"Super Mario Bros" nell'immaginario collettivo è divenuto ormai da tempo il termine di paragone per tutti quei videogiochi che rientrano nella categoria dei platform a scorrimento e poco importa che la celebre casa di Kyoto ce l'abbia riproposto così tante volte e in così tante salse da farcelo diventare persino un "tantino" indigesto. A prescindere da quale sia il grado di sopportazione di ognuno di noi, bisogna pur sempre ammettere che i suoi giochi, almeno quelli prettamente attinenti al genere delle piattaforme, sono sempre stati e continuano ad essere dei prodotti d’indiscutibile qualità, quindi non c'è molto da meravigliarsi se qualche talentuoso programmatore dedito al "retro-programming" cerchi di riprodurne i medesimi fasti sulla sua piattaforma retroludica preferita, magari modificandoli giusto quel tanto che basta per non incorrere nelle ire della summenzionata azienda giapponese. Ebbene, Crownland, in breve, colma l'assenza di tali titoli sui celebri computer ad otto bit dell'Atari, almeno per quanto riguarda i modelli più recenti di classe XE/XL, un po' come fece a suo tempo "Great Giana Sisters" sul "Commodore 64". Il sopraccitato videogioco, come premesso, si sviluppa più o meno come uno dei tanti platform aventi come protagonista il famoso idraulico italiano, seppur con qualche semplificazione. A livello di gameplay, infatti, non dobbiamo far altro che raggiungere la fine di ciascuno stage assecondandone lo scorrimento con una lunga serie di balzi.
Durante l'azione non ci limitiamo a superare solamente i dislivelli più disparati, ma piuttosto ci tocca anche ingegnarci su come raggiungere le piattaforme più inaccessibili così da raccogliere il maggior numero di stelline possibile. Per far ciò, spesso e volentieri, siamo costretti a sfruttare la presenza dei mostriciattoli che infestano il livello, in particolare: lumache, ricci, pipistrelli, scimmie, tartarughe, ragni e scorpioni. Tali creature, quando non necessarie ai nostri scopi, possono essere fatte fuori colpendole dall'alto, cioè schiacciandole dopo aver spiccato un apposito salto. Ovviamente, come da tradizione, non mancheranno, inoltre, le perfide piattaforme semoventi e le sezioni da superare con una repentina sequenza di salti ben ponderati. Ogni livello dovrà essere completato entro un certo tempo limite ed, oltre alle stelline, sarà possibile collezionare anche qualche altro bonus. Nel corso di ciascuno stage potremo contare, inoltre, su una piccola scorta di energia che ci consentirà di resistere a qualche fugace contatto con i nemici, ma, una volta terminata quest’ultima, perderemo comunque una preziosa vita e dovremo riprendere il livello dall'inizio. Alla fine di uno stage riceveremo anche un punteggio bonus calcolato in base al tempo risparmiato. Crownland contempla tre mondi suddivisi in due livelli ciascuno, a questi vanno poi aggiunti un paio di stage bonus e lo scontro finale col boss che ha messo a ferro e fuoco il Regno. Il gioco, sebbene indubbiamente corto, è comunque abbastanza impegnativo e non mancherà di metterci in difficoltà in più di un’occasione.
Ciò che colpisce maggiormente di Crownland, oltre al fatto di essersi classificato solamente al secondo posto nell’“ABBUC SW Competition” del 2007, sono senza alcun dubbio le strabilianti performance audio/visive sfoggiate. Da questo punto di vista si può affermare con certezza che si tratta di uno dei migliori platform ad otto bit mai realizzati, non solo per quanto riguarda le macchine Atari. La grafica sfrutta il classico stile rotondo che contraddistingue la maggior parte di questi titoli ed, oltre ad essere piacevole e simpatica, appare piuttosto dettagliata e colorata. La scena è impreziosita da uno stupefacente effetto prospettico multi-strato che asseconda lo scorrimento dello sfondo. Il comparto grafico, inoltre, è arricchito da innumerevoli altri dettagli tra i quali vale sicuramente la pena di citare: la sfumatura in piena tradizione Amiga che enfatizza il cielo, lo splendido effetto trasparenza realizzato per rappresentare l'acqua e l'incredibile parallasse a scomparsa che caratterizza alcune sezioni dello scenario. Il comparto audio non è da meno, l'azione è accompagnata da una manciata di motivetti per lo più orecchiabili e da una serie di effetti sonori sicuramente efficaci, il risultato finale rende comunque giustizia anche in questo caso alle sofisticate capacità hardware di questi sistemi. Concludendo, nonostante sia un titolo tutt'altro che longevo e presenti delle meccaniche di gioco fin troppo ripetitive, Crownland rimane pur sempre una delle migliori “release” ad otto bit di questi ultimi anni. Non male, il link:
Download Crownland
N.B.: Crownland può essere giocato con l'Atari800Win Plus, a patto però di aver precedentemente scompattato i file di sistema, Atari8BitSystemRoms.rar, nell'apposita cartella ROM dell'emulatore. Dopo esserci assicurati di avere il programma impostato sui modelli XL/XE, 'Atari -> Machine type', e aver selezionato i rispettivi file per OS-B, BASIC, e XL/XE, da 'Atari -> Rom Images', potremo far partire il gioco selezionando l'apposito file, "Crownland.xex", con 'File -> Autoboot image'. I controlli per il gioco vedono le frecce direzionali per i movimenti del personaggio ed il tasto Ctrl per iniziare.
Pubblicato da
Bert,
venerdì 23 settembre 2011.














1 Commento:
idem! :))