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    Gaia Seed


    Pubblicato da Bert, sabato 22 ottobre 2011.

    “Gaia Seed” è un semisconosciuto shoot’em up realizzato dalla Techno Soleil, una software house giapponese già nota per aver dato i natali all’altrettanto oscuro “Kaisoku Tenshi”: un simpatico platform sviluppato anch’esso per la prima Playstation. Prima di descriverne i pregi e le caratteristiche più interessanti, vorrei spendere qualche parola su quello che, almeno secondo alcuni, sarebbe il suo difetto più evidente, semmai possa essere considerato tale in realtà, e cioè il fatto di non assomigliare in alcun modo ai titoli che hanno contribuito a diffondere la nuova accezione che contraddistingue tuttora questo genere di videogiochi: la svolta tridimensionale giusto per intenderci. In altre parole, “Gaia Seed” piuttosto che adeguarsi al nuovo standard introdotto da titoli del calibro di “Raystorm”, “G-Darius”, “Philosoma”, “Einhander” ed “R-Type Delta”, giusto per citare i più celebri sviluppati e convertiti appositamente per il famoso 32 bit della Sony, preferì invece rifarsi ai fasti della precedente generazione di piattaforme videoludiche, in particolare ai vecchi sistemi a 16 bit come il Sega Mega Drive, il Nec PC-Engine e il Super Nes della Nintendo. Fatta questa breve considerazione, che effettivamente potrebbe scoraggiare tutti coloro non particolarmente avvezzi a titoli così datati, bisogna pur sempre ammettere che si tratta di tutt'altro che un brutto videogioco, a cui bisogna riconoscere, fra l'altro, il non trascurabile pregio di offrire un incedere tutto sommato moderno, sebbene debba pagare senza alcun dubbio più di un pegno alla sua impostazione tipicamente “dueddì” e alla scalcinata distribuzione che purtroppo l’ha visto suo malgrado protagonista. Comunque sia, la partita inizia nello spazio profondo, nelle immediate vicinanze di una stazione spaziale. Da li a poco inizieremo a vedercela con i primi nemici all’interno di quella che pare essere una sorta di discarica spaziale. Lo spazio circostante pullula, infatti, di una miriade di detriti a cui è stato applicato un accattivante effetto di rotazione. Mentre lo sfondo scorre fluidamente, forte anche di un pregevole effetto prospettico dovuto al sapiente impiego di numerosi strati di parallasse, lo scenario verrà messo in scala fino a condurci in quella che sembra essere una sorta di rete elettronica concepita per alimentare un qualche tipo di congegno per il salto “iperspaziale”.


    Entro pochi istanti dall’aver spiccato il balzo, ci ritroveremo dall’altra parte della Galassia, nei pressi del luogo in cui sta infuriando il grosso della battaglia. Questi frequenti capovolgimenti di fronte che via via interessano l’azione sono una delle peculiarità più interessanti di “Gaia Seed”, spesso e volentieri, non avremo neanche il tempo di meravigliarcene visto le improvvise e le inaspettate trovate che inframmezzeranno il normale fluire della partita. La  nostra astronave, ad ogni modo, impiega essenzialmente due tipi di armi: il classico cannone “vulcan” ed il laser. La gittata e l’efficacia di queste armi possono essere potenziate più volte collezionando degli opportuni “power-up”. L’armamento secondario consiste, invece, in un onda a mezzaluna e in un classico proiettile energetico, le performance di queste ultime, al contrario, non possono essere migliorate in alcun modo. La navicella, d’altra parte, è protetta da uno scudo che tenderà ad affievolirsi a seguito di ogni colpo ricevuto, quest’ultimo  potrà comunque rigenerarsi durante i momenti di calma. A mano a mano che persevereremo col far fuori i nemici, faremo aumentare l’indicatore che rappresenta l’intensità di fuoco. Una volta raggiunto il livello massimo, questo ci consentirà di scatenare un devastante attacco speciale la cui natura dipenderà dal tipo di arma in dotazione. Come in ogni buon “shoot’em up” che si rispetti, non mancheranno gli scontri con i boss di fine livello più disparati, i quali ovviamente non tradiranno i tipici stereotipi di questo genere di videogiochi. Una volta sconfitte queste inquietanti creature, assisteremo a più riprese all’intensificarsi della battaglia e, da lì a breve, verremo nuovamente catapultati nel bel mezzo dell’azione. Nel corso della partita visiteremo gli scenari più fantasiosi ed improbabili: ci tufferemo, ad esempio, nelle profondità di un suggestivo oceano contraddistinto, fra l’altro, da un design decisamente retrò ed impreziosito dal tipico effetto ondulatorio volto a riprodurne la distorsione e la trasparenza dell’acqua, così come attraverseremo un denso strato di nubi d’alta quota che improvvisamente si rivelerà essere un gigantesco sistema temporalesco.


    Una volta al suo interno, ciò che a prima vista ci appariva come un paesaggio piuttosto monotono e banale, si trasformerà pian piano in un inquietante caleidoscopio di luci, ombre, pioggia e saette. In genere non fornisco mai così tanti dettagli, ma data la scarsa notorietà del titolo in questione e la blanda considerazione dimostratagli in fase di "testing", non penso di arrecargli alcun torto dando un’idea più obiettiva di quanto abbia effettivamente da offrire. Ad ogni modo, più giocherete a “Gaia Seed”, più noterete tanti piccoli particolari che ve lo faranno apprezzare ancora di più. Un altro aspetto particolarmente curato di questo titolo, al pari delle summenzionate raffinatezze estetiche squisitamente bidimensionali, concerne il comparto audio. I brani riprodotti durante lo svolgimento dei livelli, così come tra l’altro gli stessi effetti sonori, di cui molti ambientali, che ne impreziosiscono la resa finale, non si limitano ad accompagnarne semplicemente l’azione, ma al contrario contribuiscono decisivamente a calare il giocatore nelle più disparate atmosfere poste in essere dal gioco. In altre parole, non sarà raro subire il fascino dei passaggi musicali più evocativi così come, d’altro canto, percepire una scarica di adrenalina a seguito degli avvicendamenti particolarmente ritmati. Tirando le somme, non posso far altro che consigliare “Gaia Seed” a tutti gli amanti degli sparatutto, soprattutto a coloro che non si pongono alcun problema nel cimentarsi con un titolo che si rifà pedissequamente ai fasti della precedente generazione bidimensionale. A tutti gli altri consiglio, invece, di non farsi sviare troppo dalla sua impostazione anacronistica poiché celato in essa vi è comunque un signor “shoot’em up” ricco di spunti e sorprese. Qualora ve lo lasciaste sfuggire, oltretutto, difficilmente potreste imbattervi in futuro in un altro titolo così curato e sorprendente. Non male, il link:

    Download Gaia Seed CD

    N.B.: "Gaia Seed" funziona con il pSX, l'emulatore ha però bisogno del Bios originale della Playstation, scompattate il file 'BiosPSX.rar' dentro la cartella /bios/ dell'emulatore. Una volta lanciato il programma, bisogna aprire il menu 'File' e selezionare 'Inserisci immagine CD'. Dalla finestra si seleziona il file 'GaiaSeed.ccd', successivamente sempre dal medesimo menù potete dare il 'Reset'. Selezionando 'Configurazione', sempre dal menù File, e poi la scheda 'Controller' saremo in grado di specificare i tasti che più preferiamo.

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    1 Commento:

    mi piacciono molto le musiche del gioco, belle davvero

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