platform per lo più modesto che offriva delle meccaniche di gioco fin troppo semplici, sebbene abbia avuto il pregio di aver introdotto tutti quegli elementi che col tempo sarebbero stati poi ripresi dagli altri videogiochi del&amp;nbsp; medesimo brand. Due anni più tardi, la caratura complessiva migliorò sensibilmente con la pubblicazione del primo sequel, un titolo sicuramente molto più articolato ed accattivante del precedente, nonostante ne prendesse le distanze per più di un aspetto. Con quest'ultimo capitolo, almeno per quanto riguarda la "consolina" della Nec, la serie raggiunse finalmente una connotazione più matura, capace di farsi valere persino nei confronti dei titoli sviluppati per le macchine della concorrenza. La storia prende piede durante le vacanze dei summenzionati eroi, proprio nel momento in cui si godono il meritato riposo in una spiaggia assolata. La loro attenzione viene attirata da un’enorme astronave che, dopo essere apparsa&amp;nbsp; improvvisamente dall’hyperspazio, si dirige ad altissima velocità verso la poco distante metropoli. La nave è governata da una misteriosa principessa e da due sue bizzarre guardie del corpo. Tasuke e Kyapiko, almeno inizialmente, ne ignorano le intenzioni ma fin da subito immaginano degli scenari tutt'altro che promettenti, tipo il risveglio di qualche malvagia entità sovrannaturale. Per non correre alcun rischio, indossano le loro armature fantascientifiche, si armano con le loro spade, per poi dirigersi anch'essi verso il centro abitato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qVsVw2QGVHY?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/qVsVw2QGVHY?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Shubibinman 3, a livello di gameplay, si pone come una riuscita amalgama di elementi tratti sia dai "sidescroller" che dai "platform game" intesi prettamente come tali. I livelli, in altre parole, oltre ad essere piacevolmente articolati, offrono anche tutta una serie d’interessanti spunti originali volti a rendere il più vario possibile il normale fluire del gioco. L'azione consiste, come sempre, nell'assecondare lo scorrimento dello sfondo così da raggiungere indenni la fine di ciascuno stage, la natura dello "scrolling", però, muterà frequentemente da fissa, o comunque obbligata, a multi-direzionale, a seconda delle diverse trovate che caratterizzeranno gli stage. Ovviamente, ogni livello presenta numerose insidie ed altrettanti ostacoli che devono essere superati ricorrendo sia ai tradizionali salti che ad un'attenta sincronizzazione delle azioni. Gli innumerevoli nemici che infestano i vari livelli possono essere eliminati eseguendo una manciata di attacchi incentrati sull'uso della nostra fidata spada. L'unica arma speciale disponibile consiste in una sorta di sfera energetica che può essere scagliata dopo pochi istanti di carica. Il gameplay, spesso, sarà interrotto dalla comparsa degli immancabili boss che dovranno essere annientati con le tattiche più fantasiose. Durante la partita, inoltre, non mancheremo di raccogliere power-up e bonus di ogni tipo. Nonostante il gioco permetta di selezionare entrambi i già citati eroi, non si notano delle particolari differenze nel prediligere l'uno rispetto l'altro. Il gioco contempla, poi, anche la simpatica possibilità di utilizzarli simultaneamente nella modalità a due giocatori. Essendo un titolo distribuito su CD-Rom, conta, inoltre, anche tutta una serie di simpatici intermezzi volti a far luce sulle varie situazioni legate alla trama.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img193.imageshack.us/img193/8757/shubibinman3couv.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="319" src="http://img193.imageshack.us/img193/8757/shubibinman3couv.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Shubibinman 3, di per sé, non è un titolo particolarmente impegnativo, almeno una volta entrati in confidenza con le diverse meccaniche che lo caratterizzano, il livello di difficoltà, sebbene presenti due differenti gradi selezionabili, è tutt'altro che improbo, soprattutto al cospetto di taluni boss. Alcuni particolari, inoltre,&amp;nbsp; come&amp;nbsp; ad esempio la stessa efficaccia dell'arma speciale, sembrano leggermente sbilanciati così come alcuni passaggi rasentano, forse,  un po' troppo la monotonia. Niente che comunque possa minare seriamente la validità di quest'ottima produzione. Tecnicamente, il gioco non se la cava affatto male, la grafica sfoggia un buon livello di dettaglio e fa un buon uso delle capacità cromatiche della console. Lo scrolling è molto fluido e in taluni casi scomoda persino la parallasse, un effetto tutt'altro che comune sul PC-Engine. Gli sprite sono di ampie proporzioni e sfruttano delle animazioni quanto meno adeguate, sebbene qualche fotogramma in più non avrebbe di certo guastato. Il comparto sonoro è di buona qualità, le musiche sono sicuramente orecchiabili così come lo sono anche gli effetti sonori che accompagnano la partita. Per concludere, aggiungo semplicemente che alcuni elementi di Shubibinman III, in particolare il gameplay ben articolato ed il design di alcuni boss, riportano alla mente, seppur per certi versi, alcuni particolari delle più riuscite produzioni della “Treasure”, un'amatissima software house che non mancò di sorprendere sulle macchine della concorrenza, giusto per rendere l'idea della qualità generale di questa produzione. Da non perdere! Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/oSe1ZPYA/Kaizou_Choujin_Shubibinman_3.html"&gt;&lt;b&gt;Download Kaizou Choujin Shubibinman III CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.: &lt;/b&gt;Per poter utilizzare il gioco con l'eccellente &lt;b&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?dh55a9o8u0e65"&gt;Magic Engine&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; occorre dotare il proprio computer di un programma tramite il quale montare l'iso contenuta nell'archivio, Alcohol 120% da questo punto di vista va benissimo. Una volta scompattata l'iso in una posizione comoda dell'hard disk e montata nel lettore virtuale di quest'ultimo programma, si potrà lanciare il gioco sfruttando l'opzione '&lt;i&gt;Boot CD&lt;/i&gt;' del suddetto emulatore.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img213.imageshack.us/img213/2378/shubi3shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://img213.imageshack.us/img213/2378/shubi3shots.png" width="425" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-670881561151542257?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/670881561151542257/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=670881561151542257&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/670881561151542257'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/670881561151542257'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/10/kaizou-choujin-shubibinman-iii_20.html' title='Kaizou Choujin Shubibinman III'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-3792025348279790213</id><published>2010-10-15T16:57:00.029+02:00</published><updated>2012-01-20T18:27:19.729+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tape'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ZX Spectrum'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strategy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Action'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Puzzle'/><title type='text'>Deactivators</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Deactivators, un originalissimo videogioco della Tigress Marketing, controlliamo una squadra di robot artificieri all'interno di un vasto istituto di ricerca. Un gruppo terroristico, infatti, è riuscito a far breccia nel sistema di sicurezza interno ed ha collocato dei potenti ordigni esplosivi nei diversi ambienti che costituiscono ciascun laboratorio. Ognuno di questi edifici è strutturato come una griglia di stanze entro cui vengono effettuati degli importanti esperimenti sulla gravità. L'unico modo per operare dentro tali ambienti senza arrecare alcun danno al personale umano, consiste appunto nel controllare per via remota alcuni droidi di servizio. Tramite questi, sostanzialmente, dobbiamo recuperare ogni singola bomba così da farla detonare all'esterno della struttura. Purtroppo, ogni automa può spostarsi solamente all'interno di un determinato settore di competenza, una manciata di stanze, pertanto abbiamo anche il compito di individuare dei modi per farlo interagire con i suoi simili. Gli ambienti che compongono una particolare area comunicano tra loro grazie a delle semplici porte, i diversi settori entro cui operano i vari droidi sfruttano invece: finestre, feritoie, pertiche, botole e teletrasportatori. Una volta entrati in possesso di un ordigno, quest'ultimo si attiverà automaticamente e dovrà essere neutralizzato prima che la sua miccia bruci completamente. Per sbarazzarci della bomba sfrutteremo una serie di passaggi che coinvolgeranno i robot di ciascun settore, alla stregua di una vera e propria staffetta, fino a farla giungere in possesso di colui che potrà finalmente disfarsene lanciandola dentro un'apposita uscita.&amp;nbsp; La missione è tutt'altro che semplice poiché i terroristi, prima di scappare, hanno anche riprogrammato i droidi del sistema di sicurezza. Questi, percepiranno i nostri automi come degli intrusi e pertanto, dopo averli avvistati, faranno di tutto per eliminarli, non prima però di aver scatenato degli inseguimenti furibondi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/FEgTnG0rZ14?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/FEgTnG0rZ14?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli automi al nostro servizio non possiedono armi, possono contare solo sulla propria velocità e sulla nostra capacità di governo, sebbene un piccolo aiuto derivi anche dalla natura prettamente autolesionistica dei nemici. Gli accessi ad alcune particolari aree di un edificio, inoltre, dovranno essere sbloccati recuperando delle opportune schede elettroniche da inserire nel computer che sovrintende l'intero edificio. Così facendo, attiveremo teletrasportatori, sbloccheremo porte, apriremo feritoie e disattiveremo campi di forza. Ciascun robot, trasporta un solo oggetto per volta, per passarlo ad un suo simile o semplicemente per liberarsene, può lanciarlo con una certa angolazione. La gittata del lancio dipenderà anche dall'intensità gravitazionale di ciascuna stanza, suggerita tra l'altro dal differente tipo d'illuminazione. Le bombe devono essere maneggiate con una certa cura poiché, a seguito di un impatto, possono esplodere improvvisamente, dando così origine ad un ulteriore ostacolo per il raggiungimento del nostro obiettivo. Col progredire dei livelli, il numero degli ambienti che compongono ciascun laboratorio crescerà di conseguenza, i droidi a nostra disposizione diverranno più numerosi e la stessa natura delle singole stanze giocherà un ruolo fondamentale per la riuscita della missione. In altre parole, negli stage più avanzati, non sarà raro incappare in stanze che hanno subito una vera e propria rotazione, col pavimento che di volta in volta farà da soffitto o da parete. In tali circostanze il controllo dei nostri automi diventerà particolarmente laborioso. Inoltre, talvolta, capiterà anche di poter ricorrere ad alcuni droidi bonus che dovranno essere posizionati nelle aree strategicamente più rilevanti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img140.imageshack.us/img140/2835/deactifront.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img140.imageshack.us/img140/2835/deactifront.png" width="303" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La longevità è garantita sia dalla presenza di cinque stage a complessità crescente che da due differenti livelli di difficoltà. L'interfaccia di controllo è piuttosto semplice: con la leva del joystick controlliamo i movimenti del droide mentre col pulsante di fuoco accediamo al menu che ci permette di attivare tutte le azioni contemplate dal gioco. Con una serie d’icone selezioniamo il robot da utilizzare, attiviamo la modalità di lancio, esaminiamo le stanze circostanti o semplicemente annulliamo l'azione che stavamo pianificando. Il “gameplay” si sviluppa sempre all'interno di due stanze adiacenti, ciascuna di queste viene rappresentata con una visuale tridimensionale in terza persona che si sviluppa in profondità, il punto di vista è posto in corrispondenza della parete più vicina all'osservatore. Le dimensioni dei droidi e degli oggetti vengono messi realisticamente in scala in base alla distanza e le poche animazioni percepibili appaiono comunque adeguate. Il comparto sonoro per lo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sinclair_ZX_Spectrum"&gt;ZX Spectrum&lt;/a&gt; liscio contempla dei semplici "rumori" generati dal cicalino interno, la versione potenziata per le macchine a 128k presenta, invece, un simpatico motivetto e degli effetti sonori tutto sommato efficaci. Concludendo, Deactivators è un ottimo videogioco che fa dell'oculata pianificazione delle mosse e della cooperazione tra i singoli membri della squadra i propri punti di forza. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?4a10ut72ub3me"&gt;Download Deactivators&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (Tape images)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Deactivators può essere utilizzato con un ampio campionario di    emulatori, ne esistono di perfetti, almeno con tutti quelli che hanno   il  supporto per i file di tipo &lt;b&gt;.tap&lt;/b&gt;/&lt;b&gt;.tzx&lt;/b&gt;. Per le mie prove  mi sono servito dell'&lt;a href="http://kolmck.net/apps/EmuZWin.zip"&gt;EmuZWin&lt;/a&gt;.  L'unica configurazione da fare per utilizzare la versione a 128k  consiste, appunto, nel selezionare l'opportuno modello (&lt;b&gt;File  -&amp;gt; Model -&amp;gt; Spectrum 128&lt;/b&gt;).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img404.imageshack.us/img404/8108/deactishots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img404.imageshack.us/img404/8108/deactishots.png" width="355" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-3792025348279790213?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/3792025348279790213/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=3792025348279790213&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/3792025348279790213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/3792025348279790213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/10/deactivators_15.html' title='Deactivators'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-2964565260342042402</id><published>2010-09-26T16:23:00.013+02:00</published><updated>2012-01-23T15:42:51.995+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strategy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Floppy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simulation'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Commodore 64'/><title type='text'>Psi-5 Trading Company</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Psi-5 Trading Company è un’interessante simulazione spaziale ambientata nel lontano trentacinquesimo secolo, in un futuro in cui la razza umana si è diffusa sistematicamente per tutta la Galassia entrando in contatto, tra l'altro, con le specie aliene più bizzarre. Questi nuovi incontri hanno portato a dei significativi progressi sia scientifici che culturali ma soprattutto ad un progressivo intensificarsi degli scambi commerciali che col passare del tempo sono diventati sempre più remunerativi e diversificati. Nel gioco impersoniamo il comandante di un'astronave mercantile la cui missione consiste, appunto, nel trasportare i prodotti più disparati da un capo all'altro della Via Lattea. Purtroppo, sebbene il lavoro non manchi e le prospettive per il futuro siano ottime, le cose sono tutt'altro che idilliache, non tanto per gli elevatissimi costi di gestione ma soprattutto per la dilagante "pirateria" che affligge le principali rotte commerciali. Per fronteggiare tale minaccia, i "cargo" commerciali sono diventati sempre più mastodontici e sofisticati, pertanto sempre più difficili da governare. Per gestire delle navi di così ampie proporzioni è indispensabile la presenza di un equipaggio ben addestrato. All'inizio della partita ci viene data la possibilità di selezionare tre possibili destinazioni, ognuna di queste rotte contempla un differente carico deteriorabile da consegnare entro un certo tempo limite, una maggiore distanza da coprire ed un compenso proporzionato al rischio in cui s’incorre, in altre parole ciascuna scelta corrisponderà ad un livello di difficoltà più impegnativo. Una volta decisa la destinazione, quindi la natura del carico e la nostra remunerazione, assoldiamo l’equipaggio per la missione, ciascun dipendente selezionato gestirà un particolare compartimento del nostro mercantile. Ogni schermata presentataci, cinque per la cronaca, una per ogni settore di nostro interesse, ci offre sei possibili candidati tra cui scegliere. Naturalmente, per ogni personaggio abbiamo un vero e proprio curriculum vitae da valutare, in cui, oltre all'età e alla razza, figurano anche le qualifiche professionali ottenute, gli studi sostenuti, le precedenti esperienze lavorative, le attitudini, l'indole caratteriale e gli inevitabili difetti comportamentali. Ad ogni modo, la scelta dell'equipaggio sarà d'importanza cruciale per il buon esito della missione, la presenza o meno di alcuni membri farà evolvere le varie situazioni del gioco nei modi più impensabili.&amp;nbsp; Una volta confermata la nostra "ciurma", incomincerà il gioco vero e proprio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/aMs6YvpWc3o?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/aMs6YvpWc3o?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come comandante del vascello, abbiamo il compito di supervisionare le varie attività dei membri dell'equipaggio, tale&amp;nbsp; mansione consiste principalmente nel ricevere le comunicazioni di servizio provenienti dai singoli comparti della nave e nell'impartire gli opportuni ordini volti a fronteggiare qualsiasi tipo di situazione. La postazione di comando è caratterizzata da due ampi monitor e da una serie d’indicatori che ci forniscono istantaneamente lo stato dei più importanti sistemi di bordo, in particolare: la velocità di crociera, lo stato delle armi, la presenza o meno degli scudi difensivi ed il settore di provenienza di ciascun messaggio. Il primo display ci fornisce una visuale di ciò che accade nelle immediate vicinanze della nostra astronave, tra l'altro con una prospettiva che cambia periodicamente. Questo, oltre a mostrarci il moto delle stelle e le numerose astronavi di passaggio, ci permetterà di assistere anche ai numerosi conflitti che caratterizzeranno il nostro lungo viaggio. Nello schermo adiacente viene visualizzato, invece, il nostro interlocutore, il responsabile di un particolare compartimento della nave. Tramite il navigatore stabiliamo la strategia da impiegare durante il tragitto, visto che la destinazione è già stata decisa al momento della selezione della missione. Impartendogli degli opportuni ordini modifichiamo sia la velocità di crociera che la traiettoria da seguire, in particolare decidiamo, ad esempio, la rotta più breve, la più lunga o diverse altre possibilità intermedie. Ciascuna scelta ci viene proposta nella forma di un elenco prioritizzato in cui dobbiamo porre semplicemente al vertice quella che più preferiamo. Il pilota, ovviamente, farà quanto in suo potere per assecondare la nostra volontà. Ogni voce della lista contempla una particolare velocità di crociera, una determinata distanza da coprire, una certa durata del viaggio ed una differente percentuale di rischio, quest'ultima intesa come la probabilità di essere attaccati. Tale scelta non va assolutamente sottovalutata ai fini del buon esito della missione, anzi deve essere ponderata attentamente anche per via della natura prettamente deperibile del nostro prezioso carico. A seconda di come evolverà la situazione, saremo costretti a modificarla più volte durante il corso della partita, spesso utilizzando anche delle manovre evasive per tenere a bada gli innumerevoli pirati spaziali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img810.imageshack.us/img810/1665/psifront.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img810.imageshack.us/img810/1665/psifront.png" width="287" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Durante il corso del viaggio c'imbatteremo spesso in astronavi&amp;nbsp; per lo più sconosciute, per evitare di essere colti alla sprovvista da un attacco inaspettato, le analizzeremo preventivamente impartendo delle opportune direttive al responsabile dei sensori. Tramite queste, esaminiamo sistematicamente tutte le navi nelle nostre immediate vicinanze, per ogni obiettivo assegniamo un certo livello d’importanza ed, una volta conclusa la relativa fase di analisi, otteniamo una serie d'informazioni che riguardano la sua posizione rispetto alla nostra, la distanza, le intenzioni (amichevoli o meno) e, nel caso, persino l'arma più efficace per danneggiarla. Per difenderci dagli attacchi nemici o, perché no, per essere i primi a dare inizio alle ostilità, sfruttiamo le competenze del nostro “artigliere”. Costui, una volta acquisiti i vari bersagli, vi farà fuoco sistematicamente, a patto, però, di averli precedentemente identificati con i sensori della nave. Per ciascun nemico stabiliremo la priorità d’attacco, l'arma da utilizzare (cannoni, laser, missili e quant’altro) ed infine anche la modalità di tiro: a volontà o tramite un certo numero di colpi. Le prestazioni dei motori, dei sensori, delle armi, degli scudi protettivi e di molti altri sistemi di bordo vengono stabilite da un particolare sistema che ripartisce l'energia prodotta dal reattore dell'astronave. L'ammontare di tale afflusso energetico stabilisce, inoltre, il grado di operatività di un particolare dispositivo, inteso come: pienamente operativo, parzialmente operante o infine disattivato. Tramite l'ingegnere di bordo modifichiamo la distribuzione dell'energia secondo le nostre esigenze, così da avere, ad esempio, una velocità di crociera più sostenuta o una maggior potenza degli scudi e delle armi in presenza di qualche conflitto. Anche in questo caso, il tutto si decide da un apposito elenco di voci in cui poniamo al vertice i settori che preferiamo privilegiare. Quando necessario, in genere nelle situazioni più critiche, possiamo anche decidere di disattivare i sistemi non indispensabili così da reindirizzare più energia presso quelli più importanti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img830.imageshack.us/img830/2924/inside2q.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="201" src="http://img830.imageshack.us/img830/2924/inside2q.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I danni vengono riparati impartendo degli opportuni stimoli al capo meccanico. I numerosi sistemi che caratterizzano la nave possono subire tre tipi di guasti: un semplice malfunzionamento, un danno ripristinabile o la distruzione completa, per quest'ultimo caso, ovviamente, non vi è alcun tipo di rimedio. Ad ogni dispositivo guasto, o comunque mal funzionante, assegniamo un particolare "Robodroid", uno speciale automa che si occuperà solamente di&amp;nbsp; una ben precisa riparazione, il gioco ne mette a disposizione sette. Poi, decidiamo anche la priorità per ciascun intervento così da poterli differenziare in ordine d’importanza. Ogni riparazione, oltre a richiedere un elevato output energetico, necessiterà anche di un certo tempo per essere completata.&amp;nbsp; I vari compartimenti del vascello possono essere distrutti completamente, la partita, ad ogni modo, terminerà prematuramente solamente nel caso di un abbordaggio e conseguente furto dell’intero carico. L'ammontare del carico residuo sarà indicato da un'apposita percentuale. Per il resto, Psi-5 Trading Company, consiste sostanzialmente nel cercar di bilanciare sapientemente tutti questi aspetti, sicuramente si tratta di un’impresa tutt'altro che facile. Parte della sfida consiste, inoltre, nell’individuare la miglior combinazione dei membri dell'equipaggio, tenendo conto ovviamente anche di ciascuna indole caratteriale. Graficamente, sebbene la maggior parte delle schermate siano caratterizzate più che altro da una serie di schede testuali, Psi-5 trading Company non è poi così male, almeno per quanto riguarda lo stile impiegato per ritrarre i differenti membri dell’equipaggio. Al di là dello stile grafico prettamente caricaturale, ironico se vogliamo, ciascun personaggio presenta anche una serie di simpatiche animazioni volte a descriverne il particolare stato emotivo. L'azione è accompagnata da una serie di motivetti tutto sommato soddisfacenti, così come da una serie di effetti quanto meno efficaci. Concludo semplicemente aggiungendo che, Psi-5 Trading Company, oltre ad essere stato un titolo piuttosto originale ed innovativo, è stato anche una delle primissime simulazioni spaziali in tempo reale della storia dei videogiochi. Non male, il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/8GguyokK/Psi-5_Trading_Company.html"&gt;Download Psi-5 Trading Company&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (Disk images)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.: &lt;/b&gt;Per far funzionare correttamente il gioco con il vostro emulatore di fiducia, sia esso il &lt;a href="http://www.ccs64.com/"&gt;CCS64&lt;/a&gt;, l'&lt;a href="http://www.hoxs64.net/"&gt;Hoxs64&lt;/a&gt; o il &lt;a href="http://www.viceteam.org/"&gt;WinVice&lt;/a&gt;, dovrete selezionare il file che corrisponde al secondo dischetto, ovviamente senza far ripartire da capo l'emulazione, in corrispondenza della schermata che vi chiede la conferma dell'equipaggio appena selezionato, quella con la voce "&lt;i&gt;Accept final crew&lt;/i&gt;". In altre parole, non attendete che Psi-5 Trading Company vi chieda di inserire il secondo disco, fatelo prima. ;-)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img832.imageshack.us/img832/1309/psi5shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img832.imageshack.us/img832/1309/psi5shots.png" width="318" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-2964565260342042402?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/2964565260342042402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=2964565260342042402&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/2964565260342042402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/2964565260342042402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/09/psi-5-trading-company_26.html' title='Psi-5 Trading Company'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-712606281309374855</id><published>2010-09-10T11:03:00.010+02:00</published><updated>2012-01-26T11:44:34.674+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strategy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Windows'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RPG'/><title type='text'>Incubation</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Incubation è la quarta incarnazione del celebre brand &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Battle_Isle_%28series%29"&gt;Battle Isle&lt;/a&gt;, una famosa serie di wargame sviluppata dalla Blue Byte a partire dai primi anni '90. Questa realizzazione, però, prende le distanze dai tradizionali tratti che hanno caratterizzato i titoli precedenti, se nei primi giochi supervisionavamo, infatti, il dispiegamento bellico del nostro esercito in scenari prettamente bidimensionali, in Incubation comandiamo una singola squadra di soldati attraverso una serie di ambientazioni completamente tridimensionali. Il gioco, sebbene anomalo nel contesto della saga, ne riprende comunque alcuni elementi. La vicenda si sviluppa, infatti, su Scayra, un lontano mondo colonizzato dalla stessa civiltà originatasi sul ben noto Chromos, il sistema planetario su cui s'incentrarono i conflitti precedenti. L'antefatto vede il malfunzionamento della barriera energetica che separa gli insediamenti dei coloni dal resto del pianeta, in particolare dagli Scay'Ger: i pacifici indigeni del luogo. Il problema non sarebbe stato poi così grave se solo un virus non gli avesse fatti mutare in una moltitudine di esseri super aggressivi, capaci, tra l'altro, di mettere a ferro e fuoco persino Scay Hallwa, la capitale. Il gioco è ambientato proprio tra i palazzi e le strutture di quest'ultima e si articola in qualcosa come trentacinque missioni suddivise in cinque "teatri" di guerra differenti. L'obiettivo delle missioni è variabile, a titolo d'esempio, non ci limitiamo solamente a ripulire una data località dalla presenza nemica, ma, al contrario, ci capiterà spesso e volentieri anche di dover raggiungere una particolare posizione, di sopravvivere per un certo numero di round, di far fuori dei nemici specifici e così via. Ogni missione ha poi delle clausole di sopravvivenza che in genere ci obbligano a tenere in vita alcuni membri della squadra o limitano il numero dei turni a cui possiamo ricorrere. Ciascuno scenario deve essere selezionato da una schermata che ritrae i diversi edifici della capitale, a mano a mano che si proseguirà col gioco, ci verranno offerte delle località diverse. Sempre da questa sorta di mappa, scegliendo degli appositi luoghi, oltre ad assistere a dei briefing informativi che chiariranno ulteriormente la vicenda, potremo anche acquistare dell'equipaggiamento e delle armi più performanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/4vVybhpQ5J4?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/4vVybhpQ5J4?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Incubation, oltre agli aspetti tattici, mutua molti elementi anche dall'universo dei giochi di ruolo, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei singoli Marines. Ciascun personaggio è caratterizzato da numerosi parametri che ne descrivono sia le abilità che la condizione fisica. All'inizio di ogni missione sistemiamo opportunamente i nostri uomini sui possibili punti di dispiegamento. La partita si sviluppa in una lunga serie di turni che ci vedono contrapporci alle unità gestite dal computer. In ciascun turno dobbiamo gestire ogni personaggio della nostra squadra, in genere tutto ciò si traduce nel fargli compiere diverse azioni che, per lo più, consistono nel spostarlo da una posizione all'altra, nell'utilizzare qualche oggetto, nell'interagire con qualche elemento della scena, nell'aprire il fuoco contro un nemico o nel prestare soccorso ad un commilitone ferito. Ogni nostra azione consuma una certa quantità di "Action Points", ciascun soldato ne conta un certo quantitativo per ogni turno, l'ammontare dipende dall'esperienza maturata sul campo, questo espediente ci vincola a dover ponderare attentamente ogni nostra decisione tattica. Per proteggere i nostri uomini durante il turno del nemico possiamo attivare, inoltre, uno speciale modo difensivo che donerà ad essi un minimo istinto di autoconservazione. Per completare gli obiettivi di ciascuna missione, spesso saremo anche costretti a risolvere alcuni "puzzle" che in genere consisteranno nel utilizzare porte, interruttori, ascensori e leve in modo da predisporre una via per attraversare un particolare scenario. Il motore tridimensionale del gioco ci consente di ruotare il punto di vista come più ci aggrada in modo da osservare l'azione da diverse angolazioni, così facendo metteremo in luce le aree più celate. Per gli scontri a fuoco possiamo sfruttare un ampio arsenale di armi, ciascuna delle quali richiede un certo livello di competenza, anch'esso incrementabile a mano a mano che si continuerà ad accumulare esperienza. Ogni arma è caratterizzata da alcuni parametri che ne descrivono le performance: la precisione, la potenza, l'ammontare delle munizioni e la gittata, senza scordare, poi, la possibilità d'impiegarla a mo' di baionetta. In pratica facciamo fuori gli alieni ricorrendo a qualcosa come ventiquattro armi diverse, tra cui spiccano: pistole, fucili, mitragliatori, laser, armi a particelle, lanciagranate e lanciafiamme. Per quanto riguarda il "bestiario", Incubation, conta undici mostri differenti, dai più "stupidi" a quelli più letali che richiedono il coinvolgimento di più soldati. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-aNfLQQirFZs/TyCr2SDlhqI/AAAAAAAAAj8/ou9A5fnYPgg/s1600/Incubation-front.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/-aNfLQQirFZs/TyCr2SDlhqI/AAAAAAAAAj8/ou9A5fnYPgg/s400/Incubation-front.jpg" width="317" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il gioco non dispone di un inventario vero e proprio, i pochi oggetti utilizzabili vengono gestiti con delle apposite icone poste sul pannello di controllo. Nel corso della partita possiamo utilizzare un ampio campionario di oggetti, i più utili sono senza alcun dubbio: gli immancabili medi-kit che ci consentono di rimpinguare la salute, gli esplosivi per far saltare i punti d'accesso da cui fuoriescono gli Scay'Ger, le armature per proteggere efficacemente i nostri uomini, i diversi tipi di scanner con cui stanare i nemici nascosti, il jetpack per scavalcare gli ostacoli, gli stimolanti per aumentare temporaneamente i punti azione ed infine anche alcuni sistemi per migliorare la mira ed alcune abilità dei nostri Marines. Anche in questo caso, l'uso di alcuni oggetti richiederà un particolare livello di esperienza ed anche un certo quantitativo di punti "equipaggiamento", questi ultimi sintetizzano sommariamente il peso e l'ingombro nello zaino. All'epoca dell'uscita, Incubation offriva un comparto grafico sicuramente impressionante, caratterizzato, tra l'altro, da uno scenario completamente tridimensionale. Quest'ultimo godeva di un elevato grado di dettaglio, i modelli dei soldati, cosi come gli altri oggetti del gioco, erano completamente poligonali e sfruttavano efficacemente l'impiego del texture-mapping. Tra le caratteristiche inedite va segnalato che supportava anche i primi acceleratori 3D, in particolare i prodotti della 3DFX, sebbene funzionasse degnamente anche col solo rendering via software, seppur con richieste hardware decisamente più elevate. Il comparto audio si difendeva bene, l'atmosfera generale traeva sicuramente beneficio dalla presenza delle tracce audio. Tirando le somme, Incubation, è un titolo sicuramente coinvolgente, soprattutto per via dell'ottima atmosfera sci-fi che lo caratterizza, in alcuni frangenti riesce persino ad intimorire. Consigliato, agli amanti del genere. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/pwWoJB42/Incubation.html"&gt;Download Incubation CD&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (English version)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Il gioco gira sia con Windows XP che Virtual PC, quest'ultimo mediante delle macchine virtuali basate su Windows 98/95. Prima di giocare vi consiglio di installare anche le due patch incluse nell'archivio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-23Um5OgO9lI/TyCsGkhpAlI/AAAAAAAAAkE/wtUPPws5KEs/s1600/Incub_Shots.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="740" src="http://4.bp.blogspot.com/-23Um5OgO9lI/TyCsGkhpAlI/AAAAAAAAAkE/wtUPPws5KEs/s640/Incub_Shots.jpg" width="311" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-712606281309374855?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/712606281309374855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=712606281309374855&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/712606281309374855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/712606281309374855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/09/incubation_10.html' title='Incubation'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-aNfLQQirFZs/TyCr2SDlhqI/AAAAAAAAAj8/ou9A5fnYPgg/s72-c/Incubation-front.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-6959999188997351046</id><published>2010-08-31T18:20:00.008+02:00</published><updated>2012-01-23T16:13:11.083+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MS-DOS'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Platform'/><title type='text'>Dig It!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questo simpatico platform game realizzato dalla Pixel Painters vestiamo i panni Dug Kewl, un geologo impegnato nell'individuare i giacimenti con i metalli più preziosi. La vicenda si sviluppa nei pressi del "Double Dug Ranch", la dimora in cui vivono il suddetto tecnico e la compagna Dugette. La trama è incentrata su una trappola architettata dal crudele Spurkasaur, il temibile "Signore del Sottosuolo", con l'intento di punire Dug per i suoi continui sconfinamenti nel mondo sotterraneo. L’idea consiste, ovviamente, nel costringerlo a sottomettersi al volere del summenzionato sovrano, così da farlo lavorare come schiavo nelle sue terribili miniere. Una mattina, mentre il geologo è in giro per lavoro, il ranch viene attaccato dagli scagnozzi di Spurkasaur, l'abitato subisce molti danni e, come se tutto ciò non bastasse, la povera Dugette viene sequestrata senza tanti convenevoli. Al suo ritorno, Dug, trova un biglietto sulla porta di casa che lo esorta, anche per la stessa incolumità della compagna, a presentarsi dinanzi a Spurkasaur per ricevere la "dovuta" punizione. Ovviamente, Dug, non è uno sprovveduto, sa benissimo che anche assecondando tale richiesta non riavrebbe mai la propria amata e men che meno la libertà, pertanto si avventura nelle profondità del sottosuolo in cerca di Dugette, pronto a dare il ben servito al "Sovrano" in questione. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/sCn1uUyXQVw?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/sCn1uUyXQVw?fs=1&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dig It!, si sviluppa come ogni altro gioco che rientra in questo particolare genere di titoli, nelle vesti dell'eroe di turno, dobbiamo superare un certo numero di livelli organizzati in più mondi distinti. In ciascuno stage, oltre a dover superare le insidie naturali più disparate, dobbiamo anche tenere a bada i mostriciattoli più bizzarri, in particolare: lumache, dinosauri, ricci, pipistrelli, serpenti giganti e chi ne ha più ne metta. Durante il corso dell'azione saltiamo, ci arrampichiamo sulle corde, ci accovacciamo e facciamo fuoco con la nostra pistola. Ovviamente, raccogliamo anche numerosi tesori e vari tipi di power up, primo fra tutti un simpatico jetpack che ci consente di librarci nell’aria. Il nostro scopo consiste nel raggiungere l'uscita di ciascun livello, questa, così come l'accesso alle aree segrete, sarà segnalata dalla presenza di un'apposita indicazione, una banalissima “X”. Una volta su quest’ultima, attiveremo la nostra trivella per poter proseguire oltre. Per il resto, Dig It!, si difende bene, vanta, infatti, una buona realizzazione tecnica. Lo scrolling è tutto sommato fluido, così come le animazioni, e la scena è impreziosita da un ottimo effetto di profondità dovuto alla presenza di numerosi strati di parallasse. Il comparto audio è anch'esso piuttosto curato. Sicuramente un titolo alquanto valido per gli standard dei personal computer, consigliato! Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/Kg8lLly3/Dig_It.html"&gt;Download Dig It! CD&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (Thanks to &lt;b&gt;danianeve&lt;/b&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img709.imageshack.us/img709/4483/fronttzq.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://img709.imageshack.us/img709/4483/fronttzq.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img26.imageshack.us/img26/3782/digshots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img26.imageshack.us/img26/3782/digshots.png" width="318" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-6959999188997351046?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/6959999188997351046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=6959999188997351046&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/6959999188997351046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/6959999188997351046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/08/dig-it_31.html' title='Dig It!'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-212497771389540815</id><published>2010-08-06T12:13:00.009+02:00</published><updated>2012-01-21T18:01:07.057+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sony Playstation'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Japan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Beat&apos;em up'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Console'/><title type='text'>Mad Stalker</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mad Stalker: Full Metal Force è un grazioso beat'em up bidimensionale che ha esordito su diverse piattaforme giapponesi a partire dal lontanissimo 1994. La prima edizione venne rilasciata per il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PC_Engine"&gt;PC-Engine&lt;/a&gt; della Nec e l'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sharp_X68000"&gt;X68000&lt;/a&gt; della Sharp, seguirono, poi, il porting per il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/FM_Towns"&gt;Fujitsu FM-Towns&lt;/a&gt; e quest'ultimo adattamento per la prima &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PlayStation"&gt;Playstation&lt;/a&gt; della Sony. Come premesso poc'anzi, si tratta di un picchiaduro a scorrimento che si rifà a quanto già visto ed apprezzato in titoli del calibro di &lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/finalfight.htm"&gt;Final Fight&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/doubledragon.htm"&gt;Double Dragon&lt;/a&gt;. Mad Stalker, però, tralascia la classica ambientazione metropolitana degradata e ci teletrasporta in un lontano futuro dominato dai combattimenti tra i "mecha", dei giganteschi robottoni impiegati per i "servizi" più disparati. Diciamo che da questo punto di vista riporta vagamente alla mente "&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=SfjInspEhiA"&gt;Genocide II&lt;/a&gt;", un valido titolo per il già menzionato 32 bit della Fujitsu, sebbene abbia un gameplay diverso. La trama, come sempre, è una mera scusa per distribuire un po' di sane "mazzate", ad ogni modo, la vicenda si sviluppa diversi anni dopo un terribile conflitto globale, nei pressi di Artemis: una megalopoli del 2142. Un bel giorno, anche se sarebbe meglio definirlo nefasto visto i pessimi risvolti, viene ritrovato il relitto di una gigantesca astronave nemica che cela nelle sue profondità un esercito, per fortuna disattivato, di alcune centinaia di "Slavegears", degli automi da battaglia. Non solo, continuando con le ricerche, ci s’imbatte anche in "Omega", un computer, se non un’Intelligenza Artificiale, che probabilmente li governava. Dopo la clamorosa scoperta, tutto il "materiale" viene trasferito presso un'apposita struttura di ricerca, giusto per compiere degli ulteriori studi. Due di questi "Slavegear", sono assegnati alle forze dell'ordine così da poterne valutare l'eventuale utilizzo al fine di preservare l'ordine pubblico. Purtroppo, come spesso accade, le cose non vanno per il verso giusto, durante un infelice esperimento "Omega" si risveglia, prende il sopravvento sui sistemi informatici della città e, come da programmazione, persevera con i suoi vecchi ordini. In men che non si dica, tutti gli "Slavegears" vengono riattivati ed iniziano a devastare la città. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/eln3KIwQIBY&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1?hd=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/eln3KIwQIBY&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1?hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fortunatamente, uno di essi, "Hound Dog", è stato riprogrammato  dalla polizia e pertanto è immune all'influenza del malefico  computer. Il secondo, "Rising Dog", purtroppo, si da alla macchia per contribuire alla distruzione della metropoli. Al comando del primo  "Slavegear", almeno inizialmente, dobbiamo liberare Artemis dalla morsa  dei mech nemici per poi scovare e neutralizzare "Omega",  ovviamente senza scordarci di "strapazzare" per benino anche il  simpatico fuggitivo "Rising Dog". Mad Stalker consente due modalità di gioco: il classico "Story Mode" ed un più semplice modo “Versus”. Il primo, a differenza delle altre versioni, non ci permette di selezionare alcun tipo di mech, controlleremo cioè solamente un unico robot, in particolare quello blu. A livello di gameplay, si sviluppa, ovviamente, come ogni altro beat'em up che si rispetti, dobbiamo assecondare lo scorrimento della scena per riempire di "sberle" tutti i nemici che osano pararsi dinanzi a noi. Durante lo svolgimento del livello, a cadenze regolari, lo scorrimento si arresta per consentire l’ingresso in campo di un certo numero di avversari da sconfiggere, una volta sbaragliati proseguiremo oltre.&amp;nbsp; Nel corso dell'azione sfruttiamo diverse tecniche di combattimento, oltre ai banali pugni, salti e calci volanti, sguainiamo anche la nostra fidata spada e ricorriamo sia alle spallate che al nostro mitragliatore. In prossimità di un avversario eseguiamo, inoltre, delle combo e persino delle proiezioni, quest’ultime ci permettono di scaraventarlo al suolo con delle conseguenze devastanti. Il gioco prevede anche una mossa speciale, sebbene alla fin fine l’effetto ricordi quello di una mera smart-bomb. A seguito dei colpi ricevuti, ma anche per via di alcune particolari mosse effettuate, perdiamo dell'energia, questa può essere rimpinguata raccogliendo i bonus lasciati cadere dai nemici. Ciascun livello deve essere completato entro un certo tempo limite e termina sempre con un immancabile duello contro un temibile Boss. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img69.imageshack.us/img69/4384/frontdx.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="318" src="http://img69.imageshack.us/img69/4384/frontdx.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il "Vs Mode" ci permette, invece, di partecipare a dei semplici incontri  a schermata fissa contro i “Guardiani” precedentemente affrontati, sia  contro la cpu che con un amico. Mad Stalker offre solo sei livelli, si  tratta indubbiamente di un gioco poco longevo, sebbene contempli anche  tre livelli di difficoltà. Dal punto di vista tecnico era ben realizzato. La grafica era piuttosto dettagliata e faceva un buon uso del colore, nonostante i personaggi apparissero più curati degli sfondi, non che questi ultimi fossero brutti, s'intende. Il gioco sfruttava diversi effetti, in particolare: il movimento prospettico della strada, la messa in scala e numerosi strati di parallasse, per creare un realistico senso di profondità per la scena. I personaggi presentavano delle proporzioni generose mentre le relative animazioni apparivano adeguate. Durante l'azione non mancavano, inoltre, diversi effetti speciali per l'esplosioni, gli spari e quant'altro. Il comparto audio si difendeva bene, gli effetti sonori erano gradevoli così come le musichette che accompagnavano l'azione. Concludendo, Mad Stalker: Full Metal Force, è un delizioso beat'em up che fa dell’immediatezza e della velocità d’azione i propri cavalli di battaglia, sebbene alla fin fine sia forse un po’ troppo semplicistico ed effettivamente poco longevo. Non male, comunque. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/DESmbRyU/Mad_Stalker_CD.html"&gt;&lt;b&gt;Dowanload Mad Stalker: Full Metal Force CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Il gioco funziona con il &lt;a href="http://www.4shared.com/dir/tCjyTE2Q/pSX_Emulator.html"&gt;pSX&lt;/a&gt;, l'emulatore ha però bisogno del &lt;a href="http://www.4shared.com/dir/31425778/3ad4f5f2/Bios_psx.html"&gt;Bios&lt;/a&gt; originale della Playstation, scompattate il file '&lt;b&gt;BiosPSX.rar&lt;/b&gt;' dentro la cartella &lt;i&gt;/bios/&lt;/i&gt; dell'emulatore. Una volta lanciato il programma, bisogna aprire il menu &lt;b&gt;'File'&lt;/b&gt; e selezionare '&lt;b&gt;Inserisci immagine CD&lt;/b&gt;'. Dalla finestra si seleziona il file '&lt;b&gt;Mad Stalker - Full Metal Force.cue&lt;/b&gt;', successivamente sempre dal medesimo menù potete dare il '&lt;b&gt;Reset&lt;/b&gt;'. Selezionando '&lt;b&gt;Configurazione&lt;/b&gt;', sempre dal menù File, e poi la scheda '&lt;b&gt;Controller&lt;/b&gt;' siamo in grado di specificare i tasti che più preferiamo.  Il link:&lt;b&gt; &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img148.imageshack.us/img148/1287/madshots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img148.imageshack.us/img148/1287/madshots.png" width="351" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-212497771389540815?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/212497771389540815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=212497771389540815&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/212497771389540815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/212497771389540815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/08/mad-stalker_06.html' title='Mad Stalker'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-6970159176466763672</id><published>2010-08-02T16:59:00.006+02:00</published><updated>2012-01-20T23:06:39.525+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shoot &apos;em up'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Atari Jaguar'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ROM'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Console'/><title type='text'>Tempest 2000</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tempest è stato uno dei coin-op di maggior successo della storica Atari, questa riedizione potenziata è stata curata dal mitico Yak, al secolo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jeff_Minter"&gt;Jeff Minter&lt;/a&gt;: probabilmente il programmatore più anticonformista del mondo dei videogames, noto soprattutto per la sua predilezione verso i titoli psichedelici dal gameplay adrenalinico, semplice ed immediato, un po' come i suoi videogiochi più rappresentativi: "&lt;a href="http://www.lemon64.com/games/details.php?ID=1106"&gt;Gridrunner&lt;/a&gt;" e "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Attack_of_the_Mutant_Camels"&gt;Attack of the Mutant Camels&lt;/a&gt;". Tempest 2000 è stato ideato e quindi sviluppato come una vera e propria esclusiva per lo sfortunato &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Atari_Jaguar"&gt;Jaguar&lt;/a&gt;, la controversa console a 64 bit dell'Atari. In seguito fu poi convertito per i PC basati sul DOS e per il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sega_Saturn"&gt;Sega Saturn&lt;/a&gt; ma nonostante le potenzialità dei suddetti sistemi tali adattamenti non riuscirono a riprodurre fedelmente i fasti dell'originale. Comunque sia, il gioco rientra nella categoria degli shoot'em up a schermata fissa, a livello di gameplay ricorda diversi celebri titoli dei primi anni '80, in particolare alcuni classici come &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Space_Invaders"&gt;Space Invaders&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Galaga"&gt;Galaga&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gyruss"&gt;Gyruss&lt;/a&gt;. Tempest offre però diverse innovazioni, tra le quali spicca senza alcun dubbio il comparto grafico completamente tridimensionale. Lo scopo del gioco, come nei titoli summenzionati, consiste semplicemente nel distruggere i nemici presenti in ogni stage così da ripulire progressivamente tutti i livelli del gioco. Gli stage di Tempest sono caratterizzati, però, da una griglia tridimensionale prospettica, suddivisa in più settori, in cui l'astronave del giocatore si sposta lungo l'estremità più vicina al punto di vista.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/aeka37Rv5lA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1?hd=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/aeka37Rv5lA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1?hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciascun livello è contradistinto da diverse forme, oltre a presentare, cioè, delle strutture chiuse simili ad un cilindro o comunque ad una sorta di tunnel a base quadrata o triangolare, offre anche delle figure a foglio, aperte se preferite, spesso contorte o, quanto meno, ripiegate su se stesse. Ogni nostro spostamento asseconda la struttura della griglia: nelle strutture a "tunnel" consiste in una vera e propria rotazione attorno ad un asse centrale mentre in quelle "a foglio" si riduce ad una traslazione lungo un lato della struttura. I nemici appaiono in lontananza e pian piano si avvicinano sempre più a noi, ovviamente, sparandoci addosso di tutto. Una volta giunti sul piano in cui ci spostiamo, lo percorrono in lungo e in largo nel tentativo di afferrarci. Noi, ovviamente, dobbiamo evitarli e perciò facciamo fuoco preventivamente su tutto ciò che si muove, schivando proiettili ed evitando l'eventuale cattura. Dopo l'eliminazione di un certo numero di nemici, ci viene data la possibilità di collezionare dei bonus e dei power-up, questi ultimi devono essere raccolti tempestivamente, prima che escano dalla griglia. Raccogliendo progressivamente i vari power-up otterremo diversi potenziamenti, innanzitutto un'arma più efficace, il laser a particelle, capace di una frequenza di fuoco maggiore, l'assistenza di un partner controllato dal computer, "A.I. Droid" e la possibilità di saltare i nemici in modo da poter sfuggire alla cattura. Altri bonus ci regaleranno dei semplici punti, attiveranno la classica smart bomb e ci permetteranno di affrontare dei livelli nascosti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img341.imageshack.us/img341/9251/frontbt.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img341.imageshack.us/img341/9251/frontbt.jpg" width="275" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ogni stage è collegato al successivo mediante una sezione warp, sebbene a titolo prettamente coreografico. Più avanti nel gioco, il ritmo con cui appaiono i nemici e la stessa conformazione geometrica di ciascun livello, contribuiranno ad aumentare progressivamente la difficoltà, sempre tenendo ben presente il centinaio di livelli da completare. Dal punto di vista tecnico, Tempest 2000, era abbastanza valido, sebbene sfruttasse una grafica poligonale quanto meno già datata per l'epoca della pubblicazione. Il wire-frame ed il modesto flat-shading, infatti, non erano di certo il fiore all'occhiello della produzione tridimensionale di quegli anni, visto l'affermarsi del più accattivante texture mapping. Ad ogni modo, sicuramente si trattò di una scelta consapevole volta a non allontanarsi troppo dallo stile del coin-op originale, giusto per migliorarlo pur senza stravolgerne l'idea di fondo. Le schermate statiche, in particolare quelle utilizzate per i titoli, il menù e la classifica, erano impreziosite dalla presenza di numerosi effetti speciali, in più di un’occasione si osservavano, infatti: messe in scala, distorsioni e rotazioni, inoltre, durante il corso della partita non si sprecavano le animazioni particellari. Il comparto audio era anch'esso di buona qualità, presentava degli ottimi motivetti techno/rave e degli effetti sonori più che gradevoli. Concludendo, un titolo originale, psichedelico e dannatamente giocabile, in piena filosofia "Yak". Il classico "giochino" da utilizzarsi nei momenti di pausa, quando non si hanno più di cinque minuti a disposizione. Sarebbe, comunque, un peccato non provarlo almeno una volta. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/-QyU1D-C/Tempest_2000.html"&gt;&lt;b&gt;Download Tempest 2000 ROMs&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Potete utilizzare Tempest 2000 con il &lt;a href="http://pt.emuunlim.com/"&gt;Project Tempest&lt;/a&gt;, probabilmente il miglior emulatore dell'Atari Jaguar. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img193.imageshack.us/img193/1791/tempest2kshots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img193.imageshack.us/img193/1791/tempest2kshots.png" width="355" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-6970159176466763672?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/6970159176466763672/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=6970159176466763672&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/6970159176466763672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/6970159176466763672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/08/tempest-2000_02.html' title='Tempest 2000'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-8862453791764102370</id><published>2010-07-27T16:30:00.004+02:00</published><updated>2012-01-20T23:52:50.419+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tape'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ZX Spectrum'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Action'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Side-Scroller'/><title type='text'>Thanatos</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo splendido videogioco della Durell Software è un altro di quei titoli originali che contradistinguono l'ottima softeca del mitico &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sinclair_ZX_Spectrum"&gt;ZX Spectrum&lt;/a&gt;. Thanatos, in realtà, è stato pubblicato anche per diversi altri formati ad otto bit, ma solamente le versioni sviluppate per i micro della Sinclair hanno ottenuto il successo che meritavano, almeno in termini di critica. Ad ogni modo, a prima vista, soprattutto per via del protagonista e dell'impostazione generale, potrebbe ricordare uno shoot'em up sulla falsariga di &lt;a href="http://www.retrogamer.it/amiga/agony.htm"&gt;Agony&lt;/a&gt; (Amiga) e &lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2010/05/dactylus.html"&gt;Dactylus &lt;/a&gt;(PC), in realtà si tratta di un "action game" a scorrimento che ben poco ha da condividere con i suddetti classici. Il gameplay, a titolo d'esempio, si sviluppa più come una variante del mitico &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Choplifter"&gt;Choplifter&lt;/a&gt;. Il protagonista del gioco è Thanatos il "Distruttore", un gigantesco Drago che, come da tradizione, non intrattiene dei buoni rapporti con il resto dell'umanità, soprattutto con quelle schiere di cavalieri che da tempo cercano di farsi vanto di una sua improbabile dipartita. Al contrario degli altri Draghi, Thanatos non è una creatura malvagia, anzi è l'unico "essere" del creato in grado di ribaltare le sorti del Mondo. Il Regno, infatti, è precipitato nel caos e nelle tenebre più cupe a causa del rapimento di Eros, la sacerdotessa devota al mantenimento della pace e dell'armonia. Oltre ad essere stata imprigionata in un lontano castello, le sono stati sottratti&amp;nbsp; anche i preziosi manufatti attraverso i quali effettuava i suoi sortilegi. I suddetti oggetti, in particolare il "Libro Degli Incantesimi" ed il "Calderone", sono stati nascosti in altrettante fortezze. Il nostro compito è semplice: innanzitutto dobbiamo salvare Eros per poi ritrovare i suoi manufatti. Una volta riottenuti gli oggetti, la nostra amica potrà riportare il Regno al suo antico splendore.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/VruAncI6XzA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1?hd=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/VruAncI6XzA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1?hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il gameplay, alla fin fine, consiste nell'assecondare lo scorrimento dello sfondo che, per l'onor della cronaca, può avvenire solo orizzontalmente e a seguito di una nostra decisione. Il Drago può cambiare direzione, decidere la velocità con cui spostarsi, variare l'altezza a cui vola e persino planare dolcemente al suolo. La risposta ai comandi risente realisticamente delle dimensioni della creatura, dell'inerzia e della gravità, quest’ultima almeno nei casi in cui si vola lentamente. Un livello, ma sarebbe meglio definirlo come scenario poiché non vi è una vera e propria suddivisione in tal senso, termina quando raggiungiamo uno dei castelli in cui perseguire i nostri obiettivi. Una volta sul posto dovremo anche capire come irrompere nella fortezza. Dopo aver salvato la sacerdotessa, Eros ci accompagnerà, a cavalcioni, alla ricerca dei suoi preziosi manufatti, un qualsiasi contatto con un ostacolo ne causerà la caduta. Lungo il viaggio che si frappone tra noi e le nostre "quest", attraverseremo villaggi, campagne, specchi d'acqua e persino caverne, spesso fronteggiando cavalieri, soldati, mostri marini, insetti giganti, rocce cadenti e persino altri draghi. L'unico modo che abbiamo per difenderci dai nemici consiste nell'utilizzare il nostro micidiale alito infuocato, tenendo ben presente che, oltre ad avere un'autonomia limitata, dovrà anche essere ripristinato tramite l'aiuto di un'apposita strega.&amp;nbsp; Comunque sia, il nostro getto infuocato viene rappresentato con un calice che via via si svuota sempre più. Un altro modo con cui possiamo disfarci dei nemici, consiste nel catturarli con i nostri artigli così da trasportali a grandi altezze per poi lasciarli precipitare al suolo. Sempre con la medesima tecnica possiamo raccogliere un qualsiasi altro oggetto per poi farlo franare addosso agli altri in modo da distruggere più bersagli per volta. Durante gli scontri subiremo delle ferite, queste saranno indicate con il progressivo aumento del battito del nostro cuore. Per ripristinare la nostra salute basterà scendere al suolo per poi rimanere immobili in attesa che il battito si normalizzi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img291.imageshack.us/img291/3528/frontf.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img291.imageshack.us/img291/3528/frontf.png" width="295" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tecnicamente, Thanatos, non era affatto male, sebbene la velocità generale non fosse poi così sostenuta. La grafica era molto d'atmosfera per i tempi, almeno per gli standard dello Spectrum, sebbene oggi, ad uno sguardo più moderno, possa apparire quanto meno semplice e funzionale. Ad ogni modo, diversi particolari colpivano il giocatore, innanzitutto le incredibili dimensioni del Drago e le relative animazioni, ed in secondo luogo anche il riuscito effetto prospettico che impreziosiva lo scorrimento dello sfondo. In altre parole, gli oggetti più vicini al punto di vista si spostavano più velocemente degli analoghi all'orizzonte. La partita era accompagnata dal battito del nostro cuore, che tra l’altro aumentava in base al nostro affanno, e da altri effetti sonori riprodotti a seconda delle circostanze. La schermata dei titoli era impreziosita, inoltre, da un ottimo motivetto. La versione per i modelli a 128k, cioè per gli Spectrum muniti di chip sonoro, beneficiava di una qualità audio superiore. Thanatos, in realtà, era un po' corto, poteva contare, infatti, solamente su tre scenari, quattro per i livelli di difficoltà superiori, a compensare tale lacuna vi erano, però, ben otto gradi di difficoltà. Cos'altro aggiungere sennonché si tratta di un titolo piuttosto interessante appartenente ad un’epoca in cui le idee contavano molto più dei "meri" risultati commerciali, un classico! Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?sharekey=cd9432ed94d30259b78c5417055650fdc26b68b1b53a280bf9c9690c66f94eb8a079ad6ce6613561ab9d44e512ce5214"&gt;&lt;b&gt;Download Thanatos&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; &lt;b&gt;(Tape images)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Il gioco può essere utilizzato con un ampio campionario di   emulatori, ne esistono di perfetti, almeno con tutti quelli che hanno  il  supporto per i file di tipo &lt;b&gt;.tap&lt;/b&gt;/&lt;b&gt;.tzx&lt;/b&gt;. Per le mie prove  mi sono servito dell'&lt;a href="http://kolmck.net/apps/EmuZWin.zip"&gt;EmuZWin&lt;/a&gt;.  L'unica configurazione da fare per utilizzare la versione a 128k  consiste, appunto, nel selezionare l'opportuno modello (&lt;b&gt;File  -&amp;gt; Model -&amp;gt; Spectrum 128&lt;/b&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img534.imageshack.us/img534/7994/thanashots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img534.imageshack.us/img534/7994/thanashots.png" width="332" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-8862453791764102370?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/8862453791764102370/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=8862453791764102370&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/8862453791764102370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/8862453791764102370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/07/thanatos_27.html' title='Thanatos'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-3952907636805746181</id><published>2010-07-20T11:14:00.007+02:00</published><updated>2012-01-20T23:05:32.648+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MS-DOS'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racing'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Driving'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simulation'/><title type='text'>Formula One Grand Prix</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo rivoluzionario videogioco della Microprose, noto anche come World Circuit, esordì sui sistemi Amiga nel lontano 1991. Fin da subito s’impose come una delle migliori simulazioni automobilistiche mai prodotte ed in breve tempo divenne il punto di riferimento per questo genere di giochi. Il merito di tale successo fu dovuto indiscutibilmente al talento del geniale Geoff Crammond, un programmatore che già tempo si era specializzato in questa tipologia di realizzazioni. In passato, infatti, aveva già stupito il proprio pubblico con altri titoli di successo, in particolare con &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Revs_%28video_game%29"&gt;Revs&lt;/a&gt; (BBC Micro e Commodore 64) e  &lt;a href="http://www.lemonamiga.com/reviews/view.php?id=83"&gt;Stunt Car Racer&lt;/a&gt; (Amiga), quest'ultimo poi convertito su innumerevoli altri formati ad otto/sedici bit. Al momento della pubblicazione, Formula One Grand Prix, non solo portò il realismo delle simulazioni automobilistiche ad un livello mai raggiunto prima, grazie soprattutto al suo incredibile motore tridimensionale capace di gestire e riprodurre ottimamente la fisica e la complessità di un intero gran premio, ma introdusse, tra l'altro, anche tutta una serie d’interessanti caratteristiche del tutto impensabili per la maggior parte degli altri titoli dell'epoca. Tecnicamente, la versione per PC, si rivelò superiore rispetto all'originale apparsa sull'ammiraglia della Commodore, soprattutto per via dell'enorme superiorità delle cpu &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Architettura_x86"&gt;x86&lt;/a&gt; e delle schede grafiche &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Video_Graphics_Array"&gt;VGA&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qATaCWHLAxw&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1?hd=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/qATaCWHLAxw&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1?hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli scenari offrivano un maggior livello di dettaglio dovuto principalmente ad un più ampio numero di poligoni impiegati per ritrarre i particolari a bordo pista (cartelloni pubblicitari, marciapiedi, gru e quant'altro). Inoltre, limitatamente all'asfalto del tracciato ed ai manti erbosi nelle sue immediate vicinanze, sfoderava anche un primo timido abbozzo di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Computer_grafica_3D"&gt;texture mapping&lt;/a&gt;. Gli specchietti retrovisori mostravano, poi, le vetture alle nostre spalle, sebbene ignorassero il resto dello scenario. Gli impatti con gli ostacoli e gli avversari, oltre ad influire sull'estetica della monoposto, principalmente sugli alettoni, ne pregiudicavano anche l'aerodinamica e l'efficienza complessiva. L'engine del gioco teneva conto anche delle diverse condizioni meteorologiche, cioè di come queste andavano ad influire sulle prestazioni della vettura, sebbene non fossero rappresentate da chissà quali effetti speciali. A titolo d'esempio, il maltempo era rappresentato con un semplice cielo grigio mentre la gara bagnata con un anonimo effetto nebbia. La sezione più interessante del gioco era, senza alcun dubbio, il "setup" della monoposto, tramite tutta una serie di opzioni, infatti, potevamo migliorare i tempi sul giro andando a modificare numerosi particolari del nostro bolide: l'inclinazione degli alettoni, i rapporti tra le marce, la ripartizione della frenata e persino la qualità delle gomme, che comunque andavano sostituite durante la gara con degli appositi "pit stop".&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img269.imageshack.us/img269/9139/frontzi.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img269.imageshack.us/img269/9139/frontzi.jpg" width="313" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Formula One Grand Prix", poi, era anche in grado di assisterci lungo il corso della gara grazie a tutta una serie di opzioni d'aiuto attivabili a nostro piacimento, sebbene la disponibilità di alcune di esse dipendesse dal livello di difficoltà selezionato.  Tali aiuti interessavano in particolare: la traiettoria ideale, la frenata assistita, il cambio automatico e l'indistruttibilità della monoposto. Un riuscito sistema di telecamere consentiva, inoltre, di osservare la gara da numerosi punti di vista, persino dagli abitacoli dei nostri avversari, senza dimenticare la possibilità di utilizzare una comodissima funzione di replay. Il gioco teneva conto delle performance e dei risultati raggiunti nella stagione del 1991, includeva, quindi, tutti i diciotto tracciati, le scuderie ed i trentacinque piloti del mondiale, sebbene non utilizzasse i nomi reali per via dell'assenza della licenza ufficiale. Ad ogni modo, avevamo la possibilità di modificarli in qualsiasi momento. Inoltre, oltre alla pratica, offriva tre modalità di competizione: gara veloce, gara singola e stagione completa. Per quanto riguarda il multiplayer, le prime release utilizzavano la medesima modalità "hot-seat" della versione Amiga, ogni giocatore controllava cioè la propria monoposto per un certo tempo, successivamente venne, però, introdotta la possibilità di gareggiare in remoto, tramite l'ausilio del modem. Imperdibile, una simulazione storica, almeno per tutti gli amanti delle gare automobilistiche. Edizione multi-linguaggio, il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?sharekey=6d22a0c1f47f177b8a2e9b532cacff9ac74df3771935bf61541a5752d14cff0ee275eb5eb5710aba86774b813f5a5634"&gt; &lt;b&gt;Download Formula One Grand Prix CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; (Multilanguage)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; L'archivio in download contiene una nuova versione in formato Clone CD.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img706.imageshack.us/img706/5913/f1gpshots.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img706.imageshack.us/img706/5913/f1gpshots.jpg" width="318" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-3952907636805746181?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/3952907636805746181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=3952907636805746181&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/3952907636805746181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/3952907636805746181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/07/formula-one-grand-prix_20.html' title='Formula One Grand Prix'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-9128138059384539048</id><published>2010-07-16T11:47:00.005+02:00</published><updated>2012-01-20T23:05:04.298+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MS-DOS'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simulation'/><title type='text'>Flight Simulator 5.1</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'idea alla base di Flight Simulator, cioè quella di riprodurre il volo di un aeromobile per mezzo di un computer, si deve a Bruce Artwick, un giovane programmatore della SubLogic. Il progetto originale risale al lontanissimo 1976 ma la sua realizzazione si concretizzò solamente diversi anni più tardi, nei primi anni '80, quando la potenza e la diffusione dei primi home computer fu tale da giustificarne lo sviluppo. Il primo Flight Simulator apparve sull'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Apple_II"&gt;Apple II&lt;/a&gt; ed in seguito sul &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/TRS-80"&gt;TRS-80&lt;/a&gt;, si trattava, ovviamente, di una simulazione piuttosto semplice che ben poco aveva da spartire con il realismo dei simulatori odierni. A titolo prettamente informativo, permetteva di pilotare un solo velivolo lungo un unico scenario costituito da una griglia di trentasei settori. Lo sfondo era impreziosito da pochi sporadici rilievi e contava pochi altri elementi decorativi. Il gioco offriva anche una modalità "Prima Guerra Mondiale" che consentiva al giocatore di ingaggiare duelli ed effettuare bombardamenti. La prima edizione per il PC apparve nel 1982, dopo che la Microsoft acquistò i diritti di pubblicazione e ne commissionò lo sviluppo alla stessa SubLogic. La versione 1.0 era sicuramente molto più evoluta della precedente ad 8 bit, nella sua ultima incarnazione offriva una grafica a quattro colori, un pannello costituito da otto indicatori analogici completamente funzionanti, quattro scenari, venti aeroporti ed una modalità "Prima Guerra Mondiale" riveduta e corretta. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/dHpzHYHcqV8&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/dHpzHYHcqV8&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel corso dei due decenni successivi, ad ogni nuova release, in genere,  corrispose qualche piccolo miglioramento, se non una pur qualche  interessante integrazione. La versione più rivoluzionaria fu indubbiamente la quinta, di cui fa parte, tra l'altro, anche questa revisione. Questa nuova versione, infatti, portò il realismo della simulazione a dei livelli mai visti prima, soprattutto grazie all'impiego dello standard Super VGA, capace di sfruttare delle risoluzioni grafiche più elevate, e della tecnica del texture mapping. Quest'ultima, in poche parole, aumentò il dettaglio delle superfici poligonali dei vari oggetti dello scenario applicandovi sopra delle apposite bitmap, delle immagini digitali. Il motore, inoltre, fu messo in grado di gestire anche le condizioni metereologiche più disparate, in particolare il maltempo, le tempeste e la nebbia. Un altro piccolo particolare, per lo più decorativo, vedeva addirittura la presenza delle nuvole tridimensionali. Gli scenari vennero arricchiti con alcune località dell'Europa, in particolare Monaco e Parigi, anche gli aerei disponibili subirono più di un ritocco. Ogni scenario fu, poi, ricostruito mediante una serie di rilevamenti satellitari. Questa edizione, tra l'altro, fu anche l'ultima ad essere prodotta per le piattaforme MS-DOS e la prima ad essere distribuita sul nuovo supporto CD-Rom. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?sharekey=3ec23edbbfb55b8c97a97eb5da52b8f943d71d0a7a3aacd4dc05857d0337ed73b4020291ac6e02c3f15cf8a559ad7909"&gt;&lt;b&gt;Download Flight Simulator 5.1 CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img715.imageshack.us/img715/7712/frontpav.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img715.imageshack.us/img715/7712/frontpav.jpg" width="313" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img257.imageshack.us/img257/3417/fs5shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img257.imageshack.us/img257/3417/fs5shots.png" width="318" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-9128138059384539048?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/9128138059384539048/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=9128138059384539048&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/9128138059384539048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/9128138059384539048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/07/flight-simulator-51_16.html' title='Flight Simulator 5.1'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-9144981881168818676</id><published>2010-07-14T12:47:00.006+02:00</published><updated>2012-01-20T23:53:25.319+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ROM'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='M.A.M.E.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arcade'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Puzzle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Namco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Japan'/><title type='text'>Rompers</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo simpaticissimo "puzzle game" della Namco fece la sua comparsa nelle sale giochi nel lontano 1989. La storia, così come quella di tanti altri giochi non rientranti necessariamente nel medesimo genere, vede il rapimento della nostra amata fidanzata. Rumina, infatti, è stata rapita da Tsukaima, una vampira svolazzante che l’ha imprigionata in un immenso labirinto in cui dimora, tra l'altro, il terribile Gurerin: il Signore delle creature. Noi vestiamo i panni di Chap: un ragazzino che indossa una sorta di gigantesco sombrero. La nostra missione consiste ovviamente nel riprenderci la fidanzata facendoci strada attraverso qualcosa come ben sessantuno livelli. La struttura di ciascuno stage ricorda un classico labirinto in cui figurano, però,&amp;nbsp; delle particolari pareti e chiavi. Per poter passare al livello successivo dobbiamo raccogliere tutte le chiavi disseminate nello scenario. Le cose, purtroppo, non sono così semplici poiché i livelli sono infestati da ogni genere di mostriciattoli che non vedono l’ora di farci la pelle. Così come accade in &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pac-Man"&gt;Pacman&lt;/a&gt;, cercheranno di inseguirci in tutte le maniere possibili, spesso cercando di accerchiarci, nel tentativo di farci perdere una preziosa vita. Altre creature tenteranno, invece, di schiacciarci, di darci fuoco e di congelarci. L’unico modo che abbiamo per difenderci consiste nello spingere i muri interni del labirinto in modo da schiacciare i nemici nelle immediate vicinanze. Più nemici faremo finire sotto una parete, più alto sarà il nostro punteggio. A rendere il gioco ancora più difficoltoso vi è, poi, il fatto che sia i nemici che i muri si rigenerano in continuazione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/I3u6nAXe950&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/I3u6nAXe950&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciascun livello, inoltre, deve essere completato entro un certo tempo limite, allo scadere del quale si avvierà una classica sezione "hurry-up" in cui i nemici si sposteranno più freneticamente e la vampira Tsukaima non ci darà alcuna tregua. Più avanti nel gioco, anche alcuni mostri saranno in grado di buttare giù le pareti, spesso innescando un vero e proprio effetto domino che complicherà ancor di più le sorti della nostra partita. La grafica di Rompers segue la tradizione dei titoli ”rotondi” giapponesi, adotta, cioè, uno stile da cartone animato che la rende gradevole e colorata. I personaggi, oltre ad essere buffi e simpatici, sono anche di grandi dimensioni e adeguatamente animati. Il comparto audio svolge bene il suo compito, sono presenti delle musichette orecchiabili e degli effetti sonori piacevoli, soprattutto le vocine campionate che accompagnano l’azione. La difficoltà si assesta su dei livelli medio/alti, aumenta col progredire degli stage, anche se a lungo andare diventerà frustrante e saremo costretti a dover ripetere alcuni passaggi fino allo sfinimento. Tirando le somme, Rompers è sicuramente un titolo piacevole che si fa apprezzare per l’estrema carineria complessiva, mi sento di consigliarlo a tutti gli amanti dei puzzle game ed, ovviamente, ai fanatici dei giochi alla Pacman. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?sharekey=5bd453dc1adb47249e40667f454952b9c5855986c9920541c501cca8e38d3fcdbd03f794da531ad2a7783bfa01e34810"&gt;Download Rompers ROMs&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (M.A.M.E. v0.138)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Il gioco funziona col &lt;a href="http://www.mamechannel.it/pages/mamedownload.php"&gt;M.A.M.E. UI32&lt;/a&gt;.  Dovete semplicemente copiare gli archivi in download dentro la cartella  Roms dell'emulatore, magari ricordando anche di fare il refresh della  lista con &lt;b&gt;View-&amp;gt;Refresh&lt;/b&gt;. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img198.imageshack.us/img198/6330/frontxsc.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="224" src="http://img198.imageshack.us/img198/6330/frontxsc.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img293.imageshack.us/img293/498/rompshots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://img293.imageshack.us/img293/498/rompshots.png" width="246" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-9144981881168818676?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/9144981881168818676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=9144981881168818676&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/9144981881168818676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/9144981881168818676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/07/rompers_14.html' title='Rompers'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-3541574279416431292</id><published>2010-07-05T17:53:00.004+02:00</published><updated>2012-01-20T23:52:02.128+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ROM'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Action'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Console'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Atari 2600'/><title type='text'>H.E.R.O.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questo fantastico gioco sviluppato per il mitico &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Atari_2600"&gt;Atari 2600&lt;/a&gt; impersoniamo un minatore impegnato nelle profondità delle miniere scavate sotto il monte Leone. A seguito di un terremoto, noi ed i nostri colleghi, rimaniamo intrappolati all'interno delle suddette caverne ed, a causa della rinnovata attività vulcanica, corriamo un serio pericolo. Fin da subito, senza pensarci più di tanto, sfruttiamo le nostre innate doti ingegneristiche per costruire una sorta di elicottero a zaino, montiamo un laser sull'elmetto, racimoliamo qualche carica esplosiva e diamo il via alla "&lt;b&gt;H&lt;/b&gt;elicopter &lt;b&gt;E&lt;/b&gt;mergency &lt;b&gt;R&lt;/b&gt;escue &lt;b&gt;O&lt;/b&gt;peration": la nostra missione di soccorso personale. Nei panni di Roderick Hero, in breve, dobbiamo perlustrare tutte le aree che compongono la miniera in cerca dei nostri compagni dispersi. Ciascun  livello è caratterizzato da un sistema di gallerie che deve  essere esplorato così da poter rintracciare il minatore da trarre in  salvo. L’operazione deve essere completata entro un tempo limite, prima  che la nostra riserva di energia si esaurisca. Durante la ricerca  utilizziamo il nostro elicottero per superare i dislivelli più disparati  e per planare dolcemente lungo gli stretti condotti ed i numerosi  baratri senza fondo. Spesso incappiamo in alcune pareti che ci  ostruiscono il passaggio, per poterle oltrepassare le facciamo saltare  con l’esplosivo in dotazione. I muri possono essere  sgretolati anche con il micro laser installato sull’elmetto, anche se  così facendo perderemo più tempo ed energia. Più avanti, lo scenario si  arricchirà con nuovi elementi naturali come vicoli ciechi, specchi  d’acqua, pozze di magma, superfici arroventate e muri semoventi. Un  qualsiasi contatto con uno di questi, ci farà perdere una preziosa vita.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/UZPxeOYqAeU&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/UZPxeOYqAeU&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I  tunnel della miniera sono illuminati da dei riflettori che non  devono  essere toccati per nessuna ragione, un eventuale passaggio  ravvicinato,  infatti, romperà la lampada lasciandoci nell’oscurità più  assoluta,  spesso con degli esiti nefasti. Ovviamente le caverne non  sono deserte,  durante il nostro girovagare tra un tunnel e l’altro  c’imbatteremo nella  fauna locale, composta prevalentemente da  pipistrelli, ragni, farfalle,  serpenti e da strani tentacoli colorati. Una volta raggiunto il  minatore  superstite completeremo il livello, non prima però di aver  riscosso un  bonus calcolato sulla base dell’energia rimasta e  dell’esplosivo  inutilizzato. Il titolo colpisce più che altro per la sua giocabilità immediata,  fin da subito, probabilmente anche per merito del sistema di controllo  particolarmente riuscito, coinvolge ed affascina. I livelli sono stati  ben progettati e richiedono degli ottimi riflessi per essere  attraversati. La difficoltà è piuttosto graduale, i primi livelli servono  giusto per far pratica, più avanti la situazione si farà veramente seria e  saranno necessari dei nervi ben saldi per proseguire. Negli stage  più avanzati, infatti, la difficoltà si assesterà su dei livelli medio/alti,  sfiorando in alcune occasioni il limite della frustrazione. Tirando le  somme, H.E.R.O. è un videogioco particolarmente riuscito, non elogerò mai abbastanza John Van Ryzin,  l’autore, per aver  sviluppato un’idea così semplice ed accattivante. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?sharekey=18b4ecef9f3b29cdc74064dd4c81b78ab4332223d9ccfccf"&gt;&lt;b&gt;Download H.E.R.O. ROMs&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Il gioco può essere utilizzato con &lt;b&gt;&lt;a href="http://stella.sourceforge.net/downloads.php"&gt;Stella&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, probabilmente il miglior emulatore per l'Atari 2600. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img821.imageshack.us/img821/8470/frontyp.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img821.imageshack.us/img821/8470/frontyp.png" width="286" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img804.imageshack.us/img804/1820/heroshots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://img804.imageshack.us/img804/1820/heroshots.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-3541574279416431292?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/3541574279416431292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=3541574279416431292&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/3541574279416431292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/3541574279416431292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/07/hero_05.html' title='H.E.R.O.'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-211206028619327312</id><published>2010-06-30T18:54:00.011+02:00</published><updated>2012-01-20T23:51:26.201+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ROM'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='M.A.M.E.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arcade'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Puzzle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Japan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Irem'/><title type='text'>Gussun Oyoyo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo simpatico, ma pressoché sconosciuto, puzzle game della Irem debuttò in sala giochi nel lontano 1993, fin da subito riuscì ad attirare l'attenzione di un piccolo stuolo di appassionati soprattutto per via del concept originale e per la freschezza delle situazioni di gioco. Si tratta, indubbiamente, di un titolo "geniale" non tanto per essere stato particolarmente innovativo, anzi in verità non è che abbia poi introdotto chissaché di nuovo, ma piuttosto per aver saputo rielaborare ed amalgamare insieme delle meccaniche di gioco mutuate da altri indiscussi capolavori del periodo. Gussun Oyoyo, in altre parole, trae ispirazione da diversi classici dell'epoca, in particolare da &lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2008/02/lemmings-ms-dos.html"&gt;Lemmings&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tetris"&gt;Tetris&lt;/a&gt;, ed in misura minore anche da &lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/bubble%20bobble.htm"&gt;Bubble Bobble&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Solomon%27s_Key"&gt;Solomon's Key&lt;/a&gt;. La trama è incentrata sulle vicende del simpatico Gussun, un cacciatore di tesori che a seguito di un terremoto rimane imprigionato nelle profondità di un misterioso mondo sotterraneo. A noi spetta, ovviamente, il compito di farlo ritornare sano e salvo in superficie. Alla fin fine, il tutto si traduce semplicemente nel fargli attraversare indenne tutti i livelli che caratterizzano il gioco. Come premesso, questo titolo della Irem, attinge a piene mani da altri videogiochi, così come accade nel celebre capolavoro dei DMA Design, non abbiamo il controllo diretto sul personaggio principale, ma piuttosto dobbiamo limitarci a costruire una sorta di sentiero "sicuro" che lo conduca all'uscita di ciascun livello. Nel&amp;nbsp; corso degli stage, cercheremo di salvare, inoltre, anche il maggior numero possibile di "baby-gussun", i suoi simpatici piccoli amichetti. A  mano a mano che gli salveremo, si originerà un'allegra  combriccola che, tra le tante cose, andrà anche tenuta a bada. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/MuA4hUVMQYI&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/MuA4hUVMQYI&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nell'attesa di raggiungere un percorso sicuro, Gussun e gli amici bighelloneranno avanti&amp;nbsp; e indietro per il livello, spesso correndo il rischio di rimanere vittima di qualche insidia. A noi spetterà vigilare sulla loro incolumità adottando le opportune contromisure. L'interfaccia di controllo non contempla alcun tipo d’icona o di abilità da distribuire, è incentrata invece su un sistema del tutto analogo a quello del celebre Tetris, sebbene leggermente semplificato. A mano a mano che la partita si sviluppa, cadono dei pezzi geometrici dall'alto, il nostro compito consiste nel farli ruotare su se stessi così da incastrarli l'un con l'altro nel tentativo di creare una via che permetta di raggiungere la porta che conduce ad un nuovo livello. I pezzi, inoltre, devono essere utilizzati per impedire che le nostre "creature" raggiungano delle aree pericolose ed&amp;nbsp; anche per eliminare i nemici che infestano i vari livelli. Ovviamente, la sagoma di ciascun pezzo in caduta sarà decisa dal caso. Oltre ai normali incastri geometrici, ci viene data la possibilità di utilizzare anche un'apposita bomba teleguidata con la quale distruggere gli ostacoli sparsi per il livello. Ogni stage deve essere completato entro un certo tempo limite, prima che la marea sommerga lo scenario ed impedisca un qualsiasi tentativo di fuga. Ovviamente, i pezzi&amp;nbsp; che via via arricchiscono lo scenario non dovranno mai raggiungerne la sommità del livello, nella più classica tradizione del mitico Tetris.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img180.imageshack.us/img180/9805/gussun.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img180.imageshack.us/img180/9805/gussun.png" width="280" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gussun Oyoyo, è stato convertito su alcune delle più importanti piattaforme a 16/32 bit del periodo, in particolare abbiamo degli adattamenti per il Super Nes, la Playstation ed il Saturn. Le conversioni per le console a 32 bit, in realtà non sono delle mere riedizioni ma piuttosto appaiono più come delle versioni potenziate dell'originale, non poteva essere altrimenti viste le potenzialità degli hardware in gioco. Ad ogni modo, oltre ad offrire un comparto grafico più raffinato, più intermezzi ed un audio di qualità superiore, propongono anche un set di livelli opportunamente modificato. Da un lato, questo espediente potrebbe far storcere il naso ai puristi del coin-op, ma dall'altro consente anche a chi ha già apprezzato l'arcade di poter giocare ad un qualcosa d’inedito. Tirando le somme, Gussun Oyoyo, è stata una piacevole aggiunta per il genere dei "puzzle game", possiamo considerarlo come l'anello di congiunzione tra Lemmings e Tetris. Ovviamente, lo raccomando a tutti gli amanti dei suddetti classici. La versione occidentale è nota anche come "Risky Challenge", il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?sharekey=18b4ecef9f3b29cdc74064dd4c81b78a49b27bd5f417f47c"&gt;&lt;b&gt;Download Gussun Oyoyo / Risky Challenge ROMs&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; (Mame v0.138)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Il gioco funziona col &lt;a href="http://www.mamechannel.it/pages/mamedownload.php"&gt;M.A.M.E. UI32&lt;/a&gt;. Dovete semplicemente copiare gli archivi in download dentro la cartella Roms dell'emulatore, magari ricordando anche di fare il refresh della lista con &lt;b&gt;View-&amp;gt;Refresh&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img85.imageshack.us/img85/9348/gussunshots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img85.imageshack.us/img85/9348/gussunshots.png" width="355" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-211206028619327312?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/211206028619327312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=211206028619327312&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/211206028619327312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/211206028619327312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/06/gussun-oyoyo_30.html' title='Gussun Oyoyo'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-4766846698843915329</id><published>2010-06-28T18:56:00.005+02:00</published><updated>2012-01-20T23:51:00.374+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tape'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Floppy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fighting'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Commodore 64'/><title type='text'>Barbarian</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questo splendido videogioco della Palace Software impersoniamo un impavido guerriero,  proveniente dalle gelide Terre del Nord, che ha l'ingrato compito di  porre fine alla tirannia del perfido mago Drax e salvare così l’avvenente  principessa Mariana. La missione non è delle più facili poiché lo stregone è  protetto da numerosi seguaci esperti nell’antica arte dell’Acciaio: il  combattimento all’arma bianca. Prima di poter dare il ben servito  all’usurpatore,&amp;nbsp; dovremo affrontare i suoi agguerriti  tirapiedi in una serie di duelli che via via diverranno sempre più  difficoltosi. Barbarian è suddiviso in due parti distinte: abbiamo una sezione  d’allenamento, per uno o due giocatori, in cui combattiamo per  migliorare la nostra abilità con la spada, ed il "Duello all’ultimo sangue”, studiato per il singolo giocatore, in cui  lottiamo progressivamente contro i sicari del Mago fino a giungere al  fatidico faccia a faccia finale. I combattimenti si sviluppano  esclusivamente al suolo, l’unico modo per fa breccia nelle difese  dell’avversario consiste infatti nel fargli perdere l’equilibrio, non vi  è alcuna traccia degli attacchi volanti che caratterizzano gli  innumerevoli altri titoli riconducibili allo stesso genere. Durante il corso dell’incontro,  in altre parole, scardineremo le difese dell’avversario con delle  capriole che ci permetteranno di franare addosso al nostro rivale così  da renderlo suscettibile ai nostri attacchi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/PXczy1DA2mA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/PXczy1DA2mA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le mosse a  nostra disposizione vedono dei colpi alla testa, al collo,  al corpo,  alle gambe, più un paio di attacchi “speciali”. Nelle   situazioni particolarmente ravvicinate sfruttiamo anche le testate, i   calci ed una particolare mossa mediante cui lo spadone viene fatto   roteare vorticosamente contro l’odiato rivale. La caratteristica più   esaltante dei duelli di Barbarian è, senza alcun dubbio, la possibilità   di porre fine all’incontro con la tempestiva decapitazione   dell’avversario! I sicari del perfido Drax, ovviamente, non staranno con le mani in mano,  faranno di tutto per eliminarci a suon di fendenti, ci difenderemo,  perciò, divincolandoci con una capriola o ricorrendo a diversi tipi di  parata. Una volta sconfitto un barbaro avversario affronteremo il successivo,  naturalmente sarà molto più agguerrito del precedente. L’incontro finale  al cospetto di Drax, inoltre,&amp;nbsp; metterà a dura prova i nostri riflessi. Ciascun guerriero ovviamente può sopportare un certo numero  di colpi, l’energia è indicata da sei sfere che si dimezzano ad ogni  collisione con la spada. Nella sezione ad un giocatore non vi è alcun  tempo limite per i combattimenti, si vince solamente per K.O. o  decapitazione, oltre al punteggio viene mostrato anche il livello di competenza  dell’avversario. Nel modo “allenamento”, a due giocatori, avremo in  aggiunta anche novanta secondi per vincere lo scontro, allo scadere dei  quali, nel caso i combattenti fossero ancora in piedi, ricomincerà un  nuovo match.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img96.imageshack.us/img96/6059/coverke.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://img96.imageshack.us/img96/6059/coverke.jpg" width="302" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il gioco è piuttosto gradevole nelle sue componenti audio/visive, la  grafica è di buona  fattura. Gli scenari sono a schermata fissa, non scorrono seguendo  l’azione. I personaggi sono di dimensioni ragguardevoli e le animazioni appaiono adeguate. Barbarian è impreziosito da tanti piccoli  tocchi di classe, come i piccoli fiotti di sangue che via via diventano un vero e  proprio zampillo in presenza dell’immancabile decapitazione ed il disgustoso “goblin” verdastro che sghignazza sinistramente dopo aver calciato via la  testa recisa del nostro avversario. Il comparto sonoro è anch’esso di buona  qualità, le musiche sono epiche, sicuramente molto evocative, e  gli effetti sonori realistici. Nonostante i suoi limiti, Barbarian è sicuramente un buon gioco, ben  realizzato, capace di coinvolgere e divertire, probabilmente anche per  merito della sua riuscitissima atmosfera che si rifà palesemente alle  pellicole riconducibili al filone del grande “Conan: Il Barbaro”. Un must, quindi, per  tutti i fan del celebre barbaro cinematografico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?sharekey=18b4ecef9f3b29cdc74064dd4c81b78a581468294b401954"&gt;Download Barbarian - The Ultimate Warrior&lt;/a&gt; &lt;/b&gt;(Floppy and tape images) &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;N.B.: &lt;/b&gt;Il gioco gira tranquillamente con gli emulatori più  diffusi: &lt;a href="http://www.ccs64.com/"&gt;CCS64&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.hoxs64.net/"&gt;Hoxs64&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.viceteam.org/"&gt;WinVice&lt;/a&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img51.imageshack.us/img51/8687/senzanomeyx.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="375" src="http://img51.imageshack.us/img51/8687/senzanomeyx.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-4766846698843915329?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/4766846698843915329/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=4766846698843915329&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/4766846698843915329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/4766846698843915329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/06/barbarian_28.html' title='Barbarian'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-8177438828248835024</id><published>2010-06-18T17:43:00.012+02:00</published><updated>2012-01-20T23:14:27.485+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MS-DOS'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Platform'/><title type='text'>Trolls</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Trolls è sicuramente una delle migliori conversioni realizzate per i Personal Computer basati sugli ambienti &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/MS-DOS"&gt;DOS&lt;/a&gt;, quest’adattamento, infatti, non fa rimpiangere in alcun modo l'originale pubblicato sui sistemi &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Amiga"&gt;Amiga&lt;/a&gt;. In questo bellissimo platform della Flair controlliamo un Troll, un simpatico gnomo se preferite, che ha il compito di salvare tutti i bambini dispersi tra i livelli del gioco. Al contrario di molti altri titoli dello stesso genere, abbiamo una certa libertà d'azione che deriva dal fatto di poter stabilire l'ordine con cui affrontare i vari stage. Un’apposita schermata ci consentirà, infatti, di scegliere di volta in volta il livello che più preferiamo. Ovviamente, ciascuno stage presenta ogni genere di ostacoli e nemici. Durante il corso dell'azione, oltre a saltare da una piattaforma all'altra, dobbiamo anche recuperare il maggior numero possibile di "Baby Troll". Un livello potrà essere completato, infatti,  solamente dopo averne collezionato diversi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/otkJuggZIdQ&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/otkJuggZIdQ&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I nemici possono essere eliminati in varie maniere, in genere con un balzo o colpendoli con uno speciale &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Yo-yo"&gt;yo-yo&lt;/a&gt;, quest'ultimo dovrà comunque essere raccolto così come il più classico dei power-up. Lo yo-yo, inoltre, può funzionare sia da rampino, così da permetterci di superare i baratri più ampi, che da strumento per distruggere gli ostacoli che impediscono la normale prosecuzione del livello. In giro per gli stage ci sono, poi, numerose aree segrete da esplorare ed altrettanti bonus/power-up da raccogliere. Come premesso, Trolls è stato ben programmato: la grafica è piuttosto dettagliata e rende giustizia alle ottime capacità cromatiche della &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Video_Graphics_Array"&gt;VGA&lt;/a&gt;, probabilmente uno dei migliori videogiochi in questo senso. Le animazioni, così come l'intero gioco, sono curate ed i livelli sono impreziositi da numerosi effetti grafici. Il comparto audio è anch'esso di buon livello, le musiche sono quanto meno orecchiabili e gli effetti sonori gradevoli. Concludendo, uno dei migliori platform realizzati per il PC. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?sharekey=18b4ecef9f3b29cdc74064dd4c81b78af80eea3a3743406a"&gt;&lt;b&gt;Download Trolls CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp; (Thanks to &lt;b&gt;Danianeve&lt;/b&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img517.imageshack.us/img517/3317/frontbg.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://img517.imageshack.us/img517/3317/frontbg.png" width="262" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img99.imageshack.us/img99/7848/trollsshots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://img99.imageshack.us/img99/7848/trollsshots.png" width="254" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-8177438828248835024?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/8177438828248835024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=8177438828248835024&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/8177438828248835024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/8177438828248835024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/06/trolls_18.html' title='Trolls'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-7924776167492379898</id><published>2010-06-11T18:10:00.008+02:00</published><updated>2012-01-20T23:10:04.604+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Adventure'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tape'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Floppy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Puzzle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Commodore 64'/><title type='text'>Mad Doctor</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Probabilmente uno dei videogiochi più originali di sempre, a prescindere dal fatto che sia stato pubblicato esclusivamente per &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Commodore_64"&gt;il mitico otto bit&lt;/a&gt; della Commodore. In questo interessantissimo videogioco di James Allen vestiamo i panni di Franz Johann Blockenspiel, uno scienziato pazzo che ha tutta l'intenzione di dar vita ad un "mostro" così come narrato nella storia del celebre &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Frankenstein"&gt;Frankenstein&lt;/a&gt;. Per realizzare la nostra "creatura" abbiamo  bisogno  di sei parti anatomiche essenziali: la testa, il cervello, il corpo, le  braccia,  le gambe ed infine anche di una sbarra di ferro. Ovviamente le varie  parti devono essere ricavate dai corpi umani, pertanto il  procurarsele  diventerà fin da subito un problema. All’inizio ci si limita a profanare  tombe e  cadaveri presi in “prestito” dalla chiesa, dal cimitero e dalla pubblica  forca,  ben presto però, vista la pessima qualità delle  componenti  ottenute, ci orienteremo verso dei corpi più freschi e in un miglior stato di conservazione, quelli  vivi! Per i nostri  omicidi, poiché  di questo si tratta, privilegiamo, inoltre, le località più isolate, lontane da  sguardi  indiscreti, soprattutto durante le ore della notte. Durante un attacco dobbiamo limitare la nostra  ferocia  poiché più infieriremo sulla vittima più gravi saranno i danni arrecati  ai suoi  preziosi organi interni. Inizialmente il malcapitato perderà i sensi,  continuando l’aggressione ne causeremo il decesso. Ad ogni modo, sarà meglio  non  lasciare dei testimoni in giro per le strade del paese in modo da non  condizionare  lo stato d’animo dell’intero villaggio. Questo assumerà, infatti, diversi  gradi  d’insofferenza ed una  volta raggiunti gli stati d’animo più estremi scoppieranno delle vere e  proprie  rivolte. I paesani non sentiranno più ragioni e c’inseguiranno cercando  di  linciarci alla prima occasione. Tra una malefatta e l'altra, dobbiamo tener d’occhio anche gli indicatori della salute e dell’energia, per rimpinguarli  consumeremo dei pasti ad intervalli regolari e riposeremo per almeno  sette/otto  ore consecutive.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/doxEiIM5kdg&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/doxEiIM5kdg&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un volta “ottenuto” un cadavere lo trasporteremo a braccia fino al  nostro  laboratorio. Per questa specifica attività preferiremo i passaggi  segreti  sotterranei che dal castello si diramano lungo tutto il villaggio di Strudelburg.  Un  incontro con un membro delle forze dell’ordine o con un abitante del  villaggio  di passaggio scatenerebbe infatti una rivolta con conseguente  linciaggio. Una  volta raggiunto il laboratorio, poniamo il corpo sul tavolo operatorio e  lo  prepariamo per il nostro esame scientifico, sezioniamo con cura tutte le  parti  anatomiche necessarie. Iniziamo così ad analizzarle sistematicamente,  una alla  volta, valutando lo stato di ogni singolo organo. Una volta trovato  l’ideale, lo  utilizziamo per la nostra creatura. Successivamente ci liberiamo dei  resti umani  inutilizzati nei luoghi più isolati del paese, sempre nella maniera più  discreta  possibile. Durante la fase d’assemblaggio del "mostro", seguiremo  delle  semplici regole apprese dal libro di nostro zio in modo da evitare dei  grossolani errori di realizzazione che potrebbero dar origine ad un  essere  “imperfetto”, incapace cioè di comprendere i nostri ordini. Per  il  completamento del nostro progetto abbiamo bisogno anche di alcuni  oggetti che  possono essere recuperati da alcuni edifici di Strudelburg: il  college, l’ospedale cittadino, e il nostro castello. Una volta conclusa la fase  di  raccolta delle varie parti anatomiche le cuciremo in un unico corpo, a  quest’ultimo infonderemo poi la vita con una forte scarica elettrica.  Quando  saremo sicuri che la creatura risponde correttamente ai nostri ordini  organizzeremo uno spettacolo per mostrarla agli occhi del mondo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img192.imageshack.us/img192/1215/madfront.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://img192.imageshack.us/img192/1215/madfront.png" width="306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La grafica del gioco non è molto complessa, non  c’è  dubbio, ed anche il comparto audio si riduce a sporadici effetti  sonori. Dal  punto di vista tecnico, sul Commodore 64 si è visto sicuramente di  meglio.  Quello che colpisce di questa produzione è però l’incredibile atmosfera  ed il  coinvolgimento emotivo sfoggiato. Sebbene spartano nella sua  realizzazione, il  villaggio di Strudelburg è vivo, ben caratterizzato, ciascun quartiere  ha i  propri luoghi e personaggi caratteristici. Ogni  personaggio svolge le proprie mansioni durante le ore di luce, mentre  riposa la  notte. Al calare dell’oscurità le strade ed i luoghi pubblici si  spopolano, la  gente si ritira nelle proprie case o fa un salto nella locanda del  paese. Lo  scorrere del tempo, l’alternanza tra il giorno e la notte, è  convincente. Mad Doctor presenta, inoltre, una certa libertà  d’azione, non siamo vincolati a portare a termine il nostro progetto,  possiamo  addirittura scordarci dell’obiettivo principale per trasformarci in  sadici  assassini il cui unico intento è di massacrare tutti gli abitanti del  villaggio!  Nessuno ci vieta di sezionare vivi i nostri compaesani così come farebbe  un  novello Jack lo Squartatore! Da questo punto di vista Mad Doctor è  impagabile,  nessun altro titolo per computer o console ci ha mai offerto una simile  possibilità. Probabilmente il miglior gioco, se non l’unico, in grado di  farci  rivivere l’atmosfera e l’emozioni del romanzo di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mary_Shelley"&gt;Mary Shelley&lt;/a&gt;. Il link:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/tZzwHe9h/Mad_Doctor.html"&gt;Download Mad Doctor (Disk and tape images)&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;N.B.: &lt;/b&gt;Il gioco gira tranquillamente con gli emulatori più diffusi: &lt;a href="http://www.ccs64.com/"&gt;CCS64&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.viceteam.org/"&gt;WinVice&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.hoxs64.net/"&gt;Hoxs64&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img571.imageshack.us/img571/1287/madshots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img571.imageshack.us/img571/1287/madshots.png" width="318" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" bgcolor="#111111" border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width: 550px;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td bgcolor="#2a2a2a"&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-7924776167492379898?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/7924776167492379898/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=7924776167492379898&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/7924776167492379898'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/7924776167492379898'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/06/mad-doctor_11.html' title='Mad Doctor'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-3257165711172033917</id><published>2010-06-09T11:20:00.005+02:00</published><updated>2012-01-20T23:10:24.015+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shooter'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tape'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ZX Spectrum'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Isometric'/><title type='text'>Glider Rider</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Glider Rider è un altro interessante videogioco realizzato per il mitico &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sinclair_ZX_Spectrum"&gt;ZX Spectrum&lt;/a&gt; della Sinclair. In questo titolo della Binary Design, nota anche per aver sviluppato l'apprezzato &lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2010/03/amaurote.html"&gt;Amaurote&lt;/a&gt;, impersoniamo un intraprendente agente speciale a cui è stata affidata una pericolosa missione al limite dell'impossibile. Il nostro compito, in poche parole, consiste nel distruggere la roccaforte dell’Abraxas, una corporazione industriale che da decenni supporta i gruppi terroristici di tutto il mondo vendendogli delle micidiali armi ad alta tecnologia. Dopo numerosi tentativi,&amp;nbsp; finalmente è stata localizzata la sua base segreta. In brevissimo tempo veniamo paracadutati in uno sperduto atollo dell'oceano Pacifico, in particolare su una piccola isola nota come "EoOs". Questo piccolo fazzoletto di terra non è segnalato sulle carte, vuoi perché si tratta di un’isola completamente artificiale, con tanto di erba ed alberi sintetici (!), ma soprattutto per via dell'elevato grado di segretezza che&amp;nbsp; caratterizza il tratto d'oceano in questione. "EoOs" è completamente fortificata ed è difesa da una sofisticata rete di torri laser. Secondo alcune immagini satellitari, l'unico modo per farla capitolare consisterebbe nel distruggere tutti i reattori che producono l'indispensabile energia di cui ha bisogno. Durante il corso della partita ci spostiamo tra i vari luoghi dell'isola  sfruttando la nostra fidata motocicletta, questa, purtroppo, non è in grado di superare le fortificazioni che proteggono gli obiettivi da  colpire. L'unica via fruibile vede un attacco dall'alto. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/H7GP0gu30qQ&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/H7GP0gu30qQ&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La nostra moto, fortunatamente per noi, è in grado di trasformarsi in un maneggevolissimo deltaplano che, oltre ad offrirci la possibilità di bombardare i reattori dall'alto, ci consente anche di sfuggire alla sofisticata copertura radar che avvolge l'intera isola, a patto però di volar bassi. Per poter utilizzare la nostra “Ala volante”, siamo continuamente costretti a scendere rocambolescamente dalle numerose alture che caratterizzano lo scenario, così da poter spiegare le ali verso gli obiettivi da neutralizzare. Questi, ovviamente, sono difesi da un’efficace rete difensiva che impiega sia radar che raggi laser. I laser, comunque, possono essere disattivati temporaneamente colpendo i centri di controllo che li governano. Lungo il corso dell'azione, dobbiamo valutare attentamente quanto utilizzare la moto o il deltaplano, tenendo ben presente che quest'ultimo può solamente planare dolcemente dalle montagne e non è in grado di salire di quota. Ad ogni modo, una volta sopra i reattori, scaricheremo il nostro carico di bombe così da completare la missione. Possiamo trasportare nove bombe per volta, altre possono essere raccolte durante la partita, e dobbiamo distruggere qualcosa come dieci reattori. La missione è tutt’altro che facile e, come se tutto ciò non bastasse, abbiamo un tempo limite di soli trenta minuti, allo scadere del quale il sottomarino che ci attende nella baia prenderà il largo con o senza di noi. Glider Rider riprende la celebre visuale isometrica che ha reso famosi molti videogiochi per lo Spectrum, pertanto presenta una grafica piuttosto dettagliata e definita che purtroppo viene penalizzata dalle scarse componenti cromatiche utilizzate. Il comparto audio è caratterizzato da degli effetti sonori appena abbozzati ma è impreziosito dalla presenza di una delle più belle soundtrack mai prodotte per le macchine della Sinclair, almeno per quanto riguarda i modelli muniti di 128k di memoria. Non male, a conti fatti, sicuramente un altro classico per lo Speccy. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/ZYJxCWTg/Glider_Rider.html"&gt;Download Glider Rider (Tape images)&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Il gioco può essere utilizzato con un ampio campionario di   emulatori, ne esistono di perfetti, almeno con tutti quelli che hanno  il  supporto per i file di tipo &lt;b&gt;.tap&lt;/b&gt;/&lt;b&gt;.tzx&lt;/b&gt;. Per le mie  prove  mi sono servito dello &lt;a href="http://www.spectaculator.com/"&gt;Spectaculator&lt;/a&gt;.   L'unica configurazione da fare per utilizzare la versione a 128k   consiste, appunto, nel selezionare l'opportuno modello (&lt;b&gt;Control-&amp;gt;Switch Model-&amp;gt;ZX Spectrum 128&lt;/b&gt;).&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img715.imageshack.us/img715/9499/glidefront.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img715.imageshack.us/img715/9499/glidefront.png" width="313" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img251.imageshack.us/img251/8672/glidershots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img251.imageshack.us/img251/8672/glidershots.png" width="333" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-3257165711172033917?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/3257165711172033917/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=3257165711172033917&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/3257165711172033917'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/3257165711172033917'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/06/glider-rider_09.html' title='Glider Rider'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-261418534291641336</id><published>2010-06-05T11:45:00.009+02:00</published><updated>2012-01-20T23:10:43.293+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strategy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Floppy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Puzzle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simulation'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Commodore 64'/><title type='text'>R.M.S. Titanic</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Più noto anche come "Titanic: The Recovery Mission", si tratta probabilmente di uno dei titoli più affascinanti ed originali mai prodotti per il mitico &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Commodore_64"&gt;Commodore 64&lt;/a&gt;! In questo splendido videogioco sviluppato dall’Oxford Digital Enterprises siamo il presidente della "Titanic Salvage Company", un’azienda che ha l'ingrato compito di riportare alla luce il mitico &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/RMS_Titanic"&gt;Titanic&lt;/a&gt;, il gigantesco transatlantico che nel 1912 affondò nell'oceano Atlantico a seguito di un impatto con un iceberg. Almeno inizialmente, la nostra attività si limiterà alla semplice esplorazione della nave ed al recupero dei manufatti più interessanti, fermo restando che il nostro scopo finale consisterà, appunto, nel far riaffiorare il relitto. Per la maggior parte del tempo di gioco esploreremo quanto rimane della nave ma tra un’immersione e l'altra ci cimenteremo anche in qualche piccola digressione prettamente gestionale. La vicenda si articola in diversi giorni di attività, questi vengono rappresentati con un classico calendario. Utilizzando un’apposita icona, possiamo concludere una giornata lavorativa per poi passare alla successiva, un po' come se si trattasse di un sistema a turni. Per quanto riguarda l'esplorazione, vista l'estrema profondità a cui si trova il Titanic, avviene mediante l'impiego del T.S.1: un piccolo batiscafo piuttosto sofisticato. Innanzitutto, dobbiamo decidere il varco da cui iniziare la perlustrazione, il relitto presenta, infatti, cinque falle. Il nostro compito, in quest’ambito, consiste nell'esplorare le varie stanze della nave al fine di recuperare degli oggetti. Gli oggetti raccolti possono essere manipolati ed utilizzati in particolari aree della nave. Risolvendo i numerosi enigmi che li contraddistinguono,&amp;nbsp; guadagneremo dei manufatti preziosi o sbloccheremo delle porte che conducono a nuove zone dello scafo. Per recuperare tali oggetti ci serviamo di uno speciale braccio meccanico retrattile, alcuni di essi non possono essere raccolti ma servono solo per interagire con altri. Alcuni manufatti, inoltre, dovranno essere inviati ad un apposito laboratorio per essere sottoposti ad alcune analisi, mentre altri ancora potranno essere venduti per far cassa. Nel corso dell'immersione, ad ogni modo, possiamo trasportare solo quattro oggetti per volta, quindi dovremo riflettere attentamente su quali portare con noi. Oltre a scattare delle foto, siamo anche in grado di sfruttare una rete di sensori sonar che dovrà essere preventivamente installata al fine di facilitarci&amp;nbsp; l'orientamento. Durante il corso dell'esplorazione, dobbiamo tener costantemente d'occhio il livello d'ossigeno e la carica delle batterie, fermo restando che potremo riemergere in qualsiasi momento, sebbene ogni immersione e gli eventuali danni subiti dal batiscafo andranno ad incidere sul nostro risicato budget.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/r5ZsgHVirvY&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/r5ZsgHVirvY&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le sezioni gestionali, in genere, precedono o seguono ciascuna immersione, dipende da come procediamo e dai nostri risultati. Un primo aspetto riguarda le relazioni con la stampa, in poche parole, dobbiamo partecipare a diverse conferenze in cui ci verranno poste delle domande sull'esito delle nostre immersioni. Tramite una serie di risposte multiple, saremo costretti ad assecondare le domande dei giornalisti, sempre tenendo ben presente che le risposte dovranno essere date con un certo giudizio poiché andranno ad influenzare anche l'opinione degli sponsor. Questi ultimi, infatti, hanno a che vedere con un altro aspetto piuttosto importante del gioco: il bilancio. Ogni nostra azione inciderà, infatti, su di esso e pertanto dovrà sempre essere orientata ad ottenere il maggior margine di profitto possibile. Da un’apposita schermata contattiamo i finanziatori così da poter richiedere ulteriori fondi, l'esito della richiesta dipenderà dai risultati conseguiti fino a quel momento. Ad ogni modo, le eventuali nuove risorse ci verranno accreditate settimanalmente. In caso di troppi debiti perderemo il sommergibile e nelle situazioni ben più gravi terminerà addirittura il gioco. Sempre dalla medesima sezione, possiamo visionare alcuni documenti in cui figurano le somme versate dai singoli finanziatori ed anche eventuali riparazioni da sostenere. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img36.imageshack.us/img36/1156/rmsfront.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://img36.imageshack.us/img36/1156/rmsfront.png" width="299" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tecnicamente, R.M.S. Titanic, non era male. La grafica della sezione manageriale era in linea con lo standard dell'epoca, mentre quella impiegata per l'esplorazione della nave utilizzava addirittura il 3D, sebbene la dimensione dell'oblò fosse piuttosto ridotta. L'ambiente sottomarino del relitto veniva rappresentato con una visuale in prima persona, le forme poligonali utilizzavano la tecnica del wire-frame, a fil di ferro, la più diffusa all'epoca della realizzazione. Di per sè, gli ambienti erano piuttosto spogli, si osservavano le sole quattro mura delle stanze, alcuni oggetti bidimensionali e le sagome di porte e botole. Tutto, però, era impreziosito da un piacevole effetto grafico che cercava di riprodurre la scarsa illuminazione che contraddistingue le profondità oceancihe. Non male per l'epoca e per le limitate capacità della macchina. Il comparto audio era alquanto povero, contava alcuni piacevoli motivetti e pochi effetti sonori. La longevità era piuttosto elevata, la nave era costituita da oltre duecentoquaranta stanze, cinque ponti e centosettanta oggetti. Concludendo, non posso far altro che ribadire quanto detto nelle battute iniziali: R.M.S. Titanic è uno dei giochi più originali e d'atmosfera della sterminata softeca dello storico otto bit della Commodore, alcune rinomate software house moderne dovrebbero solo prenderli ad esempio simili classici. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/_B_1QRf6/RMS_Titanic.html"&gt;Download R.M.S. Titanic (Floppy and tape images)&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.: &lt;/b&gt;Il gioco gira tranquillamente col &lt;a href="http://www.ccs64.com/"&gt;CCS64&lt;/a&gt;, il &lt;a href="http://www.viceteam.org/"&gt;WinVice&lt;/a&gt; e l'&lt;a href="http://www.hoxs64.net/"&gt;Hoxs64&lt;/a&gt;, tutti ottimi emulatori.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img295.imageshack.us/img295/2949/titanicshots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="301" src="http://img295.imageshack.us/img295/2949/titanicshots.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-261418534291641336?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/261418534291641336/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=261418534291641336&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/261418534291641336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/261418534291641336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/06/rms-titanic_05.html' title='R.M.S. Titanic'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-3357716976965116469</id><published>2010-05-31T18:51:00.004+02:00</published><updated>2012-01-25T17:00:42.242+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Apple Macintosh'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='FPS'/><title type='text'>Marathon</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Marathon è un First Person Shooter della Bungie, la stessa software house che sviluppò il mitico &lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2010/03/pathways-into-darkness_24.html"&gt;Pathways Into Darkness&lt;/a&gt;, realizzato esclusivamente per il &lt;a href="http://www.old-computers.com/museum/computer.asp?c=271&amp;amp;st=1"&gt;Macintosh&lt;/a&gt; classico. Nonostante l'incredibile successo, non venne mai convertito per i Personal Computer dell'epoca e rimase un esclusivo appannaggio delle macchine Apple. Nel gioco ricopriamo il ruolo di un addetto alla sicurezza della UESC Marathon, una gigantesca astronave coloniale che per dimensioni sovrasta addirittura i due satelliti del pianeta Marte. Mentre siamo occupati con la manutenzione del vascello, la colonia viene attaccata ed in seguito invasa da una razza aliena nota come i "Pfhor". Abbiamo appena il tempo di catapultarci fuori dalla navetta di servizio, prima che questa venga fatta saltare da un colpo ben assestato. Dopo diverse vicissitudini ed anche grazie alla presenza di un provvidenziale boccaporto, riusciamo finalmente a rimettere piede sulla Marathon. L'enorme struttura purtroppo è in mano agli alieni, la fortuna vuole però che una delle tre "Intelligenze Artificiali" della nave, Leela, sia ancora funzionante. Grazie ai suoi preziosi consigli e alle sue direttive, riattiviamo il sistema difensivo interno e ripristiniamo le altre due Intelligenze che governano la base, fermo restando che spetterà a noi porre rimedio alla situazione.&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/K7z3fYrC7xA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/K7z3fYrC7xA&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Marathon si sviluppa, ovviamente, come ogni altro shooter in prima persona, ma presenta delle situazioni un po' più complesse della norma poiché sono maggiormente interconnesse con la trama. Grazie a questa, infatti, non ci limiteremo solamente a raccogliere delle mere schede colorate o ad utilizzare dei classici interruttori con l'unico intento di sbloccare un accesso per una nuova area dello scenario, ma al contrario affronteremo una serie di obiettivi che ci saranno assegnati a seconda di come evolverà la storia. Tra le tante missioni, ad esempio, ripareremo una griglia difensiva sostituendo un chip difettoso e ristabiliremo le comunicazioni con la cara vecchia Terra, niente, comunque, che alla fin fine non consista nel trovare un particolare luogo e nell'attivare un interruttore. Diciamo che in Marathon le "cose" ci vengono richieste in una maniera più sofisticata ed articolata rispetto agli altri titoli del genere. Spesso, per avere delle delucidazioni sulla trama ed essere ragguagliati sul prossimo obiettivo da completare, saremo costretti ad utilizzare dei terminali che, tra l'altro, ci indicheranno anche la via da seguire per raggiungere una particolare locazione. In alcuni livelli mancherà l'ossigeno e pertanto i nostri spostamenti saranno più convulsi e frenetici, mentre in altri&amp;nbsp; vi sarà una gravità differente ed una serie di campi magnetici che ostacoleranno i nostri spostamenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-8uuU-ZEol0M/TyAY7sVXFqI/AAAAAAAAAhY/DETCMy8K-SE/s1600/Marcover.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://1.bp.blogspot.com/-8uuU-ZEol0M/TyAY7sVXFqI/AAAAAAAAAhY/DETCMy8K-SE/s400/Marcover.png" width="302" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Durante il corso dell'azione possiamo utilizzare, a parte la mano nuda, sei armi differenti, ciascuna con un’autonomia limitata, la nostra dotazione vedrà: una classica pistola, un mitra, un fucile a fusione, un lanciamissili, un lanciafiamme ed anche una misteriosa arma aliena che dovrà essere scovata più avanti nel gioco.&amp;nbsp; Alcune armi possiedono anche una modalità di fuoco ausiliaria o possono comunque operare in maniera differente. Un comodo rivelatore di movimento, inoltre, visualizzerà i nemici in avvicinamento, un po’ come accadeva in &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aliens_-_Scontro_finale"&gt;Aliens&lt;/a&gt;. La longevità è assicurata dalla presenza di ben ventisette livelli, alcuni dei quali a sviluppo non propriamente lineare, ripartiti in sei capitoli. Il gioco presenta, poi, cinque gradi di difficoltà, ognuno dei quali inciderà sia sull'aggressività e la resistenza dei mostri e sia sul loro posizionamento all'interno di ciascuno stage. Marathon, per i tempi, era piuttosto impressionante, come complessità degli ambienti tridimensionali non aveva nulla da invidiare a quanto visto nei titoli più evoluti del genere, in particolare &lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2010/01/doom_10.html"&gt;Doom&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2008/01/descent-ms-dos.html"&gt;Descent&lt;/a&gt;. Il titolo della Bungie offriva, però, una qualità visiva decisamente superiore, sfruttava infatti&amp;nbsp; l’alta risoluzione, delle texture più nitide ed un sistema d’illuminazione più sofisticato. Purtroppo, però, peccava in termini di varietà, i vari dettagli grafici e le stesse ambientazioni tridimensionali venivano, infatti, riproposte in maniera fin troppo ripetitiva. Il comparto audio, nonostante le limitazioni, era comunque di qualità. Tirando le somme, Marathon, è stato un titolo indubbiamente rivoluzionario per l'epoca, almeno per quanto riguarda il panorama Macintosh, che, oltre a sfoggiare una sana azione tridimensionale, catturava&amp;nbsp; l'attenzione del giocatore con la sua coinvolgente atmosfera sci-fi. Non male, il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/file/b7jfia4e5h7a62j/Marathon.rar"&gt;Download Marathon CD&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.: &lt;/b&gt;vista la difficoltà di  installare il tutto dall'immagine del CD, ho  pensato di fornirvi anche  una versione preinstallata del gioco. Per giocare a 'Marathon' possiamo  utilizzare il &lt;a href="http://www.mediafire.com/?sharekey=18b4ecef9f3b29cde26b141119a8bc948a6b038a62d80ce3"&gt;&lt;b&gt;BasiliskII&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.   Innanzitutto scompattiamolo in una posizione comoda, ad esempio sul   desktop. L'emulatore ha bisogno delle roms di sistema di un vero   Macintosh per funzionare. Dopo aver scaricato l'archivio '&lt;a href="http://www.mediafire.com/?sharekey=18b4ecef9f3b29cde26b141119a8bc94e5d5aff36d0e4fa1"&gt;&lt;b&gt;quadra650.zip&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;'   decomprimetelo all'interno della cartella dell'emulatrore. Scompattate   anche l'archivio del gioco, file &lt;b&gt;'Marathon CD (DSK) (Bootable).rar&lt;/b&gt;',  sempre nella medesima cartella per non fare  confusione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto facciamo partire il  programma facendo un  doppio click  su '&lt;b&gt;BasiliskIIGUI&lt;/b&gt;'. Nel caso,  ignorate qualsiasi  finestra che  abbia a che fare con il lettore CD-Rom ed i drivers ASPI e   SCSI,  poichè non ci occorrono, limitatevi a chiuderle. Nella scheda '&lt;b&gt;General&lt;/b&gt;'    in corrispondenza di '&lt;b&gt;Model ID&lt;/b&gt;:' impostiamo il modello su '&lt;b&gt;Mac    Quadra 650&lt;/b&gt;'. Dalla scheda '&lt;b&gt;Memory&lt;/b&gt;' selezioniamo il file &lt;b&gt;'quadra650.rom&lt;/b&gt;'    tramite il pulsante '&lt;b&gt;Browse&lt;/b&gt;' di '&lt;b&gt;ROM file path:&lt;/b&gt;',    dovreste averlo scompattato all'interno della cartella del BasiliskII.    Dalla scheda &lt;b&gt;'Disk'&lt;/b&gt; utilizzando il pulsante '&lt;b&gt;Browse&lt;/b&gt;',&amp;nbsp; in    mezzo allo schermo, andiamo a selezionare il file '&lt;b&gt;Marathon.dsk&lt;/b&gt;',   il  gioco vero e proprio. Dovreste averlo scompattato nella medesima    cartella dell'emulatore. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-cLrKUZqi5Zc/TyAZPAZmI_I/AAAAAAAAAhg/XKICtAFKqIM/s1600/marathondesktop.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://1.bp.blogspot.com/-cLrKUZqi5Zc/TyAZPAZmI_I/AAAAAAAAAhg/XKICtAFKqIM/s400/marathondesktop.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In '&lt;b&gt;Screen&lt;/b&gt;' dobbiamo impostare  una  risoluzione compatibile con lo standard Macintosh, pertanto   selezioniamo 800 e 600 rispettivamente in '&lt;b&gt;Screen width&lt;/b&gt;' e '&lt;b&gt;Screen   height&lt;/b&gt;'. In '&lt;b&gt;Colors&lt;/b&gt;' impostiamo &lt;b&gt;256&lt;/b&gt;. Se stiamo  usando  Windows7/Vista è opportuno selezionare '&lt;b&gt;Windows GDI&lt;/b&gt;' da '&lt;b&gt;Screen   type&lt;/b&gt;', giusto per evitare problemi grafici. Ricordo che tutte queste  configurazioni vanno effettutate  una sola volta, a questo punto un  click sul pulsante '&lt;b&gt;Run&lt;/b&gt;' farà  partire l'emulazione. La prima  volta il Basilisk impiegherà un pochino  ad avviarsi, almeno una decina  di secondi, ma già dal secondo lancio  l'arrivo del desktop del Mac OS  sarà quasi instantaneo. Per far partire  il gioco&amp;nbsp; facciamo un doppio  click sull'icona '&lt;b&gt;Marathon v1.2&lt;/b&gt;'. Facendo, invece, un doppio click  sull'icona 'User's Guide' visualizzeremo il manuale.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-x9I45BWVuKc/TyAZs4W-RxI/AAAAAAAAAho/zTnZfG8sYPA/s1600/Marathon_shots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://3.bp.blogspot.com/-x9I45BWVuKc/TyAZs4W-RxI/AAAAAAAAAho/zTnZfG8sYPA/s640/Marathon_shots.png" width="425" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-3357716976965116469?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/3357716976965116469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=3357716976965116469&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/3357716976965116469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/3357716976965116469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/05/marathon_31.html' title='Marathon'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-8uuU-ZEol0M/TyAY7sVXFqI/AAAAAAAAAhY/DETCMy8K-SE/s72-c/Marcover.png' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-4768348237630283519</id><published>2010-05-27T11:56:00.004+02:00</published><updated>2012-01-20T23:14:12.492+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MS-DOS'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shoot &apos;em up'/><title type='text'>Operation: Carnage</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questo simpaticissimo gioco della Midnight Synergy impersoniamo il ruolo del "Guardiano", probabilmente l'ultimo essere umano le cui azioni non sono state ancora del tutto plagiate dall'Alleanza. Questo gruppo di subdoli alieni, si presentò, infatti, come l'unica valida difesa contro l'invasione dei Krellian, una crudele razza aliena che secondo loro avrebbe dovuto rendere schiava l'intera Galassia, per poi rivelarsi invece per quello che effettivamente furono. All'inizio si adoperarono per essere benevoli e servizievoli, ci fornirono tecnologia e benessere. Le loro sofisticatissime macchine sgravarono l'uomo da ogni sua responsabilità e fatica. L'umanità, senza nemmeno rendersene conto, fu ben presto soggiogata, anche perché aspirava solamente a ciò che i nuovi "amici delle stelle" potevano offrirgli. La maggior parte delle persone non si accorse di quanto stava accadendo: con la scusa di prestarci aiuto, pian piano ci subordinarono a loro. Qualche tempo dopo, una volta sopraffatta l'intera razza umana, trapelò la verità, almeno tra quei pochi ancora in grado di pensare liberamente: i Krellian non erano mai esistiti, si trattò semplicemente di un meschino espediente per entrare nelle grazie dei Terrestri così da poter sottrargli la cosa che più li rendeva speciali: l'anima! Ora, a diversi decenni dal primo contatto, l'Alleanza controlla e governa ogni singolo aspetto della nostra esistenza, il ruolo dell'uomo è stato ridotto a quello di semplice animale da compagnia. Fortunatamente, c'è ancora qualcuno che ha il coraggio di opporsi: i ribelli! Noi siamo uno di loro, forse l'unico ancora in vita, da tempo stiamo pianificando di colpire il cuore dell'Alleanza, la sua roccaforte, così da scacciarli una volta per tutte. Nonostante la loro supremazia bellica, decidiamo comunque di provarci.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zIOfjKa2RyY&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/zIOfjKa2RyY&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A prima vista Operation: Carnage potrebbe ricordare il famoso classico da sala &lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Gauntlet_%28arcade_game%29"&gt;Gauntlet&lt;/a&gt;, o anche l'altrettanto celebre &lt;a href="http://www.retrogamer.it/amiga/alienbreed.htm"&gt;Alien Breed&lt;/a&gt; della Team 17, in realtà la somiglianza riguarda la sola prospettiva utilizzata, poiché fin dal primo momento ci si accorge delle marcate differenze che contraddistinguono il gameplay. Se nei summenzionati giochi potevamo scorazzare liberamente per i labirinti, in Operation: Carnage le cose funzionano in una maniera leggermente diversa. In questa ennesima variante dello stesso tema, per&amp;nbsp; poter spostarci tra un ambiente e l'altro dobbiamo eliminare prima tutti i nemici che vi albergano. Da questo punto di vista, le varie ambientazioni del gioco sembrano più delle singole arene in cui combattere piuttosto che delle mere stanze che costituiscono una struttura ancor più complessa, le analogie con &lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/smashtv.htm"&gt;Smash TV&lt;/a&gt; sono tutt'altro che casuali. Dopo aver eliminato tutti i nemici, ci verrà data la possibilità di raggiungere un altro luogo, così fino alla fine del livello, in cui, tra l'altro, dovremo confrontarci con un pericolosissimo boss. Non siamo obbligati ad intraprendere un particolare percorso, alcuni luoghi, infatti, ci forniranno più punti d'accesso, potremo cioè raggiungere il boss finale attraversando delle stanze diverse. Ovviamente, durante il corso dell'azione, utilizziamo e raccogliamo vari tipi di armi (mitragliatrici, lanciafiamme, fucili al plasma, granate, pod rotanti) e collezioniamo anche diversi tipi di power up ed aiuti vari. Le armi più potenti hanno, poi, un’autonomia limitata che ci sprona ad utilizzarle con una certa parsimonia. Oltre a dover sparare su tutto ciò che si muove, dobbiamo anche tener conto della struttura del livello, avvantaggiandoci dei ripari che essa ci fornisce. La grafica è sicuramente minuta ma comunque possiede un certo grado di dettaglio e fa un buon uso del colore. Il comparto audio è anch'esso di qualità, sia le musiche che gli effetti sonori sfruttano tutta una serie di ottimi campionamenti digitalizzati. Non male, provatelo, rimarrete piacevolmente sorpresi! Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?sharekey=a01b8594245a99d95e98a9d6f6a98bdc6ed5e9cd1c71e0ef521757d2c961fd8aff7353a2e57b357f84823913b5eae404"&gt;Download Operation: Carnage CD&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (Thanks to &lt;b&gt;Lionkun&lt;/b&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Il nuovo archivio in download contiene solamente l'edizione CD.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img202.imageshack.us/img202/8449/frontzs.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="313" src="http://img202.imageshack.us/img202/8449/frontzs.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img522.imageshack.us/img522/2158/operationcarnage.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img522.imageshack.us/img522/2158/operationcarnage.png" width="317" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-4768348237630283519?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/4768348237630283519/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=4768348237630283519&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/4768348237630283519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/4768348237630283519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/05/operation-carnage_27.html' title='Operation: Carnage'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-9094441350647972088</id><published>2010-05-23T12:59:00.012+02:00</published><updated>2012-01-27T03:07:32.463+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Adventure'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Platform'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Windows'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Puzzle'/><title type='text'>Bermuda Syndrome</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questo simpatico videogioco realizzato dalla Century Interactive impersoniamo Jack Thompson, un giovane aviatore in servizio su un bombardiere della Seconda Guerra Mondiale. Nel corso di un’azione, il B-17 su cui voliamo viene irrimediabilmente danneggiato dai caccia tedeschi e finisce col precipitare al suolo. Fortunatamente, abbiamo giusto il tempo di lanciarci col nostro paracadute prima che il velivolo si schianti fragorosamente tra gli alberi di quella che sembra essere una fittissima giungla tropicale. Purtroppo per noi, la nostra vela d'emergenza s’impiglia tra le cime degli alberi e finiamo col penzolare pericolosamente a diversi metri d'altezza. Immediatamente sotto di noi, scorgiamo quanto rimane della fusoliera dell'aereo, poco più avanti notiamo numerosi indigeni privi di vita ed anche ciò che rimane di un gigantesco dinosauro! La nostra attenzione viene in seguito attirata da una figura femminile che cerca ostinatamente di liberarsi da quello che sembra essere un palco sacrificale. E' evidente che il nostro intervento, del tutto involontario, ha interrotto qualcosa. Comunque sia, durante la caduta deve essere accaduto qualcosa di veramente inesplicabile poiché nulla di ciò che ci circonda ci appare familiare. Tiriamo fuori un coltello e recidiamo le corde che fino ad un attimo fa ci sostenevano. Dopo un'altra breve caduta ci rimettiamo in piedi e barcollando ci dirigiamo verso la ragazza per prestargli soccorso. Dopo esserci chiariti è stabilito che si tratta di un'affascinante Principessa che risponde al nome di Natalia, decidiamo di unire le nostre forze incamminandoci nella fittissima giungla nel tentativo di trovare una qualsiasi via che ci riporti alla nostra realtà. Bermuda Syndrome riprende, sostanzialmente, le meccaniche di gioco introdotte da un celebre titolo di Jordan Mechner: &lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2008/01/prince-of-persia-i-ii.html"&gt;Prince  Of Persia&lt;/a&gt;, quest'ultime a loro volta sono state poi riprese ed ampliate da altri videogiochi di successo come &lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2009/07/out-of-this-world.html"&gt;Another World&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://retrobert.blogspot.com/2008/06/flashback-enhanced.html"&gt;Flashback&lt;/a&gt;.  &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/gxERIGWR4-M&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/gxERIGWR4-M&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il gameplay, rifacendosi ai summenzionati classici del genere, ci vede perciò attraversare diverse ambientazioni con l'intento di raggiungere la fine del gioco. Ogni schermata che esploriamo è caratterizzata da tutta una serie di ostacoli, in particolare piattaforme soprelevate, baratri senza fondo, marchingegni e specchi d'acqua, che per essere superati richiedono delle notevoli doti sia atletiche che intellettuali. Ovviamente, troviamo anche un discreto numero di trappole e nemici vari, pertanto i nostri riflessi ed il nostro istinto di sopravvivenza saranno continuamente messi a dura prova. Nel corso dell'azione camminiamo, corriamo, saltiamo, ci arrampichiamo, rotoliamo, nuotiamo e facciamo perfino fuoco con le armi. In alcune situazioni siamo anche obbligati a raccogliere ed utilizzare degli appositi oggetti così da risolvere dei particolari enigmi che si frappongono tra noi e la prosecuzione del gioco. Fin qui, tutto potrebbe limitarsi a quanto già apprezzato in Flashback, il titolo più evoluto del genere, in realtà Bermuda Syndrome va oltre aggiungendo la possibilità di interagire anche con i personaggi non giocanti. Tramite un sistema di dialoghi a risposta multipla, infatti, discutiamo con i nostri interlocutori col fine di persuaderli a fornirci un qualsiasi tipo d'aiuto o delucidazione. Non solo, perché oltre a tutto ciò, dobbiamo anche preoccuparci delle sorti della nostra compagna d'avventura, la principessa, nel senso che, vista la sua salute cagionevole e le limitate azioni che può porre in essere, dobbiamo eliminare qualsiasi tipo di pericolo ed ostacolo che possano nuocerle. Costei, ad ogni modo, ci ripagherà dispensandoci dei preziosi suggerimenti lungo tutto il corso dell'avventura.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-rx6tbe1WHFw/TyHe7v3UH3I/AAAAAAAAAlQ/Bpb9c7uKo5A/s1600/BSfront.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="311" src="http://1.bp.blogspot.com/-rx6tbe1WHFw/TyHe7v3UH3I/AAAAAAAAAlQ/Bpb9c7uKo5A/s320/BSfront.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bermuda Syndrome è un gioco piuttosto difficile, così come lo erano Another World e Flashback, si muore spesso e siamo costretti a riprovare più e più volte finché non memorizziamo tutti i passaggi necessari per superare una certa sezione del gioco. La longevità è assicurata da qualcosa come oltre duecentocinquanta stanze da visitare, fortunatamente possiamo salvare i nostri progressi. Oltre alla frustrazione dovuta al dover ripetere un certo passaggio fino allo sfinimento, gioca un ruolo tutt'altro che marginale anche l'interfaccia utente che, almeno inizialmente, non è poi così intuitiva, niente che comunque non possa essere superato con po' di pratica. Per il resto, Bermuda Syndrome, non è assolutamente malvagio: la grafica sfrutta la super VGA e gli scenari sono molto dettagliati e colorati. Le animazioni sono curate ed il comparto audio è sicuramente di qualità. Non male davvero, un gioco che deve essere preso in seria considerazione da tutti gli amanti di Prince Of Persia e Flashback che purtroppo è stato veramente troppo sottovalutato all’epoca della sua uscita. Edizione inglese con la possibilità di tradurlo in Italiano, il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/o2vWeQaF/BSyn.html"&gt;Download Bermuda Syndrome CD&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (English version)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Il gioco funziona col Virtual PC e relativa macchina virtuale basata su Windows 95, ma può essere emulato anche col DOSBox poiché si tratta di un programma sviluppato per Windows 3.x, un'applicazione MS-DOS. Anzi, forse è meglio giocarlo con quest'ultimo. All'interno dell'archivio è presente una versione pre-installata di Bermuda Syndrome, scompattatela nella cartella che utilizzate come hard disk C: e montate l'iso del gioco come CD-Rom drive D:. A questo punto, lanciate il DOSBox e dal prompt, C:\&amp;gt;, digitate &lt;b&gt;WIN&lt;/b&gt;, dalla finestra fate un bel doppio click sull'icona che lancia il gioco. Bermuda Syndrome può essere tradotto in Italiano scompattando l'apposito archivio e sovrascrivendo i file in &lt;b&gt;\CENTURY\BERMUDA\BERMUDA\TEXT&lt;/b&gt;, ovviamente dopo aver precedentemente scompattato la versione preinstallata.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;P.S.: &lt;/b&gt;Nel caso si presentassero dei colori sbagliati, prima di dare il WIN digitate rispettivamente C&lt;b&gt;D WINDOWS&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;SETUP&lt;/b&gt;, lanciando questo programma potrete modificare le impostazioni di Windows 3.x. Portatevi su "&lt;b&gt;Display&lt;/b&gt;" e date un invio, selezionate una risoluzione grafica a 640x480 pixel con un diverso numero di colori, potete scegliere tra 256, 32K o 64K. Quando fatto, date invio finché non uscite dal programma. Dal prompt digitate poi &lt;b&gt;CD..&lt;/b&gt; e nuovamente &lt;b&gt;WIN&lt;/b&gt;. Se il problema si ripresenta, provate a modificare nuovamente il numero dei colori. Credo sia un problema del DOSBox.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-SptHvzU_n1U/TyHfGhD13GI/AAAAAAAAAlY/zTuXYJM4BIM/s1600/bermuda_shots.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="640" src="http://3.bp.blogspot.com/-SptHvzU_n1U/TyHfGhD13GI/AAAAAAAAAlY/zTuXYJM4BIM/s640/bermuda_shots.jpg" width="340" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-9094441350647972088?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/9094441350647972088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=9094441350647972088&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/9094441350647972088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/9094441350647972088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/05/bermuda-syndrome_23.html' title='Bermuda Syndrome'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-rx6tbe1WHFw/TyHe7v3UH3I/AAAAAAAAAlQ/Bpb9c7uKo5A/s72-c/BSfront.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-2205709071458955480</id><published>2010-05-19T15:19:00.008+02:00</published><updated>2012-01-20T23:12:01.362+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MS-DOS'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shoot &apos;em up'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Floppy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chinese'/><title type='text'>Mirage Thunder: DIF-II</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con la recente nuova release del &lt;a href="http://www.dosbox.com/"&gt;DOSBox&lt;/a&gt; si è reso giocabile uno dei titoli più interessanti ed apprezzati dei primi anni '90, mi sto riferendo all'ottimo Mirage Thunder della taiwanese Softstar! Si tratta, sostanzialmente, di uno sparatutto a scorrimento verticale che richiama alla mente diversi giochi realizzati per le console a 16 bit dell'epoca, in particolare l'ottimo &lt;a href="http://www.retrogamer.it/pcengine/soldierblade.htm"&gt;Soldier Blade&lt;/a&gt; e il meno conosciuto &lt;a href="http://www.retrogamer.it/pcengine/psychicstorm.htm"&gt;Psychic Storm&lt;/a&gt;, entrambi pubblicati per il &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PC_Engine"&gt;PC-Engine&lt;/a&gt; della  Nec. Inoltre, presenta persino delle interessanti similitudini con alcuni coin-op, primo fra tutti il celeberrimo &lt;a href="http://www.retrogamer.it/coinop/r-type.htm"&gt;R-Type &lt;/a&gt;della Irem. Comunque sia, la trama, sebbene inutile per questo genere di giochi, vede una crudele razza aliena mettere sotto assedio una lontana base spaziale terrestre, nei panni dell'ultimo caccia ancora in grado di combattere, abbiamo appena il tempo di decollare e buttarci nella mischia, prima di assistere alla distruzione di ciò che consideravamo la nostra casa. In un impeto di disperata rivalsa riusciamo a distruggere l'artefice del misfatto, un’enorme astronave sconosciuta, ben sapendo che il problema è ben lungi dall'esser risolto poiché il resto della flotta aliena ci attende a breve distanza. In accordo con il nostro co-pilota, decidiamo di inseguire i nemici in fuga nel tentativo di individuare, e di conseguenza annientare, l'origine dell'invasione. Mirage Thunder si sviluppa, ovviamente, come tutti gli altri giochi che rientrano nel medesimo genere: facciamo fuoco su tutto ciò che si muove, abbattiamo ostacoli, cambiamo e potenziamo l'arma, sconfiggiamo temibili boss di fine livello ed infine facciamo incetta di punti e bonus. A livello di gameplay, però, si discosta leggermente dai canoni tradizionali, ad esempio: nel corso della partita, per la maggior parte del tempo, siamo aiutati da due pod laterali che, oltre a proteggerci le spalle, contribuiscono non poco alla carneficina generale. Questi, al contrario di molti altri giochi dello stesso genere, non devono essere raccolti durante l'azione poiché fanno già parte della nostra dotazione iniziale, almeno fino ad un qualsiasi contatto col nemico. Con un apposito pulsante, poi, siamo anche in grado di farli roteare a nostro piacimento così da assecondare la direzione da cui provengono i nemici, un altro tasto, invece, varia la velocità dell'astronave.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1gQqv6VgaoQ&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/1gQqv6VgaoQ&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La raccolta di un power-up di un certo colore ci permetterà di  utilizzare un'arma differente, caratterizzata tra l'altro da una nave completamente diversa, mentre i successivi, sempre della  medesima tonalità, potenzieranno la nostra capacità offensiva. Per  quanto riguarda le armi, possiamo scegliere tra un laser e due tipi  sparo a ventaglio, questi ultimi sono particolarmente indicati per  ripulire una più ampia porzione dello scenario. Inoltre, come da  tradizione, non mancano i micidiali missili a ricerca. Ovviamente, come in ogni shooter che si rispetti, non può mancare un'arma speciale il cui effetto dipende da quella attualmente in uso. A seconda di questa, lanceremo un potente "beam", un raggio devastante, o una più classica smart-bomb. Ad ogni modo, per poter utilizzare la "super arma", saremo costretti a non sparare per un certo tempo, almeno finché un’apposita barra energetica non raggiungerà un particolare livello, più quest'ultimo sarà elevato più devastante sarà l'effetto sui nemici. I livelli ci vedono attraversare diversi tipi d'ambienti: campi spaziali, fasce d'asteroidi, basi sotterranee e spaziali, paesaggi rurali, stretti cunicoli, superfici desolate e molti altri a carattere prettamente techno/organico. I boss di fine livello sono giganteschi e spesso sono costituiti da una serie di appendici semoventi che devono essere distrutte secondo un ben preciso ordine. Il gioco è piuttosto impegnativo, sono presenti due livelli di difficoltà tra cui scegliere e offre, inoltre, la possibilità di stabilire il numero dei "continue". La longevità è assicurata da otto lunghissimi livelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img218.imageshack.us/img218/4745/splashi.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="250" src="http://img218.imageshack.us/img218/4745/splashi.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Tecnicamente Mirage Thunder se la cava bene, sebbene non sia un capolavoro di programmazione. La grafica è molto dettagliata e ben colorata, soprattutto a partire dagli stage più avanzati. Adotta, inoltre, uno stile prettamente orientale, se non propriamente nipponico, che si rifà agli shoot'em up apparsi sulle console a sedici bit del periodo. Lo scrolling è alquanto fluido, sebbene l'aggiornamento degli oggetti in movimento risenta di una pur minima scattosità. Gli sprite in giro per lo schermo sono tantissimi e le dimensioni, almeno per quanto riguarda gli immancabili boss di fine livello, sono gigantesche. Le animazioni lasciano a desiderare, si percepiscono veramente pochissimi fotogrammi, ad iniziare dalle comuni esplosioni. L'introduzione animata, invece, è molto carina considerando che si tratta di un titolo distribuito sui dischetti. L'accompagnamento musicale è di ottimo livello: le musiche sono ben rese, mentre gli effetti sonori, sebbene originali e curiosi, risentono di un certo rumore di fondo. A conti fatti, nonostante un comparto tecnico non propriamente cristallino, si tratta pur sempre di uno dei migliori sparatutto realizzati per i PC, o quanto meno è l'unico che riesce a rendere l'illusione di star a giocare ad un titolo pensato per una console piuttosto che per un più serioso personal computer. Da non perdere se amate il genere. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?sharekey=18b4ecef9f3b29cd570086e6449a7a0fe591f5f220eefecb"&gt;Download Mirage Thunder: DIF-2&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&amp;nbsp; (Floppy images)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.: &lt;/b&gt;Per agevolarvi col gioco, ho pensato di includere anche una versione preinstallata. Scompattatela nella cartella che utilizzate come hard disk (C:\&amp;gt;) per il DOSBox. Lanciate l'emulatore e digitate rispettivamente &lt;b&gt;CD MIRAGE&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;DIF-2&lt;/b&gt; per iniziare a giocare. Ho notato che impostando &lt;b&gt;cycles=max&lt;/b&gt; nel file di configurazione del DOSBox, il gioco si comporta un pochino meglio, ma potrebbe dipendere dal mio PC, vedete come va e al limite provate.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img695.imageshack.us/img695/9534/mirageshots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img695.imageshack.us/img695/9534/mirageshots.png" width="318" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-2205709071458955480?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/2205709071458955480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=2205709071458955480&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/2205709071458955480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/2205709071458955480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/05/mirage-thunder-dif-ii.html' title='Mirage Thunder: DIF-II'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-7324219651785629871</id><published>2010-05-10T11:58:00.008+02:00</published><updated>2012-01-20T23:12:52.722+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Shoot &apos;em up'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sony Playstation'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Japan'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Console'/><title type='text'>Harmful Park</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Harmful Park è un simpaticissimo shoot'em up a scorrimento orizzontale sviluppato per la prima &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/PlayStation"&gt;Playstation&lt;/a&gt;. Questo titolo della Sky Think System rientra prepotentemente nel filone videoludico inaugurato dal celebre &lt;a href="http://www.hardcoregaming101.net/parodius/parodius.htm"&gt;Parodius&lt;/a&gt; della konami, un vero e proprio sotto genere che annovera tra le proprie fila tutti quegli sparatutto caratterizzati da uno stile grafico carino, tendenzialmente demenziale, che fanno del citazionismo, della parodia e dell'umorismo il proprio cavallo di battaglia.&amp;nbsp; Ovviamente, il gioco in questione non fa di certo eccezione, altrimenti non avrei mai azzardato un simile accostamento. Ad ogni modo, Harmful Park è ambientato nel 2017 in un Luna Park fantascientifico invaso dagli scagnozzi robotici di un improbabile losco figuro. Tutte le attrazioni del parco sono state tramutate in temibili mostriciattoli robot ed impediscono l'accesso a chicchessia. Dopo un breve consulto, i tecnici responsabili del parco decidono di riporre le proprie ultime speranze nelle due figlie di una collega. In men che non si dica, vengono adeguatamente equipaggiate con degli strani "scooter" volanti e&amp;nbsp; lanciate nella mischia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8xr9aSPtKq4&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/8xr9aSPtKq4&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il nostro compito, come da tradizione, consiste nell'attraversare indenni tutti i sei livelli che costituiscono il gioco, facendo fuoco ovviamente su tutto ciò che ci si para davanti. Nel corso dell'azione raccogliamo ogni genere di power-up e bonus. Abbiamo a disposizione quattro tipi di armi e l'immancabile smart-bomb, ciascun’arma influenza, inoltre, la nostra capacità di effettuare combo con il punteggio. Un primo sistema vede l'incremento di un semplice moltiplicatore ogni qual volta facciamo fuori un nemico di una particolare ondata, un altro regola invece la raccolta dei bonus disseminati per lo scenario, primi fra tutti i diamanti verdi lasciati cadere dai mostriciattoli colpiti. A mano a mano che gli accumuliamo, infatti, il punteggio ottenuto da ciascun pezzo raddoppia fino ad un massimo di cinquemila punti per poi minimizzarsi nel caso ne mancassimo uno. In ogni livello non mancano, poi, delle particolari aree segrete che nascondono altri interessantissimi tesori, in genere vengono indicate approssimativamente da un'apposita segnalazione. I nemici con cui dobbiamo vedercela lungo il corso dei livelli rientrano nei generi più bizzarri, ognuno ovviamente si adatta perfettamente all'ambientazione dello stage e più in generale al tema del luna park, giusto per la cronaca: pupazzi, giostre, cibi, mezzi militari, giocattoli, palloncini, aeromobili, carri armati, gadget vari e quant'altro. Alla fine di ogni stage non mancherà il tradizionale boss di fine livello, quest'ultimo dovrà essere eliminato adottando una particolare tattica. Come se tutto ciò non bastasse, vi sono inoltre tre simpatici mini giochi, mi limito solamente a citarveli giusto per non rovinarvi la sorpresa: Punch Ball, Sky Circuit ed infine Tank Battle. Il gioco supporta inoltre una modalità multiplayer cooperativa a due giocatori simultanei.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/IGNzkazTvLw&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/IGNzkazTvLw&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Graficamente Harmful Park si difende benissimo, lo stile adottato è simpatico, per così dire "rotondo", tutti i particolari dei livelli sono ben disegnati ed ottimamente colorati. Lo scrolling vanta la presenza di diversi strati di parallasse e lungo il corso dei livelli assistiamo spesso anche ad alcuni effetti di messa in scala e rotazione. Gli sprite, in generale, spaziano da dimensioni francamente minuscole ad alcune alquanto ragguardevoli, almeno per quanto riguarda i boss di fine livello ed i nemici più impegnativi. Il comparto audio è sicuramente di buona qualità, le musiche sono sempre d'atmosfera ed indubbiamente orecchiabili, così come gli effetti sonori. L'unico difetto riscontrabile riguarda il non elevatissimo livello di difficoltà, Harmful Park mi è sembrato un gioco piuttosto facile ma visto l'estrema difficoltà delle produzioni più recenti non mi sento proprio di condannarlo per questo. Non male, consigliato a tutti gli amanti dei giochi scanzonati ed in particolare della serie Parodius (come dimenticare il mitico polpo con la mutanda in testa!). Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.mediafire.com/?sharekey=18b4ecef9f3b29cd570086e6449a7a0ff0cfa090cbb1ec63"&gt;&lt;b&gt;Dowanload Harmful Park CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.:&lt;/b&gt; Harmful Park funziona con il &lt;a href="http://www.4shared.com/dir/tCjyTE2Q/pSX_Emulator.html"&gt;pSX&lt;/a&gt;, l'emulatore ha però  bisogno del bios originale della Playstation, scompattate il file '&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/31425778/3ad4f5f2/Bios_psx.html"&gt;&lt;b&gt;BiosPSX.rar&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;'  dentro la cartella &lt;i&gt;/bios/&lt;/i&gt; dell'emulatore. Una volta lanciato il  programma, bisogna aprire il menu &lt;b&gt;'File'&lt;/b&gt; e selezionare '&lt;b&gt;Inserisci  immagine CD&lt;/b&gt;'. Dalla finestra si seleziona il file '&lt;b&gt;HarmfulPark.cue&lt;/b&gt;', successivamente sempre dal medesimo  menù potete dare il '&lt;b&gt;Reset&lt;/b&gt;'. Selezionando '&lt;b&gt;Configurazione&lt;/b&gt;',  sempre dal menù File, e poi la scheda '&lt;b&gt;Controller&lt;/b&gt;' saremo in  grado di specificare i tasti che più preferiamo.&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img408.imageshack.us/img408/5848/harmfulparkfront.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://img408.imageshack.us/img408/5848/harmfulparkfront.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img94.imageshack.us/img94/9587/shotsv.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img94.imageshack.us/img94/9587/shotsv.png" width="266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-7324219651785629871?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/7324219651785629871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=7324219651785629871&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/7324219651785629871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/7324219651785629871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/05/harmful-park_10.html' title='Harmful Park'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-737651566316295472</id><published>2010-05-08T12:17:00.008+02:00</published><updated>2012-01-20T23:15:23.104+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Post-Mortem'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Strategy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Atari 8 Bit'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Floppy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RPG'/><title type='text'>His Dark Majesty</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo recentissimo gioco pubblicato per i &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Famiglia_Atari_8-bit"&gt;micro ad otto bit dell'Atari&lt;/a&gt; mi ha piacevolmente incuriosito per due ragioni: la prima, più scontata, è che si tratta di un titolo realizzato a diversi anni di distanza dalla dipartita ufficiale dei suddetti home computer, avvenuta nel 1992. La seconda, più personale, concerne la mia preferenza verso il genere di questa produzione, si tratta, infatti, di un delizioso gioco strategico-ruolistico ispirato vagamente al grande &lt;a href="http://www.mobygames.com/game/warsong"&gt;Warsong&lt;/a&gt;/&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Langrisser"&gt;Langrisser&lt;/a&gt;, il capostipite di un fortunato filone videoludico. Ad ogni modo, la storia alla base di "His Dark Majesty" riguarda un misterioso esercito che invade un non ben precisato Regno medievale. Subito dopo la cruenta conquista, il popolo cade in schiavitù ed il vecchio sovrano viene giustiziato. L'unico regnante ancora in vita, il Principe ereditario, dopo esser stato catturato viene rinchiuso in umida cella. Sul trono, nel frattempo, sale un losco usurpatore. Tutto sembra ormai perduto, almeno fino a quando un manipolo d’impavidi eroi irrompe nella prigione per cercar di salvare il legittimo erede al trono. Il nostro compito consiste, sostanzialmente, nel completare gli scenari del gioco sfruttando i personaggi e le truppe che, di volta in volta, ci vengono messe a disposizione dalla trama. Tutto ciò si traduce, in altre parole, nel selezionare una particolare unità e nel farle raggiungere le posizioni strategicamente più vantaggiose&amp;nbsp; così da poter combattere efficacemente contro ogni nemico.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/j32ODTlBtS8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/j32ODTlBtS8&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il gioco mette a disposizione ventisei tipi di unità differenti, figurano perciò truppe prettamente terrestri, aeree, fluviali, senza dimenticare di citare ovviamente i maghi e le creature incantate. A mano a mano che si articolerà la trama, entreremo in contatto con qualcosa come dieci personaggi unici, ciascuno dei quali dotato di particolari facoltà. Ogni unità, sia essa un personaggio o un mezzo militare, possiede diverse caratteristiche che ne descrivono il ruolo, la resistenza, la gittata e la capacità offensiva. Alcune, come premesso poc'anzi, possiedono delle abilità sovrannaturali, i "Lord" ad esempio potenzieranno le capacità difensive delle unità situate nelle immediate vicinanze, mentre i "Medic" cureranno le ferite. Uno scenario verrà completato dopo aver sconfitto tutti i nemici che lo caratterizzano, spetterà poi alla trama introdurne di nuovi e più complessi. La longevità è assicurata da una storia suddivisa in ventitré capitoli, probabilmente uno dei titoli più longevi mai apparsi su questo sistema. L'interfaccia di controllo utilizza un intuitivo meccanismo a turni, ogni situazione ne metterà a disposizione un certo numero. Dopo aver effettuato ogni nostra mossa, saremo costretti a passare al turno successivo. Tecnicamente, His Dark Majesty, non se la cava poi così male, anche se la grafica impiegata per la sezione strategica, che poi sarebbe quella del gioco vero e proprio, è senza alcun dubbio spartana, di sicuro le ben note limitazioni hardware degli Atari non hanno aiutato in questo senso. Stendiamo un velo pietoso anche sulle animazioni praticamente assenti, l'introduzione, al contrario, vanta tutta una serie di ottime schermate grafiche. Il comparto audio è sicuramente di qualità, le musiche, così come gli effetti sonori, sono abbastanza gradevoli. A conti fatti, un titolo piuttosto valido se siete amanti della strategia-ruolistica, il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://hdm.atari.pl/download.html"&gt;&lt;b&gt;Download His Dark Majesty (Download page)&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.: &lt;/b&gt;Gli autori consigliano l'uso dell'&lt;a href="http://atariarea.krap.pl/PLus/index_us.htm"&gt;Atari800Win&lt;/a&gt;, probabilmente il miglior emulatore per i vecchi Atari ad 8 bit. Il programma richiede però la presenza delle roms di sistema, file "&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/39149873/eefe8b/Atari_8_bit_roms.html"&gt;Atari8BitSystemRoms.rar&lt;/a&gt;". Scompattate entrambi gli archivi nella medesima posizione e quando richiesto dall'emulatore selezionate ogni singola rom utilizzando l'apposito pulsante: &lt;b&gt;ATARIOSB.ROM&lt;/b&gt; per il pulsante OS-B, &lt;b&gt;ATARIXL.ROM&lt;/b&gt; per XL/XE ed infine &lt;b&gt;ATARIBAS.ROM&lt;/b&gt; per Basic. In qualsiasi momento potrete modificare tali impostazioni con "&lt;b&gt;Atari-&amp;gt;Rom Images&lt;/b&gt;". Lanciate il programma ed utilizzate "&lt;b&gt;File-&amp;gt;Autoboot Image&lt;/b&gt;" per selezionare il file &lt;b&gt;.atr&lt;/b&gt; del gioco, ovviamente dopo averlo scaricato dal sito ufficiale. Per impostare l'emulazione del Joystick, utilizzate "&lt;b&gt;Input-&amp;gt; Joysticks&lt;/b&gt;" e dalla tendina del primo riquadro, quello marcato con "&lt;b&gt;1&lt;/b&gt;", selezionate "&lt;b&gt;Arrows + RCtrl as fire&lt;/b&gt;", cioè frecce direzionali per i movimenti e &lt;b&gt;CTRL&lt;/b&gt; destro per il fuoco. E' tutto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img85.imageshack.us/img85/4224/hdmsplashscreen.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="228" src="http://img85.imageshack.us/img85/4224/hdmsplashscreen.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img408.imageshack.us/img408/7969/hdmshots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img408.imageshack.us/img408/7969/hdmshots.png" width="277" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-737651566316295472?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/737651566316295472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=737651566316295472&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/737651566316295472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/737651566316295472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/05/his-dark-majesty_08.html' title='His Dark Majesty'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-8763124415765596970</id><published>2010-05-04T09:39:00.009+02:00</published><updated>2012-01-20T23:16:35.067+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MS-DOS'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sport'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Football'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simulation'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Soccer'/><title type='text'>Goal!</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quest’ottimo gioco di calcio sviluppato dal celebre Dino Dini è in realtà il "vero" terzo capitolo della famosa serie di videogiochi calcistici "&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Kick_Off"&gt;Kick Off&lt;/a&gt;", il punto di riferimento del genere dei primi anni '90. Il titolo ufficiale pubblicato dall'Anco si dimostrò essere, infatti, un banale videogioco di ripiego pubblicato giusto per cercare di risanare il danno scaturito dall'allontanamento del padre della serie. Ad ogni modo, Goal, fin dalla sua prima apparizione, entrò in diretta competizione col gioco di riferimento del momento, l'apprezzatissimo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sensible_Soccer"&gt;Sensible Soccer&lt;/a&gt;. Ben presto, si delinearono due scuole di pensiero: la prima enfatizzava gli elementi simulativi del titolo di Dino Dini, mentre la seconda sosteneva gli aspetti prettamente arcade del videogioco della Sensible Software. I due giochi, comunque sia, riuscirono a coesistere a lungo, ognuno conquistò un discreto numero di estimatori, anche se, poi, la storia consacrò il secondo per la sua maggior immediatezza. Comunque sia andata, Goal, è stato sicuramente l'unico gioco tra i due a poter fregiarsi del titolo di "vera" simulazione calcistica, poiché in realtà Sensible Soccer fu più un adattamento arcade del medesimo sport, almeno a livello di gameplay.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/cSWDYIsVkms&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/cSWDYIsVkms&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ad ogni modo, quest’ultima fatica di Dino Dini riprendeva le meccaniche alla base dei precedenti giochi della serie, pur espandendole sotto diversi aspetti. Il sistema di controllo era molto più complicato rispetto a quanto visto in Sensible Soccer, se già in quest'ultimo gioco si percepiva un certo realismo nella gestione del pallone, Goal raggiunse dei livelli quasi maniacali. La perfetta padronanza del pallone si otteneva solamente dopo un opportuno periodo propedeutico, fermo restando che occorreva assimilare preventivamente il particolare meccanismo atto ad agganciare la palla al piede del calciatore. Una volta rotto il ghiaccio con questo "peculiare" sistema di controllo, ci si sbizzarriva con dei numeri degni del più abile funambolo: dribbling, scatti, stoppate, colpi di testa, di tacco, passaggi lunghi, corti e persino le sforbiciate. Il campo poteva essere orientato sia orizzontalmente che verticalmente, inoltre, durante il corso del match, in concomitanza con alcuni eventi come ad esempio le rimesse in gioco ed i falli laterali, l'altezza della visuale aumentava così d’ampliare l'area osservabile, questa in seguito tornava a decrescere una volta che ricominciava l'azione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img580.imageshack.us/img580/1839/frontd.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="318" src="http://img580.imageshack.us/img580/1839/frontd.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi erano poi tutta una serie di opzioni destinate ad aumentare ulteriormente il realismo di ciascun match, potevamo selezionare diversi tipi di campo e differenti condizioni meteorologiche, con la possibilità di attivare o meno la presenza del vento. Goal! offriva, poi, diversi tipi di competizione, dalla partita secca alla coppa, passando per le modalità arcade ed allenamento. Il parco squadre contava un elenco di centoquarantaquattro team diversi da cui era possibile selezionarne trentadue per volta, ovviamente potevamo crearne di nuove. Durante le fasi che precedevano le partite stabilivamo sia la formazione che il modulo. Per ogni team impostavamo fino a cinque livelli di competenza. Ciascun giocatore era caratterizzato da diversi parametri che ne descrivevano le varie abilità. Inoltre, tramite un apposito elenco, assegnavamo un&amp;nbsp; particolare arbitro, anch'esso descritto da tutta una serie di voci, a ciascuna partita. A dire il vero, questo estremo realismo simulativo era compensato dalla presenza di qualche piccola imprecisione grafica, nulla che comunque potesse intaccare il valore di quest’ottima produzione. Non male davvero per un titolo così anzianotto, edizione inglese multi-linguaggio in cui figura anche l'Italiano. Il link:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.4shared.com/dir/38749063/67c876db/Goal_CD.html"&gt;&lt;b&gt;Download Goal! CD&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; &lt;/b&gt;(English retail, multilanguage)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;N.B.: &lt;/b&gt;Due note sui controlli: per navigare tra i menu del gioco potete utilizzare il mouse, la partita invece può essere giocata solamente con un Joystick. Ad ogni modo, possiamo emulare i joystick tramite la tastiera. Prima di tutto occorre impostare &lt;b&gt;joysticktype=2axis&lt;/b&gt; nel file di configurazione del Dosbox. Dopo aver lanciato il programma, in presenza del prompt (C:\&amp;gt;), tenete premuto &lt;b&gt;CTRL&lt;/b&gt; ed usate il tasto &lt;b&gt;F1&lt;/b&gt;, entrerete così nella schermata di configurazione della tastiera. All'estrema destra, sotto "&lt;b&gt;Joystick Layout&lt;/b&gt;", trovate due tabelle che rappresentano le varie posizioni dei due joystick, in ciascuna figurano le celle: &lt;b&gt;1, Y-, 2, X-, Y+, X+&lt;/b&gt;. 1 e 2 sono gli eventi associati alla pressione dei pulsanti di fuoco, Y- e Y+ rappresentano rispettivamente la leva che va verso l'alto e verso il basso, infine X- e X+ la leva che si sposta a sinistra e a destra. Per emulare ogni singolo movimento con la tastiera, fate un click su ogni cella, dopo avervi cliccato sopra apparirà la frase "&lt;b&gt;Select a different event...&lt;/b&gt;", a questo punto cliccate sul pulsante "&lt;b&gt;Add&lt;/b&gt;" e premerete il tasto che preferite. Ad esempio: cliccate su 1, date l'Add e premete il tasto "z" (senza virgolette), in altre parole significherà che il primo pulsante del joystick sarà emulato dall'apposito tasto specificato sulla tastiera, “z” appunto. Ripetete poi lo stesso procedimento con tutte le altre celle ed una volta terminato cliccate su "&lt;b&gt;Save&lt;/b&gt;" e poi su "&lt;b&gt;Exit&lt;/b&gt;". Durante il gioco, quando sarete in presenza della schermata che si riferisce al Joystick , tenete premuto il tasto che emula il pulsante del fuoco per iniziare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img34.imageshack.us/img34/3830/goalshots.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://img34.imageshack.us/img34/3830/goalshots.png" width="318" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4957314368979150791-8763124415765596970?l=retrobert.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://retrobert.blogspot.com/feeds/8763124415765596970/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=4957314368979150791&amp;postID=8763124415765596970&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/8763124415765596970'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4957314368979150791/posts/default/8763124415765596970'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://retrobert.blogspot.com/2010/05/goal_04.html' title='Goal!'/><author><name>Bert</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16853450805129643942</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/__0IH7CndjG4/TNidd5Dh5GI/AAAAAAAAAHU/yFB8H7q1Q_s/S220/BertAvt2.png'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4957314368979150791.post-2591115938023401661</id><published>2010-04-29T11:14:00.008+02:00</published><updated>2012-01-20T23:17:22.053+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Adventure'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Post-Mortem'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Oric Atmos'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Isometric'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Floppy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Puzzle'/><title type='text'>Space: 1999</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo interessantissimo videogioco sviluppato per il semi-sconosciuto, almeno qui da noi, &lt;a href="http://www.old-computers.com/museum/computer.asp?c=79"&gt;Oric Atmos&lt;/a&gt; ha catalizzato fin da subito la mia attenzione, vuoi perchè si tratta dell'exploit tecnico più rilevante avuto su questo limitatissimo home computer ma soprattutto poiché porta sui nostri monitor l'adattamento videoludico di una delle più apprezzate serie di fantascienza degli anni '70, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Spazio_1999"&gt;Spazio 1999&lt;/a&gt;! Questa storica saga televisiva è incentrata sulle vicende della base lunare Alpha, l'antefatto vede la nostra cara vecchia Luna abbandonare la sua consueta orbita a seguito di un’esplosione nucleare dovuta allo stoccaggio di alcune scorie nucleari. L'immensa deflagrazione libera il nostro satellite dall'attrazione gravitazionale terrestre e lo allontana per sempre dal Sistema Solare. La base lunare, così come l'intero pianetino su cui è costruita, inizia&amp;nbsp; a vagabondare tra le stelle della Galassia. Durante questo lungo viaggio volto alla ricerca di un nuovo pianeta su cui insediarsi, il celebre equipaggio della serie affronterà i problemi più disparati, spesso entrando in contatto con i mondi più improbabili e le creature aliene più bizzarre. Questa conversione realizzata per il personal computer dell’Oric è una affascinate avventura isometrica che ripercorre i fasti di un genere inaugurato sul mitico &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sinclair_ZX_Spectrum"&gt;ZX Spectrum&lt;/a&gt; della Sinclair.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/i4mjkt76dtM&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/i4mjkt76dtM&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La trama del gioco vede la Luna avvicinarsi sempre più ad un misterioso campo d'energia, i sistemi della base iniziano ad essere disturbati dalle radiazioni provenienti dal cosmo. Il supporto vitale è irrimediabilmente compromesso e, nonostante l'evacuazione dei ponti superiori, il destino di Alpha e dei suoi numerosi abitanti sembra ormai segnato. Il nostro obiettivo consiste nel riattivare i sistemi vitali dei piani superiori prima che l'energia residua si esaurisca completamente. Durante il corso dell'avventura controlliamo i due personaggi principali della serie: il comandante John Koenig e la dottoressa Helena Russel, ciascuno è caratterizzato da differenti abilità. La maggior parte del tempo viene impiegata per esplorare le varie stanze che compongono la base, in ciascuna di queste troveremo gli oggetti ed i dispositivi elettronici più disparati. Gli oggetti possono essere raccolti, manipolati ed utilizzati con i diversi ritrovati tecnologici sparsi per le sale della base. Trasportiamo al massimo tre manufatti per volta, questa limitazione ci obbligherà in più di un'occasione a dover ponderare attentame
