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    Shadow Wraith


    Pubblicato da Bert, sabato 29 gennaio 2011.

    In "Shadow Wraith", indubbiamente uno dei migliori titoli realizzati per il Macintosh classico, impersoniamo ciò che rimane dello sfortunato Alex Kendall, un giovane ricercatore informatico impiegato presso il dipartimento della Difesa. Il Dottor Kendall si occupa sostanzialmente di studiare e mettere a punto delle rivoluzionarie tecnologie volte a migliorare l'interazione tra l'essere umano ed il network mondiale. Un giorno, probabilmente a causa degli stessi riservatissimi progetti che lo vedono coinvolto, assiste attonito alla precoce dipartita dei suoi cari per poi rimaner vittima anch'egli degli stessi sicari. Nonostante tutto, l'esistenza del giovane scienziato non cessa in quel ben preciso istante, ma, al contrario di quanto si possa immaginare, continua in una nuova forma tra i flussi dati della summenzionata rete. Qualche giorno prima, infatti, Alex si è sottoposto con successo al più ambizioso dei suoi esperimenti: il trasferimento del proprio "Io" nel cyberspazio! Ripresosi dal forte shock, Kendall si risveglia perciò all'interno di "Necropolis", una misteriosa area di questo bizzarro universo virtuale, e fin da subito inizia a perlustrarla in cerca di una possibile via d'uscita. A mano a mano che si susseguono i più vani tentativi per localizzarla, inizia a maturare l'idea di una vendetta che potrà ritenersi pienamente soddisfatta solamente dopo averla fatta pagare amaramente a tutti coloro che si sono macchiati degli orrendi delitti commessi ai danni della sua sfortunata famiglia. A livello di gameplay, tutto ciò si traduce col governare un'astronave, la forma trasmutata di Alex Kendall, in uno scenario bidimensionale rappresentato mediante una visuale a volo d'uccello, dall'alto se preferite, in una maniera del tutto analoga a quanto accadeva in titoli come Blastar (Amiga), Stardust (PC/Amiga),  se non addirittura negli ancor più classici Omega Race (Arcade) ed Asteroids (Arcade).


    Il nostro compito consiste sostanzialmente nel raggiungere l'uscita di ciascuno stage, una missione tutt'altro che semplice poiché ogni livello è contraddistinto da una serie di schermate che danno origine ad un intricatissimo labirinto. Alcune aree ci sono precluse da delle porte insormontabili, a noi spetterà capire come aprirle: in genere tramite delle opportune chiavi colorate o sfruttando degli appositi interruttori. Altre zone, invece, potranno essere raggiunte tramite teletrasportatori e passaggi segreti. I nostri spostamenti vengono continuamente memorizzati dallo scanner della navicella, uno strumento che si rivelerà particolarmente utile al cospetto delle innumerevoli biforcazioni che contraddistinguono lo scenario. Naturalmente, non dobbiamo vedercela solamente con la struttura dei livelli, ma anche con le innumerevoli creature che li popolano: in particolare virus e programmi via via sempre più pericolosi, tra l'altro rappresentati nel gioco come semplici astronavi o fantasiose livree geometriche. Per contrastarli utilizziamo due differenti sistemi d'armamento, ovviamente facendo un oculato uso delle munizioni. Tramite il primo spariamo con vari tipi d'armi: da fuoco e ad energia, col secondo, invece, lanciamo granate, missili e mine, quest'ultime innescabili tra l’altro anche per via remota. Naturalmente, lungo il corso dell'azione, raccoglieremo delle armi sempre più potenti ed efficaci, alcune delle quali in grado di mirare automaticamente. A nostra protezione abbiamo uno scudo energetico che diverrà sempre più flebile a seguito di ogni impatto con i proiettili nemici, una volta disattivato, lo scafo inizierà a subire danni di varia entità. Le collisioni, oltre ad essere attenuate da uno speciale scudo difensivo attivabile da un opportuno power-up, possono essere anche evitate con un repentino spostamento laterale della nave, in piena tradizione FPS.


    Ad ogni modo, lo stato degli scudi e dello scafo, così come tra l'altro la scorta delle munizioni, può essere reintegrato collezionando degli appositi bonus disseminati per il livello. L'astronave può ruotare di 360 gradi per poi procedere o retrocedere in una particolare direzione, ovviamente risentendo realisticamente dell'inerzia. Per sfuggire alle situazioni più pericolose, c'è offerta anche la possibilità di accelerare all'inverosimile con i propulsori, sebbene per un certo tempo limite. La navicella può essere controllata con la sola tastiera o con l'aiuto del mouse. Il gioco è sicuramente impegnativo e presenta una difficoltà per lo più graduale, nonostante non manchino dei passaggi piuttosto frustranti, la longevità è garantita da più di una ventina di stage, ripartiti in cinque episodi principali, e da cinque livelli di difficoltà, senza scordare di citare la possibilità di salvare i nostri progressi. Tecnicamente, “Shadow Wraith” vanta una buona realizzazione, la grafica adotta uno stile “metallico pseudo-elettronico” piuttosto definito, dettagliato ed adeguatamente ombreggiato. Gli oggetti in movimento sono minuti ma comunque ben realizzati, la fluidità dell'azione, così come la resa delle animazioni, si assesta sempre su valori sicuramente elevati. Il comparto sonoro è anch'esso di buona qualità, i brani musicali che accompagnano l'azione sono d'atmosfera e gli effetti sonori piuttosto realistici. Tirando le somme, un altro valido esempio di come ci si potesse divertire percchio anche con i Macintosh della Apple ed un gioco che, almeno per le meccaniche, è molto più simile ai moderni FPS che ai più classici “shoot'em up”. Non male, il link:

    Download Shadow Wraith (Hard disk image for Basilisk II)

    N.B.: "Shadow Wraith" funziona regolarmente col BasiliskII, innanzitutto bisogna scompattare sia l"emulatore che le roms di sistema, "quadra650.zip", nella stessa cartella, così come tra l'altro il file del gioco: "Shadow Wraith (DSK) (Bootable).rar". Facciamo partire il programma con un doppio click sull'icona "BasiliskIIGUI", ignorando l'eventuale finestra che ha a che vedere con i drivers del CD-Rom. Nella scheda "General", in corrispondenza di "Model ID:", impostiamo il modello su "Mac Quadra 650". Dalla scheda "Memory" selezioniamo il file "quadra650.rom" tramite il pulsante "Browse" di "ROM file path:", mentre dalla scheda "Disk", utilizzando il pulsante "Browse" nel bel mezzo allo schermo, andiamo a selezionare il file "ShadowWraith.dsk", il gioco vero e proprio. Entrambi i summenzionati file dovreste averli scompattati all"interno della cartella del "BasiliskII". In "Screen" impostiamo una risoluzione pari a 640x480 agendo rispettivamente su "Screen width" e "Screen height". In "Colors" selezioniamo 256 e, nel caso stessimo utilizzando Windows7/Vista, sarebbe opportuno selezionare anche "Windows GDI" da "Screen type", giusto per evitare problemi grafici. (L'aggiornamento dello schermo può essere migliorato impostando il "Refresh rate" a 60hz, così come diminuendo il numero di "Milliseconds" tra un fotogramma e l'altro. Se l'audio dovesse interrompersi troppo frequentemente, potete provare a modificare la dimensione ed il numero dei buffer nell'apposita sezione.) Infine, un click sul pulsante "Run" farà partire l"emulazione, la prima volta il Basilisk tarderà un po' ad avviarsi. Una volta visualizzato il desktop del Mac OS, basterà fare un doppio click sulla cartella "Shadow Wraith f" ed un altro sull'eseguibile "ShadowWraith 1.2" per far partire il gioco. I controlli possono essere configurati a piacimento, ad ogni modo, ho impostato le frecce direzionali per il controllo dell'astronave, "Z, X e C" per far fuoco con le rispettive armi e per far detonare le mine. "A, Q ed S, W" per ciclare tra le armi disponibili. "Maiuscolo/Shift" per schivare i proiettili e "Ctrl" per attivare i propulsori. Infine, lo "spazio" per aprire le porte ed utilizzare gli interruttori. Il manuale è disponibile in formato PDF all"interno dell"archivio in download.

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